24 ottobre 2017

Le serve

Gridate pure, se vi va! Lanciate magari il vostro ultimo grido, Signora! 
Finalmente! La signora è morta! Stesa sul linoleum... strangolata dai guanti per lavare i piatti. La Signora può restar seduta! La Signora può chiamarmi signorina Solange. Proprio così. È in virtù di quanto ho fatto. La Signora e il Signore mi chiameranno signorina Solange Lemercier.

Un capovolgimento di ruoli sta alla base di questo spettacolo. "Le serve" di Jean Genet è un testo che si basa sulla finzione dentro la finzione teatrale.
Quello a cui Solange e Claire, due sorelle che lavorano come serve in casa di un'aristocratica Signora, giocano ogni sera è un gioco dei ruoli che si ripete sempre secondo regole precise.


Ogni volta, una delle due interpreta la parte della Signora e l'altra fa la serva. Claire diventa la Signora e Solange diventa Claire. Ma, dai dialoghi, apprendiamo che ogni giorno questi ruoli si alternano e ognuna delle due ha la possibilità di vestire i sontuosi abiti della Signora.
La rappresentazione si svolge nello spazio di una solo sera, quindi noi spettatori vediamo Claire nella parte della padrona di casa, ma apprendiamo che Solange l'ha interpretata il giorno prima. E così è stato, in alternanza, per i giorni precedenti, perché questo rituale è ormai ben consolidato.

20 ottobre 2017

Nocturnia Files - Voci dalla notte

Questa non è un'idea mia, ma del buon Nick Parisi del blog Nocturnia, che ha gentilmente voluto coinvolgermi. Io ho accettato con entusiasmo, anzi, sono onorata di poter collaborare con dei personaggi così importanti nel campo della fantascienza!


In che cosa consiste la collaborazione? È presto detto: aiuterò Nick con la sua nuova rubrica "Nocturnia Files - Voci dalla notte" su Fantascientificast. Il loro podcast è tra i più ascoltati in Italia e io ancora non ci credo che potrò prestare la mia voce proprio a loro.

19 ottobre 2017

#LAmoreNonCrolla - Evento dal vivo a Bookcity 2017

Post fuori programma per dare un grande annuncio: tutti coloro che abitano vicino a Milano e vogliono vedermi in azione dal vivo, possono venirmi a trovare a Bookcity il 18 novembre!


Sarò al Castello Sforzesco per presentare, insieme a Edoardo Camponeschi, il progetto di solidarietà che ha portato alla nascita di Buck e il terremoto e di altre due antologie, i cui proventi sostengono il lavoro della Croce Rossa Italiana nelle aree colpite dal terremoto.

18 ottobre 2017

I monologhi esteriori - S02 E01

È iniziato l'autunno, ricominciano le scuole... e ricomincia anche il mio programma radiofonico, con la seconda stagione!
Ci saranno delle novità: per prima cosa io sono un po' meno imbranata a parlare davanti al microfono e quindi dovrei dire delle cose più sensate. Poi ho deciso di non scegliere più gli argomenti a seconda della mia ispirazione, ma di legarli al periodo dell'anno e ricorrere alle festività e alle "giornate mondali" che ricorrono, per trovare il tema di cui parlare.
E infine... mi dovrete sopportare una volta alla settimana, non più ogni due!


Almeno, se riesco a tenere questo ritmo, ma mi voglio impegnare per essere più costante e quindi spero di portare avanti la mia idea.

14 ottobre 2017

Mi offriresti un caffè?

Non so quale sia la vostra opinione su Patreon e simili sistemi in cui gli utenti finanziano il lavoro dei creatori di contenuti con delle donazioni. Però, ecco... non insultatemi se faccio anch'io qualcosa di simile.
Non ho le idee chiarissime neanch'io sul tema: una parte di me è contraria a "chiedere l'elemosina" e preferirebbe di gran lunga avere un lavoro che mi faccia guadagnare abbastanza. Ma, per una somma di fattori, il lavoro che ho adesso non mi fa guadagnare chissà che cosa (anche se ci sopravvivo, eh, non preoccupatevi!).


L'altra parte di me ha pensato che, in fondo, non è poi così sbagliato. In fondo, io offro dei contenuti gratis e ci sono state molte persone che hanno dimostrato di apprezzare... quindi, perché non dare la possibile di ringraziarmi con una piccola donazione?

12 ottobre 2017

Prendersi sul serio nel teatro dell'assurdo

Il teatro dell'assurdo è un piccolo mondo a parte, governato dalle sue regole, che sono diverse da quelle della realtà di tutti i giorni. 
Purtroppo, è anche un mondo poco frequentato e guardato con diffidenza da molte persone, che dopo la visione di spettacoli di Beckett, Ionesco o Pinter liquidano la questione con un secco "non ci ho capito niente".


Il corso a cui mi sono iscritta quest'anno tratta appunto del teatro dell'assurdo. 
Non l'ho scelto apposta per il tema (il fattore principale della scelta è stato l'insegnante, con cui ho lavorato l'anno passato al corso di doppiaggio e che mi è sembrato molto bravo) ma questo genere mi incuriosisce.

3 ottobre 2017

Il doppiaggio di film, cartoni animati, reality e videogiochi: le differenze

In Italia doppiamo tutto. Tralasciamo tutto il discorso sui sottotitoli, i pro e i contro... il dato di fatto è che non ci siamo abituati, quindi doppiamo tutto.
Quindi, ai doppiatori capitano un sacco di prodotti diversi su cui lavorare. Film, serie TV, sit-com, cartoni animati, reality show e videogiochi: se li elenchiamo così, facciamo fatica a trovare dei punti in comune tra questi generi. Sembra logico, allora, che per il doppiatore il tipo di lavoro sia molto diverso da un caso all'altro.


Alcune delle differenze si possono immaginare... altre non le avrei mai immaginate nemmeno io e le ho imparate al corso!
C'è da specificare che io, purtroppo, non ho ancora mai lavorato su nessuno di questi prodotti. Li ho soltanto visti doppiare durante dei turni a cui ho assistito, oppure ho provato a farlo mentre ero al corso, per imparare. Di alcuni, come i videogiochi, ho solo esperienze "di seconda mano" che mi sono state raccontate da altri attori.

30 settembre 2017

Il diavolo nella torre #4 (la nascita di un testo teatrale)
guest post di Cristina M Cavaliere

Questo è un guest post di Cristina M Cavaliere, che ha deciso di raccontarci la genesi del suo testo teatrale "Il diavolo nella torre" in una serie di articoli. Se non avete letto i post precedenti, il primo si trova qui e vi consiglio di recuperarlo. Ora lascio la parola a lei.

Quanto vado a esporvi è il metodo che ho utilizzato per scrivere il copione del Diavolo, che non è lo stesso adoperato per scrivere Il Canarino, l’altro mio scritto per il teatro.
Quest’ultimo, infatti, era nato come un racconto ed è stato trasformato in atto unico… e devo dire che la mutazione gli ha giovato molto, anche a detta di chi ha letto e confrontato racconto e testo teatrale.


Naturalmente, poi, è il mio metodo, e aggiungo che non ho tutta questa grande esperienza nella stesura di copioni. Quindi non prendete per oro colato quanto vi vado raccontando.

27 settembre 2017

Il diavolo nella torre #3 (l'immane lavoro della documentazione storica)
guest post di Cristina M Cavaliere

Questo è un guest post di Cristina M Cavaliere, che ha deciso di raccontarci la genesi del suo testo teatrale "Il diavolo nella torre" in una serie di articoli. Se non avete letto i post precedenti, il primo si trova qui e vi consiglio di recuperarlo. Ora lascio la parola a lei.

Nel post precedente mi sono soffermata sulla Fase 1 dell’elaborazione di un copione, che consiste sostanzialmente nella lettura e nello studio di alcuni testi di riferimento. Com’è ovvio sarebbe meglio averli visti rappresentati a teatro, ma non sempre è possibile.
C’è una grande differenza, infatti, in un copione scritto con linguaggio e personaggi contemporanei e uno ambientato nel passato in cui è necessario fornire al pubblico delle informazioni attendibili.


Qui invece parliamo della documentazione storica necessaria per scrivere qualsivoglia testo in un periodo collocato nel passato, e per testo intendo anche romanzo o racconto.

Fase 2 – Documentazione storica

Mentre mi preparavo a raccogliere materiale per documentarmi a fondo, sono stata di nuovo coinvolta in una delle visite guidate del vulcanico Mauro Enrico Soldi dell’Associazione Italia Medievale.
Visto che si doveva andare al Castello Sforzesco per visitare il Museo d’Arte Antica, e aveva capito che ormai stravedevo per il personaggio, mi aveva chiesto se me la sentivo di spiegare il Monumento Funebre di Bernabò Visconti. A differenza del primo agguato tesomi, lì avevo più tempo per documentarmi e ho preparato alcuni appunti dove spiegavo in lungo e in largo il monumento funebre.

Si tratta di un capolavoro scultoreo di Bonino da Campione, visto che messere, come lo chiamo io, lo aveva commissionato quand’era in vita e aveva voluto all’opera il miglior scultore esistente.
Il monumento è molto interessante e mostra Bernabò con un’armatura da guerra leggera, e ritto sul suo destriero, al di sopra di un sarcofago riccamente scolpito. Dato che messere aveva un ego un tantino sviluppato, lo aveva fatto ornare di preziosa foglia d’oro, e lo aveva collocato accanto all’altare nella chiesa di San Giovanni in Conca, come a dire che era pari al Signore Dio Nostro. Per riprendere le parole di Jessica Rabbit: “Non sono cattivo, mi disegnano così.”
Sto divagando, scusate! La mia arringa al gruppo è andata molto bene, ma il problema è che avevo cinque minuti di tempo e non ho potuto dissertare in lungo e in largo.

Dato che ero entrata nell’ottica di diventare stabile cronista di Bernabò Visconti, come Paolo Diacono con i Longobardi, ho pensato di non lasciare inutilizzato questo materiale assemblato con tanta fatica, e di farne oggetto di un primo post sul mio blog.
Pensavo che non se lo filasse nessuno, e invece… sorpresa della blogosfera! … avrebbe dato il via a una serie fortunatissima sul mio blog Il Manoscritto del Cavaliere. Questi articoli hanno avuto anche il merito di scatenare una specie di epidemia attorno alla figura del Visconti, cioè un contagioso interesse ed entusiasmo da parte di amici, esperti e conoscenti. Tutti volevano saperne di più, leggevano avidamente e s’appassionavano all’uomo che in vita era soprannominato il Diavolo.

Tornando alla fase della documentazione, avevo notato che, nella terza di copertina del romanzo La Vipera e il Diavolo, era menzionato il fatto che l’autore, Luigi Barnaba Frigoli, avesse scritto un breve studio su Bernabò Visconti depositato presso l’Archivio Storico Lombardo.
Ho dunque inviato una mail alla Meravigli Edizioni, che mi ha risposto asserendo di aver girato la mia mail all’autore. Frigoli mi ha risposto subito e, gentilissimo, mi ha dato indicazioni precise su come contattare l’Archivio Storico Lombardo per entrare in possesso del materiale. Dopo una sua conferenza cui avevo assistito, l’ho avvicinato; mi ha fornito ulteriori consigli su alcuni testi che avrei potuto leggere.

Mi sono dunque immersa nella lettura di:

  • “Un denaro in meno di Cristo". Bernabò Visconti nella novellistica toscana di Luigi Barnaba Frigoli – Archivio Storico Lombardo. Aggiungo che anche il personale dell’Archivio è stato di una cortesia squisita e di un’efficienza inappuntabile, e mi ha inviato le scansioni delle pagine via mail, scusandosi perché la leggibilità non era perfetta. Mi sembrava di vivere in una vita parallela!
  • Bernabò Visconti di Daniela Pizzagalli, edizione Rusconi, un bel saggio completamente incentrato sulla vita dell’omarino su cui mi accingevo a scrivere su cui ho appreso altri dettagli ed episodi cruciali, libro che ho disseminato di post-it gialli. Ho utilizzato molto spesso questo saggio per scrivere la serie sul Visconti apparsa nel mio blog. 
  • La Ca’ di Can di Carlo Tenca, autore contemporaneo al Manzoni che ambienta il suo romanzo in una Milano vivace e popolaresca di fine 1300 che ricorda molto la storia di Renzo e Lucia. Narra infatti le vicissitudini di una coppia di coniugi, angariati da uno degli ispettori dei cani di Bernabò, perché invaghito della donna. Ricordo brevemente in questa sede che messere aveva qualcosa come cinquemila cani da caccia e, non potendo tenerli tutti nel suo palazzo, li aveva disseminati in giro per Milano. I sudditi dovevano tenerli in ottimo stato, e dovevano passare al vaglio dei “canattieri” cioè gli ispettori dei cani. Bernabò vi fa una terrorizzante comparsata, da par suo, sufficiente a movimentare la trama. Alcuni diranno che i romanzi non sono saggi, ma siccome si parla di finzione (e il teatro e la letteratura sono finzioni), le buone opere letterarie hanno il pregio di farti immergere nel clima del periodo.
  • Avevo inoltre tutti i miei personali appunti sulle conferenze cui assistevo, e che rileggevo.

Fine della fase documentativa.

La caldaia ormai funzionava a pieno regime come se stessi per scrivere un romanzo.
Fino al giorno in cui, come nella scrittura di un romanzo, sopravviene una fase in cui capisci che devi smettere di leggere e devi cominciare a scrivere, cosa che ho fatto: mi sono rimboccata le maniche, mi sono seduta alla mia scrivania e mi sono messa all’opera sotto il probabile sguardo attento di Bernabò Visconti.
E di questo, ovvero della stesura del copione e del vivo della faccenda, vi parlerò nel prossimo post di questo polittico.

[continua...]

23 settembre 2017

Il diavolo nella torre #2 (i modelli di riferimento)
guest post di Cristina M Cavaliere

Questo è un guest post di Cristina M Cavaliere, che ha deciso di raccontarci la genesi del suo testo teatrale "Il diavolo nella torre" in una serie di articoli. Se non avete letto la parte precedente, recuperatela! Ora lascio la parola a lei.

Nello scorso post vi ho raccontato delle circostanze che mi hanno portato a scrivere il copione per il teatro Il Diavolo nella Torre, a causa della vera e propria irruzione di un personaggio storico che mi ha scombinato progetti di scrittura, scalette di post e chi più ne ha più ne metta: il crudele, imprevedibile e affascinante Bernabò Visconti.


Ma veniamo al dunque. Va da sé che scrivere un dramma a carattere storico ha molte caratteristiche in comune con la scrittura di un romanzo appartenente al genere, ed è dunque indispensabile documentarsi a fondo sull’epoca e sulle vicende di cui si intende scrivere… con la differenza che “gli scarti” rispetto al lavoro finito sono almeno venti volte superiori, specie in presenza di materiale sovrabbondante come quello sulla vita del nostro Bernabò.