27 aprile 2018

Come un dio immortale - Lettura del capitolo 3

Vi avevo già parlato sui miei social di Come un dio immortale, l'ultimo romanzo di Maria Teresa Steri, che ho a dir poco adorato. Se amate i thriller, i misteri e gli elementi sovrannaturali, non potete farvelo sfuggire.
Ora ho l'occasione di collaborare con l'autrice, in occasione del suo blog tour, un'iniziativa lunga più di un mese che porterà dei post riguardanti il romanzo e i suoi temi su tantissimi blog diversi.


Che cosa potevo fare, se non leggervi un capitolo del libro?
Ho scelto il terzo, perché è quello in cui i due personaggi principali si incontrano e si iniziano ad intravvedere i primi misteri che vanno al di là della realtà normale...

24 aprile 2018

Big magic

Consigliato e straconsigliato da blogger e youtuber, credo che ci sia un motivo per cui questo libro si è meritato una tale fama: riesce a spiegare in parole semplici e quotidiane tutto quello che ci eravamo sempre domandati sulla creatività, ma che non eravamo mai riusciti ad afferrare pienamente.
Come vi avevo preannunciato nel mio book haul teatrale, è arrivato il momento di parlarvi di "Big Magic" di Elizabeth Gilbert.


Il sottotitolo del libro è "vinci la paura e scopri il miracolo di una vita creativa". 
Una gran bella promessa, non c'è che dire. Sarà mantenuta? Beh, credo che nessuno si aspetti veramente un miracolo da un libro. Io non me lo aspettavo e non l'ho ricevuto, ma ho terminato la lettura con qualche idea interessante su cui vale la pena riflettere. Per questo lo consiglio anche a voi.

19 aprile 2018

Un corso di dizione... fatto da me!

Prima o poi, su internet le persone cercheranno di vendervi qualcosa. All'inizio vi davano dei contenuti gratis, poi iniziano a mettere le pubblicità e poi... zac. Tentano di vendervi qualcosa.
Ecco, quel momento è arrivato anche per me: sono ufficialmente una brutta persona che sta cercando di vendervi qualcosa.


Si tratta di questo corso qui: un corso di dizione online che potete acquistare sul sito LifeLearning.
Dato che in molti mi scrivono per chiedermi consigli ed esercizi da fare per migliorare la propria dizione, ho pensato che potesse essere utile. 

17 aprile 2018

Cosa xe che te ghe dito? - Una riflessione sul dialetto

Oggi voglio parlare di dialetto. Il mio dialetto, il dialetto veneto, ma credo che il discorso possa essere trasportato anche nella vostra regione di appartenenza. Gli schemi che ritornano sono sempre gli stessi.
Ho un rapporto particolare con il dialetto. Sono nata in un paesino molto piccolo, in una zona della provincia vicino alle montagne, in cui quasi tutti lo parlano. In famiglia, ma anche dal panettiere, in farmacia o nell'ufficio anagrafe del comune. 


Io non lo parlo spesso, non sono molto abituata, però lo ascolto. Mi sembra così naturale che ormai non mi rendo più conto della differenza se una persona mi parla in italiano o in dialetto. 
I miei genitori mi parlano abitualmente in dialetto e io rispondo in italiano, buttandoci dentro qualche espressione dialettale quando ci sono concetti che non riesco a tradurre

10 aprile 2018

BOOK HAUL // I miei libri sul teatro

In questo blog esiste una sezione "libri", ma non è ancora molto popolata.
Ci sono alcune recensioni, ma mi devo mettere d'impegno a leggere di più, perché ho tantissimi libri sul teatro o temi affini che ho comprato ma non ho ancora letto.


Per questo, ho deciso di fare un video in cui vi mostro tutti i miei libri, così mi posso rendere conto che sono tantissimi, vergognarmi di averne accumulati così tanti e mettere a leggere.
E anche perché così vi posso raccontare perché li ho scelti e vi posso dare qualche idea per le prossime letture, se vi interessa l'argomento.

5 aprile 2018

Recitare: una fuga da se stessi o un modo per conoscersi?

Il classico simbolo del teatro sono le due maschere, una sorridente e una triste, che rappresentano la commedia e la tragedia.
Ancora oggi, in alcuni spettacoli, gli attori indossano delle maschere, ma anche se spesso li vediamo con il volto scoperto, noi spettatori sappiamo che quella non è la persona che è l'attore nella sua vita reale. Sta interpretando un personaggio. La sua personalità è nascosta e viene "coperta" da quella di un altro.


A questo punto, viene spontaneo domandarsi: perché ad un attore piace recitare? Vuole fuggire da se stesso e dalla realtà della sua vita, assumendo le sembianze di diversi personaggi?

27 marzo 2018

6 cose impossibili che a teatro sono possibili

A volte nascono dei meme che mi piacciono. Questo è nato dal blog Cuore rotante e poi l'ho visto da Cristina M Cavaliere del blog Il manoscritto del cavaliere... e mi è venuta voglia di seguirlo.
L'idea affonda le radici in Alice nel paese delle meraviglie e nella famosa frase della Regina: 

"Quando ero giovane, mi esercitavo sempre mezz'ora al giorno. A volte riuscivo a credere anche a sei cose impossibili prima di colazione."


Ho sempre avuto un rapporto strano con Alice nel paese delle meraviglie: trovo il film della Disney decisamente psichedelico e il libro ancora più assurdo, però di un tipo di assurdità affascinante. Quel qualcosa che non si riesce a capire completamente... ma forse perché non deve essere capito.
Fantasticare sulle cose impossibili è sicuramente affascinante e il teatro rende possibili un sacco di cose normalmente impossibili. Quindi, direi che questo meme fa proprio al caso mio: sembra fatto apposta per parlare di teatro.

La regola del meme è riportare questa immagine di Alice in Wonderland e descrivere sei cose impossibili. Bisognerebbe anche nominare dei followers, ma so che tutti i miei lettori odiano queste cose, quindi continuate il gioco se volete, ma non vi nomino. Dopotutto, con me ha funzionato così.
Le sei cose impossibili che elencherò sono tutte possibili a teatro e vi spiegherò perché. Però le ho immaginate dopo colazione, perché io prima di colazione non riesco a fare proprio niente, figuriamoci formulare un pensiero compiuto.

Quindi, iniziamo. Nella vita reale è impossibile, ma a teatro è possibile...

1 - Diventare un'altra persona

Nella vita reale, volente o nolente, sei sempre tu. Puoi cercare di cambiare quanto vuoi, ma alla fine rimarrai sempre la stessa persona e non sarebbe sano il contrario.
A teatro, no: puoi diventare tutto quello che vuoi. Un personaggio molto diverso da te, un uomo, una donna, una divinità, una creatura mitologica, addirittura la rappresentazione di un concetto astratto.

2 - Vivere in un'altra epoca

Nessuno ha ancora inventato una macchina del tempo, ma a teatro possiamo ambientare la nostra scena nell'epoca in cui vogliamo. Antica Grecia, Medioevo, Rinascimento, Ottocento, o anche nel futuro come possiamo solo immaginarlo.

3 - Rivivere lo stesso momento più volte

Per quanto siamo felici in un momento, nella vita dobbiamo godercelo, perché sappiamo che non ritornerà mai più. A teatro tutto ritorna in ogni replica, le scene si ripetono sempre uguali a come sono state costruite dal regista e, anzi, la difficoltà è rivivere la stessa emozione ogni volta come se fosse la prima volta.

4 - Creare la realtà con le proprie parole

Le uniche altre persone che possono compiere questa magia sono gli scrittori, che creano un mondo con le loro parole. Anche gli attori lo possono fare, nell'improvvisazione, dove ogni proposta diventa reale. Se dico che il bastone che ho in mano è una spada, lo diventa. Se dico che siamo su una nave, o sulla cima di una montagna, tutto questo diventa reale.

5 - Provare un turbine di emozioni

Nella vita reale si può fare, però accade di rado oppure è conseguenza di qualche disturbo mentale o droga. Nel teatro, invece, è tutto normale e si può passare nel giro di pochi minuti dalla gioia all'innamoramento, alla rabbia, alla disperazione più totale. E ha perfettamente senso. Se ci succedesse nella vita reale, dovremmo davvero farci delle domande.

6 - Morire e tornare in vita

Infine, a teatro la vita non finisce. Si può morire sulla scena e tornare in vita per la replica successiva. Nella vita reale la temiamo, e giustamente, perché non conosciamo quello che c'è dopo e sappiamo che non possiamo tornare indietro. Ma a teatro nemmeno la morte è definitiva e quindi fa parte del gioco. 


Ho bisogno di dire altro per convincervi che il teatro è qualcosa di magico?

- dramaqueen

20 marzo 2018

Teatro "al femminile"? Cosa vuol dire parlare di donne?

Teatro al femminile. Storie al femminile. Storie di donne. Quante volte abbiamo letto queste espressioni nei titoli o nei sottotitoli di opere di vario genere?
E quante volte abbiamo letto di "storie di uomini" o "al maschile"? Io nemmeno una, almeno non con la stessa accezione. Insomma, quando si parla di donne, bisogna specificarlo. Quando si parla di uomini, è normale.


Un po' di tempo fa avevo letto un articolo molto interessante (che purtroppo non riesco più a ritrovare) in cui si diceva che in generale il maschile è sempre considerato la norma, il femminile l'eccezione. 
Se parliamo di uomini non bisogna dire niente, è scontato. Ma se parliamo di donne, va sottolineato, perché non è la norma. Ma perché? 

13 marzo 2018

Or sola e trafitta

Questa recensione arriva in ritardo, perché io vengo da una settimana molto impegnativa, però ci tenevo a scriverla lo stesso. Non sono più in tempo per invitarvi ad andare a vedere questo spettacolo, ma vi voglio far conoscere l'associazione Avvicin'Arti e il loro lavoro.


Me l'ha fatta conoscere la mia amica Romina Tamerici, che è amica anche della regista, autrice (insieme a Paolo Bolla) e protagonista dello spettacolo Linda Montecchiani.
Si tratta di uno spettacolo che racconta la storia di un'opera di Caravaggio, Il martirio di sant'Orsola, e che ha avuto luogo alle Gallerie d'Italia (sì, dentro un museo) di Milano. Questa è la prima rappresentazione di Avvicin'Arti che vedo, ma so che anche altre parlano di opere d'arte, quindi se vi interessa avrete sicuramente altre occasioni di vederli all'opera.

2 marzo 2018

Podcast e collaborazioni

Vi do pochi aggiornamenti? Sembra che io non stia facendo niente?
Beh, non è vero, sto lavorando non a uno ma a ben due progetti misteriosi di cui non vi parlerò prima che siano andati in porto, ma che spero di potervi raccontare presto sulle pagine di questo blog.


E poi, se volete sentire la mia voce, vi basta avvicinarvi al mondo dei podcast per ascoltarmi fino a stancarvi.
No, forse così non è esattamente la migliore delle pubblicità. Diciamo che mi potete ascoltare tanto, tutte le volte che volete. Però è vero che io mi stanco a riascoltarmi, dopo un po', perché non faccio che registrare, montare e sentire i prodotti finiti... quindi dopo un po' vorrei sentire anche la voce di qualcun altro!