23 maggio 2018

The Deviant Hearts - speciale Obsidian Mirror

Da qualche anno The Obsidian Mirror ospita il tradizionale speciale di aprile. 
Quest'anno per varie complicazioni si è spostato a maggio, ma nella sostanza non cambia nulla. Tanti blogger hanno collaborato e sono felice di poter dire che nel gruppo ci sono anch'io!

Foto di Fabio Interra

Il tema di quest'anno è il piacere della sofferenza ed è stato declinato in molti modi: da The Hellbound Heart alla storia di Leopold von Sacher-Masoch, dalla religione al cinema... e ora arriva anche la musica.
Potevo non cogliere quest'occasione per parlare della mia passione, la musica metal?
Quindi, ho tirato fuori uno dei classici album che conosco solo io: The Deviant Hearts dei Phantasma. Si tratta di un concept album ispirato a un romanzo breve omonimo, scritto dalla cantante del progetto musicale.

Che cosa c'entra con il piacere della sofferenza? Lo scoprirete leggendo!
Ecco il link al post sul blog di Obsidian Mirror:

Spero che la lettura vi piacerà e, mi raccomando, non perdete gli altri capitoli dello speciale!

- dramaqueen

8 maggio 2018

L'attesa
Un'occasione per vedermi in scena!

... ed è con molto poca modestia che vi invito al fantastico spettacolo finale del mio corso di recitazione!
Spero di potervi invitare, in futuro, a spettacoli più professionali, ma per ora sto ancora studiando per cercare di migliorarmi e questa è la conclusione del percorso di un anno. Comunque vi posso dire che l'insegnante, Pino Pirovano, ha tirato fuori il meglio da tutti e che secondo me questa rappresentazione può divertirvi.


Quindi, se siete liberi la sera del 29 maggio 2018 e se siete di Milano o dintorni, ritenetevi invitati.
Non ci sarò solo io, ci saranno altre 16 persone che hanno lavorato con me, ma vi posso assicurare che vale la pena di vederle.

2 maggio 2018

Timidezza: 3 consigli +1 per trovare il coraggio di fare teatro

Non so se qualcuno se lo ricorda, ma il primissimo post di questo blog era dedicato alla timidezza.
Perché ho iniziato proprio da lì? Se mi conosceste di persona non vi fareste questa domanda: la timidezza è sempre stato anche un mio problema. Ora l'ho in parte superato, ma a volte rimane, insieme con massicce dosi di insicurezza.


Ho pensato di rimodernare alcuni dei miei primi post in versione video, perché il tema sicuramente è ancora attuale e magari riproporli in un mezzo diverso può dare nuova vita alle mie parole.
Soprattutto perché leggo spesso commenti di persone incuriosite dal teatro e che vorrebbero provare, ma dicono di essere troppo timide per lanciarsi in questa nuova esperienza.

27 aprile 2018

Come un dio immortale - Lettura del capitolo 3

Vi avevo già parlato sui miei social di Come un dio immortale, l'ultimo romanzo di Maria Teresa Steri, che ho a dir poco adorato. Se amate i thriller, i misteri e gli elementi sovrannaturali, non potete farvelo sfuggire.
Ora ho l'occasione di collaborare con l'autrice, in occasione del suo blog tour, un'iniziativa lunga più di un mese che porterà dei post riguardanti il romanzo e i suoi temi su tantissimi blog diversi.


Che cosa potevo fare, se non leggervi un capitolo del libro?
Ho scelto il terzo, perché è quello in cui i due personaggi principali si incontrano e si iniziano ad intravvedere i primi misteri che vanno al di là della realtà normale...

24 aprile 2018

Big magic

Consigliato e straconsigliato da blogger e youtuber, credo che ci sia un motivo per cui questo libro si è meritato una tale fama: riesce a spiegare in parole semplici e quotidiane tutto quello che ci eravamo sempre domandati sulla creatività, ma che non eravamo mai riusciti ad afferrare pienamente.
Come vi avevo preannunciato nel mio book haul teatrale, è arrivato il momento di parlarvi di "Big Magic" di Elizabeth Gilbert.


Il sottotitolo del libro è "vinci la paura e scopri il miracolo di una vita creativa". 
Una gran bella promessa, non c'è che dire. Sarà mantenuta? Beh, credo che nessuno si aspetti veramente un miracolo da un libro. Io non me lo aspettavo e non l'ho ricevuto, ma ho terminato la lettura con qualche idea interessante su cui vale la pena riflettere. Per questo lo consiglio anche a voi.

19 aprile 2018

Un corso di dizione... fatto da me!

Prima o poi, su internet le persone cercheranno di vendervi qualcosa. All'inizio vi davano dei contenuti gratis, poi iniziano a mettere le pubblicità e poi... zac. Tentano di vendervi qualcosa.
Ecco, quel momento è arrivato anche per me: sono ufficialmente una brutta persona che sta cercando di vendervi qualcosa.


Si tratta di questo corso qui: un corso di dizione online che potete acquistare sul sito LifeLearning.
Dato che in molti mi scrivono per chiedermi consigli ed esercizi da fare per migliorare la propria dizione, ho pensato che potesse essere utile. 

17 aprile 2018

Cosa xe che te ghe dito? - Una riflessione sul dialetto

Oggi voglio parlare di dialetto. Il mio dialetto, il dialetto veneto, ma credo che il discorso possa essere trasportato anche nella vostra regione di appartenenza. Gli schemi che ritornano sono sempre gli stessi.
Ho un rapporto particolare con il dialetto. Sono nata in un paesino molto piccolo, in una zona della provincia vicino alle montagne, in cui quasi tutti lo parlano. In famiglia, ma anche dal panettiere, in farmacia o nell'ufficio anagrafe del comune. 


Io non lo parlo spesso, non sono molto abituata, però lo ascolto. Mi sembra così naturale che ormai non mi rendo più conto della differenza se una persona mi parla in italiano o in dialetto. 
I miei genitori mi parlano abitualmente in dialetto e io rispondo in italiano, buttandoci dentro qualche espressione dialettale quando ci sono concetti che non riesco a tradurre

10 aprile 2018

BOOK HAUL // I miei libri sul teatro

In questo blog esiste una sezione "libri", ma non è ancora molto popolata.
Ci sono alcune recensioni, ma mi devo mettere d'impegno a leggere di più, perché ho tantissimi libri sul teatro o temi affini che ho comprato ma non ho ancora letto.


Per questo, ho deciso di fare un video in cui vi mostro tutti i miei libri, così mi posso rendere conto che sono tantissimi, vergognarmi di averne accumulati così tanti e mettere a leggere.
E anche perché così vi posso raccontare perché li ho scelti e vi posso dare qualche idea per le prossime letture, se vi interessa l'argomento.

5 aprile 2018

Recitare: una fuga da se stessi o un modo per conoscersi?

Il classico simbolo del teatro sono le due maschere, una sorridente e una triste, che rappresentano la commedia e la tragedia.
Ancora oggi, in alcuni spettacoli, gli attori indossano delle maschere, ma anche se spesso li vediamo con il volto scoperto, noi spettatori sappiamo che quella non è la persona che è l'attore nella sua vita reale. Sta interpretando un personaggio. La sua personalità è nascosta e viene "coperta" da quella di un altro.


A questo punto, viene spontaneo domandarsi: perché ad un attore piace recitare? Vuole fuggire da se stesso e dalla realtà della sua vita, assumendo le sembianze di diversi personaggi?

27 marzo 2018

6 cose impossibili che a teatro sono possibili

A volte nascono dei meme che mi piacciono. Questo è nato dal blog Cuore rotante e poi l'ho visto da Cristina M Cavaliere del blog Il manoscritto del cavaliere... e mi è venuta voglia di seguirlo.
L'idea affonda le radici in Alice nel paese delle meraviglie e nella famosa frase della Regina: 

"Quando ero giovane, mi esercitavo sempre mezz'ora al giorno. A volte riuscivo a credere anche a sei cose impossibili prima di colazione."


Ho sempre avuto un rapporto strano con Alice nel paese delle meraviglie: trovo il film della Disney decisamente psichedelico e il libro ancora più assurdo, però di un tipo di assurdità affascinante. Quel qualcosa che non si riesce a capire completamente... ma forse perché non deve essere capito.
Fantasticare sulle cose impossibili è sicuramente affascinante e il teatro rende possibili un sacco di cose normalmente impossibili. Quindi, direi che questo meme fa proprio al caso mio: sembra fatto apposta per parlare di teatro.

La regola del meme è riportare questa immagine di Alice in Wonderland e descrivere sei cose impossibili. Bisognerebbe anche nominare dei followers, ma so che tutti i miei lettori odiano queste cose, quindi continuate il gioco se volete, ma non vi nomino. Dopotutto, con me ha funzionato così.
Le sei cose impossibili che elencherò sono tutte possibili a teatro e vi spiegherò perché. Però le ho immaginate dopo colazione, perché io prima di colazione non riesco a fare proprio niente, figuriamoci formulare un pensiero compiuto.

Quindi, iniziamo. Nella vita reale è impossibile, ma a teatro è possibile...

1 - Diventare un'altra persona

Nella vita reale, volente o nolente, sei sempre tu. Puoi cercare di cambiare quanto vuoi, ma alla fine rimarrai sempre la stessa persona e non sarebbe sano il contrario.
A teatro, no: puoi diventare tutto quello che vuoi. Un personaggio molto diverso da te, un uomo, una donna, una divinità, una creatura mitologica, addirittura la rappresentazione di un concetto astratto.

2 - Vivere in un'altra epoca

Nessuno ha ancora inventato una macchina del tempo, ma a teatro possiamo ambientare la nostra scena nell'epoca in cui vogliamo. Antica Grecia, Medioevo, Rinascimento, Ottocento, o anche nel futuro come possiamo solo immaginarlo.

3 - Rivivere lo stesso momento più volte

Per quanto siamo felici in un momento, nella vita dobbiamo godercelo, perché sappiamo che non ritornerà mai più. A teatro tutto ritorna in ogni replica, le scene si ripetono sempre uguali a come sono state costruite dal regista e, anzi, la difficoltà è rivivere la stessa emozione ogni volta come se fosse la prima volta.

4 - Creare la realtà con le proprie parole

Le uniche altre persone che possono compiere questa magia sono gli scrittori, che creano un mondo con le loro parole. Anche gli attori lo possono fare, nell'improvvisazione, dove ogni proposta diventa reale. Se dico che il bastone che ho in mano è una spada, lo diventa. Se dico che siamo su una nave, o sulla cima di una montagna, tutto questo diventa reale.

5 - Provare un turbine di emozioni

Nella vita reale si può fare, però accade di rado oppure è conseguenza di qualche disturbo mentale o droga. Nel teatro, invece, è tutto normale e si può passare nel giro di pochi minuti dalla gioia all'innamoramento, alla rabbia, alla disperazione più totale. E ha perfettamente senso. Se ci succedesse nella vita reale, dovremmo davvero farci delle domande.

6 - Morire e tornare in vita

Infine, a teatro la vita non finisce. Si può morire sulla scena e tornare in vita per la replica successiva. Nella vita reale la temiamo, e giustamente, perché non conosciamo quello che c'è dopo e sappiamo che non possiamo tornare indietro. Ma a teatro nemmeno la morte è definitiva e quindi fa parte del gioco. 


Ho bisogno di dire altro per convincervi che il teatro è qualcosa di magico?

- dramaqueen