21 marzo 2017

Mamma e papà, voglio fare l'attrice!

Quando dirlo? Come dirlo? Quale sarà la reazione?
Perché, in fondo, anche questo è una specie di coming out. I vostri genitori vi vedono già medico, avvocato, insegnante o comunque avviati ad una professione rispettabile e normale... e voi invece ve ne venite fuori con questa strampalata idea di fare l'attore o l'attrice.


Però prima o poi bisogna dirlo, perché voi covate quest'idea da anni e magari avete già fatto qualche corso di recitazione, ma ora vorreste passare a fare qualcosa di più serio. Vorreste trasformare la vostra passione in un lavoro e sentite che questo sogno merita di essere seguito.
Quindi, vi serve il sostegno dei vostri genitori. Il sostegno morale, perché volete condividere questo vostro sogno, ma in molti casi anche il sostegno economico che vi serve per continuare a perseguire il vostro obiettivo.

15 marzo 2017

I monologhi esteriori - Puntata #1

Fermi tutti, cos'è sta roba? E poi i monologhi, una volta, non erano mica interiori?
Tranquilli, adesso vi spiego tutto. Questa è una delle novità che "bollono in pentola" e che vi avevo anticipato, anche se in modo abbastanza vago. Ho un programma in radio!


Detto così sembra chissà che, in realtà non sono diventata una celebrità né niente del genere.
Si tratta di una web radio no profit, che si chiama Radio Big World e che produce alcuni podcast, tutti di generi molto diversi. Mi hanno contattato qualche settimana fa, chiedendomi se fossi interessata a condurre un programma sul teatro.

14 marzo 2017

Call of duty - Fake version

No, non si parla del videogioco.
Il blog non ha subito un riconversione durante la notte: continuiamo a parlare di opere teatrali. Si parla dello spettacolo del Teatro Libero di Milano, che ha un titolo ispirato al famoso videogioco sparatutto, e per un buon motivo.


Il testo di Tatiana Olear, portato in scena con la regia di Manuel Renga, infatti si interroga sul significato di questa call of duty. La chiamata al dovere che spinge le persone ad abbracciare una causa e a sostenerla fino al punto di abbandonare il proprio paese ed entrare in guerra.
Quattro attori, a coppie, interpretano quattro storie distinte ma sovrapponibili, che si svolgono in luoghi e tempi diversi, ma parlano dello stesso tema.

7 marzo 2017

5 ragioni per cui non diventerai mai un attore famoso... forse

Qualche giorno fa ho letto l'articolo Cinque ragioni polemiche per cui non diventerai mai uno scrittore di successo scritto da Antonio Lanzetta su Grado Zero, anche se non sono una scrittrice, perché mi sembra che noi aspiranti artisti siamo tutti nella stessa barca (e ringrazio Maria Teresa Steri per averlo condiviso).


L'articolo inizia con la frase:

Tra tutte le passioni che potevi avere, la scrittura è la più stronza.
Eh no, caro il mio autore. Se la pensi così, vuol dire che non hai mai provato con la recitazione. Perché, in questi anni, anche la mia passione si è dimostrata parecchio stronza con me.
Sicuramente anche la scrittura ha delle notevoli difficoltà e non ho intenzione di stilare una classifica per mettere le varie forme d'arte in ordine di stronzaggine, ma bisogna riconoscere che tutti noi che siamo nati con aspirazioni artistiche siamo capitati abbastanza male.

Anni fa, quando nella blogosfera frequentavo soprattutto blog di scrittori, facevo spesso dei parallelismi tra lo scrittore e l'attore (come nel caso delle 22 lezioni di Stephen King).
Anche in questo caso vorrei farne uno, perché queste cinque ragione per cui tu, lettore o lettrice, non diventerai mai uno scrittore di successo potrebbero trasformarsi facilmente in cinque motivi per cui non diventerai un attore famoso.

  1. Non leggi abbastanza. Che diventa: non vai abbastanza a teatro, non studi abbastanza, ma soprattutto credi di essere nato già con la sapienza dell'arte drammatica infusa. Tanto, per recitare basta mettersi davanti alla telecamera e parlare, no? No. Non basta questo. Bisogna avere l'umiltà di studiare, imparare, accettare le critiche e migliorarsi sempre.

  2. Lecchi il culo, ma non lo fai nel modo giusto. È vero che è importante farsi conoscere nell'ambiente e creare una rete di contatti, ma questo non significa ostentare piaggeria nei confronti di altri attori e registi.

  3. Hai visto troppi episodi di Californication se pensi che un agente letterario possa salvarti la vita. Oppure se credi che un regista ti vedrà per caso e rimarrà folgorato dalle tue doti espressive, proponendoti subito un ruolo nel suo prossimo film. Mi dispiace dirtelo, ma è un'eventualità decisamente improbabile. Per essere scelti bisogna proporsi, presentarsi ai provini e ricevere tante porte in faccia. A nessuno importa di te e nessuno ti verrà a cercare, sei tu che devi conquistarti il tuo spazio.

  4. Non ti conosce nessuno. Eh già, non sei un modello, una showgirl, uno youtuber che può essere messo in mezzo ad un film a caso, così la gente lo va a vedere solo perché ci sei tu. Io non ho niente contro queste tre categorie, però nei film ci dovrebbero lavorare gli attori. Se uno è un bravo youtuber, non è per nulla detto che sia anche un bravo attore.

  5. Alla gente non frega un cazzo dei libri. Questo si trasforma nel gran finale, quello che prima o poi viene fuori da tutti i discorsi: tanto la gente non va più a teatro. E i film, le fiction, li fanno solo quelli raccomandati. E la fiera del disfattismo. Insomma, mettitela via: il mondo non ha bisogna di te, giovane aspirante attore. Anzi, peggio, non ti vuole proprio.

Ecco, ora spero che tu abbia smesso di immaginarti con l'Oscar in mano mentre fai il discorso di ringraziamento all'Academy e che tu ti renda conto di quello che veramente diventerai: un disoccupato squattrinato.
O forse no.

Perché tutti i cinque punti che ho scritto sopra sono veri, ma esistono le vie di mezzo.
Le probabilità che tu diventi un divo o una diva di Hollywood sono piuttosto ridotte, ma questo non vuol dire che tutti i tuoi sogni siano da buttare nel cestino. Esistono attori non così famosi che si guadagnano da vivere e riescono comunque ad avere un impatto positivo sulla vita della gente. Magari non su milioni di persone, ma su qualche centinaio o migliaio, sì.
Le difficoltà ci sono e non è giusto ignorarle. Servono impegno, determinazione e anche circostanze favorevoli, ma ce la si può fare.

In ogni caso, credo che provare a seguire la propria passione, se c'è la possibilità, sia molto meglio che rimanere poi con il rimpianto.
Poi magari non ci si riesce (anch'io potrei non riuscirci mai), ma il tentativo c'è stato. Capita che tante cose, nella vita, vadano diversamente da come avevamo previsto, ma alla fine si trova il modo di farle funzionare. È giusto far presente le difficoltà a chi vuole intraprendere un percorso così difficile, ma perché bisogna sempre demolire le persone con frasi del tipo "non ci riuscirai mai"?

E poi, magari, c'è persino quello che, contro tutte le aspettative, riuscirà a diventare un divo del cinema e a vincere un Oscar. Chissà.

- dramaqueen


28 febbraio 2017

La La Land - Inseguire i sogni o il successo?

"Io odio i musical, però La La Land mi è piaciuto" è la frase che ho sentito più spesso a proposito di questo film. Ed è anche la frase che mi ha convinto a vederlo, perché io odio i musical. Alla fine, mi sono ritrovata a ripeterla anch'io, una volta uscita dal cinema, perché mi è piaciuto tantissimo.


Una rassicurazione ai non amanti dei film musicali: le canzoni non sono eccessive. Succede di rado che l'azione si fermi e tutti si mettano a cantare (che è appunto la cosa che odio); invece la musica è ben integrata nel contesto e contribuisce al progredire della storia.
Ma questa non è una recensione, perché il film l'hanno già recensito milioni di persone (a proposito, vi consiglio il video di BarbieXanax che ne parla). Io voglio proporvi una riflessione "dall'interno", visto che mi trovo in una posizione simile a quella di Mia e mi sono riconosciuta in molti aspetti.

24 febbraio 2017

Diario di un'aspirante doppiatrice

È veramente strano, ora, trovarsi a frequentare la prima lezione di un corso di doppiaggio. 
Soprattutto con l'insegnante che ci parla come se avessimo la concreta possibilità di diventare dei professionisti. E, in effetti, se siamo lì, ce l'abbiamo. È assai improbabile che tutti e dieci diventiamo effettivamente dei doppiatori che riescono a lavorare abbastanza, ma qualcuno potrebbe farcela.


So che questo è solo il primo gradino di una lunga scala e che non è detto che arriverò in cima, però è surreale lo stesso, se immagino che questo momento l'avevo tanto sognato.
Mentre ero lì, mi sono proprio rivista, quasi dieci anni fa, mentre seduta sul divano davanti alla TV guardavo i cartoni animati e sognavo. Leggevo i nomi nei titoli di coda, riconoscevo le voci e speravo che un giorno una di quelle voci potesse essere la mia. Immaginavo di poter leggere il mio nome che scorreva sulle note della sigla finale.

21 febbraio 2017

Kaichou wa maid-sama! (esercizio di doppiaggio)

Questa cosa dei cartoni animati ci ha preso un po' la mano. Non solo a me, ma anche ai miei amici appassionati di anime, perché mi chiedono di provare a doppiare dei cartoni che non sono stati ancora tradotti in italiano.
Ovviamente non posso mettermi a doppiare cartoni interi (che sarebbe anche illegale), ma intanto sono riuscita a registrare e a montare due brevi scene.


L'anime è Kaichou wa maid-sama! che in italiano significa La presidentessa è una maid!
La protagonista è Misaki Ayuzawa, la presidentessa del concilio studentesco in un liceo a maggioranza maschile. Prende molto seriamente il suo ruolo e ci tiene a mantenere l'ordine tra gli studenti, ma soprattutto ad evitare che i ragazzi importunino le ragazze.

14 febbraio 2017

Esercizi per preparare il corpo a recitare

Ho già dedicato un post agli esercizi per riscaldare la voce che si possono fare prima di una performance (io li faccio ogni volta prima di iniziare a registrare i miei video). Ma agli attori non basta parlare... e allora, perché non dovremmo riscaldare anche il corpo per prepararlo a recitare?


Per recitare è importante avere il controllo del proprio corpo, sentirsi in contatto con esso e saper muovere i muscoli giusti secondo la propria volontà.
Secondo Peter Brook, il corpo non allenato è come uno strumento musicale non accordato, cioè non è in grado di fare il proprio dovere e di trasmettere al pubblico la "musica" giusta. Qui trovate qualche esercizio che gli attori possono fare prima delle prove o prima di entrare in scena, per allenare il proprio fisico.

7 febbraio 2017

Dame oscure

La mia prima esperienza al Teatro Litta - La Cavallerizza è stata molto positiva, quindi ho deciso di ritornare a vedere "Dame oscure" di Debora Virello, spinta anche dal titolo dello spettacolo e dal sottotitolo "una storia gotica".
Come vi avevo raccontato anche per Beyond Vanja, la sala è piuttosto piccola e crea un'atmosfera raccolta, che non è affatto un male. Anzi, secondo me coinvolge ancora di più lo spettatore, sfruttando la vicinanza con lo spazio scenico.


Questa volta, la scena è ambientata all'interno di una gabbia, dentro la quale sono sparsi una moltitudine di fogli scritti. Gli unici oggetti di scena sono una macchina da scrivere, una scrivania e una sedia.
Un'attrice sola, in questa cornice formata da pochi ed essenziali elementi, dipinge la storia. O meglio, due diverse storie intrecciate fra loro.

5 febbraio 2017

Il vestito di seta bianca (audio racconto)

Questo piccolo post fuori programma per informarvi che ho finalmente ricominciato con i racconti per Ménéstrandise.
In questi ultimi mesi sono stata un po' demoralizzata, mi sono concentrata su altri problemi e mi sono esercitata poco... ecco perché sono stata molto contenta di registrare un altro audio racconto. In particolare, questo racconto di Richard Matheson.


Devo dire la verità, prima che Edoardo me lo proponesse, non conoscevo Matheson. Quando ho letto questo racconto, però, mi è piaciuto così tanto che ne ho voluti leggere subito degli altri!