14 ottobre 2017

Mi offriresti un caffè?

Non so quale sia la vostra opinione su Patreon e simili sistemi in cui gli utenti finanziano il lavoro dei creatori di contenuti con delle donazioni. Però, ecco... non insultatemi se faccio anch'io qualcosa di simile.
Non ho le idee chiarissime neanch'io sul tema: una parte di me è contraria a "chiedere l'elemosina" e preferirebbe di gran lunga avere un lavoro che mi faccia guadagnare abbastanza. Ma, per una somma di fattori, il lavoro che ho adesso non mi fa guadagnare chissà che cosa (anche se ci sopravvivo, eh, non preoccupatevi!).


L'altra parte di me ha pensato che, in fondo, non è poi così sbagliato. In fondo, io offro dei contenuti gratis e ci sono state molte persone che hanno dimostrato di apprezzare... quindi, perché non dare la possibile di ringraziarmi con una piccola donazione?

12 ottobre 2017

Prendersi sul serio nel teatro dell'assurdo

Il teatro dell'assurdo è un piccolo mondo a parte, governato dalle sue regole, che sono diverse da quelle della realtà di tutti i giorni. 
Purtroppo, è anche un mondo poco frequentato e guardato con diffidenza da molte persone, che dopo la visione di spettacoli di Beckett, Ionesco o Pinter liquidano la questione con un secco "non ci ho capito niente".


Il corso a cui mi sono iscritta quest'anno tratta appunto del teatro dell'assurdo. 
Non l'ho scelto apposta per il tema (il fattore principale della scelta è stato l'insegnante, con cui ho lavorato l'anno passato al corso di doppiaggio e che mi è sembrato molto bravo) ma questo genere mi incuriosisce.

3 ottobre 2017

Il doppiaggio di film, cartoni animati, reality e videogiochi: le differenze

In Italia doppiamo tutto. Tralasciamo tutto il discorso sui sottotitoli, i pro e i contro... il dato di fatto è che non ci siamo abituati, quindi doppiamo tutto.
Quindi, ai doppiatori capitano un sacco di prodotti diversi su cui lavorare. Film, serie TV, sit-com, cartoni animati, reality show e videogiochi: se li elenchiamo così, facciamo fatica a trovare dei punti in comune tra questi generi. Sembra logico, allora, che per il doppiatore il tipo di lavoro sia molto diverso da un caso all'altro.


Alcune delle differenze si possono immaginare... altre non le avrei mai immaginate nemmeno io e le ho imparate al corso!
C'è da specificare che io, purtroppo, non ho ancora mai lavorato su nessuno di questi prodotti. Li ho soltanto visti doppiare durante dei turni a cui ho assistito, oppure ho provato a farlo mentre ero al corso, per imparare. Di alcuni, come i videogiochi, ho solo esperienze "di seconda mano" che mi sono state raccontate da altri attori.

30 settembre 2017

Il diavolo nella torre #4 (la nascita di un testo teatrale)
guest post di Cristina M Cavaliere

Questo è un guest post di Cristina M Cavaliere, che ha deciso di raccontarci la genesi del suo testo teatrale "Il diavolo nella torre" in una serie di articoli. Se non avete letto i post precedenti, il primo si trova qui e vi consiglio di recuperarlo. Ora lascio la parola a lei.

Quanto vado a esporvi è il metodo che ho utilizzato per scrivere il copione del Diavolo, che non è lo stesso adoperato per scrivere Il Canarino, l’altro mio scritto per il teatro.
Quest’ultimo, infatti, era nato come un racconto ed è stato trasformato in atto unico… e devo dire che la mutazione gli ha giovato molto, anche a detta di chi ha letto e confrontato racconto e testo teatrale.


Naturalmente, poi, è il mio metodo, e aggiungo che non ho tutta questa grande esperienza nella stesura di copioni. Quindi non prendete per oro colato quanto vi vado raccontando.

27 settembre 2017

Il diavolo nella torre #3 (l'immane lavoro della documentazione storica)
guest post di Cristina M Cavaliere

Questo è un guest post di Cristina M Cavaliere, che ha deciso di raccontarci la genesi del suo testo teatrale "Il diavolo nella torre" in una serie di articoli. Se non avete letto i post precedenti, il primo si trova qui e vi consiglio di recuperarlo. Ora lascio la parola a lei.

Nel post precedente mi sono soffermata sulla Fase 1 dell’elaborazione di un copione, che consiste sostanzialmente nella lettura e nello studio di alcuni testi di riferimento. Com’è ovvio sarebbe meglio averli visti rappresentati a teatro, ma non sempre è possibile.
C’è una grande differenza, infatti, in un copione scritto con linguaggio e personaggi contemporanei e uno ambientato nel passato in cui è necessario fornire al pubblico delle informazioni attendibili.


Qui invece parliamo della documentazione storica necessaria per scrivere qualsivoglia testo in un periodo collocato nel passato, e per testo intendo anche romanzo o racconto.

Fase 2 – Documentazione storica

Mentre mi preparavo a raccogliere materiale per documentarmi a fondo, sono stata di nuovo coinvolta in una delle visite guidate del vulcanico Mauro Enrico Soldi dell’Associazione Italia Medievale.
Visto che si doveva andare al Castello Sforzesco per visitare il Museo d’Arte Antica, e aveva capito che ormai stravedevo per il personaggio, mi aveva chiesto se me la sentivo di spiegare il Monumento Funebre di Bernabò Visconti. A differenza del primo agguato tesomi, lì avevo più tempo per documentarmi e ho preparato alcuni appunti dove spiegavo in lungo e in largo il monumento funebre.

Si tratta di un capolavoro scultoreo di Bonino da Campione, visto che messere, come lo chiamo io, lo aveva commissionato quand’era in vita e aveva voluto all’opera il miglior scultore esistente.
Il monumento è molto interessante e mostra Bernabò con un’armatura da guerra leggera, e ritto sul suo destriero, al di sopra di un sarcofago riccamente scolpito. Dato che messere aveva un ego un tantino sviluppato, lo aveva fatto ornare di preziosa foglia d’oro, e lo aveva collocato accanto all’altare nella chiesa di San Giovanni in Conca, come a dire che era pari al Signore Dio Nostro. Per riprendere le parole di Jessica Rabbit: “Non sono cattivo, mi disegnano così.”
Sto divagando, scusate! La mia arringa al gruppo è andata molto bene, ma il problema è che avevo cinque minuti di tempo e non ho potuto dissertare in lungo e in largo.

Dato che ero entrata nell’ottica di diventare stabile cronista di Bernabò Visconti, come Paolo Diacono con i Longobardi, ho pensato di non lasciare inutilizzato questo materiale assemblato con tanta fatica, e di farne oggetto di un primo post sul mio blog.
Pensavo che non se lo filasse nessuno, e invece… sorpresa della blogosfera! … avrebbe dato il via a una serie fortunatissima sul mio blog Il Manoscritto del Cavaliere. Questi articoli hanno avuto anche il merito di scatenare una specie di epidemia attorno alla figura del Visconti, cioè un contagioso interesse ed entusiasmo da parte di amici, esperti e conoscenti. Tutti volevano saperne di più, leggevano avidamente e s’appassionavano all’uomo che in vita era soprannominato il Diavolo.

Tornando alla fase della documentazione, avevo notato che, nella terza di copertina del romanzo La Vipera e il Diavolo, era menzionato il fatto che l’autore, Luigi Barnaba Frigoli, avesse scritto un breve studio su Bernabò Visconti depositato presso l’Archivio Storico Lombardo.
Ho dunque inviato una mail alla Meravigli Edizioni, che mi ha risposto asserendo di aver girato la mia mail all’autore. Frigoli mi ha risposto subito e, gentilissimo, mi ha dato indicazioni precise su come contattare l’Archivio Storico Lombardo per entrare in possesso del materiale. Dopo una sua conferenza cui avevo assistito, l’ho avvicinato; mi ha fornito ulteriori consigli su alcuni testi che avrei potuto leggere.

Mi sono dunque immersa nella lettura di:

  • “Un denaro in meno di Cristo". Bernabò Visconti nella novellistica toscana di Luigi Barnaba Frigoli – Archivio Storico Lombardo. Aggiungo che anche il personale dell’Archivio è stato di una cortesia squisita e di un’efficienza inappuntabile, e mi ha inviato le scansioni delle pagine via mail, scusandosi perché la leggibilità non era perfetta. Mi sembrava di vivere in una vita parallela!
  • Bernabò Visconti di Daniela Pizzagalli, edizione Rusconi, un bel saggio completamente incentrato sulla vita dell’omarino su cui mi accingevo a scrivere su cui ho appreso altri dettagli ed episodi cruciali, libro che ho disseminato di post-it gialli. Ho utilizzato molto spesso questo saggio per scrivere la serie sul Visconti apparsa nel mio blog. 
  • La Ca’ di Can di Carlo Tenca, autore contemporaneo al Manzoni che ambienta il suo romanzo in una Milano vivace e popolaresca di fine 1300 che ricorda molto la storia di Renzo e Lucia. Narra infatti le vicissitudini di una coppia di coniugi, angariati da uno degli ispettori dei cani di Bernabò, perché invaghito della donna. Ricordo brevemente in questa sede che messere aveva qualcosa come cinquemila cani da caccia e, non potendo tenerli tutti nel suo palazzo, li aveva disseminati in giro per Milano. I sudditi dovevano tenerli in ottimo stato, e dovevano passare al vaglio dei “canattieri” cioè gli ispettori dei cani. Bernabò vi fa una terrorizzante comparsata, da par suo, sufficiente a movimentare la trama. Alcuni diranno che i romanzi non sono saggi, ma siccome si parla di finzione (e il teatro e la letteratura sono finzioni), le buone opere letterarie hanno il pregio di farti immergere nel clima del periodo.
  • Avevo inoltre tutti i miei personali appunti sulle conferenze cui assistevo, e che rileggevo.

Fine della fase documentativa.

La caldaia ormai funzionava a pieno regime come se stessi per scrivere un romanzo.
Fino al giorno in cui, come nella scrittura di un romanzo, sopravviene una fase in cui capisci che devi smettere di leggere e devi cominciare a scrivere, cosa che ho fatto: mi sono rimboccata le maniche, mi sono seduta alla mia scrivania e mi sono messa all’opera sotto il probabile sguardo attento di Bernabò Visconti.
E di questo, ovvero della stesura del copione e del vivo della faccenda, vi parlerò nel prossimo post di questo polittico.

[continua...]

23 settembre 2017

Il diavolo nella torre #2 (i modelli di riferimento)
guest post di Cristina M Cavaliere

Questo è un guest post di Cristina M Cavaliere, che ha deciso di raccontarci la genesi del suo testo teatrale "Il diavolo nella torre" in una serie di articoli. Se non avete letto la parte precedente, recuperatela! Ora lascio la parola a lei.

Nello scorso post vi ho raccontato delle circostanze che mi hanno portato a scrivere il copione per il teatro Il Diavolo nella Torre, a causa della vera e propria irruzione di un personaggio storico che mi ha scombinato progetti di scrittura, scalette di post e chi più ne ha più ne metta: il crudele, imprevedibile e affascinante Bernabò Visconti.


Ma veniamo al dunque. Va da sé che scrivere un dramma a carattere storico ha molte caratteristiche in comune con la scrittura di un romanzo appartenente al genere, ed è dunque indispensabile documentarsi a fondo sull’epoca e sulle vicende di cui si intende scrivere… con la differenza che “gli scarti” rispetto al lavoro finito sono almeno venti volte superiori, specie in presenza di materiale sovrabbondante come quello sulla vita del nostro Bernabò.

20 settembre 2017

Il diavolo nella torre #1 (un personaggio magnifico... e una vera persecuzione)
guest post di Cristina M Cavaliere

La mia iniziativa dello #SharingSeptember entra nel vivo, con una serie di guest post in cui Cristina M Cavaliere ci racconterà della genesi dello spettacolo teatrale di cui è autrice: Il diavolo nella torre.
Tanti di voi conosceranno già Cristina, autrice del blog Il manoscritto del cavaliere, editor e scrittrice (ha diversi romanzi storici all'attivo). Lascerò le redini del blog a lei per le prossime due settimane, durante le quali io e voi, insieme, ci godremo questa immersione nel punto di vista dell'autrice teatrale.
Ma, dato che il post è lungo, lascio direttamente la parola a lei!

Il caso non esiste. 
Ci sono incontri e luoghi che sembrano mettere in moto dei meccanismi nascosti e, per quanto mi riguarda, sollecitare la mia cosiddetta vena creativa. E il secondo fatto misterioso è che questi avvenimenti maturano quando è tempo, più lentamente di come fanno i frutti sull’albero.


In questo primo post vi spiegherò la serie di circostanze che mi hanno portato a “dover” scrivere Il Diavolo nella Torre, e il verbo “dovere” non è usato a sproposito. 
Ho infatti accettato la proposta di Elisa di scrivere un guest post per il suo blog, strutturato in quattro articoli. Per una serie di fattori concomitanti, prima del debutto dello spettacolo, avvenuto l’8 luglio, non mi sarebbe stato possibile.

19 settembre 2017

Un monologo per Drama Queen 4 - I finalisti

Dopo una piccola proroga della scadenza, per dare la possibilità a tutti di consegnare il loro monologo, il concorso è arrivato alla sua seconda fase.


Scegliere è stato difficile. Ho cambiato idea diecimila volte, perché mi avete scritto dei monologhi bellissimi e io non sapevo come sceglierne soltanto tre!

14 settembre 2017

Quello che penso DAVVERO di Romina Tamerici

Lo so, non è un post che c'entra particolarmente con il teatro, ma c'entra con la comunità dei blogger. In particolare, con una blogger che un tempo era molto attiva nella blogosfera e che quindi credo conoscerete.


Ecco, però forse non la conoscete così bene... infatti questo post serve per dirvi la verità su di lei. Quello che penso davvero di Romina Tamerici e che credo dobbiate sapere anche voi.
Ma non serve aggiungere altro, guardate il video e capirete:



Questo è tutto quello che avevo da dire e avevo davvero bisogno di dirvelo.
Nei commenti potete farmi sapere se anche voi siete d'accordo e che cosa pensate di tutta questa storia.

- dramaqueen

12 settembre 2017

Il diavolo nella torre

Il diavolo si è scatenato di nuovo. È successo ancora, proprio dove tanto tempo fa tutto era finito, nel luogo in cui Bernabò Visconti, colui che un tempo era il signore di Milano, era stato imprigionato da suo nipote Gian Galeazzo e aveva concluso i suoi giorni terreni.
La figura di Bernabò è ritornata in vita per raccontare la propria storia.

Foto di Stefano Mozzana

Anche questo fa parte della magia del teatro: in quale altro modo potrebbero rivivere e mostrarsi davanti a noi dei personaggi morti ormai da secoli?