4 ottobre 2013

Quando il gesto proviene dall'emozione

Questa volta ritorno sull'argomento di cui non scrivo mai, proprio perché è quello che mi fa più paura. E anche quello in cui sono più negata, devo ammetterlo, anche se cerco costantemente di migliorare: l'uso del corpo.

Per il mio modo di recitare fin troppo statico, forse farei meglio a fare la doppiatrice, però...
Anche ai doppiatori, quando sono al lavoro, viene spontaneo fare dei piccoli movimenti, pur sapendo che nessuno li vedrà. A voi non è mai capitato, leggendo un testo teatrale magari per la prima volta, solo per provare l'avvicendarsi delle battute, di gesticolare con le mani anche se non era richiesto?
Le nostre emozioni, se lasciate fluire spontaneamente, tentano di trovare tutti i veicoli possibili per esprimersi, anche attraverso il corpo.


E' proprio da qui che tento di partire, per creare dei movimenti: da dentro.
Se mi dico: "In questa scena sono arrabbiata, devo fare questo e quest'altro movimento con le braccia" oppure: "Devo sembrare triste, devo chinare la testa in questo modo", non saranno dei gesti naturali. Insomma, non devo ragionare su come sembrare in un certo stato d'animo, ma provare una certa emozione e farmi condurre da essa a compiere dei gesti.

Penso che sia davvero raro provare, in scena, un'emozione così travolgente da muoversi come se la stessimo vivendo realmente. I gesti che vengono in mente a me, di solito, sono piccolini, sono più che altro degli impulsi a muoversi in una direzione piuttosto che in un'altra.
Cerco, perciò, di seguire questo impulso e di amplificarlo, di esagerarlo un po'. Come se fosse lo schizzo iniziale per un disegno, prendo spunto e tento di svilupparlo. All'inizio va bene anche esagerare un po', perché poi è molto più facile togliere che aggiungere, quando siamo riusciti a trovare l'atteggiamento giusto.

Sembra facile, detto così, ma esistono molte persone "bloccate" fisicamente (tra cui ci sono anch'io), cioè che hanno difficoltà ad usare il proprio corpo per comunicare. Oppure può succedere che qualcuno, nella vita quotidiana, sia molto sciolto, ma quando si trova a recitare sia preso dall'imbarazzo. In questo caso, posso essere utili i consigli che ho dato in tema di timidezza.
A chi, invece, non ha troppa confidenza con la dimensione fisica del proprio corpo, consiglio di praticare qualche sport. Penso che l'esercizio più adatto sia ballare (il tipo di musica e di stile che preferite), anche se non tutti purtroppo sono portati. Io sono decisamente negata, ma ho visto che persino io sono in grado di imparare qualcosa di semplice, quindi vi consiglio di "buttarvi" e provare. Potrebbe essere una scoperta nuova.

La soddisfazione più grande è quando (ma succede solo poche volte) mi sento dire dal regista: "Mi è piaciuto quel particolare gesto" ed io chiedo: "Quale?" perché mi è venuto spontaneo e non me ne sono quasi accorta. A quel punto, devo impegnarmi per replicarlo nello stesso modo, senza farlo sembrare una forzatura... ma, una volta provato, basta ricordare lo stato d'animo di quel momento ed è tutto molto più facile.

E i vostri movimenti in scena, come sono?

- dramaqueen


3 commenti:

  1. Io non faccio movimenti in scena, ahah! :D
    Leggere i tuoi post mi butta tra la voglia di provare e il terrore di farlo. In ogni caso, da quel poco che ho sperimentato nel privato, in un reading e "mentalmente", credo che non sarebbero i movimenti il mio problema... Anzi, soprattutto nel privato gesticolo molto. E' terrificante per me dover stare ferma.
    Comunque penso, razionalizzare troppo un gesto lo snaturalizza, però fare un lavoro di razionalizzazione per derivarsi uno "schema generale" e poi abituarsi a renderlo sentito potrebbe fare al caso di qualcuno! Oppure, prestare attenzione ai propri movimenti durante le varie emozioni e replicarli nei diversi contesti (utilissimo soprattutto per fingere, eheh <3 ). Sennò boh...in ogni caso le emozioni sono universali, per cui tendenzialmente c'è un insieme di gesti più o meno diffuso e quindi, anche se snaturati, più o meno validi che rispetto a non farli proprio.

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    1. Certo, ovviamente è meglio fare un gesto non troppo sentito ma adatto al contesto che stare sempre fermi. Dato che questo argomento è molto difficile anche per me, ho cercato di dare dei consigli, perché il mio ideale (forse è un'utopia?) è sempre l'attore che prova le stesse emozioni del personaggio e non ha bisogno di pensare per agire di conseguenza.

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    2. In effetti penso sia un po' un'utopia...i grandi che ci riescono tendono ad impazzire. ;) Però si può sempre provare! E i consigli sono sempre utili! :)

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