29 ottobre 2013

Un personaggio troppo diverso da me

E' più facile interpretare un personaggio con un carattere simile al proprio oppure totalmente diverso?Sull'argomento ci sono opinioni contrastanti. C'è chi afferma: "Questo personaggio è troppo difficile perché non mi assomiglia per niente". Altri sostengono che, se l'attore cerca di interpretare se stesso, non ci riesce, ma cerca invece di dare un'immagine di ciò che vorrebbe essere.


A me piace variare ed interpretare personaggi diversi tra di loro, per provare nuove esperienze. Entrambe queste due alternative presentano delle difficoltà e dei lati interessanti, che consiglio a tutti di sperimentare.

Interpretare un personaggio simile a noi stessi può sembrare facile perché non richiede un grande sforzo di immedesimazione: ciò che pensa il personaggio non è così differente da quello che penso io, quindi posso capirlo bene. Nella situazione che gli si presenta, lui o lei si comporterebbe nello stesso modo in cui mi comporterei io.
Questo può essere molto utile se ci sono degli imprevisti in scena, perché non si deve faticare a pensare quale sarebbe la reazione spontanea del personaggio: è la stessa che avrei io.
Ci sono, però, anche i lati negativi: per esempio si può essere bloccati dalla timidezza. Dover fare qualcosa che non faremmo nella realtà ci mette, in un certo senso, al riparo dal giudizio altrui. Si compie una certa azione perché è scritta nel copione, ma noi non la faremmo di nostra volontà. Comportarsi spontaneamente su un palcoscenico, invece, è molto difficile, soprattutto per chi è alla prima esperienza. Molti ragazzi che nella quotidianità amano scherzare e fare battute di spirito, non riescono a recitare una scena comica con la stessa naturalezza.
Un carattere troppo simile al nostro, inoltre, dopo qualche tempo può anche portare alla noia. Il bello del teatro, infatti, non è poter cambiare?

Un ruolo totalmente diverso dalla nostra personalità, al primo impatto, può spaventare. Ci si trova a dover dire delle frasi che non sentiamo nostre e a dover capire dei pensieri che ci sembrano incomprensibili.
A me, ad esempio, sono capitati alcuni ruoli in cui ho fatto molta fatica ad immedesimarmi: uno è stato quello della madre (e il mio istinto materno scarseggia assai). Un altro, su cui sto lavorando proprio ora è una ragazza che scopre di essere lesbica. Per quanto rispetti le persone omosessuali e ritenga la loro visione dell'amore legittima quanto la mia, non mi è mai capitato di provare attrazione per un'altra donna.
Anche nel carattere più differente dal nostro, però, si possono trovare dei punti di contatto. Dopo averci riflettuto un po', per esempio, ho capito che l'amore verso una ragazza non è così diverso da quello per un ragazzo, o almeno non quanto credevo all'inizio.
Ovviamente il nostro carattere rimarrà sempre diverso, per quanto possiamo riflettere sull'argomento, ma in questo modo si inizia a comprendere, almeno in parte, una visione diversa dalla nostra, che non può che arricchirci.
Ecco perché penso che interpretare un personaggio molto diverso da noi stessi, per quanto difficile, possa essere molto stimolante. Questo esercizio di entrare nella mentalità opposta alla nostra può essere molto utile anche fuori nel teatro: culturalmente, per aprirci a nuove idee, e nelle relazioni interpersonali, per capire meglio il punto di vista altrui.

In conclusione, credo che sia bene accettare qualsiasi sfida: sia un personaggio simile al nostro carattere, che magari ci può far riflettere su noi stessi, sia uno totalmente diverso, che può offrirci la possibilità di conoscere e comprendere uno spicchio di realtà che fino ad allora ci era sconosciuta.

- dramaqueen


10 commenti:

  1. Sono contenta che alla fine sei arrivata alla conclusione che l'amore verso una ragazza non è poi tanto diverso da quello verso un ragazzo.
    A volte anche nel personaggio dal carattere più opposto dal nostro possiamo trovare dei punti in comune e attraverso quei punti possiamo esplorare la totalità.
    Inoltre spesso possiamo renderci conto di aver avuto dei pensieri e dei comportamenti simili anche al personaggio in questione. Per esempio l'istinto materno. Anche se una magari pensa di non averlo (e qua alzo la mano) non è detto che comunque io non avessi mai provato un istinto di protezione verso qualcuno che non deve essere per forza il figlio.
    Per me recitare è come un gioco, un'attività leggera e allo stesso tempo dannatamente seria.
    Da bambini si giocava a interpretare ruoli differenti. Ebbene, questa voglia di giocare mi è rimasta ;)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Esatto, è come un gioco, anche se con un po' più di serietà! :)
      E penso che si possa sempre trovare un punto di contatto con i personaggi: anche se magari non ci siamo mai trovati nella stessa situazione, non è detto che non abbiamo provato un emozione simile.

      Elimina
    2. Tieni conto che poi sarà la tua personalità a interpretare quel personaggio.
      Attori diversi possono dare e sviluppare diversi aspetti di uno stesso personaggio.
      Non so se te l'ho già detto, se è così scusami, ma non so se hai mai letto il manga La maschera di vetro (dal quale hanno tratto l'anime Il grande sogno di Maya).
      Parla di teatro e rimanevo stupita nel leggere le frasi che leggevo sul teatro, molto attuali e così le ho raccolte.

      http://almacattleya.blogspot.it/2012/09/a-lezione-di-teatro-con-il-grande-sogno.html
      http://almacattleya.blogspot.it/2012/09/nel-mondo-del-teatro-con-il-grande.html

      Elimina
    3. Non sono mai riuscita a trovare il manga, ma ho visto alcune puntate dell'anime. L'approccio è molto "giapponese" (lo spirito di sacrificio è portato all'estremo), ma è molto ben fatto e mi ha dato suggerimenti interessanti. Mi appunterò le frasi che hai citato.
      Potrei dedicare un post anch'io a questo manga, in futuro... ti ringrazio per l'idea! :)

      Elimina
  2. Molto bello questo post. Se recitassi in una vera compagnia, mi piacerebbe calarmi in qualsiasi parte, credo. Immagino che sarebbe più difficile fare qualcosa che non è vicino al mio essere, ma sono una persona piuttosto empatica, quindi mi piacerebbe molto concretizzare questa empatia sintonizzandomi sul pensiero del mio personaggio.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Credo che l'empatia e la capacità di calarsi nei panni degli altri aiutino molto. In ogni caso, sono d'accordo con il tuo pensiero: è bello variare e accettare sfide diverse.

      Elimina
  3. Non ho mai provato l'esperienza e non so come mi troverei... So solo che a volte, per brevi periodi, lascio che piccoli personaggi che penso s'impossessino di me, per giocare un po'. In quei momenti mi muovo e comporto spontaneamente anche se non è come sono... Ma solo in privato, ed è decisamente diverso che recitare. :)
    Per il resto, credo comunque tu abbia ragione: aiuta a conoscersi e a conoscere gli altri, ma... Bisogna avere una mente aperta! Oppure si ha già fallito in partenza.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. La mente aperta è essenziale per molte, moltissime attività. Quando c'è da imparare qualcosa di nuovo, non si può restare chiusi sulle proprie idee precedenti.
      Interpretare personaggi in privato è un po' diverso da recitare, perché per quello il pubblico è necessario. Lo scopo è trasmettere emozioni, ma non lo si può fare senza qualcuno a cui trasmetterle. Detto questo, il tuo può essere un punto di partenza... potresti provare, un giorno ;)

      Elimina
  4. Ciao Elena, ho scoperto il tuo blog da una settimana; complimenti gestito bene. Su questo post vorrei suggerire che l’attore deve essere come l’acqua che prende la forma di qualsiasi recipiente. Modellarsi solo alcuni personaggi, per di più se sono simili all’attore stesso, alla lunga lo renderebbe stereotipato. In Sicilia diciamo “U’ porcu tri pila avi, tri pila avi u’ porcu” che significa ripetere sempre la stessa cosa, mentre l’attore deve essere variopinto, diverso, elastico.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao e benvenuto! Sono contenta che il blog ti piaccia.
      Sono d'accordo anche con la tua riflessione: l'attore deve adattarsi ed essere versatile. L'ideale sarebbe che sapesse interpretare qualsiasi personaggio... ma non sempre è facile, soprattutto all'inizio, ma con certi personaggi non è facile nemmeno per chi ha esperienza.

      Elimina

Hai qualcosa da aggiungere a questo post? Lascia un commento!
Se usi la modalità "Anonimo", per favore firmati con il nome o con un nickname.