27 novembre 2013

Perché iniziare?

Nel mio caso, è stata semplicemente la curiosità a spingermi iniziare. Avevo voglia di provare un'attività nuova e quindi mi sono iscritta al laboratorio teatrale del mio liceo. Non ne sapevo quasi nulla: il massimo di recita a cui avevo mai partecipato era quella delle elementari, ma l'idea mi attirava.


All'inizio, devo ammettere che nemmeno io ero fanatica come sono ora e lo vedevo più come un gioco. Un gioco in cui impegnarsi per ottenere un buon risultato, ma pur sempre un gioco. Il teatro non deve essere per forza la passione folgorante che ha colto me, può essere anche un'attività divertente e stimolante.

Credo che, anche senza l'ambizione di diventare grandi attori, un corso di teatro possa essere una bella esperienza per tutti.
Prima di tutto, per conoscere nuove persone: io ho incontrato molti amici in questo modo. E coloro che si iscrivono a questo genere di attività, di solito, hanno molta voglia di divertirsi, dote da non sottovalutare.

Imparare i fondamenti della recitazione può aiutare anche ad esprimere le proprie emozioni in modo diverso. Nella quotidianità, solitamente non si pensa a giocare con i vari toni di voce o a prendere atteggiamenti particolari con il proprio corpo. Questi esercizi sono divertenti proprio perché non avevamo mai pensato di poter usare la nostra fisicità in modi diversi o di entrare in contatto con le emozioni di qualcun altro, come se fossero nostre.

Per provare a fare tutto questo è essenziale mettersi in gioco. Bisogna tentare, qualche volta sbagliare e riprovare, ascoltare i consigli. E' un ottimo modo per mettersi alla prova e per vincere la timidezza (potete trovare un'altra riflessione sul tema qui). In fondo, tutti appariremo ridicoli, mentre facciamo esercizi come questi! Perché non provare e riderne tutti insieme?

Ultimo motivo: lo spettacolo finale è sempre una grande emozione. Per tutti. Anche se non siete persone che amano stare al centro dell'attenzione, vi consiglio di provarlo almeno una volta. Non si tratta di esibizionismo, ma di mostrare ad un pubblico, di persone conosciute e non, il frutto del nostro impegno. E, dopo tanti sforzi, gli applausi danno grande soddisfazione ve lo posso assicurare.

Allora, vi ho convinto?

- dramaqueen



Illustrazione di Joachim Barrum

4 commenti:

  1. Il teatro mi ha reso senz'altro meno chiusa, ma per quanto riguarda la timidezza, quella è rimasta anche se chi mi vede per la prima volta sul palco non pensa che io sia timida.

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    1. Penso che il teatro possa essere un buon motore per vincere la timidezza, ma poi bisogna "sbloccarsi" anche negli altri contesti, per vincerla significativamente.
      In realtà, quello che mi ha aiutato di più, in questo senso, è stato dover "rompere le scatole" ai registi per trovare una compagnia. In quel caso, mi è servita (e mi serve ancora) un po' di faccia tosta!

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  2. Da persona del tutto esterna al teatro penso che il divertimento (o più in generale il piacere) resti il fattore più importante, come forse in qualsiasi passione. Forse mi stuzzicherebbe anche il fatto di potersi calare in panni diversi da quelli usuali, l'idea di poter uscire da se stessi e scoprire nuovi modi di vedere e sentire attraverso gli occhi dei personaggi interpretati. Tu come vedi questa cosa?

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    1. Penso anch'io che divertirsi sia la cosa più importante! Anche perché, se non ci si diverte (magari perché il testo che stiamo interpretando non ci piace molto) è più difficile calarsi completamente nella parte.
      L'idea di "vedere attraverso gli occhi del personaggio" è proprio quello che mi piace di più del teatro. Si dice che chi legge vive mille vite, chi invece non legge ne vive solo una... penso che recitare sia un altro modo per poter vivere molte altre vite oltre alla propria.

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