12 dicembre 2013

L'analisi del personaggio

Questa è una tecnica che mi sono inventata qualche anno fa, per focalizzare meglio l'idea che avevo del personaggio. Probabilmente qualcuno l'aveva già teorizzata prima di me e meglio di me, ma non ho preso spunto da nessun libro quando ho ideato questo esercizio. Quindi, prendete con le pinze quello che ho scritto qui di seguito.


Per costruire un personaggio, inizio cercando di formarmi un'idea generale. Successivamente, imparo tutte le battute e, provando insieme agli altri attori, verifico se la mia idea funziona in relazione al resto del testo e se coincide con quella che si era fatto il regista.
A questo punto, penso che si possa provare ad andare un po' più a fondo: si può analizzare il comportamento del personaggio lungo tutto il testo dell'opera, in ogni scena in cui compare.

Sono un'appassionata degli approcci schematici, quindi, prima di tutto, divido il testo in scene. Se non c'è una divisione già fatta dall'autore, uso il criterio degli avvenimenti importanti per la storia oppure anche dei cambiamenti di stato d'animo del mio personaggio.
Per ognuna di queste scene, scrivo i pensieri del personaggio, meglio se in prima persona. Credo che sia un approccio migliore per immedesimarsi, piuttosto che scrivere semplicemente lo stato d'animo. Ogni emozione può avere mille sfaccettature e mille cause: allora è meglio chiarire tutto ciò dando direttamente voce ai pensieri.

Prendiamo ad esempio una storia che conosciamo tutti, anche se non è teatrale: la fiaba di Cappuccetto Rosso. L'analisi potrebbe svolgersi più o meno così:


Scena 1: La mamma incarica Cappuccetto di portare i dolci alla nonna 

Cappuccetto è annoiata dalle raccomandazione e ansiosa di partire. I suoi pensieri potrebbero essere: "Sì, mamma, me lo ripeti tutte le volte, ormai la tua storiella la so a memoria. Non devo allontanarmi dal sentiero, non devo parlare con gli sconosciuti e non devo attardarmi. Dai, sono sempre tornata sana e salva, cosa vuoi che possa succedermi?".


Scena 2: Cappuccetto attraversa il bosco

Cappuccetto è un po' impaurita dal bosco e non vede l'ora di arrivare. Potrebbe pensare: "Veramente, fa un po' di paura questo bosco. Forse la mamma aveva ragione, in fondo. Potrei incontrare un lupo. Ma dai, dovrei essere proprio sfortunata... Meglio se cerco di non pensarci troppo."


Scena 3: Cappuccetto incontra il lupo

Cappuccetto ha paura, ma cerca di mantenere la calma. Pensa: "Oddio! L'ho incontrato veramente! Spero che non mi mangi! Devo cercare di mantenere la calma se voglio salvarmi. Ora gli propongo una gara fino a casa della nonna, poi correrò più veloce di lui e mi salverò."


Scena 4: Cappuccetto arriva a casa della nonna e trova il lupo camuffato


"Sono arrivata sana e salva a casa della nonna. Il lupo, per fortuna, non si vede. Ma la nonna ha qualcosa di strano, oggi. Che sia malata? Forse ho esultato troppo presto... questa non è la nonna!".


Scena 5: Cappuccetto viene salvata dal cacciatore ed esce dalla pancia del lupo


"E' incredibile, qualcuno mi ha salvato, anche se non ci speravo più! E anche la nonna è salva! Grazie, cacciatore, per fortuna che il lupo ha incontrato te."



Ovviamente, non ho analizzato tutta la storia, ma solo le scene in cui è presente il mio personaggio, perché lui (o lei) non può avere pensieri o emozioni nelle parti della storia in cui non è coinvolto e di cui non sa nulla.

Questo esercizio mi ha aiutato molto e cerco ogni volta di perfezionarlo. Se volete, provateci anche voi: spero che potrete trovarlo utile.

- dramaqueen


2 commenti:

  1. Mi sembra un metodo molto interessante per entrare nell'ottica del personaggio.

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  2. Grazie,spero di impararne anche altri con l'esperienza!

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