2 febbraio 2014

L'improvvisazione

Forse come esercizio o forse come vero e proprio spettacolo, tutti gli attori dovranno prima o poi confrontarsi con l'improvvisazione teatrale. Si tratta di una forma di teatro in cui non è presente un copione e gli attori devono recitare "a soggetto", cioè partendo da un'idea molto generale e sviluppandola direttamente in scena. 

In alcuni casi, si può avere un "canovaccio", che descrive in sintesi gli avvenimenti che devono accadere sul palcoscenico, ma senza definire con precisione i dialoghi. Gli attori, quindi, possono gestire le battute nel modo che sembra loro migliore e possono anche inserire dei dettagli non presenti nella trama iniziale, ampliandola.
Altre volte, invece, è definita soltanto la situazione iniziale dell'improvvisazione e gli attori, partendo da essa, dovranno costruire una scena senza conoscerne il finale. In questo caso, infatti, la parte più difficile è appunto trovare una conclusione adatta: se gli attori non si trovano abbastanza in sintonia e mettono in gioco troppi elementi allo stesso tempo, si rischia di confondere lo spettatore e di non sapere più come terminare l'improvvisazione in modo convincente.

Dato che improvvisare è molto diverso dal mettere in scena un copione prestabilito, anche le competenze che si richiedono agli attori non sono le stesse. Ovviamente c'è sempre bisogno delle capacità espressive sia corporee che vocali che contraddistinguono la recitazione, ma in questo caso non bastano.

La prima caratteristica che bisogna avere per riuscire bene in questo campo è la prontezza di riflessi. Come nella vita reale, infatti, quando si improvvisa non si sa mai che cosa può succedere e bisogna essere pronti a reagire. In presenza di un copione, i fatti che accadono e le reazioni dei personaggi sono prestabilite; in questo caso, invece, gli avvenimenti sulla scena possono sorprendere anche gli attori stessi.
Su un palcoscenico, però, non ci si può fermare a riflettere e non si può interrompere l'azione. Come spesso si dice: "The show must go on!". Bisogna quindi essere pronti a qualsiasi cosa possano dire o fare gli altri attori e pensare in fretta ad una reazione adeguata.

La coesione del gruppo è un'altra componente fondamentale: gli attori infatti devono essere in sintonia tra di loro per creare una storia che vada in una direzione comune. Ognuno deve saper intuire che cosa stanno cercando di esprimere gli altri e quindi devono dare, a loro volta, degli spunti che non siano in contrasto con gli avvenimenti precedenti.
Per questo, parlando di improvvisazione si ripete sempre che è molto importante l'ascolto. Un attore, se non è da solo sul palcoscenico, non può permettersi di fare di testa propria e ignorare gli altri.

Un terzo aspetto necessario è l'inventiva. Può succedere, infatti, che si arrivi ad un "punto morto" in cui nessuno sa come continuare la storia e portarla verso la conclusione. Quando questo capita, ci deve essere qualcuno che lancia una nuova idea in grado di rivoluzionare la scena e risvegliare l'interesse del pubblico.

Come avrete capito da questa breve descrizione che ho cercato di darne, le improvvisazioni sono molto complesse. Per crearne di ben riuscite c'è bisogno di un discreto allenamento.

Penso che questa forma di teatro sia un esercizio molto importante per qualsiasi attore, però devo ammettere che io, personalmente, non la amo molto. Per quanto possa essere divertente e stimolante, trascura altri aspetti che io amo particolarmente, come l'approfondimento psicologico del personaggio e la cura dei dettagli. Improvvisando, infatti, non c'è il tempo di riflettere ed analizzare ogni azione come si farebbe avendo un copione. Inoltre, non essendoci battute scritte, non ci si può concentrare sul sentimento da trasmettere attraverso una determinata parola o un determinato gesto.
Ho provato a partecipare ad uno spettacolo recitato completamente "a soggetto", ma non mi ha dato la soddisfazione che avevo provato in precedenza.
Credo, comunque, che sia una questione di gusti ed è naturale che ognuno preferisca un aspetto diverso della recitazione (anche se sottolineo che è importante applicarsi anche in quelli che ci piacciono un po' meno). In fondo anche il teatro è bello perché è vario!

- dramaqueen

5 commenti:

  1. L'improvvisazione è un esercizio utile perché a volte può capitare durante uno spettacolo che qualcosa vada storto, qualcuno che dimentica una battuta, che la dice sbagliata...
    Uno dei difetti che ho riscontrato nelle improvvisazioni fatte è che a volte alcuni si lasciano prendere la mano e spesso i tempi si dilungano.

    P.S.: Qualche giorno fa ho finito l'ultimo post legato a Maya e al teatro: http://almacattleya.blogspot.it/2014/01/nel-mondo-del-teatro-con-il-grande.html

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    1. Ecco, sapevo che, tra i mille aspetti di cui volevo parlare, ne avrei dimenticato qualcuno. Grazie di avermelo ricordato! Comunque è già da un po' che pensavo di dedicare un post proprio agli imprevisti in scena: arriverà prossimamente.
      Per quanto riguarda il "dilungarsi" hai perfettamente ragione: come ho cercato di sottolineare, capita spesso di mettere "troppa carne sul fuoco" e di non riuscire più a trovare una conclusione.
      Leggerò presto il tuo post, scusa ma in questo periodo ho dei problemi di vario genere e non sempre riesco a fare tutto quello che vorrei...

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    2. Leggerò senz'altro il post sugli imprevisti in scena e non ti preoccupare riguardo al mio post. Vieni pure con tutta calma.

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  2. Io adoro l'improvvisazione teatrale!

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    1. Io un po' meno, come ho spiegato, ma me la "autoimpongo" come esercizio per mettermi alla prova e migliorare. Come ho commentato anche in un tuo post, magari potresti cercare se ci sono dei "match di improvvisazione" organizzati nella tua città.

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