10 marzo 2014

L'origine del teatro

La tradizione del teatro occidentale nasce sicuramente da quella dell'antica Grecia.
Gli studiosi sono d'accordo nel considerare la tragedia come la manifestazione più riuscita della creatività di questo popolo e come uno strumento importantissimo per promuovere i valori della polis... ma di questo vi parlerò meglio nella prossima puntata.
La domanda che vi pongo oggi è: la tragedia da dove è nata?

Beh... In verità, questo non lo sa nessuno.
Sia nel passato che nel presente, molti studiosi si sono interrogati a questo proposito e hanno esposto diverse teorie, ma ancora non si è arrivati ad una risposta univoca.
Già i Greci dell'età classica, come Aristotele, si ponevano questa domanda, perché le notizie che arrivavano da epoche più antiche erano molto scarse e frammentarie. Secondo la teoria di Aristotele, la tragedia è l'evoluzione del ditirambo: un tipo di componimento corale che veniva recitato alle feste in onore di Dioniso. 

Gli studiosi moderni hanno avuto opinioni contrastanti rispetto alla teoria di Aristotele: alcuni la ritenevano attendibile e altri meno. Anche attraverso gli studi antropologici delle tradizioni arcaiche, hanno individuato l'origine della tragedia in diversi riti sacri. Secondo alcune delle varie ipotesi, l'idea della rappresentazione teatrale potrebbe aver avuto origine:
- dai culti di rievocazione degli spiriti dei defunti
- dai riti di evocazione che venivano celebrati ogni anno sulle tombe degli eroi
- da una sequenza rituale che mostrava la morte dell'anno passato e la resurrezione sotto forma di anno nuovo (in questo caso l'Anno era personificato sotto forma di un eroe)
- dai lamenti funebri, che erano costituiti da due cori che si rispondevano a vicenda
- dai cortei di uomini mascherati che, a primavera, compivano il sacrificio propiziatorio di un capro

In sintesi, nessuno conosce la vera risposta, ma tutti riconducono l'origine del teatro a qualche rito sacro, magico o propiziatorio. La religione e i riti sacri sono sempre stati una necessità dell'uomo, che aveva bisogno di trovare una spiegazione ai fenomeni naturali e al ciclo di vita e morte. Trovo affascinante immaginare che il teatro affondi le sue radici in un bisogno naturale dell'uomo.
Io non sono una studiosa dell'antichità (per carità, cinque anni di liceo classico mi sono bastati ed avanzati!), ma, secondo me, questo potrebbe voler dire che anche raccontare storie e rappresentarle in pubblico è una sorta di necessità primitiva.

Anche se oggi ci sono mille altre forme oltre al teatro in senso stretto, non abbiamo tutti bisogno di storie? Fin da bambini ascoltiamo fiabe, favole e ogni genere di racconti dagli adulti. Anche quando cresciamo continuiamo a leggere libri, guardare film, andare a spettacoli teatrali e musical, ascoltare canzoni (anche quelle, in fondo, raccontano una vicenda). A volte lo facciamo semplicemente per distrarci dalla nostra vita quotidiana, altre volte usiamo queste storie per riflettere, trarne un insegnamento o anche per socializzare.
Forse mi sono fatta prendere dall'immaginazione e dalla mia grande passione... voi che cosa ne pensate?

- dramaqueen



P.S. Nella prossima puntata farò meno discorsi filosofici e vi parlerò in concreto di com'era il teatro in passato, promesso!

4 commenti:

  1. Ma i discorsi filosofici sono così avvincenti! Complimenti per l'articolo, mi ricorda un'altrettanto bella lezione seguita a scuola. :)

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    1. Grazie mille! Forse sembra una lezione perché mi sono basata sul mio vecchio libro di letteratura greca, per non scrivere cavolate.
      Cerco di trovare un equilibrio tra discorsi filosofici e concretezza, per mettere d'accordo il mio animo artistico con quello ingegneristico ;)

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  2. Risposte
    1. Benvenuto sul mio blog! Grazie mille per il complimento e per l'entusiasmo!

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