28 aprile 2014

Comunicare a voce... senza parole #2

Non pensavo che avrei scritto una "seconda puntata" su questo argomento, ma le mie ultime esperienze mi hanno fatto riflettere un po´ su questo punto.
Vi spiego meglio: durante queste vacanze ho avuto la strampalata idea di andare ad impaludarmi nel profondo Nord, per la precisione in Finlandia, a trovare la mia amica di penna che vive lí.
Non ho avuto troppi problemi a comunicare con lei in inglese, ma ovviamente tutti gli altri parlano in finlandese.

I Mumin, protagonisti di una serie di libri per bambini molto popolari in Finlandia.

E io, di finlandese, so poco piú di quattro parole: ciao, grazie, prego, arrivederci, i colori e i numeri fino a quattro.
Ah, e ho imparato anche a dire "zucchero filato"... ma non é molto utile fuori dal luna park.

Insomma, non sono lontanamente in grado di sostenere una conversazione né di capire ció che mi viene detto.

Tutto questo preambolo per dire che, nonostante la mia scarsissima conoscenza della lingua, un pochino sono riuscita a capire di ció che i finlandesi volevano comunicare. Non di certo attraverso il significato delle quattro parole che conosco, ma grazie al tono di voce e ai gesti.

Venerdí la mia amica mi ha portato all´universitá a lezione con lei, perché doveva fare una presentazione. Lei studia grafica pubblicitaria e doveva esporre una ricerca sui loghi commerciali usati dalle aziende.
Inutile dire che non ci ho capito praticamente nulla, ma il tono di voce dello studente imbarazzato che parla davanti ai compagni di classe é uguale in tutti i paesi.

Proprio ora sto seguendo una lezione sulla costruzione dei siti web (beh, seguendo... piú o meno, visto che contemporaneamente scrivo al computer, ma é piú o meno la stessa cosa che faccio in Italia). In ogni caso, anche il tono usato dagli insegnanti per spiegare é universale.

Un altro esempio me l´ha fornito la mamma della mia amica, che non conosce molto bene l´inglese, o meglio si vergogna a parlarlo.
Mi parlava solo in finlandese, ma riusciva a farmi capire se mi stava offrendo qualcosa da mangiare, invitando a sedermi sul divano o se mi stava chiedendo di chiudere la porta. Un po´ per il linguaggio del corpo e un po´ per il modo in cui parlava, sono riuscita a capirla lo stesso.

Insomma, alla fine non ho imparato il finlandese, peró ho capito qualcosa di importante riguardo alla comunicazione.

So che questo post apparentemente non c´entra molto con il teatro, ma in realtá un significato si puö trovare lo stesso: credo che un attore debba essere consapevole dei molteplici strumenti che si possono usare per trasmettere un messaggio. Soprattutto, credo che sia importante saperli utilizzare tutti e non appiattirsi su uno solo.

Vi mando i miei saluti dal Nord dell´Europa, anche se oggi pomeriggio purtroppo dovró ritornare in Italia...

Nähdään pian! A presto!

-dramaqueen


P.S. Chiedo venia per gli accenti un po´ sballati, ma ho sempre problemi con le tastiere straniere.





Questo post partecipa all´iniziativa "Una parola al mese" del blog di Romina Tamerici
La parola di aprile 2014 è impaludare

12 commenti:

  1. Ora ho capito perché scrivi da una tastiera finlandese!
    Io ho sperimentato la stessa cosa anni fa con l'arabo senza muovermi dal mio paesino (frequentavo la casa di una mia amica in cui tutti parlavano quasi solo arabo) e posso dire che hai davvero ragione!

    Grazie anche per aver partecipato all'iniziativa "Una parola al mese".

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    1. In realtà prima avevo usato un altro termine, ma poi ho pensato che non mi sarebbe costato niente salvare una povera parola in disuso... XD Il contesto era giusto, spero... E spero che Maria non scelga una parola troppo astrusa, così proverò a partecipare anche il mese prossimo :)

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  2. Non credo che questo post sia inutile nei confronti del teatro perché appunto tu hai sentito l'intenzione in una lingua straniera.
    L'intenzione in teatro è fondamentale.
    E poi ogni esperienza è utile per il teatro.
    Ma dimmi: che sonorità ha il finlandese?

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    1. L'intenzione è sicuramente fondamentale, così come lo sono le esperienze personali, lo sottolinea spesso anche Stanislavkij (la mia lettura durante il viaggio in aereo).

      Adesso il mio orecchio ci ha fatto l'abitudine, ma il finlandese ha parecchi suoni strani, come le vocali chiuse che noi non usiamo in italiano, e ci sono un sacco di k. Se vuoi provare ad ascoltarlo, puoi guardare questo video: https://www.youtube.com/watch?v=U8diPngui7o (è una puntata del cartone dei Mumin, dei personaggi per bambini molto popolari nel nord Europa... è il video finlandese più simpatico che mi è venuto in mente).
      Se vuoi sentire una canzone, invece, la mia preferita (tra le poche canzoni finlandesi che conosco) è sicuramente "Taikatalvi" dei Nightwish: https://www.youtube.com/watch?v=HRdqV0Ri188 (rende benissimo anche l'idea dell'atmosfera che c'è in quei boschi)

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  3. Quanto ti invidio! Mi piacerebbe tantissimo poter vivere un'esperienza come la tua, sono molto affascinata dai paesi nordici.
    Comunque sono d'accordo, l'intenzione, il tono e la gestualità sono importantissime per comunicare.

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    1. La mia tecnica per viaggiare a basso costo è trovare degli amici stranieri e poi farmi ospitare... Ha molti lati positivi :) Spero che anche tu possa avere l'occasione di visitare i luoghi che ti affascinano! In ogni caso, sarei curiosa di vedere quei bellissimi paesaggi disegnati da te!

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  4. Oh, un bel post dal Nord! Bello bello!! :)
    Hai ragione! Può sembrare un esempio stupido, ma spesso questo capita anche con i bambini piccoli piccoli... che già un po' ti capiscono, ma dato che loro non parlano non li capisci tu.
    In ogni caso, penso che sia proprio il poter capire anche senza linguaggio che ti porta, spesso, a imparare anche senza un libro sotto: vivere una lingua è un apprendimento più forte che studiarla "passivamente", secondo me.
    Spero sia andato tutto bene!!! :)

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    1. E' andato tutto bene, ti racconterò e ti mostrerò le foto che ho fatto! :) Per imparare la lingua, però, ho ancora un bel po' da studiare... Anche se, come ho detto ad Alma, ci ho fatto un po' l'orecchio in questi giorni.
      Per quanto riguarda i bambini piccoli... Io riesco a capire se vogliono qualcosa... ma non che cosa vogliono! Forse tu li capisci meglio di me!

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    2. Ci dobbiamo trovare!
      Comunque ecco, può essere... Ma io ho fatto tanta pratica! XD

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  5. Ciao Drama, mi sembra davvero un bel viaggio e una bella esperienza.
    Ti sei spiegata benissimo, una persona che comunica lo fa con tutta se stessa, non solo con le parole.
    Tono della voce, espressioni del viso, gesti, sguardi completano il messaggio trasmesso con le sole parole.

    L'attore, meglio di altri, dovrebbe essere abituato a riconoscere e padroneggiare sia i messaggi paraverbali che la CNV in quanto strumenti principali del suo lavoro.
    Buona continuazione su questo percorso.

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    1. Dai termini tecnici si capisce che ne sai molto più di me... I consigli sono sempre ben accetti, se te ne viene in mente qualcuno :)
      Grazie mille per l'augurio, che ricambio!

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  6. Ciao, consigli veri e propri non se ne possono dare, se non indicazioni generali.
    So che bazzichi il mio sito, sono sicura che lì troverai tanti spunti di riflessione interessanti.

    Chi non ama conoscere le persone, osservarle, chi non ha un genuino interesse per il genere umano, difficilmente sarà un grande comunicatore!
    Quello dell'attore è un mestiere molto personale: osservazione, passione, esercizio e voglia di comunicare con gli altri sono gli unici ingredienti necessari.

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