5 luglio 2014

Il doppiaggio

Sono sempre stata affascinata dalle "vocine" dei cartoni animati.
Fino a qualche anno fa, tra le mie aspirazioni, c'era quella di diventare io stessa doppiatrice. Ora, la mia rotta è un po' cambiata, ma non si sa mai che cosa può capitare nella vita. Magari, un giorno riuscirò a mettermi alla prova anche in questo campo!

Letizia Ciampa in sala di doppiaggio

Moltissimi doppiatori iniziano da bambini, perché figli di altri doppiatori o di tecnici che lavorano nel settore. I bambini sono molto spontanei ed imparano come se fosse un gioco.
Da questa prospettiva, io sarei già molto in ritardo, ma può accadere anche che un attore teatrale o cinematografico si avvicini a questo diverso modo di recitare.
Perché, bisogna ricordarlo, il doppiatore è sempre un attore. Non importa se si sente solo la sua voce e il resto non si vede: sta pur sempre recitando. Non si tratta solo di parlare in un microfono!

Per fare il doppiatore, bisogna possedere una buonissima padronanza della propria voce e dell'emissione di fiato. Serve conoscere tutte le differenze tra una voce portata, timbrata, sussurrata, di testa...
Importantissima, inoltre, la dizione. Insomma, ve lo immaginate un attore americano (o peggio: tedesco, indiano, giapponese...) che parla con accento napoletano, milanese, o veneto? Una cosa del genere sarebbe terribile da ascoltare e farebbe perdere di naturalezza a tutto il film.

Oltre alla difficoltà insita nelle recitazione, un doppiatore deve rispettare i tempi dell'attore originale o del disegno animato e ciò può essere molto impegnativo.
Nel doppiaggio, esistono tre tipi di sincrono che bisogna rispettare:
- sincrono labiale: le parole pronunciate dal doppiatore devono essere il più possibile coerenti con i movimenti delle labbra dell'attore. In questo caso, è importante anche e soprattutto la scelta delle parole operata dall'adattatore dei dialoghi.
- sincrono gestuale: ogni frase o parola rende spontaneo un movimento, quindi bisogna tener conto di che cosa sta facendo l'attore mentre pronuncia una data frase.
- sincrono lineare: la lunghezza della battuta originale deve essere rispettata.
- sincrono ritmico: si deve mantenere il ritmo interno della frase originale, che è composto da più elementi: la struttura morfo-sintattica della lingua originale, la velocità di recitazione, il timbro impresso alla frase dall’attore.

Proprio per questa difficoltà, si sente spesso dire che per doppiare bisogna imparare la tecnica giusta.
I doppiatori non hanno ovviamente il tempo per imparare a memoria le battute, quindi devono far "rimbalzare" velocemente lo sguardo dal foglio allo schermo dove si vedono i movimenti dell'attore. All'interno di una scena o di una battuta ci sono punti in cui si può privilegiare l'attenzione sul testo ed altri in cui bisogna concentrarsi sul personaggio.

I principali studi di doppiaggio in Italia di trovano a Roma e a Milano (la seconda, però, è specializzata più nel campo dei cartoni animati).

Se volete approfondire l'argomento dalla voce di un professionista, ecco un'intervista ad Angelo Nicotra, doppiatore e direttore del doppiaggio, in cui si può vedere anche l'interno di una sala di doppiaggio.
Inoltre vi segnalo il sito di Antonio Genna: Il mondo dei doppiatori, da cui ho imparato quasi tutto quello che so sul doppiaggio italiano.

Se volete anche divertirvi un po', invece, ci sono delle riprese di doppiatori al lavoro. Ovviamente anche in questo, come in tutti i mestieri, ci sono gli inconvenienti e gli sbagli... e loro, sicuramente, li prendono con ironia:

All'estero non si usa quasi mai il doppiaggio: nella maggior parte dei casi, solo per i cartoni animati.
La gente è abituata a guardare i film in inglese, con i sottotitoli nella propria lingua. 
Non credo che in Italia questo sarebbe applicabile, perché per noi è naturale sentire le voci doppiate e siamo ormai troppi pigri per fare la fatica di leggere i sottotitoli.
Parlo di pigrizia in prima persona: io ho iniziato a guardare addirittura i film in inglese senza sottotitoli, perché mi disturbava dovermi fermare a leggere. Secondo me, è uno sforzo antipatico da fare, perché interrompe il dinamismo del film e impedisce di concentrarsi appieno sull'inquadratura e sull'immagine che si sta vedendo.


Nonostante ciò, sento spesso gente che si lamenta perché "il doppiaggio del tale film e della tale serie TV è fatto male."
Purtroppo qualsiasi opera, di qualsiasi genere, perde qualche sfumatura nella traduzione. Non importa quanto sia bravo il traduttore: per quanto possa fare un lavoro impeccabile, è impossibile trasportare il significato in un'altra lingua in modo esatto. Per il semplice motivo che lingue diverse sono nate da culture diverse.

Inoltre, bisogna aggiungere che è quasi impossibile trovare un doppiatore che abbia un timbro di voce simile all'attore originale e nella maggior parte dei casi non lo si cerca nemmeno. Perché il doppiatore non è un imitatore, ma è un attore lui stesso, e come tale non può evitare di mettere qualcosa di suo nell'interpretazione, pur cercando di restare aderente allo spirito del personaggio.

Doppiare un film, quindi, comporta inevitabilmente un cambiamento. Non si può fare altrimenti.
Non è sempre detto, però, che questo sia un aspetto negativo. A volte, aggiungere una sfumatura diversa al film, può voler dire snaturarlo, altre volte invece può arricchirlo. Tutto questo dipende dalla bravura del doppiatore, del direttore del doppiaggio e dell'adattatore dei dialoghi.
Certo, se volete rendervi conto di com'era veramente il film nella mente di chi l'ha realizzato, non avete altra scelta che guardarlo in lingua originale. Ma questo vale anche per un libro tradotto.
Finché non sarete riusciti ad imparare una dozzina di lingue (tra cui anche cinese e giapponese che, mi dicono, non sono proprio facili) credo che dovrete adattarvi anche voi a vedere i film tradotti.

- dramaqueen


24 commenti:

  1. Il doppiaggio è anche uno dei miei interessi (a proposito hai letto quei due post sul doppiaggio che ti ho mandato?)
    Inoltre facendo il confronto tra i vari doppiaggi ho potuto notare quanto le voci femminili italiane siano quasi sempre sul grazioso e affettato. Magari fanno delle vocine che sembra quasi simili a quelle giapponesi quando doppiano delle lolite.
    Inoltre bisogna considerare appunto, come hai detto, che il doppiatore è un attore e quindi oltre all'interpretare, deve sapersi adattare al personaggio e questo l'ho visto nelle parti cantate. Non si può aspettare (anche se succede) che sentendo cantare si pensi esclusivamente alla bellezza della voce poiché è una grave mancanza.

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    1. Non mi sembra che le voci femminili siano tutte da bamboline... Forse per i cartoni animati o per le ragazze giovani, ma non sempre: pensa ad esempio a Domitilla D'Amico o Patrizia Scianca.
      Io odio i film musicali, ma per quanto riguarda l'interpretazione delle canzoni hai ragione. Tra qualche post, ho in programma di parlare anche di quest'argomento :)

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    2. Sì in effetti era meglio che specificavo sull'animazione (soprattutto se indirizzato a bambini piccoli come My Little Pony - L'amicizia è magica). Comunque ho scritto quasi sempre.
      Ci sono altre doppiatrici che non hanno voci da bamboline (quanto odio questo termine) come Cinzia de Carolis (la mitica Lady Oscar) o Loredana Nicosia.

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    3. Riguardo all'animazione, credo che la scelta sia fatta per imitare i giapponesi. Ho visto pochi cartoni animati in lingua originale, ma mi pare che le doppiatrici giapponesi abbiano tutte una vocina graziosa come dici tu e che questa stessa vocina venga attribuita anche ai bambini.

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  2. Non direi. E' vero che alcune doppiatrici giapponesi hanno questa vocina, ma non tutte e My Little Pony non è giapponese. L'ho visto molto anche in alcuni film di animazione Disney sulla voce graziosa e i commenti che ho raccolto per quei post che ti dicevo all'inizio me l'hanno confermato.

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  3. In realtà, Alma, la maggior parte di attrici/doppiatrici giapponesi hanno effettivamente quel tipo di voce. E come diceva drama, quel tipo di voce viene attribuita ai bambini. Il che vale poi anche per la Disney: ho sentito molte persone lamentarsi perché "che voce troppo adulta! Troppo matura! Troppo vecchia!". La maggior parte si aspetta che le principesse abbiano una dolce vocetta femminile e graziosa, appunto da principessa.
    Poi la cosa divertente è che le giapponesi hanno effettivamente, per genetica, la tendenza ad avere un timbro acuto, mentre gli inglesi/americani uno contralto. Eppure sono gli stessi inglesi/americani a volere e gradire (spesso, ne ho "visti", anche se poi il maggior numero di casi l'ho visto in Italia, ovviamente) una voce da "ragazzina carina". Stereotipi. ^_^
    In ogni caso, il doppiaggio è indubbiamente affascinante. Ogni tanto ci penso pure io, sarebbe divertente provare! Poi be', io ammiro soprattutto coloro che doppiano parodie... XD Specialmente se "fatte in casa". :D

    P.S. una lolita senza vocetta non sarebbe altrettanto sexy.

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    1. Ma infatti non ho escluso che nel doppiaggio giapponese ci siano queste voci sottili. Dico solo, guardando alcune serie in originale, che dipende molto dall'argomentazione e dall'ambientazione. Per esempio se è un anime scolastico si darà la preferenza a voci da lolite proprio perché più adolescenziali. Poi magari ci sono alcuni ruoli di ragazze dalla voce più matura perché di carattere lo sono. Ma se cambiamo ambientazione, allora le voci possono cambiare.
      Una cosa del doppiaggio giapponese che mi piace è il livello di epicità che spesso si riscontra. Tipo nelle battaglie. Le voci sembrano ancora più immense.

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    2. Sì, quello è veramente bello!
      Ma poi chissà. Magari a volte li aiutano con qualche effetto e ritocchino in più...

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    3. Ok, allora prossimamente mi aspetto da voi un post sul doppiaggio giapponese... ;)
      Io, purtroppo, me ne intendo solo di quello italiano! XD

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    4. Ecco un video dove il doppiatore di Light/Kira (Death Note) recita una parte. Se sembra molto sopra le righe è anche perché la scena lo richiede:
      https://www.youtube.com/watch?v=ADiqEHS7SWw
      Sembra davvero che ci siano dei samurai. Sembra davvero che si stia svolgendo un torneo di arti marziali. Infatti non mi meraviglierei se alcune pratiche delle arti marziali vengano usate quando doppiano

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  4. Direi che un'ottima visione sul doppiaggio e sui doppiatori (spesso scelti non per la loro bravura) la si può trovare in questo video: https://www.youtube.com/watch?v=Qj3vJf7hWPA

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    1. La mia mente aveva rimosso (sospetto volontariamente) la brutta abitudine di assegnare il doppiaggio di protagonisti di film d'animazione (e a quanto pare anche videogiochi) a personaggi famosi random.
      Ho specificato che un doppiatore è un attore e non una persona a caso che parla in un microfono. Io in questo post ho citato solo professionisti che hanno alle spalle tanto studio e tanti anni di esperienza, perché secondo me questo è l'unico modo giusto di recitare. Ci sono anche persone che non la pensano così, e ce ne sono tante purtroppo, ma la differenza si vede e si sente!
      Scusa se mi sono infervorata, ma per alcuni doppiatori nutro un'ammirazione sconfinata e non tollero che vengano paragonati a certi esempi.

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    2. Ah, quando cercavo l'immagine da correlare al post, ho trovato moltissime foto di personaggi famosi messi a doppiare cartoni sono perché famosi.
      Non mi piaceva l'idea e quindi ho scelto Letizia Ciampa, che se non sbaglio lavora nel campo da quand'era bambina. Tutti la conoscono come voce di Hermione Granger, ma quasi nessuno sa che volto abbia... Eppure lei è molto più adatta a rappresentare il contenuto del mio post.

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    3. Letizia Ciampa l'ho sentita anche come voce di Daenerys e personalmente non l'ho trovata adatta al ruolo.
      La questione voce e volto poi è molto complessa.
      Adesso, a parte alcuni vip che fanno da doppiatori (il più delle volte con delle miserevoli figure), ci sono alcuni come Veronica Pivetti, Pino Insegno e Luca Ward iniziano ad essere conosciuti al grande pubblico come attori oppure altri come Debora Magnaghi e Davide Garbolino perché hanno presentato dei programmi. I loro volti hanno cominciato ad essere noti. Eppure può capitare che alcuni doppiatori ancora rimangono sconosciuti nel volto e appena li si vede, alcuni rimangono delusi. Spesso si immagina che una voce talmente sensuale, bella e poderosa sia accompagnata da un volto simile. Ebbene è capitato in un video che alla voce di Marco Balzarotti (Milord di Sailor Moon) fosse corrisposto il suo volto e molti erano appunto delusi perché appunto il suo volto era giudicato brutto o almeno non all'altezza della sua voce. Allora ho commentato scrivendo che cosa c'entra se lui ha quel viso. Comunque non avere un viso "all'altezza" della voce è stato un ostacolo di carriera per Lydia Simoneschi, una delle Dee del doppiaggio italiano. Ha doppiato bellezze d'oltreoceano, "ma" lei aveva il fisico "tipico" di una caratterista (quella che si vede all'inizio è proprio lei) https://www.youtube.com/watch?v=lZKzf39AHRg

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    4. La questione di essere adatti al ruolo non riguarda la bravura... Ci possono essere attori bravissimi che però per un determinato ruolo non sono adatti.
      Riguardo a "Game of Thrones" mi ricordo di aver sentito che i doppiatori sono stati assegnati anche in base all'aspettativa di vita del personaggio. Cioè, se un personaggio ha un ruolo abbastanza importante ma dura solo un paio di puntate (mi vengono in mente parecchi casi XD) gli hanno assegnato un doppiatore meno affermato e con meno esperienza, senza tener conto di quanto la voce fosse adatta. Secondo me non è un ragionamento giustissimo, ma ha le sue ragioni. Ovviamente parlo solo per sentito dire, perché seguo la serie solo in inglese.

      Per quanto riguarda il secondo argomento, credo che se qualcuno mi dicesse la mia faccia non è all'altezza della voce... dovrei trattenermi dallo sputargli in un occhio! Ahah XD
      Scusatemi per la volgarità, stavo scherzando... ma, in ogni caso, che discorsi sono? Scusami se ho questa faccia... Avei voluto essere Jessica Alba, ma sono nata così e in verità mi ci trovo anche abbastanza bene... ;)

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    5. Ma infatti intendevo che Letizia Ciampa non l'ho trovata adatta per QUEL ruolo e con questo non intendevo appunto che non sia brava.
      Per la seconda parte, non ti scusare XD

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  5. Ho sempre trovato estremamente affascinante il lavoro del doppiatore, e devo confessarti che per un breve periodo della mia vita anch'io ho sognato di fare la doppiatrice. Poi mi sono resa conto di avere una voce veramente troppo oscena :D
    Lo sapevi che, a livello internazionale, i doppiatori italiani sono ritenuti tra i migliori al mondo?

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    1. L'ho sentito dire molte volte, ma ho sentito anche tante persone che non sono d'accordo, quindi non saprei... Di sicuro i giapponesi se la cavano molto bene. Ho sentito dire (ma anche qui non ricordo più la fonte, quindi non sono sicurissima) che a volte riescono a doppiare avendo solo le bozze del cartone animato e non il lavoro finito.

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    2. I giapponesi sono davvero bravi, e hanno anche delle voci assurde (soprattutto le donne)... ma nel doppiaggio di un film o cartone nato in una lingua diversa dalla nostra, io trovo quasi inarrivabile il lavoro dei nostri doppiatori! L'adattamento, però, è un altro paio di maniche... :P

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  6. Scriverei un commento chilometrico, per cui mi limito a un punto di critica: il volume e lo spazio. Le voci italiane sono troppo alte e sopprimono una parte dei rumori ambientali, a volte la colonna sonora. Inoltre, si perde un po' la "localizzazione" spaziale delle voci, ma questo non so se sia dovuto a una diversa equalizzazione o che diamine dei tecnici del suono. E' un effetto piccolo a volumi da salotto in tv e al pc, tuttavia, unitamente alla soppressione di ciò che non è dialogo, ne risulta un'esperienza da spettatore che in qualche modo è più finta. Io non riesco più a guardare serie in italiano, salvo quelle "storiche".
    Sono troppo schizzinoso?

    (E poi si perde tutta la varietà linguistica dei personaggi. Uno scozzese, dopotutto, non può avere un accento bergamasco perché sarebbe ridicolo... con tutto il bene che voglio ai bergamaschi e agli scozzesi, s'intende.)

    Mi affascina la parte di adattamento, perché vicina alla traduzione e complicata dalle problematiche che hai illustrato. Avevo visto una spiegazione di uno storico doppiatore di un cartone animato che guardavo da piccolo, a cui va il mio inconfessabile affetto, ma non trovando il video non posso passartelo.

    Argomento controverso, comunque. ;)

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    1. Non avevo mai fatto caso al rapporto tra voci e rumori di fondo e ti ringrazio per avermelo fatto notare.
      Credo che sia difficile adattare perfettamente le voci registrate dei doppiatori e i rumori di fondo originali, ma non so dirti di più, perché non conosco quasi nulla del lavoro dei tecnici del suono.

      Per quanto riguarda la varietà linguistica, hai perfettamente ragione. Anch'io sono rimasta delusa dalla trasposizione italiana di alcuni personaggi. Non ho nessun dubbio sulla differenza linguistica tra scozzesi e bergamaschi, ma forse sarebbe stato possibile dare a quei personaggi una caratterizzazione vocale diversa dalla maggior parte degli altri in altro modo.
      Quello che mi turba di più, di solito, è l'accento spagnolo. Se un personaggio ha un accento spagnolo, nella versione americana, perché non può averlo anche in quella italiana? Non è così difficile, infatti in alcuni casi è stato fatto, ma in altri no.

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    2. Eccolo!.
      Quest'uomo (la voce) è uno dei pilastri della mia infanzia...

      D'accordo per quanto riguarda lo spagnolo o accenti comunque riconoscibili. Purtroppo, però, queste scelte non sempre vengono fatte con coerenza. Forse prevale la scelta di una data voce, nelle cui corde non c'è lo spagnolo? Non so

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    3. Ivo De Palma... eh già, decisamente un pilastro :) Non avevo mai visto questo video ed è decisamente interessante, grazie per avermelo segnalato!

      Sulla traduzione dei Cavalieri dello Zodiaco ci sarebbero parecchio cosette da dire, a cominciare dai nomi... Ma il cartone è arrivato in Italia in un periodo in cui si traduceva proprio tutto, anche i nomi giapponesi, quindi ormai siamo abituati a sentirli così.
      Mi ha sempre fatto un po' ridere il linguaggio aulico, considerato che poi si menano di santa ragione... XD

      Non so bene che cosa porti alla scelta di una determinata voce e quanto questo influenzi gli accenti che si possono attribuire al personaggio. Però, sempre per citare il mio amato Game of Thrones, ci sono rimasta un po' male, ascoltando la trasposizione italiana di Syrio Forel nella prima stagione e di Oberyn nella quarta.
      Ma non nego che probabilmente ci saranno altre esigenze di cui tener conto.

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    4. La traduzione dei CdZ, però è qualcosa che, nella mia testa, ha fatto la differenza rispetto ad altri anime, nonostante gli errori. Ricordo ad esempio un errore palese nella traduzione di "cloth" in... "vestigia"!
      :O

      Su GoT ti do ragione. Ho ascoltato mezzo minuto Syrio e ho cambiato canale. Penso che anche Oberyn, che è stato proprio l'attore a rendere speciale, sia stato "normalizzato" perdendo molto rispetto alla sonorità esotica dell'originale.

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