30 luglio 2014

Iniziativa di compleanno!

Salve a tutti, blogger!

Come vi avevo annunciato nel post di compleanno, oggi vi aspetta un'altra sorpresa.
Dato che vi ho già fatto attendere troppo, passo a spiegarvi di che cosa si tratta, senza dilungarmi con i convenevoli.

Circa un mese fa, vi ho parlato dei miei programmi per il prossimo anno, cioè entrare all'Accademia d'Arte Drammatica di Padova. Ho un provino da superare, quindi ora è meglio che io mi metta a studiare seriamente, visto che negli ultimi tempi mi sono concentrata più sugli esami dell'università.

Che cosa c'entra tutto questo con l'iniziativa?
Beh... vi sto chiedendo di aiutarmi.

Visto che, tra voi blogger che conosco e che seguo, c'è una notevole percentuale di scrittori, ho pensato che non vi sarebbe dispiaciuto mettere in pratica le vostre abilità. Quindi, l'iniziativa è la seguente: vi chiedo di scrivere un monologo per me, in modo che io possa fare pratica con molti testi diversi tra loro.

I monologhi partecipanti al concorso dovranno essere testi di massimo 2000 caratteri, spazi inclusi (va bene allenare la memoria, ma la mia ha un limite).
Il tema è libero: scatenate la vostra fantasia e siate originali! Va bene tutto, comico o tragico... Ecco, magari, non siate tutti troppo tragici, però... La vita è già abbastanza triste così com'è!
I testi che scriverete dovranno essere pubblicati come commenti sotto questo post, selezionando la modalità "Anonimo".
Potete partecipare con più monologhi, ma per evitare di essere sommersa vi do un tetto massimo di tre possibilità a testa. Credo che siano più che sufficienti per sbizzarrirvi.
Avete tempo per partecipare fino al 31 agosto.

Io reciterò ognuno di questi monologhi e realizzerò un video della mia interpretazione.
Dato che il mio blog non è così famoso, non credo che il numero di partecipanti sarà esorbitante, quindi spero di riuscire a prepararli tutti.
Però è anche vero che ho dato tre possibilità ad ognuno di voi e che le adesioni potrebbero essere più del previsto... Quindi è meglio dirvi fin da da ora che, se i monologhi dovessero essere troppi (più di una decina, per intenderci) sarò costretta a fare una selezione di quelli che mi sembreranno più adatti.
Ecco perché vi faccio postare i testi in modalità anonima: non vorrei mai essere accusata di aver scelto in base alla mie simpatie personali.

Sono stata a lungo in dubbio se trasformare questa iniziativa in un concorso con un premio finale. 
Il motivo dell'incertezza era, essenzialmente, che non ho premi da dare. Non ho scritto libri o dipinto quadri che vi potrei regalare. Non ho nessun premio fisico da potervi consegnare.
Però, devo ammettere che la prospettiva di un premio stimola i partecipanti, quindi alla fine ho deciso per il sì.

Quando pubblicherò il post con i video dei monologhi recitati da me, potrete votare quello che preferite ed il vincitore si aggiudicherà... la gloria, ovviamente. 
Più uno di questi premi, a scelta. Non sono un granché (forse avreste preferito la gloria e basta) ma non posso offrire di meglio, date le mie modeste capacità:
- un guest post (scritto da me sul blog del vincitore o scritto da lui/lei e pubblicato qui)
- un altro video in cui recito un testo a scelta (un testo vostro o di un autore famoso o anche una poesia)
- una mia cover di una canzone a scelta

Spero che le modalità del concorso vi siano chiare. Per qualsiasi spiegazione o domanda, sono a vostra disposizione.

Nella speranza che partecipiate in tanti, vi auguro: buon lavoro, scrittori!

- dramaqueen

77 commenti:

  1. Eh, magari mi metterò all'opera :D

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    1. Potresti, potresti... Io ci spero! :)

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    2. Lo farò, lo farò... Però ci penserò bene a cosa scrivere

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    3. Ma certo, hai un mese di tempo :)

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  2. L'idea è molto molto carina e mi stuzzica parecchio! Anche se non ho la minima idea di come si scriva un monologo...

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    1. Non pretendo che scriviate indicazioni di scena o altro (non credo che sarei in grado nemmeno io). Basta il testo pronunciato dal personaggio :)

      Sono sicura che tu sappia scrivere i dialoghi, anche perché ho letto vari post al riguardo al tuo blog. Ecco, un monologo non è altro che un "dialogo senza risposta". Sembra un controsenso detto così, ma non lo è: basta che un personaggio parli per un certo tempo senza essere interrotto da altri. Il suo può essere un discorso per spiegare qualcosa, per raccontare un avvenimento passato, per difendersi da un'accusa o per accusare qualcun altro... Oppure può essere un "a parte" in cui il personaggio in questione esprime le sue sensazioni e i suoi pensieri, senza che nessun altro sia presente, ma parlando solo a se stesso. Questo, in un testo letterario, sarebbe un monologo interiore... ma in teatro deve essere pronunciato, perché gli spettatori non sono in grado di leggere nei pensieri delle figure rappresentate ;)
      Sono sicura che per i personaggi dei tuoi libri, prima o poi, hai scritto qualche monologo.
      Spero di aver espresso bene il concetto :)

      (Ecco, io per esempio ho appena scritto un monologo per spiegare che cosa intendevo con "monologo"... XD)

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    2. Ok, ti sei spiegata benissimo! Allora ci proverò :) Non so ancora quando, perché dalla prossima settimana vado in ferie, ma visto che c'è un mese di tempo dovrei farcela.

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    3. Sarò contentissima se parteciperai, ma non ti stressare... In fondo è una specie di gioco! :)

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    4. No, figurati! Per me le parole "stress" e "scrittura" vanno insieme solo se si tratta di lavoro, e non è questo il caso :)

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  3. Io ho scritto qualche monologo comico... magari potrei pensarne uno per te. L'idea mi piace. Vediamo se trovo tempo ed energie.

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    1. Lo spero... Ma vale lo stesso discorso che ho fatto ad Anima di Carta, non stressarti! Soprattutto tu che hai mille impegni (mi assomigli troppo)... :)

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    2. Intanto sto promuovendo a destra e a manca e anche nella pagina dedicata ai concorsi... Conto di partecipare. Aspetto solo l'idea giusta.

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    3. Ma grazie mille! <3 Mi raccomando, costringetemi studiare tanto, che io devo entrare a quell'accademia!
      Le idee sono anche il mio problema, quando devo partecipare ai concorsi: quando le cerco non arrivano mai. Di solito, smettere di cercare funziona.

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  4. Preferisci recitare secondo ispirazione, interpretando liberamente, o possiamo provare a darti qualche indicazione, ad esempio sull'umore, sul tono di voce o sulla gestualità? Sempre che sia necessario. Non mi dispiace l'idea di provare a fare qualcosa di nuovo :)

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    1. Specifico ulteriormente la mia risposta ad Anima di Carta: non è necessario scrivere anche le indicazioni di scena, ma se volete potete farlo. In fondo, il monologo è un vostro scritto, io sono solo un'umile attrice :) Sorprendetemi! :)

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    2. P.S. Benvenuto nel mio blog!

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    1. Benvenuto anche a te e grazie per l'adesione! :)

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  6. Dormi, ignara di quanto sia possente, quest'alba di dicembre.
    Anche il dolce mare, quieto nel suo pigiama di indaco e velluto, riflette pigramente l'incendio di corallo che graffia il cielo. Un sibilo gelido si è impadronito delle strade deserte, vorticando nelle piazze saluta per primo il giorno neonato. Il disco di fuoco dardeggia dalla cima dei monti, il suo raggio trafigge le morbide nuvole rosa per giungere a questa riva, ed indugia leggero sulle mani rugose di un vecchio pescatore, carezzandole con la dolcezza di un'antica consuetudine.

    Tu dormi e io siedo sulla sabbia, che è fradicia di notte, inzuppata dei ricordi senza memoria che sono caduti nel buio. Echeggiano i richiami delle berte e, d'intorno alle barche, si levano lamentose le strida dei gabbiani. Tutto il vento raccoglie in misteriose armonie, le intreccia con il battito maestoso della risacca, finché l'intera sinfonia mi avvolge, sommergendo i goffi rumori sincopati della città che si sveglia.

    E' in questo breve spazio, fra miriadi di granelli, nel breve intervallo di poche onde gelate, che aleggiano i fantasmi dei sogni più dolci; quelli che brillano ancora, tremolando incerti nell'aria cristallina, mentre il sole si alza a disperdere le ultime ombre.

    Perché ci sono sogni, bambina, che non verranno di notte a carezzarti fra le tue lenzuola, e non li potrai cercare nemmeno fra le pieghe del tuo sonno più dolce.
    Ma loro ti troveranno, in un'istante che tu ed io non sapremo; lo faranno mentre cerchi, oltre il velo delle tue lacrime, il contorno indistinto di un viso che amavi. O forse li sentirai sussurrare alle tue spalle, quando ti chiederai cosa sia, sul fondo mare, quell'ombra scura che freme alla luce della luna.

    Saranno quelli, i sogni che non potrai ricordare, e di cui cercherai il triste profumo nelle notti d'estate. Lo farai finché giungerà una dolce sera, alle soglie dell'autunno, in cui l'eco ingannevole di un dolce canto ti condurrà lontano, dove non sapremo, e tu non mi porterai con te.

    Ma è ancora presto ed io, fra i vagiti dell'ultimo giorno del tuo anno, vorrei cogliere per te almeno il petalo di un fiore, dell'antichissima tristezza il cui profumo è nostalgia. Affondo la mano in questo lieve ricordo già perduto, lo palpo fra le dita, è leggero come un raggio di luce e gelido come l'immenso nulla.

    Quando lo chiudo fra le mani svanisce, nebbia sottile; ed io ritorno, per trovarti addormentata e carezzarti ancora la fronte, con le dita che odorano di vento e di mare.

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    1. Oh wow, qualcuno si è già messo al lavoro!
      Devo però dirti, caro anonimo, che questo monologo è un po' troppo lungo... Non mi piace essere troppo fiscale, però, se inizio da subito a fare strappi alla regole, farò presto a perdere la mia poca rispettabilità...
      Sono sicura che in un mese di tempo riuscirai a riscriverlo in meno di 2000 caratteri (spazi inclusi, mi ero dimenticata di specificare e vi chiedo perdono... Dimentico sempre qualcosa...) così potrà essere regolarmente ammesso al concorso :)

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    2. Hai ragione! Ho contato male. Ne ho postata più giù una versione ristretta!

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  7. Ooooh, questo mi ha grandemente sorpreso!!!
    Devo per forza partecipare. Qui sotto, quindi?
    E quando farai il video, le persone si dovranno palesare o l'attesa va a dopo la vittoria?

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    1. Tu hai già detto a scatola chiusa che avresti partecipato, ho il messaggio salvato ;)
      Qui sotto, esatto! Aspetto anche il tuo monologo!
      Vi chiederò di palesarvi quando pubblicherò il video... e vi prego di essere onesti, ma so che siete tutti delle brave persone.

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  8. E quindi cedi? Non era il nostro amore la tua inesauribile forza? Ora mi sembra quasi la tua più grande debolezza… Rinuncio all’impresa e fuggo con te, mi dici… Dov’è, dov’è il mio Pidelio? Lui lotterebbe, rincorrerebbe il suo sogno! Proprio per amore lo farebbe.
    Diventerebbe l’eroe, il primo guerriero. Il difensore della nostra città, imbattibile quasi fosse un semidio. Brandirebbe la sua lancia e dei suoi nemici farebbe uno spiedo: niente più striscianti rettili al guado del fiume, niente più feroci predatori lungo il sentiero.
    Sì, potresti fallire, ma se non provi non è forse peggio? Perderesti tutto, l’onore e la casa. Mai i miei genitori mi lascerebbero in sposa a te. E l’unico responsabile saresti tu. Tenta, ti dico io. Anche il mio cuore trema, so che potrei morire se qualche male ti colpisse… Ma non sarà così. Che la paura non l’abbia vinta! Perché altrimenti il mondo già sarebbe caduto: invece affronta le sue vertigini e vola, si regge in eterno.
    E se tu riuscirai, anche tu l’avrai sconfitta, la paura, rimanendo in eterno nella storia del tuo popolo! Abbi fiducia, tu ce la farai. Conosco il tuo cuore, so quali sono le tue capacità, e questa è la tua impresa. Solo tu puoi farla. Nel profondo lo sai… Trionferai di sicuro!
    Ora va’, è giunto il momento. Io starò qui, ad aspettarti placida come ho sempre fatto prima d’ogni nostro incontro, con il mio sorriso che tanto ammiri e lodi. Conscia che sventura alcuna non potrà mai scalfire noi e il nostro sentimento.

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    1. Davvero un buon incoraggiamento, non c'è che dire! Grazie per la partecipazione!

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  9. O raga! Sono in para, sono in para dura! Non capisco cosa ci sia di male se scrivo quello che mi capita: a me piacciono molto le storie tristi, quelle dove il protagonista se salta fuori dalla padella è solo per cascare nella brace. E poi la mia vita è così: perché se la fortuna è cieca, la sfiga ci vede benissimo. Allora cosa c’è di male nel voler condividere tutti i miei magoni?

    Ogni volta che chiedo un giudizio sulle mie storie strappalacrime mi rispondono che dentro non c’è “niente di interessante, niente che acchiappi”. Perché, dico io? Io mi ci faccio un fegato amaro ogni volta che me le ricordo, quelle cose. Se scrivo di quando mia moglie se n’è andata mi dicono: “C’è solo una storia normalissima, di un tizio che conosce una ragazza, ci si fidanza, intanto trova lavoro, fa carriera, conosce persone sul lavoro. Poi si sposa, iniziano le prime piccole frizioni, e si mollano. Siamo nella normalità più totale.” Non capite un cazzo, questa è avanguardia!

    Ma, a voi, vostra moglie vi ha lasciato dicendo: “Fai bene a lasciarmi, anch’io fossi in me mi lascerei”? Che quasi si mette a ridere quando lo dice? Quando le ho chiesto: “Ma, amore, io invece non voglio lasciarti. Cosa c’è che non va?”, mi ha risposto: “Il sesso è peccato… farlo male”.

    E secondo voi non dovrei essere arrabbiato quando scrivo? Io lo so: Dio c’è ma mi odia! Cosa c’è di male se vi racconto che sono andato a scuola, che giocavo a calcio con gli amici, che mi hanno fregato la ragazza, che ho trovato un lavoro buono come un altro? Come dite? Che le stesse cose le avete vissute anche voi? Che non vi interessa niente leggere una storia che sapete già come va a finire? Che le mie pagine sono tutto fumo e niente arrosto? Sappiate che a volte il fumo è molto meglio dell’arrosto.

    Non è di certo colpa mia se la mia vita è uguale a quella di tutti gli altri. Non sono più bello. Non sono più famoso. Non sono più bravo. Sono solo più sfigato: si dice che una volta toccato il fondo non puoi che risalire. A me capita di cominciare a scavare. E comunque io ci sto sempre male: i miei personaggi sono me ed io, quando trasferisco le mie paranoie nelle pagine, soffro come un cane.

    Se uno s’impegna può star male ovunque.

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    1. Purtroppo ti devo fare lo stesso appunto che ho fatto al primo partecipante: è un po' troppo lungo... Basterà accorciare appena qualche frase, se vorrei, e io potrò ammettere regolarmente questo monologo al concorso :)
      Ricordo: 2000 caratteri, spazi inclusi! Non mi piace essere così pignola, però mi sembra che il limite non sia così restrittivo...

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    2. scusa :)
      andavo a memoria e mi pareva spazi esclusi...

      più tardi cerco: magari ne trovo un'altro più corto....

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    3. e allora, per giocare con il suono della voce...

      Ghiaccio. Sottile, lucente,
      iridescente. Ammanta
      col freddo Natura, teca
      di vetro che sola contiene,
      trattiene, tutto sospende.
      Infido. Vela la strada,
      serpente, sotto i miei
      passi, incerti. Affondo
      fidando tenga ‘l mio peso.
      Tradito. Cado beffato
      credendo d’esser sicuro.
      Illuso! Colto alle spalle
      Da un verbo. Da un modo.
      Sopra un passivo malnato
      ho stato – ah! – scivolato.

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    4. "Cerco"? Ma l'hai scritto tu, vero? I monologhi devono essere scritti da voi :)

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    5. Naturalmente :)
      Ho scritto parecchia roba, ed è (per la maggior parte) tutta pubblicata sul mio blog. Quasi tutti monologhi e un po' di dialoghi, ma mediamente sulle 2 cartelle. Per trovare qualcosa per te ho dovuto scartabellare in giro :)

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    6. Scusami, non avevo capito!
      Grazie infinite per la partecipazione, mi metterò al lavoro al più presto!

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  10. Parteciperò anche io :)
    Ti manderò una cosa che ho intenzione di scrivere il mio romanzo.
    Un abbraccio

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    1. Quale onore! Grazie e aspetto di mettermi alla prova con il monologo che mi proporrai.
      Benvenuta nel mio blog, Chiara!

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  11. Dormi, ignara di quanto sia possente, quest'alba di dicembre. Anche il mare, quieto nel suo pigiama di indaco e velluto, riflette pigramente l'incendio di corallo che graffia il cielo. Sulla sabbia fradicia di notte, inzuppata dei ricordi senza memoria che sono caduti nel buio, echeggiano i richiami delle berte e le strida lamentose dei gabbiani. Tutto il vento raccoglie in misteriose armonie, le intreccia con il battito maestoso della risacca, finché l'intera sinfonia mi avvolge, sommergendo i goffi rumori sincopati della città che si sveglia.

    E' in questo breve spazio, fra miriadi di granelli, nel breve intervallo di poche onde gelate, che aleggiano i fantasmi dei sogni più dolci; quelli che brillano ancora, tremolando incerti nell'aria cristallina, mentre il sole si alza a disperdere le ultime ombre.

    Perché ci sono sogni, bambina, che non potrai cercare nemmeno fra le pieghe del tuo sonno più dolce.
    Ma ti troveranno in un'istante che tu ed io non sapremo; lo faranno mentre cerchi, oltre il velo delle tue lacrime, il contorno indistinto di un viso che amavi. O forse li sentirai sussurrare alle tue spalle, quando ti chiederai cosa sia, sul fondo mare, quell'ombra scura che freme alla luce della luna.

    Saranno i sogni che non potrai ricordare, ne cercherai il triste profumo nelle notti d'estate. Finché giungerà una dolce sera, alle soglie dell'autunno, in cui l'eco di un dolce canto ti condurrà lontano, e tu non mi porterai con te.

    Ma è ancora presto ed io, fra i vagiti dell'ultimo giorno del tuo anno, vorrei cogliere per te almeno il petalo di un fiore, dell'antichissima tristezza il cui profumo è nostalgia. Affondo la mano in questo lieve ricordo già perduto, lo palpo fra le dita, è leggero come un raggio di luce e gelido come l'immenso nulla. Quando lo chiudo fra le mani svanisce, nebbia sottile; ed io ritorno, per trovarti addormentata e carezzarti ancora la fronte, con le dita che odorano di vento e di mare.

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    1. Siamo sotto i 2000 ora :-D

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    2. Ora va benissimo!
      Grazie per la partecipazione :)

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  12. Ma cosa importa, a queste zolle di terra umida, che anche oggi giacciono mute, intrise di pioggia, rattrappite dallo stesso vento che fece gonfiare i gonfaloni, e portò lontano lo squillo delle fanfare, mescolato con l’odore del sangue?
    Nel ventre scuro dei campi, gli zoccoli fieri dei destrieri bardati non lasciano un segno più intenso di quanto facciano le umili zampe dei buoi, affondate dal peso del vomero, che arrancano solcando la terra.
    Di tanto in tanto, squarciano l’aria un cozzar di spade, un clamore di tromba, un grido di morte o di vittoria, e non durano più a lungo del tuono, che scuote le cime degli antichi alberi e fa vibrare le fondamenta immemori dei monti, perdendosi in breve in un brontolio confuso, di echi lontani, che è già ricordo.
    Uomini vagano per la pianura schiacciando l’erba, brulicanti di vita e di sogni; ma poi giunge sempre un mattino, in cui la nebbia levandosi lascia brillare al sole un deserto di morbidi steli, curvati dal peso della rugiada, e il vento accarezza lo stesso, eterno silenzio.
    Campaldino, 2 febbraio 2014

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    1. Ti ringrazio per la partecipazione!

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  13. Arrivano all'improvviso, questi momenti. Quando succede capisci subito che non c'era modo di prepararsi prima. A volte penso che in fondo passiamo la vita ad aspettarli, a domandarci se possiamo fare qualcosa, per essere pronti ad affrontarli, quando capiteranno.
    Quando in una sera qualunque, dopo un giorno di incerta primavera, lo senti tutto ad un tratto, che è arrivato proprio quell'attimo. Sei lì, fra qualche parete che hai imparato a considerare casa, con i suoi oggetti comuni e quell'insieme peculiare di immagini, voci, ed altri suoni, che chiami famiglia.
    Stai lì davanti all'armadio e all'improvviso senti che è diventato impossibile, continuare a fingere; a far finta di niente, a seppellire la tua consapevolezza oltre l'orizzonte di ogni giorno. Sperando che con il tempo, in qualche modo, tutto torni a posto.
    La realtà ti sbatte davanti agli occhi senza avvertirti. E' una secchiata gelida e spazza via l'illusione, che si possa ancora attendere, rimettere insieme i pezzi, trovare altre combinazioni per far tornare i conti.
    Guardi tua moglie, vorresti prendertela con lei, ma sai che in fondo la colpa non è sua: certe cose si scombinano con il tempo, nonostante gli sforzi che facciamo ogni giorno per evitarlo; forse lo fanno da sole, punto e basta.
    Così ho preso la mia decisione. L'ho detto a lei e adesso, anche se mi sento un po' ridicolo, lo confesso in questo blog, una cosa scritta fra le tante.
    Penserete magari che avrei potuto aspettare ancora, prendere tempo, riflettere più a lungo, prima di una scelta tanto drastica e definitiva. Ma io lo so, che sarebbe stato inutile. E poi, semplicemente, non ce la facevo più.
    Così, da un momento all'altro, ho preso tutto il mucchio e l'ho buttato nella spazzatura.
    Pazienza se mia moglie dovrà ricomprarmeli: io non li sopportavo più, tutti quei calzini spaiati!

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    1. Mi fate fare anche la parte del marito? Cercherò di dare il meglio di me anche con un personaggio maschile, allora.
      Grazie per aver partecipato!

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  14. Ho scritto un testo, ma non sono sicur@ si possa definire monologo: è una sola persona a parlare, lasciando un messaggio in segreteria telefonica, ma in tre occasioni diverse. Lo accetteresti?

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    1. Forse non è strettamente un monologo, in senso teatrale, ma per me l'importante è non dover fare l'attrice schizofrenica interpretando due personaggi diversi. Quindi lo accetto volentieri.
      L'importante è che sia compreso nei limiti di lunghezza :)

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  15. Segreteria telefonica

    Ciao, sono io, lo so, scusa, ti ho chiamato già tante volte, è vero, ma ti prego, ti scongiuro, ascoltami. Io… ho bisogno di vederti. Davvero, non ce la faccio più a resistere, ti prego, voglio solo… lascia solo che ti spieghi quanto sei importante per me. Non sono alla tua altezza, ma lascia che ti dimostri che posso essere la donna che vuoi. Basta solo che tu me lo chieda, io farò qualsiasi cosa per te, tutto! Dimagrirò, posso farlo! Sarò bella come la persona che meriti accanto. Vuoi che sia come Mara? Sarò come lei, meglio di lei, io non ti userò come sta facendo quella stronza, dammi solo l'ultima possibilità di starti accanto, ti prego io… [scade il tempo per il messaggio] No! NO! Dannazione…

    Ciao, scusa se ti disturbo. Riguardo all'altra volta… Mi dispiace di come ci siamo lasciati, non volevo alzare la voce e… insomma scusa per la scenata. Mi sono innervosita molto quando hai tirato fuori il cellulare e... dai capiscimi, non mi ascoltavi nemmeno! Ma te la stavo menando ancora per Claudia e capisco di essere stata insistente. Dici che ho frainteso tutto e se dici che non vi vedete più ti credo. Se ti va di parlarne sono qui. Chiamami.

    Sono io. Ci speravi che ti chiamassi, lo so, ma non ti esaltare. Questo è l'ultimo messaggio che senti da me Stefano. Ti ho lasciato. Non ti amo più e non ho intenzione di riprovarci. C'è qualcosa di poco chiaro in quello che ti ho detto? Spero di no, perché sono stanca di ripetermi. Basta coi fiori, basta coi regali, basta con le visite al lavoro, basta seguirmi quando sono in macchina – sì, ti vedo, non sono cieca – e smettila di importunare i miei amici per sapere dove sono o con chi sono.
    Basta con quei messaggi pieni di insulti. È questo che intendi quando dicevi "saprò dimostrarti il mio amore"? Beh, non ci sei proprio. Tu dell'amore non ne sai un cazzo.
    Un'ultima cosa Stefano. Se ti azzardi a minacciarmi di nuovo, ricordati – e questa non è una minaccia, ma una promessa: sono io che vengo a cercarti.

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    1. I fidanzati, che brutte bestie... Anche le fidanzate non scherzano, però... :/
      Grazie per la partecipazione!

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  16. Ma che bella iniziativa, grazie! A differenza di un romanzo, un racconto o una poesia, un pezzo teatrale mai interpretato è come un figlio che non è mai uscito di casa. (Qui sto parlando del mio atto unico Il Canarino, premiato e pubblicato, che però non è mai andato in scena... sob...) Mi piacerebbe davvero partecipare con il monologo, quindi.

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    1. Benvenuta nel mio blog! Sono contenta che questa iniziativa ti sia piaciuta.

      Hai perfettamente ragione: leggere un'opera teatrale e vederla rappresentata sono due esperienze completamente diverse. Ti auguro che il tuo atto unico venga presto messo in scena!
      Questo "Canarino" mi ha incuriosito, credo che lo leggerò appena avrò il tempo.

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    2. Trovi "Il Canarino" sul mio blog http://ilmanoscrittodelcavaliere.blogspot.it/ come pdf free nella colonna di sinistra: cliccandoci sopra accedi alla pagina per scaricarlo e leggerlo. Darò anche una sistemata nel blog e metterò il link al tuo. A presto.

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    3. Grazie dell'informazione, ora l'ho scaricato. Sono lusingata che tu voglia inserire anche un link al mio blog. Grazie e a presto!

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    4. Ecco, il link l'ho inserito... poi se hai un paio di amici che vogliano rappresentare il pezzo, anche in abiti moderni, ti do fin d'ora la mia benedizione. Trovo che, se ben allestita, anche una rappresentazione ambientata nel passato ma in chiave moderna sia efficacissima. Infatti uno dei miei pezzi teatrali preferiti è "Caligola" di Camus con la regia di Corrado d'Elia.

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    5. Hai ragione, trasportare in epoca moderna una storia ambientata nel passato può dare una nuova luce alla storia e ai personaggi.
      Cercherò qualche amico a cui proporre il tuo atto unico. Non prometto niente... ma intanto ci provo :)

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  17. Davvero una bella iniziativa! Mi spiace solo che il pezzo che ti propongo sia stato scritto per un personaggio maschile. :()

    E così stai partendo per la guerra, ragazzo? Proprio tu, vorresti partecipare a una guerra? Non hai la minima idea di cosa essa sia. Stupidi che uccidono altri stupidi per motivi stupidi. Tutto qua. Dolore. Paura. Morte! Queste sono le cose che troverai. E per quale motivo vorresti avere a che fare con tutto ciò? La gloria! Oh, Dio del cielo! La gloria! (ride) La gloria è effimera, ragazzo! È una corona di foglie d’alloro che fa molto presto a divenire gialla! Oggi hai la tua bella medaglia al valore, ma domani? Sei un vecchio che annoia chi lo incontra con ricordi di battaglie ormai dimenticate. Io ho visto la gloria che cerchi, ragazzo. L’ho vista scolpita su monumenti di pietra a eterno ricordo di chi ci è seppellito sotto, e che, sì, l’ha avuta la gloria che cercava, ma l’ha pagata a caro prezzo, e ora non è altro che un nome su di una lapide! (scuote la testa) Ah, ma io ero come te, tanti anni fa, quando ero giovane. A quei tempi niente era più importante per me di cercare di dimostrare che anch’io avevo coraggio da vendere. Era scoppiata una guerra, una delle tante, i motivi nessuno se li ricorda più, e forse nemmeno si seppero mai, e decisi di arruolarmi. E cosa ci ho guadagnato? La gloria? Oh no, nessuna gloria, no, solo questa benda sull’occhio destro e una gamba paralizzata. Ho conosciuto la paura e il dolore. Ho visto la morte, l’ho vista sorgere dalla terra, dal suolo stesso, l’ho vista scendere giù dal cielo e avvelenare l’aria. Il mio migliore amico, anche lui si era arruolato assieme a me, l’ho visto morirmi davanti, accasciato in una trincea invasa dall’acqua e dal fango. Si chiamava Reggie, ma tutti noi lo chiamavamo Tafty, per via di quel suo ciuffo ribelle che ostentava con tanto orgoglio. (si ferma un momento a fissare il ragazzo) Penso che ormai tu abbia capito chi io sia. Il tempo è davvero un qualcosa di misterioso. Hai chiesto il mio nome poc’anzi. Non ho alcun bisogno di dirtelo, perché lo conosci già. È lo stesso che porti tu.

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    1. Vedo che il tema della guerra sta ispirando molti partecipanti...
      Mi dispiace perché (per ovvi motivi) non sarò del tutto convincente, nei panni di un personaggio maschile, ma cercherò di fare del mio meglio comunque. Grazie per la partecipazione!

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  18. Anch'io ti propongo un personaggio maschile e una scena post-bellica. Secondo me te la caverai alla grande! :-)

    "Mi rialzo a fatica. La notte è scesa sul campo di battaglia. Tutto va raffreddandosi. Sotto il plenilunio, i corpi sono larve sbiancate; le pupille, sfere vitree. Il deserto è immobile, tranne corvi oscuri e argentei avvoltoi, affollati sopra i morti. Solo io sono sopravvissuto. Anche il mio cavallo si rialza con una sgroppata. Lo accarezzo sul muso. Siamo soli sulla faccia della terra, lui ed io. Alzo allora lo sguardo verso il cielo, bucato da miriadi di stelle. Ne conosco molte, e riconosco i loro percorsi celesti. Cielo e terra sono due specchi contrapposti: uno aereo e liquido, l’altro composto di polvere e materia.

    Ma il reticolo brillante, lassù, sembra chiamarmi.

    Così monto in groppa. Il mio cavallo avanza cauto, sfiorando masse di penne, becchi e zampe. Finalmente posso dar di sprone. Le sue zampe si muovono… e, galoppando, dolcemente si staccano dal suolo, e lui diventa il destriero alato del mito, e mi trasporta attraverso la notte piena di bagliori. Cavalco su sentieri di stelle, sopra pavimenti di polveri astrali, tra scie di comete. L’universo s’apre nel suo abbraccio infinito, silenzioso. Passo accanto a Orione, il cacciatore con la freccia incoccata. Evito per un soffio l’Orsa ringhiante e il suo piccolo. Pizzico la coda allo Scorpione, che si rivolta furente. Colgo i grappoli di luce delle Pleiadi.

    Laggiù, nel deserto, ora vedo me stesso: giaccio con la testa fracassata, contro il mio cavallo morto. Ma niente ha più importanza, ormai, perché io cavalco privo di meta, senza dover più uccidere. Senza dolore o paura. Sì, non avrò più paura ormai, qualsiasi cosa accada.

    Distolgo lo sguardo per volgerlo, di nuovo, verso l’alto… verso l’Estremo Viaggio. I reticoli del cielo sono diventati sentieri sicuri e ben tracciati. Tutto è chiaro come non mai: di me e del mio cavallo non rimarrà che una libera manciata di polvere d’oro. E, con un’ultima risata, scompaio per sempre tra le stelle, nella notte eterna."

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    1. E va bene... mi adatterò ad essere anche un po' Drama King... XD
      Grazie per aver partecipato!

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    2. :-D :-D :-D

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  19. Io propongo un personaggio femminile un po' tormentato...
    Bellissima iniziativa!


    Libera

    Mi dicevano di ridere e ridevo.
    Mi dicevano di piangere e piangevo.
    Mi dicevano di tacere e tacevo.
    Mi dicevano di scappare e scappavo. Ma non da loro. Mai da loro.
    Seguivo il loro volere alla lettera ogni volta che era necessario.
    A volte a stento ricordavo di essere umana. Ero abituata a eseguire comandi senza nemmeno un sussulto emotivo. E così facevo: non smettevo mai di seguire il loro volere. Mai. Nemmeno per un solo istante.
    Ero una macchina da scena, un pupazzo, forse, una marionetta che si illudeva di muoversi da sola, ma solo perché i suoi fili erano invisibili.
    "Faccio quello che dicono perché è il meglio per me" mi ripetevo "mi tengono al sicuro".
    È così che mi sono costruita la gabbia che mi ha imprigionata fino a oggi. Nessuno mi ha catturata e imposto nulla. Con l'accondiscendenza di un ignara vittima sacrificale sono stata io ad accettare che lacci e catene mi avvolgessero l'anima fino a stritolarla. Mi sentivo libera, perché la decisione era mia ogni volta. Il mio libero arbitrio non era in alcun modo messo in discussione, ma, allo stesso tempo, dentro di me, non c'era mai una vera alternativa. L'unica cosa logica da fare era seguire il loro volere.
    Oggi però è cambiato tutto. Ho scoperto che la porta della gabbia era aperta e ho messo un piede fuori senza sapere cosa stessi facendo, come un bambino che muove incerto ma fiero i primi passi.
    Loro mi dicevano di tornare indietro e io avanzavo. Mi suggerivano di piangere e io invece ridevo, ridevo come non avevo mai riso. Folle. Semplicemente e assolutamente folle. Disobbediente, per di più. Ma chi è folle può esserlo, no? Non mi importava più niente di niente. Un senso di libertà mi invadeva le narici. I miei polmoni sembravano respirare per la prima volta.
    Io avevo creato i fili che consentivano loro di comandarmi.
    E solo io potevo tagliarli.
    Per questo l'ho fatto.
    E ho scoperto di non essere mai stata viva prima d'ora.
    Ma le cose sono cambiate.
    Le mie paure da oggi non hanno più potere su di me.

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    1. "Nessuno mi ha catturata e imposto nulla."
      Se si possono fare modifiche... "Nessuno mi ha catturata né imposto nulla".
      Altrimenti buona la prima! Ah!

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    2. Mi piacciono i personaggi tormentati... Io sono già molto tormentata di mio... ;)
      Sono contenta che ti piaccia l'iniziativa, grazie la partecipazione!

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  20. Vogliamo cambiare tono? Così sperimenti qualcosa di diverso ;)

    [guardi altrove serena, lentamente il tuo sguardo si sposta verso l'interlocutore e assumi un'espressione allibita]
    Oh! Oh screanzato! Sì, sì dico a te! Credi non t'abbia udito? Mi credi sorda? Beh, non lo sono, questo è sicuro, come son certa che sei qui di fronte a me! Ti vedo bene, vedo te e il rossore che tinge le tue gote, perché sai che sei in fallo! No? Insisti, mendace? Allora sarà che il tuo naso è tappato, ma il mio no di sicuro, perché ricordo bene l'odor delle rose fresche che colsi stamattina, così delicato e soave, e lascia che ti dica che, o son marcite le rose, o di questo lezzo sei tu il responsabile! Vedi come m'ammorba tutti i sensi? Ringrazio il cielo che sia impalpabile, ché almeno le mie mani ne restino intonse! E tu, cafone maleducato, porta lontano il tuo fetore e il flaccido strumento che l'ha creato. Ah, le mie povere orecchie! Che nota stonata, che blasfemia han sopportato!

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    1. La comicità è molto ben accetta, grazie!

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  21. Ma che bella iniziativa! Io non sono assolutamente ferrata per i monologhi, ma posso provarci o invitare altri a farlo.

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    1. Benvenuta nel mio blog, sono contenta che l'iniziativa ti piaccia!
      Credo che nessuno si aspetti di trovare un novello Shakespeare (come io non sono di certo una novella Eleonora Duse!) quindi puoi metterti alla prova, se ne hai voglia. In fondo, siamo qui per divertirci :)

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  22. La vecchietta alla finestra

    Di nuovo?! Ma che vergogna... Spogliarsi così davanti alla finestra, ma dico io, mettila una tenda, che cosa ti costa? Brutta spudorata sporcacciona, ti farei vedere io, se solo fosse vivo il mio povero Biagio.
    Che deve fare una povera vecchia per passare il tempo, se non dare un'occhiata fuori ogni tanto? Tutto quello che cerco è un po' tranquillità, prendere una boccata d'aria e non ritrovarmi ad assistere a quest'indecenza... Ma mi sente alla prossima riunione di condominio, ah, se mi sente quella là, con quell'aria strafottente, che manco ti saluta quando ti incontra per le scale. Cosa sono, invisibile, signora Annarita? E il marito, poi, che non ti dà una mano con le buste della spesa neanche se stai per crollare a terra morta stecchita...
    Buon dio, com'è diventato il mondo. La verità è che i giovani hanno tutto al giorno d'oggi, mica come ai tempi nostri che ogni pezzo di pane era un dono del Signore. E, poi, hanno anche a che ridire. “Sei noiosa, nonna”. Siete divertenti voi, sempre col muso sul telefonino e con le dita che fanno in continuazione “tic-tic-tic”.
    Ah, Biagio, se solo tu fossi qui...
    E quello mo' che vuole? Ragazzo, lì non si può parcheggiare! Sì, dico a te con la moto. Ehi! Ehi! Non mi sente. Fa' un po' come ti pare, tanto poi arrivano i vigili e vediamo. Fammi andare a girare il sugo, che è meglio...

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    1. Questa volta dovrò tirar fuori un po' di borotalco per imbiancarmi i capelli... ;)
      Grazie per la partecipazione!

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  23. E un po' di follia non la vogliamo?
    Prevede anche un minimo di azioni... se doveva essere un monologo "statico" escludilo pure (tanto è il secondo che mando, ahahah!).

    Basta!

    Perché mi guardate così? Eh? Perché? Sentiamo, qual è la vostra motivazione? Forza, non ho tutto il giorno!
    Siate dannati. Tutti, tutti quanti. Anche tu, [indica con il dito] sì, proprio tu che ti nascondi. Anzi, sai che ti dico? Tu più di tutti, perché non hai nemmeno il coraggio di guardarmi in faccia mentre ridi di me.
    Io non vi sopporto più, ok?
    Basta.
    Sono stanca: stanca di voi, dei vostri sguardi, delle vostre stupide espressioni.
    Credete io sia pazza? Benissimo. Accetto l'etichetta molto volentieri se mi distingue da voi, esseri insignificanti che sanno trovare gioia solo nel beffarsi degli altri.
    Io sono libera. Voi potete dire altrettanto? No, certo che no. Siete maschere prive di vita, cementificate in sorrisi falsi e bugiardi.
    Ridete, ridete pure. Non conoscete il sapore di una vera risata. Dovrei essere io a ridere di voi, ma mi fate pena: siete così limitati!
    E smettete di riprendermi. Basta così!
    [Va in direzione della telecamera, la afferra da dove è appoggiata]
    Vediamo se ridete ancora, se prendo io il controllo.
    Ora il mondo si prenderà gioco di voi, come si è sempre preso gioco di me. Non riuscite a smettere di ridere nemmeno adesso, eh? Siete rinchiusi nei vostri occhi di vetro.
    [Orienta la telecamera dall'altro lato, ma non c'è nessuno, se non qualche peluche]

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    1. La follia è sempre ben accetta... Come puoi vedere, in questo blog ce n'è già una discreta quantità ;)

      Credo di poterlo fare, ma tenete conto che la mia videocamera... non è una videocamera, è un semplice iPhone che uso per mille funzioni. Io e lui, in ogni caso, faremo del nostro meglio anche per questo monologo. Grazie della partecipazione!

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  24. Anche per me è il secondo monologo. Ma visto che si può ne approfitto.


    Accidenti. Lo sapevo che non dovevo farlo.
    Tu, sì, proprio tu: come la vedi per me? Guardami, come potrei mai uscire da questa situazione? La mia stupida padrona, perché ho voluto esaudirla! Ma lei insisteva così tanto, tanto, tanto… “Dai Lola, facciamo cambio! Io cane e tu umana!”
    Forse nemmeno lei si aspettava che io fossi magica e potessi farlo sul serio. Però ora siamo un’isterica padrona a quattro zampe e un’impacciata cucciola su due. Non capisco chi sia quella messa peggio.
    Tu che ci stai osservando, riesci forse a crederci? Certo che no! Come potrebbero quindi i suoi genitori? Ma a qualcuno dobbiamo pur dirlo! Dobbiamo tornare al canile dal quale vengo e farci dire dove mi hanno trovata. Perché, se te lo stai chiedendo, la mia magia non funziona più in questo corpo umano. Serve la coda, è fondamentale! Come la bacchetta per le vostre streghe. Ho provato a spiegarlo alla mia padrona, per farlo fare a lei, ma figurarsi se capisce. Non capisce mai niente, come le dice in continuazione mamma! Direi che ha ragione.
    Ma in ogni caso, come fate a stare dritti così? È scomodo! Pure le mani, saranno utili per fare tante cose, ma alla fine non così indispensabili… E questi vestiti? Veramente preferite stracci rispetto al caldo, soffice e bel pelo? Avventurarvi sotto al temporale che infuria, chiudervi in scatolette mobili rumorose e puzzolenti, fare i bisogni solo in un angolino da pulire spesso, pesi da portarvi in giro ovunque, giocare poco o niente, dormire solo alcune ore per notte, sorridere agli sconosciuti? Ma siete sicuri di aver fatto la scelta giusta, con queste e tutte quelle altre cose che ripetete ogni giorno?
    Senza contare che volete trascinare noi cani nel vostro modo di fare! Dovremmo ribellarci, ma siamo troppo buoni. O forse troppo pigri… Be’, comunque ci credo che la mia padrona volesse tanto essere una di noi.
    In effetti, ad essere sinceri, il problema non è tanto aver trasformato lei: è essere diventata io come voi! Non lo voglio! Qualcuno mi aiuti!!!

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    1. In effetti ho sognato più volte di essere al posto del mio cane, quando lo vedevo beatamente disteso sul tappeto a dormire... Da oggi starò molto più attenta a ciò che desidero!
      Grazie per la partecipazione.

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  25. Stavo ronzando per i fatti miei quando ho sentito in lontananza delle voci provenire da un edificio che dicevano: "Merda, merda, merda!" e poi grida entusiastiche.
    Così mi sono precipitato subito in quella direzione. Chissà quanta merda da gustare.
    Ma appena sono entrato, e fatto un giro all'interno, ho capito che non c'è nessuna traccia della merda.
    Scommetto che se la saranno presa tutte quelle persone sedute. Hanno tutte una faccia soddisfatta.
    Vabbé posso anche andarmene, ma aspetta...
    Qualcuno al centro sta tirando fuori una scatola. Non è che della merda sia lì?
    La persona al buio sta aprendo la scatola. Io intanto mi sfrego le zampe nell'immaginarmi quanta merda ci sia.
    Ma... Una luce dorata proviene dalla scatola. Che razza di merda c'è lì dentro.
    Non posso aspettare. Mi precipito dentro la scatola e... non trovo niente. Niente merda.
    Non è che mi trovo dentro un sogno?

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    1. Strano, molto strano...
      Grazie per la partecipazione!

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    2. Strano in senso buono spero :D

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    3. Mi riferivo alla situazione strana, non era un giudizio su quello che hai scritto :)
      Non ho scritto nessun giudizio sui monologhi che mi sono pervenuti, perché mi sembra giusto essere imparziale!

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    4. Oh sono abituato a sentirmi dire che sono strano ^_^

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  26. Sono quello del monologo di prima.
    Mio secondo monologo:

    Sarei potuta nascere albero. Oppure uno di qualsiasi degli animali della Terra. Oppure una splendente pietra.
    Tutto il mondo richiamava a gran voce la mia nascita.
    I rami chiesero al vento di farli ondeggiare, gli uccelli volarono in circolo e le pietre cercavano di mandare messaggi luminosi.
    Tutto il mondo chiedeva alla luna: "Da' a me quel seme. Io lo crescerò con la massima cura."
    Così la luna, di fronte a tutte quelle richieste, decise di liberare il mio seme che sarebbe andato a chi l'avrebbe preso in prima.
    Tutto il mondo rimase estasiato. Sarei stata amata ma dall'alto di un faro, una coppia illuminò il mio seme con una luce fasulla e lo catturò.
    Così io sono nata umana e quando guardo quello che sarei potuta essere, mi rammarico di non esserlo.
    Quando mi potrò sentire a casa?

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    1. Grazie della partecipazione!

      P.S: Non dovete giustificarvi per aver inviato più di un monologo. Era permesso dal regolamento.

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    2. Più che una giustificazione, voleva essere una segnalazione

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