30 agosto 2014

Come imparare a memoria le battute #2

Avevo già parlato dell'argomento in un altro post, ma ho deciso di riprenderlo per due motivi:
  1. Il primo post che ho scritto sul tema è in testa alla classifica dei più letti del mio blog. Questo significa che la memoria è un grosso problema per tutti, non solo per me, perciò ho pensato che altri consigli potessero essere graditi.
  2. I vostri monologhi mi stanno decisamente mettendo alla prova. Dato che sono anche una povera studentessa di ingegneria, si suppone che io impari anche un certo numero di equazioni e reazioni chimiche... quindi la mia memoria sta faticando un pochino.

Non dico che facciate male a farmi lavorare sodo, anzi: io voglio diventare brava e l'unico modo è l'esercizio. Quindi, fatevi sotto: se avete un testo da inviare, vi ricordo che avete ancora due giorni di tempo!
Ma, nonostante tutta la voglia che ho di impegnarmi, la mia memoria a breve termine rimane paragonabile a quella di un pesce rosso. Ecco perché ho avuto bisogno di rispolverare un paio di tecniche imparate durante i corsi di teatro.
Spero che possano aiutare anche voi, eccole qui:

1- Il copione bianco

Questa tecnica l'ho scoperta grazie all'ultimo regista con cui ho lavorato. Mi ha spiegato che lui, per imparare a memoria il copione, ne stampava una copia in cui erano presenti solo le battute del personaggio con cui dialoga e non le proprie.
Queste ultime erano opportunamente "nascoste" selezionandole e colorandole di bianco nel documento Word. In questo modo, si mantiene l'impaginazione del testo e l'attore sa quanto spazio occupa la sua battuta, ma non può leggerla.

2- L'interrogazione

Per applicare questo metodo serve un "complice" che vi ascolti tenendo il copione in mano, per controllare se quello che state dicendo corrisponde al testo.
Questo è il metodo migliore per imparare un dialogo, perché avete qualcuno che vi fornisce le battute pronunciate dagli altri personaggi, quindi potete concentrarvi sulle vostre.
Va benissimo anche per i monologhi, però, perché capita spessissimo di restare bloccati in un punto, senza ricordare quale frase viene dopo. Nel caso succeda, il vostro complice, vi darà un suggerimento. Magari basta solo una parola ed il resto della frase vi verrà in mente subito dopo.


3- Riscrivere il testo

Questo funziona soprattutto per i monologhi, perché può essere pesante riscrivere un intero dialogo in cui ci possono essere anche battute, più o meno lunghe, che non dobbiamo pronunciare noi.
Scrivete a mano. Alcuni studi hanno dimostrato che scrivendo a mano le nostre capacità di apprendimento aumentano, rispetto a quando scriviamo sulla tastiera del computer.
Copiate accuratamente il testo, senza dimenticare i segni di interpunzione e gli "a capo" come li ha voluti l'autore. Questo non perché sia particolarmente importante la punteggiatura (anzi, in una lettura teatrale le pause di rado coincidono con le virgole), ma per costringervi e prestare più attenzione a quello che state scrivendo.


4- Il "metodo marines"

Può essere applicato quando si conosce già, sostanzialmente, la sequenza delle battute.
Avete presente gli allenamenti dei "marines" che si vedono nei film americani? Corrono in gruppo, ripetendo una frase ad alta voce. Ecco, questo è esattamente ciò che dovete fare voi: ripetete il copione finché siete in movimento. Durante una corsa o durante altri esercizi fisici, va bene il tipo di attività fisica che preferite.
Purché non sia un'attività che, in sé, richiede già tutta la vostra concentrazione. Vi sconsiglio di farlo quando siete in bici, perché potreste scontrarvi con alberi, muretti o altri passanti.
E, ogni tanto, fermatevi a riprendere fiato. Non voglio morti o feriti sulla coscienza, mi raccomando!

5- Il fattore di disturbo

Qualche giorno fa, durante la pausa pranzo, mi sono seduta fuori dall'aula studio a ripetere qualche monologo. Sembrava un posto tranquillo, ma poco dopo sono arrivati due professori che hanno cominciato a discutere tra loro, lamentandosi di non so quale problema con la segreteria studenti.
Sulle prime, li ho silenziosamente maledetti per aver disturbato la mia pace, ma poi mi sono resa conto che potevano essermi d'aiuto. Ripetere il monologo senza farmi distrarre dal rumore esterno, infatti, richiedeva molta più attenzione e concentrazione. E ho scoperto che questo metodo funziona.
Non serve necessariamente andare in un luogo affollato, per applicarlo: potete usare come "fattore di disturbo" la musica o la televisione accesa. Vedrete che, se riuscirete a concentrarvi sule parole in quelle condizioni, poi riuscirete a ripetere il testo con molta più sicurezza.


Posso poi darvi un ultimo suggerimento, che sto sperimentando proprio in questi ultimi giorni.
Ho già sottolineato che, quando si ripetono le battute, è meglio farlo senza intonazione. Questo serve perché altrimenti vi abituereste a dirle meccanicamente in un certo modo e poi suonerebbero false, non realmente sentite.
Io cercavo, quindi, di ripetere i monologhi più volte con tono neutro, fino ad impararli a memoria completamente, e poi concentrarmi sulla recitazione vera e propria. Ma le parole non mi rimanevano in testa.
Allora ho provato a leggerli un paio di volte dando un'interpretazione e questo mi ha aiutato anche con la memorizzazione.

I concetti restano più impressi nella memoria rispetto a dei semplici suoni. Pensate: quanto è più facile ricordare il testo di una canzone inglese (o un'altra lingua straniera che non conosciate perfettamente) quando associamo le parole ad un significato?
Quindi, va bene ripetere meccanicamente, ma se usate quest'unico metodo potreste metterci anni.
Cercate anche di associare alle varie parti del testo delle emozioni o delle immagini, a seconda di ciò che vi è descritto.

Spero che anche voi possiate trovare utili queste tecniche.
Ne avete altre da suggerire?

Io spero di imparare, prima o poi, ad allenare la mia memoria da pesce rosso. Non ho ancora scoperto la ricetta magica, ma non preoccupatevi: se mai la scoprirò, voi sarete i primi a cui la rivelerò!

- dramaqueen


13 commenti:

  1. Ho passato la prima metà di questa nottata a cercare di far imparare a memoria delle battute ad altri... ora sto seriamente pensando a qualcosa di "diabolico" a cui sottoporli domani... ahahah! Il tuo post capita a proposito... magari il metodo marines?

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    1. Ah, Romina... qui siamo ancora allo stadio precedente.
      Il punto fondamentale della questione è che, per imparare le battute, bisogna voler imparare le battute. Ma gli attori, per lo più, sono una massa di lavativi (sì, mi sto includendo nella categoria) e non hanno voglia di mettersi d'impegno per farlo. Di solito, in questi casi, bisogna ricordare loro perché sono lì, perché si stanno dedicando a quell'attività e, soprattutto, che saranno loro a fare brutta figura se dimenticheranno le battute a metà spettacolo.

      Per quanto riguarda il metodo marines, ripeto: non voglio morti e feriti sulla coscienza. Io declino ogni responsabilità su come voi usate i miei metodi! XD Mi raccomando... ;)

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    2. Vedo che hai capito perfettamente il mio problema!
      Ok, cercherò di non fare morti e feriti, dai... alla fine mi intenerisco e mi limito a sgridarli un po', lo so...

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    3. Brava, fatti valere però! ;)

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  2. P.S. "anzi, in una lettura teatrale le pause di rado coincidono con le virgole". Questa è una delle mie battaglie personali! Non sai quanto ho apprezzato questa frase.

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    1. Tra le mie mille migliaia di bozze ce n'è anche una che riguarda le pause... Non so ancora quando pubblicherò il post, ma è in lavorazione e prima o poi arriverà!

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    2. Io l'ho scritto un post sulle pause intonative e la punteggiatura, ormai anni luce fa! Aspetto con ansia il tuo!

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    3. Credo di averlo letto, ora che me lo ricordi... Andrò a rileggerlo, magari posso prendere spunto.
      Io avevo intenzione di parlare non solo della lettura, ma anche dei silenzi tra una frase e l'altra e di come rendere le pause intense (ammesso che io ne sia realmente capace, ma ci provo).

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  3. Da ingegneria al teatro. Bel salto, non c'è che dire.

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    1. Io ho sempre avuto moltissimi interessi nei campi più disparati... ma in realtà non è così strano che un ingegnere si dedichi ad interessi più "umanistici". Molti dei miei compagni di corso dipingono o suonano uno strumento. L'interesse per la scienza non esclude l'arte e viceversa :)

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    2. eccomi , anch'io preso nel cerchio di ben altra lampa..... come si dice in una commedia che preparo...... a 60 anni, per far piacere ad una mia collega, io, ingegnere, preso dalla curiosità di questa bella realtà amatoriale..... e la memoria direi è la mia bestia nera ,..... come docente no problem per avere il pubblico di fronte, ma la memoria, quella sì ..... è una sfida non da poco....

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    3. La memoria è un problema per tutti, ma spero che queste tecniche ti possano essere utili. Certo è che ci vuole molto tempo per metterle in pratica e non si può pretendere di imparare subito.
      In bocca al lupo per la nuova avventura! Niente paura, non è mai troppo tardi per provare qualcosa di nuovo :)

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