23 agosto 2014

Il teatro greco # 3 - La commedia

Con questo post si chiude (finalmente, direte voi) la trilogia sulla storia del teatro greco. 
Nei mesi scorsi, vi ho già parlato di come si svolgevano le rappresentazioni e della tragedia. Se vi siete persi una puntata, potete andare a recuperarla cliccando sul link.


Non si ha un'etimologia certa per il termine "commedia". 
Alcuni sostengono che possa derivare da κώμη (kòme, villaggio), quindi il nome significherebbe "canto del villaggio". Secondo altri, invece, il termine sarebbe nato da κῶμος (kòmos, processione bacchica) e la commedia sarebbe stata in origine legato al culto di Dioniso.
Aristotele, nella "Poetica" propende per questa seconda teoria.


Gli agoni comici vennero istituiti intorno al 480 a.C.
Le commedie venivano rappresentate in due occasioni: gli agoni Lenaici (in onore di Apollo Leneo) e gli agoni Dionisiaci.

Secondo una suddivisione che risale agli studiosi di epoca ellenistica, la commedia greca viene convenzionalmente divisa in tre periodi:
- Arcaica (quinto secolo a.C.)
- Di mezzo (inizio del quarto secolo a.C.)
- Nuova (quarto secolo a.C. e inizio del terzo)

Della commedia di mezzo ci sono giunti solo alcuni frammenti.
I due autori principali i cui testi sono pervenuti alla nostra epoca sono Aristofane (periodo arcaico) e Menandro (periodo nuovo).

Aristofane (480-385 a.C. circa) fu uno dei principali esponenti della commedia Arcaica, nonché l'unico di cui ci siano pervenute alcune opere complete. Le commedie che possiamo leggere in forma integrale sono undici. 
Le sue opere hanno tutte una struttura comune: il protagonista è l'eroe comico (che di solito è di bassa estrazione sociale) ha un progetto ambizioso per modificare la realtà a suo vantaggio o a vantaggio di tutta la società. A questo progetto si oppone un antagonista. All'inizio, l'eroe si trova in condizione di isolamento o è incompreso dagli altri personaggi, ma alla fine riesce a portare a termine il proprio piano.
Il coro ha un ruolo molto importante, tanto che molte delle commedie prendono il nome dai componenti del coro: Nuvole, Rane, Uccelli, Vespe, Cavalieri... 
La struttura tipica della commedia viene così riassunta:
- Prologo: in cui il protagonista espone il suo progetto
- Parodo: ingresso del coro
- Agone: in cui l'eroe comico e l'antagonista espongono, a turno, le proprie ragioni
- Parabasi: elemento metateatrale, in cui il coro interrompe la finzione scenica e parla direttamente al pubblico, esponendo il punto di vista del commediografo. L'intervento tratta argomenti di attualità politica e sociale della pòlis, non necessariamente legati al contenuto della commedia.
- Esodo: vittoria finale del protagonista (di solito si tratta di una festa o di un matrimonio) 
Aristofane inserisce nelle sue commedie molti personaggi realmente esistenti all'epoca e ne fa una parodia. E' il caso dei tre tragediografi Eschilo, Sofocle ed Euripide (nelle "Rane", di cui ho parlato anche nel post dedicato alla tragedia) e di Socrate (nelle "Nuvole"). 
In opposizione all'immagine eroica ed idealizzata dell'uomo che veniva data nella tragedia, Aristofane rimane legato alla presenza della realtà corporea. Anche e soprattutto negli aspetti più volgari.
Al contrario di quello che si potrebbe pensare di un illustre scrittore greco, infatti, questo autore usava tantissime parolacce. Anzi, i suoi argomenti preferiti per far ridere gli spettatori erano il sesso e... beh, escrementi vari. Non molto diverso dai comici di oggi, non trovate?
Ovviamente gli studiosi di lettere classiche, imbarazzati, per indicare questo frequente uso di linguaggio scurrile hanno inventato un termine altisonante: scatologia. Che, poi, tanto altisonante non è, perché deriva dal greco σκωρ, σκατoς (skòr, skatòs), il quale significa nientemeno che... "merda".
Accanto a questa forma di comicità più popolare, però, Aristofane sapeva anche far uso di tecniche più raffinate.
Ai cittadini più colti erano indirizzate le frequenti parodie e citazioni di opere letterarie di altri autori. Intere scene di tragedie di Euripide e di Agatone (un altro tragediografo di epoca classica) sono imitate in chiave ironica.
Anche l'agone in cui si fronteggiano solitamente l'eroe comico e l'antagonista è un'evidente parodia dei discorsi contrapposti, tanti frequenti nelle opere di Euripide.
Nonostante le parodie, la scatologia e l'assurdità delle situazioni rappresentate, però, non bisogna pensare che Aristofane avesse delle idee sovversive. Era, anzi, profondamente conservatore e le sue parodie avevano come oggetto principalmente i personaggi pubblici che esprimevano idee troppo innovative. 
Non a caso, i più bersagliati sono i sofisti, accusati di voler mettere in discussione i valori tradizionali e corrompere la civiltà ateniese. Anche Socrate, nelle "Nuvole" è accusato di essere un sofista (sebbene basti aver studiato un po' di filosofia per sapere che le sue idee si distaccavano notevolmente da questa corrente). Euripide, invece, è accusato di corrompere l'integrità e la purezza dei costumi, perché nelle sue tragedie rappresenta gli eroi mitologici in veste umanizzata. 
I valori della pòlis vengono ribaditi pur nell'assurdità della vicenda comica. Ad esempio, negli "Uccelli", i parricidi e i sicofanti sono banditi dalla città ideale che uomini e uccelli vogliono costruire.


Menandro (340-290 a.C. circa) è considerato il massimo esponente della commedia Nuova.Fino ad un secolo fa, della commedia greca del quarto secolo a.C. si possedevano solo pochi frammenti. Poi, i ritrovamenti papiracei hanno permesso di conoscere alcune parti dei testi di Menandro. Nonostante ciò, l'unica commedia che ci è pervenuta quasi integralmente (sono presenti delle lacune) è il "Misantropo" (Δύσκολος). Possiamo conoscere le trame di molte delle sue commedie grazie a commediografi latini come Plauto e Terenzio, che si ispirarono molto al loro predecessore greco.
Menandro iniziò a scrivere commedie circa settant'anni dopo la morte di Aristofane. Bisogna considerare, quindi, che la situazione politica e sociale, nel frattempo, era completamente cambiata. Atene non è più la pòlis indipendente che era nel quinto secolo, ma ormai è sede di un governo oligarchico instaurato dai Persiani.
In questo contesto, la vivacità del dibattito politico che era riflessa nelle opere di Aristofane è solo un lontano ricordo. L'attualità non trova più rispecchiamento sulla scena comica. 
Nella commedia Nuova si rappresentano azioni normali di uomini comuni. Menandro si concentra sulla dimensione privata dei personaggi, in particolare la loro famiglia ed i loro rapporti affettivi.
Se l'eroe comico della commedia Arcaica spiccava per la sua individualità ed il suo desiderio di anticonformismo, i personaggi ora compiono azioni minime, quotidiane. Non ci sono più imprese straordinarie né progetti grandiosi.
Anzi, il lieto fine, spesso, non è merito dell'azione di qualche personaggio, ma solo della sorte, che però non è del tutto neutra. Essa, infatti, favorisce coloro che hanno già tentato di trovare una soluzione al problema affidandosi al proprio ingegno. 
I personaggi sono dei "tipi fissi" e ben riconoscibili dallo spettatore: ad esempio il giovane innamorato, il servo astuto, il vecchio avaro, la cortigiana. Questa identificazione era aiutata dall'uso delle maschere.
L'approfondimento psicologico, perciò, risulta molto scarso.
Come non c'è più l'eroe comico, non esiste nemmeno un vero e proprio antagonista. Non ci sono personaggi integralmente negativi e lo spettatore è portato ad indentificarsi con ognuno di essi. 
Al contrario di Aristofane, che portava spesso sulla scena dei conflitti generazionali, Menandro rappresenta vecchi e giovani che si aiutano a vicenda. Il rapporto padre-figlio diventa quasi paritario, anzi, in alcune occasioni sono i vecchi ad imparare dai più giovani.
Anche la figura dell'etèra (cortigiana) è positiva e ha un ruolo rilevante nella vicenda. 
Rispetto alla struttura della commedia Arcaica, Menandro ha normalizzato la divisione fissa in cinque atti.
All'inizio di ogni opera c'è un prologo, che spiega agli spettatori l'antefatto della vicenda e dà qualche indicazione sugli sviluppi futuri. In questo modo, il pubblico si può tranquillizzare rispetto al lieto fine della storia e prestare più attenzione all'aspetto comico. 
Il coro scompare, sostituito da semplici intermezzi musicali tra una scena e l'altra. 
Le trame delle vicende sono, solamente, molto complicate: amori ostacolati, servi che cercano di ingannare i padroni, figli perduti e ritrovati...  
Un elemento costante che porta allo scioglimento dell'intreccio è l'ἁναγνώρισις (riconoscimento), che avviene quando un personaggio riconosce il protagonista come il parente che si credeva perduto da lungo tempo. Questo, di norma, risolve la situazione, perché permette giovane protagonista di sposare la nobile fanciulla che amava, dato che anche lui ha scoperto di appartenere ad una famiglia nobile. Il lieto fine, a questo punto, è assicurato.
Si crede che Menandro in questo abbia preso spunto dalle ultime tragedie di Euripide, dette "tragedie d'intreccio" proprio per questa la trama densa di peripezie e caratterizzate da un lieto fine.

Facendo delle ricerche per scrivere questo post, ho scoperto un sito molto interessante dedicato alla commedia greca: Nubicuculia, creato dalla classe dell'ultimo anno di un liceo classico di Cagliari, nel 2011. Se volete altre informazioni sull'argomento o sulle singole opere teatrali, vi invito a consultarlo: secondo me è molto ben fatto.

Giuro che ora ho finito con il teatro greco... Il mese prossimo cambio argomento!

- dramaqueen



Immagine: mosaico proveniente dalla villa di Cicerone a Pompei

6 commenti:

  1. La commedia greca ha goduto, nei secoli, di una fortuna decisamente minore rispetto alla collega tragedia ed è un peccato, perchè, come hai giustamente notato, ha aspetti particolarissimi che ci permettono di farci un'idea della vita cittadina (grazie ad una forma di comunicazione che ha funzione simile a quella della moderna satira), del dibattito culturale (Nuvole e Rane sono eccezionali in questo senso), ma anche del gusto della parodia letteraria: scrivendo la tesi, ho scoperto parecchi riferimenti alla mitologia rovesciati in maniera paradossale proprio allo scopo dideridere importanti personaggi politici. Purtroppo, tutto questo fa parte di una realtà che gli uomini dei secoli successivi hanno bollato come immorale, privandoci della possibilità di conoscere pienamente la commedia antica e deformando non poco la percezione del mondo antico, tutt'altro che serioso e posato come credevano i Neoclassici...
    Bellissimo excursus: seguirò anche le tappe successive, certa che, anche se non conosco la successiva storia del teatro bene quanto questa, avrò molto da apprezzare! :)

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    1. Hai perfettamente ragione, purtroppo spesso si pensa alla tragedia come "letteratura seria" e alla commedia come puro intrattenimento.
      Quanto ai greci "seriosi posati", io l'ho sottolineato ironicamente, ma credo che chiunque abbia studiato un po' di letteratura greca o anche solo tradotto qualche testo, si sia accorto che non è proprio così.

      Devo ammettere che, per il teatro greco e latino, mi è bastato rispolverare i vecchi libri e appunti del liceo, ma per quanto riguarda le epoche successive, ne so un pochino meno... ma sarà un'occasione anche per me per approfondire le mie conoscenze, prima di scrivere i prossimi post.

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  2. Mi sono sentita colta! Wow! Non so come o perché, forse storia dell'arte, ma queste cose le avevo già studiate e riemergevano mano a mano che leggevo. Che bello.
    Peccato non ricordassi nulla, al naturale. ^_^ Bel post, brava e grazie!! :)

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    1. Ahah :) Ma io sono magica, so tirar fuori dalla mente delle persone delle conoscenze che non sapevano di avere! Non te l'avevo mai detto? XD
      Sono contenta che il post ti sia piaciuto. Spero di crearvi anche qualche conoscenza nuova, ogni tanto!

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    2. Ma certo! Come, comunque, questo per me era uno strascico del liceo. Mica detto che siano in tanti a saperlo. E poi, una bella ripassata fa sempre bene! Infatti l'ho letto volentieri. :)

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    3. Io ero tutta fiera della mia sapienza classica e tu mi dici che anche allo scientifico avete studiato queste cose... Sigh, che delusione...
      Scherzi a parte, sono contenta che sia risultato interessante! :)

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