20 agosto 2014

Il teatro non va in vacanza #1 - Vicenza e Verona

Oggi sarebbe stata la volta del post sulla storia del teatro, lo so... ma vi prometto che arriverà sabato.
Io sono fatta così: cerco di stilare un programma dei post da pubblicare, all'inizio del mese, ma poi cambio sempre idea. Non riesco ad essere pedissequa
Il fatto è che mi vengono in mente mille altri argomenti, nel frattempo, e non posso fare a meno di condividerli con voi.

Forse è perché penso al teatro anche quando sono in vacanza?
In realtà, qui serve una precisazione: non sono capace di andare in vacanza come le persone normali. Non sono costituzionalmente in grado di riposarmi e stare senza fare nulla.
E quest'anno il mio concetto di "vacanza" è stato ancora più particolare.
Spiaggia? Mare? No, ma che dite! Troppo mainstream!

Ricordate il mio viaggio in Finlandia? Beh, era arrivato il momento di ricambiare il favore, ospitando la mia amica qui in Italia per una settimana. Non potevamo andare lontanissimo, però anche in Veneto ci sono delle cose interessanti da vedere. 
Quindi, ora capite perché sono stata quasi assente da internet, negli ultimi giorni: ero impegnata in un tour tra Venezia, Verona, Padova, Vicenza e altre ridenti cittadine qui intorno. Ovviamente parlando quasi solo inglese (il finlandese è ancora troppo al di sopra della mia portata). Penso che ora mi possiate giustificare per l'assenza.

Sapevo che sarebbe stato un tour abbastanza impegnativo, ma quello che non immaginavo è che mi sarei trovata in luoghi di interesse teatrale... senza nemmeno averci pensato. O almeno, non consciamente!

Insomma, se l'amore non va in vacanza, il teatro nemmeno. Soprattutto perché, per me, sono più o meno la stessa cosa.
Ecco, allora, un piccolo resoconto delle mie destinazioni "a tema" nel corso della vacanza:

Prima tappa: Teatro Olimpico di Vicenza


Ero già stata qui due volte con la mia classe del liceo, la prima volta per vedere "Elettra" di Sofocle e la seconda per le "Baccanti" di Euripide. 
Ma un'ulteriore occhiata ad un teatro non si nega mai, vero? Specialmente se è un teatro così bello.

Progettato da Andrea Palladio (mi sto seriamente domandando se a Vicenza ci sia qualcosa che non è stato progettato da Palladio...) nel 1580, è considerato il più antico esempio di teatro stabile coperto dell'epoca moderna.
La realizzazione dell'edificio fu commissionata dall'Accademia Olimpica (di cui lo stesso architetto faceva parte), un'associazione costituita dai nobili, ma anche da cittadini di origini non nobili che si contraddistinguevano per la conoscenza delle lettere latine e greche e delle arti.

Le scenografie sono fisse e riproducono le sette vie di Tebe, in prospettiva. Con la giusta illuminazione, vi assicuro che non si riesce a distinguere quale parte della strada è reale e quale è dipinta in rilevo sul fondale. Sembra che il palcoscenico si perda all'orizzonte in una lunghezza indefinita.
Questa configurazione del palcoscenico fu disegnata appositamente per "Edipo Re" di Sofocle, rappresentazione con cui fu inaugurato il teatro.

Proprio a causa delle scenografie fisse, che mal si adattavano ai canoni degli spettacoli seicenteschi, il teatro non fu più utilizzato per un periodo, rimanendo solo uno spazio di rappresentanza per l'Accademia Olimpica di Vicenza. Solo nell'Ottocento riprese la sua funzione di spazio teatrale.

Attualmente, nel teatro si tiene un ciclo di spettacoli classici, nel periodo tra settembre ed ottobre di ogni anno. Occasionalmente ospita anche concerti di musica classica e jazz e conferenze.
Potete trovare altre informazioni sul teatro e sulle rappresentazioni (nonché immagini molto più belle di quella scattata da me con il mio fedele cellulare) nel sito ufficiale.


Seconda tappa: casa di Giulietta a Verona


So benissimo che nessuna Giulietta è mai vissuta in questa casa. Anzi probabilmente non è mai esistita... ma Shakespeare ha sempre il suo fascino e, a quanto pare, i veronesi sanno bene come sfruttarlo, perché tutti i turisti vengono a visitare questa casa e anche la tomba di Giulietta... pur sapendo che è vuota!

Ovviamente, non può mancare il famoso balcone.
Ho avuto l'occasione di affacciarmi, ma non il tempo di recitare il celebre monologo. Anche perché, lì sotto, non c'era nessun Romeo, ma solo una folla di turisti ansiosi di entrare nel palazzo.

Disseminati tra le stanze, però, c'erano dei libri come quello che potete vedere in foto. Aperti ogni volta su una pagina diversa. mostravano dei brani della tragedia di Shakespeare, in inglese e in italiano.

Si potevano ammirare, inoltre, il letto ed alcuni dei costumi usati durante le riprese del film di Franco Zeffirelli del 1968.
La trasposizione cinematografica, in realtà, non ha nulla a che fare con questa casa. Nel film, infatti, si vedono solo alcune immagini del centro storico di Verona all'inizio. Le restanti scene furono girate in altre località italiane (Tuscania, Gubbio, Pienza, Montagnana e molte altre).

Terza tappa: Arena di Verona


Non riguarda il teatro in senso stretto, ma ho deciso di includerla lo stesso perché, nel corso dei secoli, di sicuro questo anfiteatro romano ha visto molti più spettacoli di quanti io ne potrò mai immaginare.

Costruita nella prima metà del I secolo d.C., in epoca romana l'Arena era usata per gli spettacoli dei gladiatori, i combattimenti con le belve feroci ed altri spettacoli di genere popolare.
Si tratta di uno dei monumenti meglio conservati nel suo genere.

Ha una forma ellittica che garantisce un'acustica perfetta, in modo che gli spettatori possano sentire lo spettacolo da qualsiasi punto della gradinata.

Durante il periodo estivo, l'anfiteatro ospita numerosi concerti e il celebre festival lirico.
Nel momento in cui ho scattato la foto, sul palco si stava allestendo la scenografia per la "Carmen" di Bizet.

Purtroppo non sono mai stata a vedere uno spettacolo all'Arena. Mi cospargo il capo di cenere per questa mia mancanza e mi propongo di rimediare presto, dato che non abito poi così lontano da Verona e che i prezzi dei posti a sedere sulle gradinate sono accessibili anche per le mie tasche.
Se, invece, volete sedere in platea, preparatevi a sborsare più di 200 euro. E, mi raccomando, ricordatevi di indossare l'abito da sera, che mi dicono sia caldamente consigliato.


Spero che questo inaspettato "pellegrinaggio teatrale" mi sia servito per attirarmi il favore delle Muse... Avrò parecchio bisogno della loro protezione nei prossimi mesi!

- dramaqueen




 Questo post partecipa all'iniziativa "Una parola al mese" del blog di Romina Tamerici 
 La parola di agosto 2014 è pedissequo 

14 commenti:

  1. Teatro ovunque, direi! Be', è inevitabile: le passioni sono come calamite! Un ottimo tour.

    E grazie per aver partecipato a "Una parola al mese".

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    1. Accidenti, ma tra i tuoi superpoteri c'è anche la supervelocità? ;)
      Grazie a te per il commento! Ho provato a smettere di farmi calamitare, ma... non era Mago Merlino che diceva "l'amore è una forza più potente anche della gravità"?

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  2. Lasciamo perdere quanta cenere dovrei usare io, ahahah!
    La casa di Giulietta, muro e seno compresi, non me li lasciai sfuggire... ma per quanto riguarda Teatro Olimpico e Arena, non ci sono proprio mai stata! Dai, la prossima volta tour nostrano. XD In italiano. ;)
    Chi lo sa... magari ci potremo fare un pensierino con un qualche spettacolo. :)
    E comunque, sempre detto che culturalmente l'Italia è bellissima.

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    1. Volevo evitare di menzionare la cosa del seno di Giulietta, ma tanto la finlandese ha una mia foto incriminante (che non è ancora stata divulgata). Anche se dubito che funzioni per i fidanzati, magari funziona per il teatro... In fondo è l'unico di cui sono innamorata in questo momento. Quindi, se la superstizione funziona, dovrebbe ricambiarmi :)
      Per il tour sono disponibile, studi permettendo... ma potrei farlo in inglese anche con te: non dicevi di voler fare pratica? Ahah :)

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  3. Ottima scelta delle tappe, spero che la tua amica sia rimasta colpita!
    ... hai fatto venire voglia di andarci anche a me :)

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    1. Sai come sono i finlandesi... sono un po' freddini... Però credo che le sia piaciuto!
      Non so dove tu abiti, ma se un giorno ti capiterà di passare per il Veneto potresti dare un'occhiata. E magari passare a salutarmi ;)

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  4. Anch'io sono a stato a Verona una quindicina d'anni fa... già all'epoca la piazzetta davanti al balcone di Giulietta era ridotta male, ma ora ciò che gli hanno fatto i turisti è raccapricciante.

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    1. Penso che nel frattempo la piazzetta sia stata ristrutturata... Sui muri all'ingresso del palazzo, però, ci sono ancora le scritte e i bigliettini, cosa che a me non piace per nulla, ma evidentemente non c'è modo di impedirlo. Ah, e ci sono anche i lucchetti in stile Moccia. Ma quelli li ho visti perfino su un ponte a Tampere, quindi ho perso la speranza che il virus si possa estirpare dal mondo.
      Detto questo, il palazzo all'interno è piuttosto carino.

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    2. Oltre alle scritte (che sono già un orrore) ho visto al TG che è stata eretta una parete di chewing-gum masticati alta tre metri e larga una.

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    3. Quella forse l'hai vista al TG un paio d'anni fa, perché ora, per fortuna, è stata tolta. Sono rimaste solo le scritte sull'arco che porta alla piazzetta, che sono brutte, sì, ma almeno sono confinate.

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  5. Arrivo al tuo blog catturata dai post dedicati al teatro greco (praticamente argomento che ha monopolizzato la mia vita universitaria) e trovo uno spazio dedicato alla mia Verona! Ti confesso che mi irrita un po'quella smania di sfruttare il mito di Giulietta, certo, è un bene poter puntare sul turismo, ma Verona ha tante bellezze reali e, invece, punta quasi solo su questa: non sono molti i turisti che, come te, dedicano più attenzione all'Arena che al famoso balcone e, se lo fanno, è solo perché, sulla strada per via Cappello, è inevitabile passarci.
    Sei stata anche a vedere il teatro romano? Purtroppo è ridotto molto male (per tornare al discorso di cui sopra, avrei preferto veder restaurato questo sito piuttosto che la statua di Giulietta), ma è un piccolo gioiello in uno degli angoli più suggestivi della città.
    Mi manca - mea gravissima culpa - una visita al Teatro Olimpico di Vicenza, spero di avere l'occasione di andarci presto, magari per assistere ad una rappresentazione tragica!
    Un'ultima cosa: volevo rassicurare tutti sull'abbigliamento richiesto in Arena: a meno che non si abbia un posto in platea, non è necessario l'abto da sera, ma devo dire che anche laddove è richiesto si nota che l'idea stessa di "abito da sera" è alquanto aleatoria! ;)
    Chiudo questo prolisso commento complimentandomi con te per il blog e, ovviamente, con un saluto! Alla prossima! Cristina

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    1. Ciao Cristina, benvenuta nel blog! Sono davvero contenta che i miei post sulla storia del teatro ti siano piaciuti.

      Sono d'accordo con te: secondo me ci sono monumenti molto più belli a Verona, che andrebbero valorizzati. Il fatto è che, la gente, appena sente nominare Romeo e Giulietta, va in brodo di giuggiole. Senza nemmeno conoscere la vera storia, secondo me (ma ho già espresso quest'opinione in un altro post, quindi non mi dilungo).
      Non ho visto il teatro romano (la mia ospite aveva già iniziato a maledirmi per quanto l'ho fatta camminare) ma lo metto in lista per la mia prossima visita a Verona.
      Grazie per il tuo commento!

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  6. Ti avverto che del teatro rimangono solo una parte della scena e la gradinata (in gran parte ricostituita), perché tutta la zona era stata coperta da edifici fin dal Medioevo: al sig. Avena, lo stesso autore della trovata del balcone e della tomba di Giulietta (di cui mai avrebbe immaginato la vergognosa deriva stile Moccia di cui si parlava sopra) si deve anche il recupero di questo sito. Meritano, però (e il costo d'ingresso è di soli 2 euro) il percorso di salita in cima alla collina e la visita al museo, in cui ci sono delle belle collezioni di vetri, epigrafi e alcune statue molto pregevoli, oltre al modello che ricostruisce l'area monumentale come doveva essere in età romana. Insomma, mi zittisco da sola perché conto su una tua futura visita!

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    1. Non preoccuparti, io sono un caso particolare: amo tutti i teatri a prescindere dallo stato di conservazione. Mi basta sapere che, un tempo, su quella stessa scena si è tenuto uno spettacolo e vado in estasi... ahah :)

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