13 settembre 2014

22 lessons from Stephen King on how to be a great... actor

C'è poco da dire: sono circondata da blogger-scrittori.
Vi basterà dare un'occhiata al mio blogroll (qui sulla destra) e vi renderete conto che, ogni volta che apro la home di Blogger, leggo post letterari e consigli di scrittura.
Il guaio è che molti sono proposti in modo interessante, quindi finisco per leggerli anche io che probabilmente non li metterò mai in pratica, perché ho accantonato la "carriera" di scrittrice da qualche anno.


Per un'attrice non è particolarmente utile leggere consigli su "show don't tell", errori grammaticali da evitare o addirittura editoria e self-publishing.
Io, però, sono una persona curiosa. A volte leggo lo stesso e considero il post su un argomento che non mi riguarda direttamente come uno spunto di riflessione.

A prima vista, lo scrittore e l'attore sono due figure diversissime. Ma, in realtà. sto scoprendo che le analogie sono di più di quelle che si potrebbero immaginare.
Tempo fa, ho già parlato del confronto tra attori e scrittori nella creazione di un personaggio e ne è risultato che alcuni punti in comune ci sono. Ora mi sono chiesta: chissà se i consigli per aspiranti scrittori possono essere trasportati in ambito teatrale.

In particolare, molti dei blogger che seguo si sono confrontati con le 22 lezioni di Stephen King, riprese da un articolo di Maggie Zhang (22 Lessons From Stephen King On How To Be A Great Writer) su "Business Insider".
L'iniziativa consisteva nell'assegnarsi un voto per ognuna di queste lezioni, in modo da capire se ci si poteva considerare promossi o bocciati dal professor King.

E, se lo fanno tutti, perché non posso farlo anch'io?
Perché non sono una scrittrice, direte voi. E avreste anche ragione.
Invece, ho deciso di immischiarmi lo stesso, anche se con un giochino un po' particolare: provare ad adattare questi consigli agli aspiranti attori. Chissà se funzionano lo stesso?

Cercherò di non fare ragionamenti troppo arzigogolati per traslare le "lezioni" dal campo della letteratura al teatro... e speriamo che mi riesca di scrivere qualcosa di sensato.
E, ovviamente, anche io mi darò il voto... altrimenti, che lezioni sono?

Ebbene, cominciamo:

1) Smetti di guardare la televisione. Invece, leggi il più possibile.
---> Smetti di guardare la televisione. Invece, vai a teatro ogni volta che puoi. Oppure guarda dei buoni film.
Anche trasportato dalla letteratura al teatro, questo rimane un consiglio validissimo. Per imparare qualcosa, qualsiasi cosa, bisogna sempre prendere esempio da qualcuno che lo sa già fare.
E anche quando crediamo di essere già abbastanza bravi, dobbiamo sempre cercare di imparare da chi è più bravo di noi.

La mia valutazione: 5
Devo andare di più a teatro da spettatrice. Molto di più.
Ma i buoni propositi per quest'anno ci sono: appena la biglietteria riapre, faccio l'abbonamento alla rassegna teatrale di Padova, promesso!


2) Preparati per più fallimenti e critiche di quelli che pensi di poter affrontare.
---> Questo non ha bisogno di adattamenti, perché in ogni professione, e in quelle artistiche ancor più delle altre, ci saranno fallimenti da affrontare e da superare senza arrendersi.
E soprattutto critiche. Alcune vengono da persone invidiose e devono essere ignorate, perché sono solo frutto della cattiveria. Altre, invece, sono critiche costruttive che dobbiamo accettare per poter migliorare. Non è divertente, certo, ma è necessario, altrimenti come potremmo migliorare, se nessuno ci dicesse mai dove sbagliamo?

La mia valutazione: 6
I fallimenti mi buttano parecchio giù, però mi sto allenando per sopportarli meglio. Tutto sommato, credo di aver raggiunto la sufficienza.


3) Non perdere tempo cercando di piacere alla gente
---> Neanche in questo caso servono modifiche
Ascolta i consigli di chi è esperto, ma ricorda che non potrai mai piacere a tutti. Ognuno ha il suo stile e, per forza di cose, a qualcuno il tuo non piacerà. Ma non abbandonarlo per questo.

La mia valutazione: 6
Una volta ero preoccupatissima di piacere a tutti. Ora sto imparando ad abbassare le aspettative e, soprattutto, a dare ascolto solo agli esperti, della cui opinione mi fido.


4) Scrivi prima di tutto per te stesso
---> Recita prima di tutto perché hai una grande passione
Non perché vuoi diventare famoso, o ricco, o fare un lavoro che non richieda troppa fatica (anche perché, in questo caso, staresti sbagliando strada: recitare costa molta fatica!).
La passione è un ingrediente fondamentale. In tutte le forme d'arte, si nota se l'artista ci mette il cuore... In teatro, forse, ancora di più.

La mia valutazione: 10
Non sono mai generosa con me stessa quando si tratta di darmi un voto... ma in questo caso credetemi, non potrei avere una passione più grande di così.


5) Affronta le cose che sono più difficili da scrivere
---> Affronta i ruoli che sono più difficili da interpretare
Non farti bloccare dalla paura. Come pensi di poter migliorare, se non affronti delle sfide?

La mia valutazione: 9
Io adoro le sfide. Finora, credo di aver detto di sì a qualsiasi personaggio mi venisse proposto, salvo poi maledirmi quando incontro le prime difficoltà.
C'è da dire, però, che non ho ancora provato ad immedesimarmi in ruoli veramente duri.


6) Quando scrivi, isolati dal resto del mondo
---> Quando reciti, concentrati solo su quello che accade sul palcoscenico
In questo caso, isolarsi dal resto del mondo non è proprio esatto, secondo me. Per lo scrittore va bene, perché scrivere è un'attività che prende vita solo dalla propria mente e dalla propria fantasia.
Un attore, invece, deve interagire con gli oggetti di scena e gli altri personaggi, quindi non può isolarsi totalmente. Ma deve pur sempre concentrarsi su ciò che sta facendo e rimanere "dentro il personaggio".

La mia valutazione: 7
Durante uno spettacolo, non credo che mi farei distrarre neanche da un terremoto. Per quanto riguarda le prove, invece, a volte fatico ad entrare nel personaggio perché ho altri pensieri per la testa.


7) Non essere presuntuoso
---> Questo consiglio è già perfetto così.
Ma non solo per gli scrittori e per gli attori. Per tutti. Chiunque tu sia, qualunque lavoro tu faccia, non essere presuntuoso. Non sei un gradino sopra gli altri, non sei il depositario della verità assoluta e hai molte cose da imparare anche tu, per quanto tu possa sentirti bravo.

La mia valutazione: 8
Modestamente, credo di essere abbastanza brava a non essere presuntuosa. Faccio più fatica a credere nelle mie capacità.
Eppure, a volte, capita anche a me di sentirmi superiore, magari quando parlo con qualcuno che ha meno esperienza. E di pensare: "Proprio tu vorresti dare consigli a me".


8) Evita gli avverbi e i paragrafi lunghi
---> Evita i lunghi discorsi senza pause 
Le pause sono necessarie. Non si può stordire lo spettatore, parlando in continuazione senza fermarsi mai. Nei punti salienti, il silenzio arricchisce di significato la scena.

La mia valutazione: 5
Forse per la fretta di finire la battuta, forse per paura di annoiare il pubblico, faccio troppo poche pause. Devo assolutamente imparare a mantenere viva l'attenzione anche quando sto in silenzio.


9) Non restare intrappolato nella grammatica
---> Non restare intrappolato nella tecnica classica
Insomma, le regole sono fatte per essere imparate... e poi trasgredite, anche se con misura. Il mondo sarebbe tremendamente noioso se tutti ci attenessimo alle regole alla lettera.

La mia valutazione: 4
Il voto che mi sono data è così basso perché, come ho detto, serve aver imparato le regole per trasgredirle. Io sento di avere ancora molte lacune, quindi aspetto di imparare, prima di mettere in pratica questa "lezione".


10) Diventa esperto nell'arte della descrizione
---> Accompagna le descrizioni con movimenti, ma senza imitare l'oggetto che stai descrivendo.
Su questo si potrebbe scrivere un post a parte. Forse più di uno.
Per ora dico solo questo: se sei un attore e devi descrivere un albero, non metterti a braccia aperte per cercare di imitare il tronco e i rami. Lo spettatore è perfettamente in grado di immaginare un albero. Tu dovresti, invece, trasmettergli le sensazioni che quell'albero esprime nel contesto della scena. E' su quelle sensazioni che dovrebbero essere basati i tuoi movimenti, non sulla forma dell'albero.

La mia valutazione: 5
L'ho ammesso più volte e continuerò ad ammetterlo finché non imparerò: non sono brava con i movimenti. Ma sono in via di miglioramento.


11) Non dare troppe informazioni sul background della storia
---> Interrogati sulla storia passata del tuo personaggio, ma non in modo fine a se stesso. Usa questa conoscenza del passato per comprendere meglio le sue azioni e poter dare un'interpretazione più convincente.
Questa è forse la lezione che ho trovato più difficile adattare, ma credo che le similitudini possano essere trovate anche in questo caso.
Anche un attore deve farsi delle domande sul background del personaggio ed arrivare a conoscerlo a fondo. Questa conoscenza, però, non deve essere sterile, ma deve tradursi in una comprensione delle parole pronunciate e delle azioni che avvengono in scena.

La mia valutazione: 8
Per ogni personaggio che devo interpretare, mi pongo molte domande e faccio un'analisi del suo carattere. L'impegno, quindi, c'è e spero che si traduca in un risultato concreto per chi mi vede dall'esterno.


12) Racconta storie che parlino di quello che la gente fa veramente
---> Rendi naturale la tua interpretazione
Niente retorica, niente orpelli, niente esagerazione. Il personaggio deve sembrare vero. Una persona reale. Quindi, muoviti e pronuncia le battute come lo farebbe una persona reale, non come una figura idealizzata.

La mia valutazione: 8
Molte persone mi hanno detto: "Ma questa frase l'hai detta proprio con lo stesso tono con cui la dici nella realtà!". Quindi, credo di risultare abbastanza naturale. Resta da vedere come me la cavo con personaggi che si comportano in modo molto diverso da me.


13) Corri dei rischi, non tenerti sempre al sicuro
---> Vale anche per gli attori, nel senso di: "Non aver paura di mostrarti, di rivelare le tue emozioni, di mettere una parte di te e della tua esperienza nell'interpretazione". Certo, non deve essere autobiografica, ma mostrando una parte della tua anima il personaggio prenderà vita e toccherà davvero il cuore dello spettatore.

La mia valutazione: 5,5
Siamo appena al di sotto della sufficienza perché io ci provo, ma tante volte ho paura. E' difficile rivelare una parte di se stessi davanti a tutti, accidenti. Ma giuro che ci provo e che ci riuscirò.


14) Capisci che non hai bisogno di droghe per essere un bravo scrittore
---> Credo che questo consiglio possa essere riportato nello stesso modo.
Anzi, trasformiamolo in "drogarti ti renderà un attore peggiore". Le sostanze di quel tipo danneggiano il cervello e tu hai bisogno di neuroni funzionanti, ricordatelo.

La mia valutazione: 10
Sono pulita, lo giuro, vostro onore. Mai assunto niente di niente.
Ecco, se per droga si intende anche l'alcool, quello l'ho assunto, ma mai prima di guidare o di recitare.


15) Non cercare di rubare la voce di un altro
---> Questo consiglio è adattissimo anche per gli attori.
Cerca sempre di imparare, ma mai di imitare, perché le imitazioni sono vuote. Hai il tuo stile. Riconosci i punti di forza delle interpretazioni altrui e cerca di renderli tuoi.

La mia valutazione: 6
Questo è abbastanza difficile da valutare oggettivamente, ma io cerco sempre di non essere imitatrice di nessuno e spero di riuscire ad avere "la mia voce". Mi do la sufficienza per l'impegno!


16) Capisci che la scrittura è una forma di telepatia
---> Impara a sentirti in sintonia con il pubblico
All'inizio si ha paura di affrontare il giudizio degli spettatori, ma poi si deve iniziare a prendere confidenza.
Ricorda che tu sei lì per trasmettere qualcosa a pubblico. Non ignorarlo. Impara a mantenere la loro attenzione fissa su di te e fai dei loro applausi la tua forza.

La mia valutazione: 5
Non ho paura del pubblico, e questa è una bella cosa, ma la sintonia è ancora lontana.


17) Prendi la tua scrittura seriamente
---> Prendi il ruolo e lo spettacolo seriamente
Il teatro è un divertimento, si possono conoscere nuovi amici, si ride e si scherza. Ma lo spettacolo deve riuscire bene e per questo servono impegno e serietà.

La mia valutazione: 10
Prendo tutto anche troppo seriamente. Pur non essendo io la regista, a volte rimprovero gli altri attori se si distraggono o se arrivano in ritardo. Forse dovrei, al contrario, darmi una calmata!


18) Scrivi ogni giorno
---> Fai esercizio ogni giorno
Basta anche poco: improvvisare la lettura di qualche frase, magari provando diverse intenzioni. O ripassare le proprie battute. Oppure va bene anche guardare come recitano altri attori, ma sempre con attenzione e cercando di imparare.

La mia valutazione: 4
Io ci sto provando, ma non sono Wonder Woman e in questi giorni sto rischiando l'overdose da caffeina. So che dovrei, soprattutto in vista del provino per l'Accademia, ma alcuni giorni la mia testa proprio non ce la fa.


19) Termina la prima bozza in tre mesi
---> Definisci un'idea del personaggio già dopo aver letto il copione un paio di volte
Indugiare non fa bene: già dopo la prima lettura dovresti iniziare ad inquadrare il carattere del personaggio e a pensare a come quelle battute potrebbe essere pronunciate.

La mia valutazione: 9
Quando leggo il copione, di solito, inizio già ad annotare lo stato d'animo del personaggio di fianco alle battute corrispondenti. E anche a costruirmi un'immagine mentale del suo carattere.
Non mi do un 10 perché c'è, ovviamente, sempre margine di miglioramento.


20) Quando hai finito di scrivere, fai un bel passo indietro
---> Distaccati dal personaggio dopo lo spettacolo
Mai sentito parlare di attori "intrappolati nel personaggio"?
Bene, non è una bella cosa. Rimanendo bloccati su un'interpretazione passata, si rischia di basare su quel personaggio anche quelli futuri, rendendoli tutti omologati. O, peggio, il personaggio e le sue ossessioni potrebbero influenzare anche la tua vita quotidiana.
Quindi, finito lo spettacolo, dimentica il tuo ruolo e ritorna te stesso.

La mia valutazione: 6
Non sono mai rimasta "intrappolata", ma di sicuro i miei personaggi mi lasciano qualcosa in eredità. Da quando ho interpretato una ragazza lesbica, prendo sul personale tutte le ingiustizie contro gli omosessuali. E conservo ancora una certa antipatia per Agamennone, da quando ho rivestito il ruolo di Clitennestra in una tragedia.
In ogni caso, non credo che i personaggi che ho interpretato in passato abbiano influenzato quelli successivi.


21) Abbi il coraggio di fare dei tagli
---> Abbi il coraggio di rivedere la tua interpretazione per giudicarla oggettivamente
Può essere molto difficile. E anche imbarazzante. Ma, quando si è presa un po' di confidenza con la propria immagine in video, rivedersi è uno strumento utilissimo, perché durante lo spettacolo non ci si rende conto di tanti errori.

La mia valutazione: 8
Il video del mio ultimo spettacolo è ancora disperso. Non si sa se qualcuno riuscirà mai a vederlo. nel frattempo, però, sto facendo pratica con i vostri monologhi e mi sto accorgendo di tanti, tantissimi errori che devo evitare.


22) Sposati, mantieniti in salute e vivi una buona vita
---> Anche questo vale per tutti.
A prescindere dalle opinioni personali sul matrimonio, credo che per lavorare bene sia molto utile trovarsi in una situazione sentimentale che ci soddisfa (qualunque essa sia), prendersi cura della propria salute ed essere soddisfatti del proprio modo di vivere. Per qualsiasi lavoro, non solo per attori o scrittori.

La mia valutazione: 6
Tralasciamo la mia situazione sentimentale... Ma bisogna dire che sono giovane, quindi non posso pretendere di aver già trovato l'uomo della mia vita. Per il resto, ci sto lavorando.
Per ora possono puntare solo sull'ottimismo, perché per i risultati concreti devo per forza aspettare, ma me lo faccio bastare.


Che ne dite, la mia trasposizione è campata per aria o vi pare che abbia un senso?
Sarò stata troppo generosa con i voti che mi sono assegnata?

- dramaqueen


 Questo post partecipa all'iniziativa "Una parola al mese" 

 del blog di Romina Tamerici 


 La parola di settembre 2014 è arzigogolato 



10 commenti:

  1. E' molto sensata la tua trasposizione, altro che. Siamo molto più vicini di quanto si possa pensare, scrittori e attori (e gli altri artisti in generale, anche se l'uso di questa parola per me stessa mi suona strano).

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    1. Gli artisti sono tutti accomunati da un grande amore per l'arte... Quindi credo davvero che tu possa usare questo termine per definire te stessa: hai una grande passione per la scrittura, no?

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    2. Scrivo con passione, questo sì, ma definirmi artista mi fa un po' arricciare il naso. Forse è perché talvolta il termine sembra implicare una qualche superiorità sugli altri, oppure un'immunità speciale. Io mi sento un'artigiana della scrittura, ecco.

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    3. Il senso di superiorità non dipende dal termine in sé, ma da come viene usato. Alcuni soggetti si sentono un gradino sopra gli altri sono perché si definiscono artisti, questo è vero, ma io non sarei molto d'accordo.
      Ognuno può usare per se stesso la definizione che ritiene più adatta... e "artigiana della scrittura" mi piace molto, come immagine.

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  2. Un post davvero bellissimo e interessante sia per i consigli che offre sia per le tue trasposizioni e interpretazioni.

    Stai andando alla grande. Continua così.

    P.S. Grazie per aver partecipato a "Una parola al mese".

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    1. Prego, Romina. Le tue iniziative sono molto belle e mi fa sempre piacere partecipare per salvare qualche povera parola che rischia di cadere in disuso.

      Sono contenta che il post sia stato interessante :) Spero che la Musa mi suggerisca altre belle idee, altrimenti... finirò a scrivere liste! ;)

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  3. Mi piace come hai riadattato le cose.
    Il mondo della recitazione mi ha sempre affascinato, ma ancora di più quello della scrittura. Per questo, non sono d'accordo con la prima voce: a volte si impara più da un episodio di una telenovela che da mille libri.
    Forse per la recitazione in sé no... ma puoi imparare come NON recitare, ossia soffiando e dicendo le cose sottovoce per tentare di eliminare l'accento XD

    Moz-

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    1. Le telenovelas e alcune fiction italiane possono essere degli esempi perfetti... in negativo.
      Il cinema e le serie TV (quelle ben fatte), invece, offrono spunti interessanti sia agli attori che agli scrittori. Però credo che King, quando ha scritto quel consiglio, intendesse parlare dei reality show più che dei film.

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  4. Molti di questi consigli sono validi, ma è valido anche il loro contrario. Se poi parliamo proprio di King...
    Il 7: in quanti libri Stephen King va avanti per pagine e pagine a raccontare di sè e dei suoi libri sempre con toni di autocelebrazione.
    Non sopporto l'8. Sembra che la scrittura moderna soffra di sesquipedaliofobia. Eliminiamo gli avverbi in -mente perchè sono lunghi e ridondanti. Quindi sostituire stupidamente con la locuzione "in maniera stupida" è proprio un passo avanti? Ricordo l'arguta riflessione di 1984 in merito al semplificare il linguaggio con parole brevi e semplici.
    15: forse King non avrà rubato la voce di altri, ma diverse idee sì.
    21: questa poi! Proprio lui lo dice! La Sfera del buio avrà almeno 200 pagine di troppo, molte delle quali in cui non avviene nulla o sono continue ripetizioni.
    Apprezzo King come autore, un po' meno come persona.

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    Risposte
    1. Non sono esperta dei libri di King, quindi mi fido di quello che dici tu...
      Come dicevo anche nel commento all'ultimo post di Anima di Carta (http://animadicarta.blogspot.it/2014/09/12-regole-di-scrittura-di-terry-brooks.html), non ho scelto questi consigli perché mi sembrano i migliori possibili. Li ho scelti perché, a prima vista, mi sembrava che potessero essere adattati al teatro. Se leggi i consigli di Terry Brooks (pubblicati da Maria Teresa nel post che ti ho citato) ti accorgerai che molti riguardano la trama del romanzo... e un attore non ha nessun potere sulla trama, quindi trovare delle corrispondenze sarebbe stato difficile.

      Non sono d'accordo con alcuni di questi consigli, ma non l'ho specificato nel post, perché altrimenti sarebbe diventato davvero lungo.
      Io uso spesso gli avverbi in -mente e sono d'accordo nel sostituirli solo quando ce ne sono troppi nella stessa frase (ma il discorso vale per qualsiasi ripetizione).
      Per quanto riguarda il primo consiglio, vale quello che ho detto a MikiMoz: guardare reality show e programmi spazzatura non aiuta né l'attore né lo scrittore, ma un buon film o una serie TV sono fonte di ottimi spunti.
      Poi ne avrei altre da dire... ma il mio commento diventerebbe infinito, quindi mi fermo qui :)

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