3 settembre 2014

Paura.

Questo blog non è nato per contenere pensieri personali, ma ogni tanto anche qualcosa di autobiografico fa capolino. 
Vi anticipo già che questo non è un post particolarmente utile e che non troverete consigli pratici sul teatro. Forse dovrei limitarmi a scrivere di quello, ma mi illudo che questa riflessione possa comunque aiutare qualcuno. Magari qualcuno che si trova nella mia stessa situazione e che così si sentirà meno solo.


Non so se a voi sia mai capitato. Di certo avete avuto paura molte volte, anche voi, nel corso della vostra vita, ma la paura cambia forma a seconda del motivo che la causa.
Io ho paura di non farcela.

Ho ventidue anni e sto imparando a stare in piedi da sola.
Da sola vuol dire che io decido cosa fare e, se sbaglio, sono cavoli miei. Da sola vuol dire che mi sono scelta, come sempre, la strada più difficile (ma perché ho questa mania?) e che nessuno può fare la fatica al posto mio.

Da sola vuol dire che le capacità su cui devo contare sono solo le mie, e non so se sono abbastanza.
Ok, bisogna credere in sé stessi. Se non credessi in me stessa, avrei già rinunciato a questa roba di fare l'attrice e me ne starei buona a prendere la laurea in ingegneria. Invece, mi sforzo di crederci.
Ma da qui ad essere convinta, sicura che posso essere davvero brava, ne passa di acqua sotto i ponti.

Non ho neanche veramente idea di che cosa voglia dire "essere brava". 
Alcune interpretazioni osannate da tutti, sinceramente, mi lasciano indifferente, non mi convincono. Non so perché, ma alcuni non mi trasmettono tutto il sentimento che dovrebbero... e io sono sempre stata convinta che un attore dovrebbe fare questo.
Ecco, se nemmeno loro ci riescono, perché dovrei riuscirci io? 
Non ho mai ricevuto tanti complimenti, in vita mia. Non sono quel tipo di persona che riceve tutti gli applausi alla fine dello spettacolo. Mi piacerebbe tanto, ma non sono io quella persona.

Forse voi mi avevate immaginato come la stella del palcoscenico, perché siete abituati a chiamarmi "Dramaqueen", ma io non sono la regina proprio di niente. E' solo un giochino di parole.
Sono solo una che vive e respira per il teatro, che quando ne parla ha le stelline che brillano negli occhi, ma questo non mi dà nessuna garanzia di essere brava.

Però, se non c'è nessuno che crede in me, devo crederci da sola. E spingere anche gli altri a credere, dimostrando le mie capacità.

Ho la sensazione di avere tutto il futuro nelle mie mani. E la paura di poterlo rompere in mille pezzi, con qualsiasi minimo movimento sbagliato.
Tante volte mi chiedo: che diavolo sto facendo?

Ma non voglio farmi paralizzare dalla paura
Farsi spaventare è il modo perfetto per abbandonare i propri sogni e non combinare nulla di buono con la propria vita. Questa è una cosa che non voglio, quindi mi sforzo di andare avanti anche se ho paura.
Cerco di visualizzare il mio obiettivo e di non dimenticare perché lo voglio raggiungere.

Mi impegno. Davvero.
A volte lavoro addirittura troppo. Scrivo per il blog quasi tutti i giorni, imparo a memoria i monologhi, tento di registrarli, ripeto la scena più e più volte, e poi ancora, perché c'è sempre qualcosa che non mi convince. Ogni tanto, studio (dovrei anche laurearmi, sapete, ma questa è un'altra storia).
E, tante volte, alla fine della giornata penso che dovrei continuare ancora un po', ma sono troppo stanca. A volte mi dico che avrei potuto fare di più. Anzi, quasi sempre... Io sono una che non è mai soddisfatta delle proprie azioni.

Qualche giorno fa, una persona mi ha ricordato: "Rome wasn't built in a day"
Roma non è stata costruita in un giorno. Per costruire qualcosa, servono tempo e impegno. E io non sono una macchina né una catena di montaggio, quindi non posso tenere alti i ritmi di lavoro tutti i giorni.

Ho paura di sbagliare e qualche volta sbaglierò, è inevitabile. Matematico.
Dovrò accettare il fallimento e non farmi fermare. Imparare a reagire. 
Penso che sia una parte di quello che chiamano "diventare grandi". Stare in piedi con le proprie gambe. Lasciare il nido e imparare a volare. Esistono un sacco di metafore, ma, comunque lo vogliate chiamare, il concetto è lo stesso.

Dove voglio arrivare, con tutto questo discorso?
Voglio solo dire che seguire i propri sogni è un salto nel vuoto. Bisogna mettersi in gioco, dimostrare quanto si vale e affrontare il giudizio degli altri. E questo fa paura, tanta paura.
Ma credo che sia l'unico modo per realizzarli. Per fare della propria vita qualcosa di straordinario. Almeno, io non ne conosco altri.

Se anche voi avete un sogno, realizzatelo. Non importa se avete paura: fate finta che non ci sia, non fatevi bloccare. Non importa se costa fatica: se tenete a quel sogno, ne vale la pena.

Non so se questo mi porterà davvero a diventare un'attrice, ma io devo provarci con tutte le mie forze.
Non voglio morire senza averci provato.

- dramaqueen



19 commenti:

  1. Non siamo composti solo di dati, ma anche di materia umana, che è quantistica e all'apparenza poco commerciabile, ma si tratta della benzina che ci manda avanti e definisce.

    La persona più importante nella mia vita (non solo nel bene, anzi) era ad un esame dalla Laurea di Architettura. Mollò tutto e guarda caso ha iniziato a dedicarsi al teatro!
    Forse come architetto sarebbe stata una donna iper-ricca e di successo (lo sarebbe stata si). Ma ha deciso per qualcosa di più "suo". Aveva sempre fatto quel che le dicevano di fare. Ha scelto sè stessa.
    Ci ha messo del tempo, ci ha messo energie. Le prime rappresentazioni. Poi ha recitato in qualche pellicola, ha insegnato, vive di questo. E ha iniziato molto dopo di te.
    E francamente non è mai stata in grado di spiegare nulla in modo intelligente come fai tu XD.

    Certo, fa piacere un incentivo, un commento positivo, fa piacere sentirsi dire "forza, che ce la fai!", ma per quello che ho visto accadere a me e intorno a me, non si tratta di avere forza e pazienza, si tratta solo di avere un obbiettivo. I passi sono quelli. Vanno fatti. E non dubito tu sia in grado di farli, dato che mi pare il più difficile tu lo abbia già compiuto: averlo, questo obbiettivo.

    Beh, basta con le chiacchiere a vanvera, mi sento vecchio.

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    1. Grazie per il commento, Gaspare :)
      Il problema del seguire la propria strada è, principalmente, che tutti dicono: "Segui i tuoi sogni, non abbandonarli" ma poi, quando lo fai veramente, ti guardano come se fossi un alieno. Non che per me sia un problema essere guardata come un alieno, ci sono abbastanza abituata, ma anche parlare con qualcuno che mi capisce, ogni tanto, non è male.

      P.S. Sono contenta che tu trovi intelligenti le mie spiegazioni!

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  2. Esatto! Si fa proprio così.
    E se facciamo questi sogni, lo facciamo non perché siano facili, ma proprio perché sono difficili (cit.)
    PS: diciamocelo, e tu che fai teatro lo sai, non è l'applauso del pubblico a dare soddisfazione, ma l'invidia degli altri del giro :))))

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    1. In effetti hai ragione: se i sogni fossero facili, non credo che sarebbero così affascinanti!
      Non so se qualcuno mi invidi, non credo di essere ancora così brava, sinceramente... Ma diciamo che l'ammirazione mi basterebbe e avanzerebbe anche ;)

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  3. Ciascuno ha il diritto di far uscire ciò che ha dentro, a prescindere dal risultato finale.
    La recitazione, così come la scrittura, è un modo per liberarsi da catene inconsce, tirare fuori la poesia, evitare di condannare sé stessi ad una vita mediocre. Questo è già importante, in un mondo che cerca di tarparci le ali e di metterci in fila come rigidi soldatini.
    I risultati si ottengono con lo studio, la costanza e la gavetta. Nei primi tempi, non devono essere una priorità. Stiamo comunque parlando di arte. Tutto ciò che ingabbia la creatività, generando aspettativa, ruba la voce al talento, lo ingabbia e lo sottomette a logiche diverse.
    Rimani focalizzata sulla passione. Sarà sufficiente per muovere le cose. Un lavoro senza amore è pura meccanica. Quindi, non comunica.

    Ti segnalo questo articolo : http://www.efficacemente.com/2014/04/conquistare-il-mondo/
    A me è servito per avere fiducia in me stessa nei momenti di paura come quelli che stai attraversando tu.

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    1. Grazie dell'incoraggiamento! Anche l'articolo che mi hai segnalato è molto motivante.

      Non sono tanto delusa dalla mancanza di risultati (anzi, sono molto felice, perché ogni vostro commento mi riempie di soddisfazione), ma sono piuttosto incerta riguardo alle mie capacità. Ce la farò ad essere all'altezza delle aspettative, mie e altrui? Ce la farò a reggere questi ritmi di lavoro?
      Quindi, ogni tanto, ho bisogno di incoraggiarmi da sola.

      Ma non ti preoccupare: non mi fermo. Proprio in questi giorni sto rompendo le scatole a n persone per avere consigli su come affrontare un provino. La passione non se ne va, neanche se tento di mandarla via!

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    2. Le aspettative rovinano il risultato. So che è impossibile non averne, però occorre cercare di ignorare il timore del giudizio altrui. Le energie che arrivano dagli altri sono spesso demotivanti. Rimani centrata sulle tue capacità e fai partire il desiderio dal cuore...:)

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    3. Hai perfettamente ragione... Anche perché andrei fuori di testa a farmi prendere dall'ansia per tutto... Ci proverò! :)

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  4. Questo è il post che avevo bisogno di leggere ora. Quindi, se ti può consolare, di certo a qualcuno è servito.

    Io ho tante valide ragioni per aver paura del mio futuro... poco fa però ho fatto un colloquio che mi ha dato pochissime certezze e tanto entusiasmo. Be', io ho decisamente bisogno di credere in qualcosa adesso, bisogno di ricostruire i sogni che tempo fa sono stati distrutti perché io, e solo io, non ho avuto la forza di tenerli in piedi quando la vita mi ha riservato dei brutti tiri.

    Quindi sì, crediamoci insieme, dai.

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    1. Sapere che a qualcuno è servito mi rende molto, molto felice! :)

      Crediamoci, Romina, io sono dalla tua parte e ti sostengo!
      Costringiti a credere e vedrai che dopo un po' funziona. Sì, mi sento strana a dire qualcosa di così ottimista... ma è vero. L'entusiasmo è una buonissima base di partenza. Sono sicura che tu puoi trasformarlo in un risultato concreto!
      So che odi sentirtelo dire, ma... sei brava! E se te lo dico è perché è vero ;)

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    2. Forse, e dico "forse", sono anche brava... ricevo tante proposte di collaborazione e lavoro ultimamente. Solo che vorrei che questo mio presunto talento mi desse anche da mangiare, altrimenti io dovrò trovarmi un lavoro d'ufficio e lasciare tutte queste cose a un hobby da fare nei ritagli di tempo.
      Ottimismo, entusiasmo, speranza, ma anche affitto e bollette, sai com'è...

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    3. Eh sì... Per me l'indipendenza economica è ancora un miraggio...
      Avrei anch'io il sogno di guadagnarmi da vivere con il teatro (magari anche insegnando, anzi non sarebbe male per niente) ma vedremo che si riuscirà a fare. Intanto ci proviamo, dai!

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  5. Mi è piaciuto molto il tuo post, ci vuole coraggio a volte anche solo per dire a se stessi che cose che tu hai espresso. Credo che le tue incertezze siano di tutti noi, la paura di non farcela e tutto il resto. Vorrei avere una sfera di cristallo e dirti che avrai tanto successo e soddisfazioni. Però posso dirti una cosa con certezza: la passione e l'entusiasmo di "una che vive e respira per il teatro" sono conquiste enormi e porteranno sicuramente grandi frutti a te stessa e a chi ti incontra. Ciao :)

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    1. Ciao Maria Teresa, sono davvero contenta che il mio post ti sia piaciuto.
      Anch'io vorrei avere una sfera di cristallo, per questa e per tante altre cose... ;)
      Mi fa piacere riuscire a trasmettervi il mio entusiasmo attraverso il blog, dato che è uno dei motivi per cui l'ho aperto.Grazie per il commento e per l'incoraggiamento!

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  6. Forse non serve lottare contro la paura, ma piuttosto imparare a conviverci, stringerle la mano tutti i giorni. "Buongiorno, signora paura, anche oggi qui? Bene, vediamo cosa si può fare." Non è vero, come si sente dire ogni tanto, che con l'impegno si arrivi per forza ovunque; ma se non ci mettiamo tutto il nostro impegno, come scopriamo dove possiamo arrivare? Io scrivo, e le paure sono le stesse, però cerco di fare ciò che amo anche se non so cosa riuscirò combinare di buono. Amore gratuito, insomma. Non è certo facile, ma ci provo.

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    1. E' un ottimo suggerimento. Non credo che la paura se ne andrà mai del tutto, quindi è meglio imparare a conviverci... anche se non significa che farò quello che lei mi dice di fare.

      Non è detto che l'impegno possa fare miracoli, è vero, ma credo che anche il solo fatto di impegnarmi per qualcosa sia bello. Non conta solo la destinazione, ma anche la strada che porta a quell'obiettivo.
      Però ora sono in uno dei pochi momenti della mia vita in cui ho la sensazione di poter combinare qualcosa di buono. Quindi, finché dura, mi tengo quest'illusione... Un po' d'autostima non fa mai male!

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    2. Non è affatto detto che sia un'illusione! I fatti dimostrano che chi si impegna molto raggiunge grandi risultati. Comunque sono d'accordissimo, il percorso prima della meta.

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  7. Se sostituiamo la recitazione con l'illustrazione, io e te siamo sulla stessa barca. Coraggio!

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