1 ottobre 2014

Recita per te stesso

In questo momento della mia vita, sto attraversando una fase di profondo menefreghismo.
La fase del:  "Non ti va bene come sono? Beh, io sono fatta così, quindi o lo accetti o te ne vai da un'altra parte."


Mi rendo conto di essere esagerata, a tratti. Ma, quando ci sono troppe persone che ti vorrebbero in troppi modi diversi, credo che sia l'unica soluzione per mantenere la sanità mentale.
Poi, come ho già detto, è una fase: quando si cambia atteggiamento su qualcosa, per i primi tempi quell'atteggiamento è estremizzato, proprio per marcare la differenza. Con il tempo, si trova un'equilibrio tra le due condizioni e ci si allontana dalle esagerazioni iniziali.
Non erano così la tesi, l'antitesi e la sintesi di Hegel?

Va bene, dato che sono più di tre anni che non prendo in mano un libro di filosofia, è meglio che io lasci perdere questi discorsi e passi al vero punto della questione.

Cosa vuol dire recitare per se stessi? 
Ma, e il pubblico allora? Perché gli attori non se ne stanno in camera loro, davanti allo specchio, se devono recitare per se stessi?

No, aspettate un attimo, il pubblico è importantissimo. Il punto non è questo.
Gli spettatori sono i destinatari dell'attore, come i lettori sono quelli dello scrittore. 
Ovviamente, il nostro obiettivo è farli emozionare, ridere, piangere, divertire, insomma trascinarli con noi attraverso la storia che stiamo rappresentando. Loro sono importantissimi.


Quello che voglio fare io non è un discorso sul destinatario, ma sulla motivazione.
Su quello che spinge l'attore e voler essere attore.

Anche agli scrittori si ripete, in tutte le salse: scrivi per te stesso. Che cosa significa, che non bisogna aspirare ad essere letti da nessuno? Che bisogna tenere i proprio racconti nel cassetto?
No, assolutamente. Vuol dire che lo scrittore deve sentirsi dentro la voglia di scrivere e non deve farlo per compiacere qualcun altro. 
Così deve essere per l'attore: deve farlo solo perché il suo cuore glielo dice, non per la fama, non per i soldi e non per l'approvazione altrui.

Preparandomi per l'imminente audizione, sono andata in ansia, chiedendomi: che cosa vorranno da me?
Vogliono più movimenti, vogliono più pause significative nel discorso, forse lo stile che piace a loro non è questo.
Il problema è che, più ci pensavo, più la mia interpretazione si appiattiva.
Perché mi stavo concentrando sul fare quello che loro si aspettano da me. Ma non era una buona motivazione.

Alla fine mi sono domandata: perché sto recitando questo testo come se fosse un compito per casa?
Non è un compito per casa. Non mi costringe nessuno. Non è l'esercizio di elettrotecnica che devo fare per forza, altrimenti non passo l'esame.
Questo è un testo. Un bellissimo testo di Shakespeare. E questo testo vuole che la mia interpretazione sia sincera, dettata dalla mia emozione, da quello che io ho dentro. Altrimenti non ha valore. Non gli renderei giustizia.
Non lo devo fare perché me lo chiede qualcun altro. Lo faccio perché è la mia passione.

Questo non vuol dire che non bisogna seguire le regole, sia chiaro. 
Solo, non bisogna sentirsi imprigionati da esse.
Io mi muovo troppo poco, è un dato oggettivo, me l'hanno sempre detto tutti. Se mi fisso su questo insegnamento da ricordare, però, inizio a fare movimenti forzati, e allora è ancora peggio che non farli.
Sulle regole si lavora a poco a poco, senza imporsi di realizzare tutto subito, altrimenti costituiranno solo un blocco.

Magari, a loro, la mia interpretazione non piacerà.
Magari non è abbastanza classica, non farò abbastanza pause, starò troppo ferma.
Amen, così sia. Almeno sarà stata sincera.
Per lo meno, sarò sicura di averci messo l'ingrediente fondamentale, perché senza sincerità sembrerei solo un burattino, e ho buoni motivi per credere che comunque non verrei apprezzata.

E, più importante di tutto, se la mia interpretazione non è sincera, io non mi diverto...
Allora perché recito, se non per divertirmi? Tanto vale che io mi trovi un altro hobby!

- dramaqueen


P.S. L'audizione è oggi pomeriggio. Auguratemi buona fortuna!




22 commenti:

  1. Oh, esatto: prima che lo dicessi tu, leggendo, mi è venuto in mente proprio il tema che si fa a scuola. Dosato negli ingredienti (intro e chiusura a sorpresa, leccaculismo sottinteso al prof...) e quindi falso, o quantomeno falsato.
    Tu recita come ti pare, come sai e come ti fa stare bene e libera.
    Come si augura buona fortuna in questi casi? Con un "merda"? :)

    Moz-

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    1. Certo, "merda" va sempre benissimo :) Ho scritto anche un post sulle superstizioni, se ti interessa ;)
      Alla fine, non sarei stata me stessa a cercare di compiacere loro e basta. E probabilmente non avrebbe nemmeno funzionato. Non so se abbiano apprezzato, ma lo spero!

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    2. Certo che mi interessa! Linkamelo!
      E... fammi sapere com'è andata! :)

      Moz-

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    3. Eccolo qui: http://it-drama-queen.blogspot.it/2014/04/gli-attori-e-le-loro-supestizioni.html
      Certo, vi farò sicuramente sapere! I risultati dovrebbero essere comunicati all'inizio della settimana prossima :)

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    4. Ho letto il tuo articolo, interessantissimo:
      -non sapevo che merda fosse per quel motivo.
      -conoscevo il fatto del colore viola.
      -conoscevo il brecchiorlèg :)
      -non sapevo del copione né di Macbeth! Quest'ultimo mi ha lasciato davvero sorpreso!! Oo

      Moz-

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    5. Lieta di averti fatto scoprire qualcosa di nuovo!

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  2. Credo che la scrittura e la recitazione, in quanto forme d’arte, siano accumunate da un motore propulsore interno. L’ispirazione si attiva spontaneamente, non è razionale. La massima espressione di sé come artisti nasce dal saper coniugare l’ascolto della propria voce interiore con la tecnica che si apprende in anni ed anni di studio. Tecnica che non va mai applicata in modo pedante, altrimenti si scivola nel MENTALE. Con questa parola non intendo indicare la razionalità sana, ma quella mirabolante architettura di paranoia che ci separa dal nostro vero io…
    In bocca al lupo per la tua audizione!

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    1. Dici cose giustissime, ma molto difficili da mettere in pratica!
      In ogni caso ci si prova... Grazie per l'incoraggiamento, per me ha significato molto!

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  3. Buonissima fortuna allora! Hai comunque tirato in ballo un punto importante, che sì, vale anche per la scrittura, e forse per ogni attività che iniziamo col fare perché ci piace ma che poi magari ci sfugge di mano... ;)

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    1. Esatto, quando qualcosa diventa un compito da fare per forza e non un divertimento, allora c'è qualcosa che non va. Vale anche per i blog, come si diceva qualche giorno fa :)

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  4. Beh, ti posso dire "MERDA, MERDA, MERDA!!!"
    Inoltre considera che una recitazione impeccabile troppe volte è impersonale e quindi viene scartata.
    Qual è la tua impronta?
    E comunque...
    MERDA, MERDA, MERDA!!!!

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    1. Credo che un'interpretazione debba essere tutto tranne che impersonale, altrimenti è solo una copia... è fredda! Quindi, spero che abbiamo almeno apprezzato l'impegno :) Grazie, grazie, grazie!

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  5. Buona fortuna, in bocca al lupo o merda merda merda, se preferisci. Il senso è lo stesso.
    Un abbraccio grande e facci sapere come è andata.

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    1. Grazie davvero! Certo, sicuramente quando saprò il risultato (inizio della prossima settimana) ve lo farò sapere!

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  6. In bocca al lupo con tutto il cuore! Tienici aggiornati!
    Un abbraccio!

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    1. Grazie mille! :)
      Finché aspettavamo di essere chiamati, nella saletta di fianco alla stanza per le audizioni, io leggevo i vostri messaggi e sorridevo. Ha significato molto per me!

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  7. Perfettamente d'accordo! E mi auguro invece che la tua audizione faccia la sua bella figura!
    E comunque penso che tu sia nella fase migliore del mondo, almeno fino a quando non diventa oppositiva, per cui vai tranquilla. ;)

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    1. Spero anch'io di aver fatto bella figura!
      Devo ammettere che nella fase del menefreghismo si sta piuttosto bene, quindi credo che ci rimarrò ancora un po' ;)

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  8. Ti augurerei tanta merda anch'io, ma mi sa che sia già successo tutto.
    Hai ragione, non ha senso assecondare le indicazioni altrui senza rispettare te stessa e i tuoi tempi. I consigli sono qualcosa da inserire nel proprio calderone, non da mangiare così come sono. Cosa ne viene fuori si vede solo strada facendo.

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    1. La tua metafora mi piace molto!
      Non so, sinceramente, come sia andata, e so di avere ancora molta strada da fare... ma intanto metto tutto nel mio calderone e confido che, prima o poi, io riesca a tirarne fuori qualcosa di buono.

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    2. Te lo auguro. Si percepisce la tua passione.
      ps Grazie per il voto (Lia) ;-)

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    3. Benvenuto sul mio blog! Grazie dell'augurio. Posso sperare che anche i giudici abbiano percepito la mia passione, perché so di essere stata tutt'altro che perfetta!
      Prego... ho semplicemente votato per il racconto che mi aveva colpito di più, fin dalla prima volta che l'avevo letto :)

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