11 ottobre 2014

Il grammelot

Il grammelot è un espediente espressivo teatrale che consiste nel pronunciare un discorso in una lingua inventata, le cui parole non significano niente ma che imitano nel suono e nella cadenza una certa lingua o un certo dialetto. 


E' diverso dal parlare maccheronico, perché in quel caso si cerca di usare i pochi vocaboli che si conoscono della lingua straniera e di inventare gli altri in modo che risultino comprensibili. Insomma, si cerca sempre di fare affidamento sul significato delle parole (per quanto poco conosciute) per riuscire a comunicare.

In questo caso, invece, le parole realmente esistenti sono pochissime, eppure l'attore riesce a farsi capire lo stesso, attraverso altri mezzi espressivi.
Il discorso è un po' lo stesso che abbiamo fatto per la metasemantica e per il comunicare a voce senza parole. Questa volta, però, le abilità mimiche dell'attore giocano il ruolo principale.

L'etimologia del termine è incerta. Molto probabilmente è un francesismo, forse mutuato attraverso il dialetto veneziano, ma non se ne conosce l'origine con sicurezza.
Secondo Sabatini e Coletti, è una parola composta da gram(maire) «grammatica», mêl(er) «mescolare» e (arg)ot «gergo». Secondo altre fonti, invece, deriva dal verbo francese grommeler, nell’accezione di «bofonchiare, borbottare, mormorare tra i denti».
Le origini del grammelot sono da ricercare nelle rappresentazioni teatrali del Medioevo.
In quel periodo storico, infatti, le compagnie itineranti e i giullari dovevano spostarsi continuamente su in giro per l’Europa e, non potendo ricorrere ad una lingua internazionale (come lo è l'inglese per noi oggi), dovettero trovare un'altra soluzione per farsi comprendere. Ricorsero, quindi, ad un linguaggio senza senso, che imitasse i suoni conosciuti dagli spettatori, ma senza usare parole reali.

La vera comunicazione avveniva grazie alla mimica e alla gestualità, attraverso cui si potevano trasmettere delle emozioni, dei sentimenti e delle sensazioni. In fondo, che cosa c'è di più internazionale dei gesti?
Gli spettatori, insomma, capivano tutto anche senza capire una parola.

Volete qualche esempio?
Il primo, che certo non posso fare a meno di citare, ci è offerto da Dario Fo.
La sua opera più celebre, "Mistero buffo", è l'insieme di quattro storie un tempo recitate dai giullari medioevali, e da lui riscritte. Si tratta di episodi religiosi ispirati ai vangeli apocrifi e ai racconti popolari, narrati in modo grottesco. L'attore, solo in scena come vuole la tradizione dei giullari, recita in grammelot, usando un insieme di termini dialettali e parole inventate.
Nel 1997 a Dario Fo è stato assegnato il premio Nobel per la letteratura per aver saputo “seguendo la tradizione dei giullari, dileggiare il potere e restituire dignità agli oppressi”.

Eccolo, quindi, mentre recita "La fame dello Zanni", un grammelot che imita il dialetto lombardo.
Non mi perdo in lunghe presentazioni, perché lui vi spiegherà tutto all'inizio del video, e molto meglio di quanto potrei fare io.



In questo grammelot con accento inglese, Dario Fo ci illustra il complicato rapporto dell'uomo con la tecnologia, che non sempre funziona come vogliamo. Anzi, quasi mai.



Anche Gigi Proietti, in un suo spettacolo, si cimenta nel grammelot. Non c'è nemmeno bisogno di spostarsi all'estero: questo è quello che l'attore è riuscito a fare imitando l'accento napoletano:


Infine, non posso non citare l'esilarante discorso di Charlie Chaplin all'inizio del film "Il grande dittatore". 
Imita il suono del tedesco e si capisce benissimo che cosa vuole comunicare, ma in realtà non dice una parola che sia veramente sensata:


Su questi schermi, la trasmissione si conclude qui... ma se siete curiosi e volete approfondire le origini del grammelot dal punto di vista storico, ho trovato questo articolo molto interessante sul blog di Athenae Noctua.
Voi immaginavate che il grammelot avesse un precedente nella commedia greca? Io, sinceramente no.

- dramaqueen




Immagine da Pixabay

14 commenti:

  1. Non sapevo che avesse un precedente nella commedia classica ma... sì, conosco il grammelot! Non ricordo nemmeno come mi ci sono imbattuto, ma è stato molto tempo fa... La sua evoluzione? La supercazzola :p

    Moz-

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    1. Io sono così fuori dal mondo che non sapevo nemmeno cosa fosse una supercazzola! Sono dovuta andare a cercare su wikipedia :/

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  2. Nel nostro dialetto lombardo esiste "rebelot", che significa "confusione".
    Sospetto un'origine in comune con la seconda parte del termine "grammelot"

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    1. I tuoi sospetti potrebbero essere fondati: altre fonti parlano di parole francesi mutate attraverso dialetti italiani (lombardo o anche veneziano)

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  3. Adoro "Mistero buffo", lo riguarderei venti volte di fila! Nello spettacolo Franca Rame faceva un pezzo stupendo e commovente interpretando Maria sotto la croce che si infuria con Gabriele, da brivido! Non sapevo di Proietti, devo guardarmelo con calma.

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    1. In realtà quello di Proietti è un pezzo abbastanza breve, ma ci tenevo a presentare vari esempi e non uno solo.

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  4. Interessantissimo percorso, non conoscevo gli esempi moderni al di fuori di Dario Fo, ma è straordinario vedere come questa tecnica antica, da applicarsi rigorosamente in una dimensione orale, sortisca effetti costanti, stabilendo un rapporto fra attore/autore e pubblico che travalica i limiti del linguaggio e fa appello alla conoscenza e alla comprensione istintiva. Grazie anche per aver citato il mio articolo, anzi, lo aggiorno con un link al tuo! :)

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    1. Io paradossalmente ho conosciuto prima l'esempio di Chaplin di quello di Dario Fo: ero alle medie quando mi hanno mostrato "Il grande dittatore" e sono rimasta folgorata dal discorso iniziale.
      Sono lieta che il mio post ti sia piaciuto.

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  5. ... Pingu! :D

    Il celebre monologo di Fo ho avuto la fortuna di ascoltarlo dal vivo in un evento organizzato in università, è probabilmente l'esempio migliore che ho in mente. In quell'occasione ci raccontò di una precedente tournée in Francia in cui fece qualcosa di simile, ma in francese, e ce ne diede un esempio. Molto, molto divertente. :)

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    1. Ho visto anch'io un'esibizione simile (in televisione, purtroppo) e ho cercato tanto il video, ma non l'ho trovato... Peccato, perché era meraviglioso! E' proprio da quello che mi è venuta l'idea per il post.

      P.S. Cerca qualche episodio di Pingu sottotitolato... sono esilaranti! XD

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    2. Un giorno ho passato un pomeriggio a guardarli sottotitolati! :D

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    3. Allora sei più avanti di me! :)

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  6. Non conoscevo il grammelot, ma... wow!

    Grazie per avermi insegnato qualcosa anche oggi!

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    1. Prego! Tu mi fai conoscere parole poco usate, quindi ricambio il favore!

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