13 ottobre 2014

Incubi, meraviglie e poeti estinti

Questo post nasce da un'idea di Marco Lazzara (che forse ricorderete per il guest post su chimica e teatro pubblicato poco tempo fa).


Lo scienziato-scrittore ha lanciato un meme sulla sua pagina di Google+ , ispirandosi al titolo del suo ebook "Incubi e meraviglie", nominando altri due blogger... e insomma, nomination dopo nomination, Michele Scarparo ha pensato di nominare me.


Le regole sono:
a) rispondere a due domande
b) inserire nel post l'immagine della copertina del libro
c) scegliere due persone a cui passare il testimone

Il secondo punto, come vedete, è già stato completato, perché l'immagine è qui a sinistra.
Ora veniamo alle domande.

Quelle poste da Marco sono due:

1) Quale è stato il vostro peggiore incubo?
2) Cosa vi desta maggiore meraviglia?

Prima di aderire a questa proposta, ci ho riflettuto un po', perché la prima domanda mi mette un po' in crisi. Io ho avuto tanti incubi e quasi tutti sono ancora presenti. Alcuni sono troppo personali da rivelare e sono più neri di quanto potreste aspettarvi.
Però, da questo punto di vista, posso considerarmi fortunata, perché mi salvo con la solita scusa: "questo discorso esula dal contesto del blog". Allora direi che posso partecipare lo stesso, parlandovi dei miei incubi e delle meraviglie teatrali.
Parlando di incubi... quali intende Marco? Quelli del sonno, oppure quelli più reali che ci tormentano anche durante la veglia? Dato che lui non ha specificato, posso citarli entrambi.

Non ricordo molto spesso i sogni della notte. A volte ricordo solo qualche dettaglio confuso. Più spesso, se si tratta di incubi, mi rimane addosso la sensazione di angoscia quando mi sveglio, anche se non ricordo bene che cosa ho sognato.
L'unico incubo ricorrente che io abbia mai avuto riguarda il teatro. Durante uno spettacolo, mi trovo sul palcoscenico e dimentico le battute che devo pronunciare. Quindi rimango lì, impalata, senza sapere che cosa fare. Cosa che non mi è mai successa, nella realtà.
Io non sono capace di interpretare i sogni, ma immagino che questo esprima la mia ansia (spesso causata da altre situazioni, che non hanno nulla a che vedere con il teatro). Se ci sono psicologi o psicanalisti all'ascolto, comunque, possono farsi avanti per aiutarmi a decifrarlo.

In ogni caso, questi incubi scompaiono poco dopo il risveglio e allora non possono più farci nulla di male. Quelli che fanno davvero paura, invece, sono gli incubi della vita reale. Le paure che ci perseguitano.
Ma tu ami il teatro, mi direte. E' l'amore della tua vita. Ti brillano gli occhi ogni volta che ne parli... come può essere un incubo, per te?
Ormai sapete tutti che i miei piani per il futuro non sono andati a buon fine. Era abbastanza prevedibile, per la mia preparazione ancora troppo scarsa e perché stavo cercando di fare mille cose tutte nello stesso momento, ma ci sono rimasta parecchio male, quando l'ho scoperto.
Dove sta l'incubo il tutto questo?
Nel fatto che ho ventidue anni, il tempo passa e io non riesco ad iniziare seriamente una carriera in questo campo. Se non ci riesco entro qualche anno, la mia occasione è persa.

Mi direte di non preoccuparmi, che ci sono tante strade, che sto prendendo una laurea in ingegneria, che troverò un altro lavoro. 
Ma qui sta la mia angoscia: sento che la mia felicità sta solo dove c'è il teatro e il pensiero di un altro tipo di vita mi sembra una gabbia. Mi sembra che non sia fatta per me.
Io ho sempre pensato che il teatro fosse fatto per me. Ma se invece non mi riuscisse abbastanza bene? Io ho una grande passione, ma se non avessi il talento? Queste domande mi tormentano da un po'...

Poco tempo fa, ho rivisto il film "L'attimo fuggente". Dovevo scrivere il famoso post su Robin Williams, quindi cercavo di concentrarmi sulla figura del professor Keating, ma alla fine tutta la mia attenzione è stata calamitata dalla figura di Neil Perry. 
Il ragazzo ama il teatro proprio come lo amo io, ma suo padre vuole che si iscriva ad Harvard e non contempla minimamente la possibilità di lasciargli tentare una carriera come attore. Credo che ricorderete come finisce.
Io, in quel momento, ho capito che cosa sentiva Neil. Il suo gesto è estremo, certo. Esiste sempre una soluzione per rendere le cose meno terribili di quello che sembrano. Ma capisco che la prospettiva di una vita intera ingabbiato nelle aspettative altrui, privato della cosa che amava di più, lo facesse impazzire.

Ma basta parlare delle mie paranoie, ora. Abbiamo citato anche troppi incubi, ora tocca alle meraviglie.
Se dovessi citare tutte le meraviglie del teatro, forse scriverei un tomo lungo quanto la Bibbia, o forse non scriverei nulla... perché per me è come essere innamorata: se mi chiedessero perché amo il teatro, non saprei che cosa rispondere. Non esiste una vera spiegazione, è semplicemente così.

In questo caso, avrò pietà di voi e farò solo una breve lista:
  • Poter diventare un'altra persona, anche se solo per un tempo limitato. Dai, ammettiamolo: vivere una vita sola è mortalmente noioso.
  • Essere giustificati se si piange, si ride, si urla, ci si comporta da matti... Non l'ho deciso io, è scritto nel copione che devo fare così!
  • La magia del qui e ora: il teatro sta accadendo esattamente davanti a me, non è come il cinema (che pure ha i suoi pregi)
  • Le luci dei fari che mi trasportano in un'altra realtà e il buio che nasconde il pubblico alla mia vista.
  • Il batticuore prima di entrare in scena che scompare appena lo spettacolo inizia, perché sono così concentrata sul mio ruolo che non mi accorgo di nient'altro.
Potrei citarne mille altre ancora, ma per questa volta mi fermo qui.
Manca ancora l'ultima parte: nominare due persone che continuino questo gioco. Quindi nomino:

  • Maria Todesco perché entrambe crediamo nella meraviglia delle bozze che diventano realtà... vero?
  • Paola Cocchetto perché mi piacerebbe molto vedere un suo disegno che parla di incubi e di meraviglie (anche se quelli che ho visto finora erano tutti bellissimi). Ovviamente, so quanto ci vuole per realizzare un disegno e so che lei è molto impegnata, quindi (se vorrà partecipare) potrà prendersi tutto il tempo che le serve.

- dramaqueen



11 commenti:

  1. In ambito teatrale l'incubo è stato assistere a una rappresentazione dove ben due dei partecipanti si sono scordati le battute e si sono bloccati, uno se l'è fatta suggerire dalla quinta in maniera palese e l'altra è scoppiata a ridere (che pena), mentre la meraviglia è sempre il momento dell'applauso.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Immagina che incubo deve essere stato per il regista!

      Elimina
  2. Il tema è complesso e bellissimo, appena avrò un attimo lo farò :D Grazie!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Prego! Immagino che sia complesso... prenditi il tempo di cui hai bisogno, ovviamente :)

      Elimina
  3. Wooo, adesso ho capito perché la citazione su g+. :D
    Bellissimo post e sì, ci crediamo entrambe! In questi giorni ci lavorerò un po', mmmh... E ditemi, il titolo è standard? :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Il titolo del post può essere quello che vuoi, le domande sono standard... Ma per maggiori informazioni ti consiglierei di rivolgerti direttamente al creatore del meme :)

      Elimina
  4. Guarda, io penso che comunque tu farai teatro a prescindere, anche come hobby, anche in compagnie di paese. Quindi... sarai sempre soddisfatta, qualunque cosa la vita abbia in serbo per te.

    Moz-

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Devo dirti la verità, sentire le parole "teatro" e "hobby" nella stessa frase mi disturba parecchio...
      Ovviamente a me piacerebbe farne la mia professione, ma so quanto sia difficile e, se non ci riuscirò, troverò un altro modo di far rimanere il teatro nella mia vita. All'inizio ci rimarrò male, se dovrò rinunciare al mio sogno, però andrò avanti in ogni caso :)

      Elimina
  5. Quando descrivi l'incubo di non poter vivere il tuo sogno ti capisco anche fin troppo bene. Posso solo augurarti che la vita ti riservi tante cose belle e che il teatro continui a essere il tuo amore e divenga sempre più corrisposto.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Posso solo augurare lo stesso anche a te :)

      Elimina
  6. Se la mia passione più meravigliosa è scrivere, non ho davvero mai avuto (ne l'avrò) la possibilità di vivere in questo modo. Il mio sogno ricorrente, all'opposto dell'incubo, di vivere in una torre piena di libri a compilare romanzi osservando dall'alto una foresta e un villaggio, è decisamente un quadretto fiabesco che rimarrà appeso alla parete dei desideri.
    Ma faccio un lavoro che mi piace molto, ho una bella famiglia e, in tutti i sensi che si possono dare a questa frase, una vita piena. Questo non ha affatto cancellato la mia passione per la scrittura, anzi, ho l'impressione che questo contorno di cose reali e molto spesso impossibili da rimandare, siano quello da cui la mia scrittura trae vitalità ed energia.
    Non credo che per te sia tardi per trovare alla tua passione lo spazio che merita: non lo è mai, per nessuno. Se la tua meraviglia è così forte, da paragonarsi all'amore, troverà il suo spazio sempre e comunque, e riempirà la tua vita dei suoi colori, comunque la condurrai.

    RispondiElimina

Hai qualcosa da aggiungere a questo post? Lascia un commento!
Se usi la modalità "Anonimo", per favore firmati con il nome o con un nickname.