31 ottobre 2014

Macbeth, le tre streghe e lo spirito della cupidigia

Oggi il mio piano di pubblicazione trasla un po', per merito di un occasione speciale... è Halloween!
Non ditemi che non avete visto le decorazioni a forma di zucca, le ragnatele, i cappelli da strega nelle vetrine dei negozi. Probabilmente avrete ricevuto anche decine di inviti dalle discoteche, per qualche festa in cui (forse) solo i costumi richiameranno il significato della ricorrenza.
Ecco, dimenticatevene pure. Non è di questo che voglio parlare.
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Quello che mi ha sempre affascinato di Halloween è l'antico significato della festa, quando ancora si chiamava Samhain
Celebrava la fine dell'estate e l'inizio del nuovo anno. I Celti credevano che, in questa notte, le barriere tra il mondo dei morti e quello dei vivi si assottigliassero, tanto da lasciar entrare gli spiriti nella nostra realtà.

C'è un'opera teatrale in cui qualcosa di simile accade: inizia con tre streghe che recitano i loro misteriosi incantesimi.
Proprio queste tre figure, poi, incontrano il protagonista, di ritorno dalla battaglia, e lo salutano come signore di Glamis, di Cawdor e futuro re di Scozia. Il protagonista è Macbeth e, nella sua storia, le profezie di queste streghe giocano un ruolo determinante.

Macbeth, infatti, è già signore di Glamis (è il titolo che ha ereditato dal padre). Poco dopo l'incontro con le streghe, apprende di essere diventato anche signore di Cawdor, perché il nobile che governava su quelle terre è stato condannato per tradimento e il re ha deciso di assegnarle a Macbeth, come ricompensa per la vittoria in battaglia.
L'ultimo appellativo lo sorprende e lo rende pensieroso. Per quale motivo dovrebbe diventare, lui, re di Scozia? Dopo che le prime due frasi si sono rivelate vere, però, l'uomo comincia a considerare quest'aspirazione.
Manda notizia dell'incontro con le streghe a sua moglie, tramite una lettera.

Appena lei viene a sapere del fatto, la sua ambizione, che già prima era grande, inizia a crescere. Perché, ricordiamolo: la tragedia si intitola "Macbeth", ma la vera cattiva della storia è lei.
Se il marito ha dubbi ed esitazioni, Lady Macbeth lo incita ogni volta, spesso anche rimproverandolo per la sua mancanza di coraggio.

Quando re Duncan si reca ad un banchetto nel loro castello, il piano dei due protagonisti può essere messo in atto. Una volta addormentate le guardie con un sonnifero, assassinano il re. I due figli di Duncan, sentendosi in pericolo, fuggono, ma così vengono accusati di essere gli autori dell'omicidio.
In questo modo Macbeth, essendo il cugino del re, può salire sul trono.

A quest'assassinio, però, ne seguono altri, a cominciare da quello di Banquo, che ha assistito all'incontro con le streghe e quindi può facilmente intuire i piani dei due coniugi.
Vengono uccisi anche i familiari di Macduff, considerato il principale pericolo per il potere di Macbeth. L'uomo, infatti, spaventato dalle minacce che incombono sul suo diritto al trono, torna a far visita alle streghe per chiedere loro consiglio.
Le apparizioni evocate gli dicono di guardarsi da Macduff e gli enunciano altre due profezie:

"Sii sanguinario, audace, risoluto, e fatti scherno dell'altrui possanza, ché nessuno, che sia nato da donna, di far male a Macbeth sarà capace."
"Macbeth non sarà vinto fino a quando di Birnam la foresta non moverà verso il colle di Dunsinane contro di lui."

Il protagonista, quando ascolta queste parole, si sente al sicuro perché pensa che gli avvenimenti descritti siano irrealizzabili. Invece è lui a non averne compreso appieno il significato ed il destino, proprio attraverso le profezie delle streghe, lo porterà alla rovina.

Abbiamo visto, dunque, che le profezie hanno un ruolo molto importante nello svolgimento della trama. Forse quest'opera è proprio il racconto di quello che può succedere quando gli spiriti ultraterreni attraversano le barriere ed entrano nel nostro mondo.
O forse le iniziali profezie delle streghe sono solo lo specchio dei desideri di Macbeth. In fondo, l'uomo avrebbe potuto lasciar agire il destino, convinto che la predizione si sarebbe in qualche modo realizzata. In fondo, le streghe non avevano accennato a nessun omicidio.
Invece, appena sente quelle parole, la sete di potere si impossessa nel suo animo. All'inizio ha dei dubbi, ma poi, anche grazie alle esortazioni della moglie, non si ferma davanti a nessun ostacolo, perdendo infine qualsiasi contatto con la realtà.
Più che una storia di magia nera, quindi, forse quella di Macbeth è una storia di ossessioni.

Anche il fantasma di Banquo potrebbe non essere uno di quegli spiriti che, come nella notte di Samhain, attraversano il confine tra il mondo dei morti e quello dei vivi. Se solo Macbeth può vederlo e sentirlo, potrebbe essere non perché è una creatura sovrannaturale, ma perché è la concretizzazione della sua ossessione e del suo senso di colpa.
Forse questa tragedia non ci vuole mettere in guardia dagli spiriti maligni possono entrare nelle nostre vite e sconvolgerle, ma dirci di stare attenti alle nostre ambizioni, perché sono quelle che rischiano di portarci alla rovina.

La magia nera, però, non permea solo le figure sovrannaturali, come le tre streghe e le apparizioni demoniache, ma anche Lady Macbeth. La moglie del protagonista, con la sua crudeltà e totale mancanza di empatia per le vittime, è di fatto più pericolosa delle creature ultraterrene.
Anzi, sembra anche lei una strega, quando chiama a raccolta le forze del male, perché le diano il coraggio di compiere l'impresa:

Anche il corvo, con la sua voce rauca,
gracchia il fatale ingresso di Duncan
sotto i miei spalti... O spiriti
che v'associate ai pensieri di morte,
venite, snaturate in me il mio sesso,
e colmatemi fino a traboccare,
dalla più disumana crudeltà.
Fatemi denso il sangue;
sbarratemi ogni accesso alla pietà,
e che nessuna visita
di contriti e pietosi sentimenti
venga a scrollare il mio pietoso intento
e a frapporre un sol attimo di tregua
tra esso e l'atto che dovrà eseguirlo.
Accostatevi ai miei seni di donna,
datemi fiele al posto del mio latte,
voi che siete ministri d'assassinio,
e che, invisibili nella sostanza,
siete al servizio delle malefatte
degli uomini, dovunque consumate.
Vieni, o notte profonda, e fatti un manto
del più tetro vapore dell'inferno,
così che l'affilato mio coltello
non veda la ferita che produce,
e non si sporga il cielo
dalla coltre della notturna tenebra
a gridare al mio braccio:"Ferma! Ferma!"

All'inizio, Lady Macbeth può sembrare una vera creatura del male. Persegue il suo scopo senza esitazioni e senza preoccuparsi del male che dovrà commettere.
Ma, verso la fine dell'opera, lo spettatore potrà vedere anche il suo aspetto umano. Tormentata dal senso di colpa, tutte le notti si aggira per il castello, come sonnambula. Ripete ossessivamente il gesto di strofinarsi le mani, per lavare via un'invisibile macchia che non vuole proprio sparire. La macchia è indelebile, perché è sulla sua coscienza, e nulla potrà mai cancellare le terribili azioni che la donna sa di aver commesso.
Alla fine, il rimorso diventa per lei insopportabile e la porta al suicidio.
Lady Macbeth, infatti, non è uno spirito demoniaco, come sembra che lei stessa voglia credere e farci credere. E' una donna come tutte le altre, che alla fine crolla, schiacciata dal peso delle proprie colpe.

In conclusione, questa tragedia ci dice che dobbiamo guardarci dalla malvagità umana, piuttosto che da streghe e fantasmi. In fondo, gli omicidi sono stati commessi da Macbeth. Le streghe si sono limitate a pronunciare parole che potevano essere ascoltate, oppure no.

State attenti agli spiriti che potrebbero passare attraverso la porta dell'inferno stanotte... ma soprattutto, prestate attenzione a quelli che stanno nascosti dentro di voi e che potrebbero possedervi. Quelli sono i più pericolosi, anche perché possiamo essere sicuri che esistono davvero. Non fatevi confondere e strappare dalla retta via.

- dramaqueen




Fonti:


6 commenti:

  1. Il Macbeth mi piace, anche se non l'ho mai visto dal vivo. Ho visto in tenera età (odiandolo) il film di non-ricordo-chi, recitato in versi o qualcosa di noiosamente simile per un film. La scena con le tre streghe, con la bruma e le highlands sullo sfondo, era in effetti molto spettrale. Non solo. Forse non lo sai, ma Akira Kurosawa ha girato un film sul soggetto della tragedia shakespeariana, Il trono di sangue, in cui al posto delle streghe c'è proprio uno spirito! Fra l'altro, è un film bellissimo.

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    1. Non conoscevo questo film, ti ringrazio di avermelo segnalato!
      Il Macbeth è l'opera che preferisco di Shakespeare e credo che si sia leggermente intuito che adoro la figura di Lady Macbeth...

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  2. Non l'ho mai visto, ma conosco per nome...C'è una puntata di Doctor Who con varie similitudini e con protagonista proprio Shakespeare. Ma è vero che, voi attori, avete paura di pronunciare il nome di quest'opera perché si pensi porti sfortuna?

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    1. Ecco che cosa avevo dimenticato di citare... Grazie di avermelo ricordato! Esatto, pronunciare "Macbeth" in un teatro porta estrema sfortuna, infatti di solito lo si chiama "il dramma scozzese". Ne ho parlato nel post sulle superstizioni: http://it-drama-queen.blogspot.it/2014/04/gli-attori-e-le-loro-supestizioni.html
      Non ho mai seguito Doctor Who, ma cercherò di rintracciare la puntata.

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  3. Qui Shakespeare gioca davvero con tante cose: stregoneria, superstizione, profezia, psicologia. Ho sempre pensato che, almeno tra le tragedie, fosse la sua opera migliore.

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    1. Sarà anche per l'atmosfera, ma è la mia preferita (l'ho già detto?)

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