22 ottobre 2014

Perché usare il corpo è così difficile?

Ormai non devo neanche più rifletterci, quando mi chiedono: "Qual è il tuo punto debole come attrice?" 
La risposta è sempre quella: l'uso dell'espressività corporea.
Ed è anche il primo appunto che mi gli altri mi fanno quando chiedo un'opinione, nonché l'argomento di cui parlo di meno in questo blog. Perché sono proprio negata, bisogna ammetterlo.



Una volta ero proprio un pezzo di legno, ma anche ora, che sono un po' migliorata, sono comunque lontana anni luce da quello che un bravo attore dovrebbe sapere fare. 
Purtroppo o per fortuna, non sono la sola ad avere queste difficoltà. Almeno, sentire le discussioni che ho avuto negli ultimi tempi con altri attori o aspiranti tali, siamo un bel gruppetto ad avere lo stesso punto debole.

Il problema è che usare il corpo è importante.
Un attore può anche immedesimarsi alla perfezione nel personaggio e parlare con voce stentorea, ma la presenza fisica è la prima cosa che uno spettatore noterà. Tutti noi occupiamo uno spazio fisico, perciò, se ci troviamo su un palcoscenico, dobbiamo imparare a gestirlo.

Mi sono ripromessa di lavorarci, ma non sapevo nemmeno da dove partire. 
La mia mentalità da ingegnere, alla fine, mi è venuta in aiuto: per risolvere un problema si parte sempre dall'inizio, individuando le cause. Se io non solo la sola ad avere difficoltà con l'espressività corporea, ci saranno dei motivi.
In effetti, è strano che molte persone trovino questo tipo di difficoltà, perché il nostro corpo siamo noi. Non siamo fatti solo di mente e di pensieri, ma anche di ossa, muscoli, pelle, organi... Dovremmo dare la stessa importanza ad entrambi gli aspetti, ma non sempre è così.
Ci sono alcuni fattori che portano l'espressività corporea "in svantaggio".

Dopo averci riflettuto un po', ne ho individuati alcuni, che potrebbero essere all'origine del mio problema:

Il nostro corpo non è il mezzo primario per l'espressione di emozioni

Volenti o nolenti, dobbiamo ammettere che la maggior parte delle nostre comunicazioni avviene per via verbale. Ecco, come quello che sto facendo adesso. O come quel messaggino che vi è arrivato due minuti fa, o la telefonata che avete fatto stamattina.
Queste sono parole, a volte c'è anche una voce che le pronuncia... ma il corpo dov'è?

All'estero, dicono che noi italiani gesticoliamo troppo.
In effetti, è vero che tendiamo a muovere le mani per accompagnare le parole e che abbiamo anche un discreto campionario di gesti dal significato inequivocabile (anche se la maggior parte di questi è piuttosto volgare).

Quando ci capita, però, di comunicare solo con i gesti? Molto di rado.
Nel gioco del mimo, infatti, non sempre è facile indovinare quello che il nostro compagno di squadra ci sta comunicando.

Esiste il linguaggio del corpo, è vero. Ma quanto spesso ci rendiamo conto di usarlo? Di solito sono movimenti o atteggiamenti che ci vengono spontanei e a cui non prestiamo particolare attenzione.
Anche negli altri, la maggior parte delle volte, non sappiamo dire quale dei gesti che hanno compiuto ci ha dato una particolare impressione. Sappiamo riconoscere una persona imbarazzata, o nervosa, o allegra, alla prima occhiata, ma solo un osservatore particolarmente attento potrà dire esattamente quali piccoli movimenti ci hanno dato questa sensazione.

Il nostro uso del linguaggio del corpo è, il più delle volte, inconsapevole.
Un attore, invece, dovrebbe essere in grado di prestare attenzione anche al più piccolo movimento compiuto dal proprio corpo e di controllarlo, rendendolo preciso e voluto.


Il nostro corpo non è sempre come lo vorremmo

Credo che tutti di noi facciamo fatica, a volte, a rapportarci con il nostro aspetto fisico. Anche le modelle dicono di trovare nella loro immagine dei difetti, quando si guardano allo specchio. Non so quanto sia vero, ma lo dicono.
Quindi, credo che noi persone normali possiamo sentirci giustificate se ci sentiamo troppo magri, troppo grassi, troppo alti, con il naso troppo grande, con gli occhi troppo piccoli...

La lista di questi "troppo" potrebbe essere infinita.
E' vero che, nella maggior parte dei casi, questi difetti stanno solo nella nostra testa e che gli altri nemmeno lo notano. Ma, finché restano nella nostra testa, continuano a condizionare il nostro modo di vederci.
Accettare completamente il proprio aspetto fisico è molto difficile. Ci saranno sempre le mattine in cui saremo di cattivo umore e la nostra faccia ci sembrerà orribile.

Questa difficoltà nell'accettarci, però, ci rende più difficile entrare in confidenza con il nostro corpo.
Una persona che si sente troppo grassa o che si crede eccessivamente alta, cercherà istintivamente di nascondere questi difetti con i propri movimenti. Chi si sente troppo alto, tende a stare curvo. Chi pensa di avere le gambe storte, assume posizioni particolare per non far notare questo particolare. Chi si sente sgraziato, mentalmente si limita da solo nei movimenti.
Le imperfezioni che abbiamo (o che crediamo di avere) ci tolgono la libertà di usare il corpo in tutto il suo potenziale, perché siamo troppo occupati a nascondere.

Non solo, questa mancanza di accettazione influenza anche la nostra capacità di osservare oggettivamente il nostro corpo, allo specchio mentre compiamo dei movimenti prestabiliti, oppure in qualche video.
Per un attore, invece, è fondamentale guardare i proprio gesti. Se l'osservazione è disturbata dell'imbarazzo che si prova nel rivedere se stessi, allora tutta l'oggettività viene meno.

Io ho provato quest'esperienza con i famosi video che ho realizzato per questo blog: all'inizio mi vergognavo molto a riguardarmi. Poi, ho acquisito un po' di familiarità con la mia immagine registrata e questo mi ha aiutata ad evidenziare le mie mancanze (e, spero, anche a correggerle).


Il nostro corpo ha delle limitazioni

Ho dedicato il post "Your body is a battleground" a quest'argomento e a sottolineare come il corpo umano sia una macchina imperfetta.
Possiamo procurarci dei lividi, dei graffi, degli stiramenti o avere semplicemente l'acido lattico che si accumula nei muscoli fino a farci male. Possiamo non avere la forza necessaria per mantenere lo sforzo richiesto abbastanza a lungo. Possiamo cedere alla stanchezza e non avere più le energie che ci servono.
Il corpo siamo noi, ma serve molta energia per controllarlo appieno.

E poi tutti noi, purtroppo, abbiamo i nostri acciacchi, piccoli oppure grandi.
Mal di schiena, problemi ai legamenti... Movimenti che si possono o non si possono fare. Stare attenti per non peggiorare i difetti che già abbiamo.
Siamo imperfetti e dobbiamo cercare di arginare questa imperfezione, raggiungendo il massimo dell'efficienza che ci è consentita.


Individuate le cause del problema, anche le soluzioni dovrebbero essere un po' più chiare.
Ora che ho trovato la direzione verso cui indirizzare i miei sforzi, ci vorranno tempo, impegno e allenamento. Dal punto di vista fisico, ma anche mentale, perché credo che anche accettare il nostro aspetto fisico e prendere confidenza con le nostra realtà corporea siano elementi importante di questo percorso.

Queste sono le risposte che mi sono data io, pensando al mio problema. Voi avete altre spiegazioni a questo proposito? Il controllo del corpo per voi è facile o difficile?

- dramaqueen




 Questo post partecipa all'iniziativa "Una parola al mese" del blog di Romina Tamerici  La parola di ottobre 2014 è stentoreo 



22 commenti:

  1. Questo post mi è piaciuto tantissimo! Un tempo avevo anche scritto un post sulla CNV (comunicazione non verbale) su "Il rifugio dei calzini spaiati", un blog che credo tu non abbia mai conosciuto (e ormai chiuso).

    Io ho passato la serata riguardando, di tanto in tanto, il minuto e mezzo di spettacolo di domenica che vorrei mettere sul blog, ma ancora non ho superato il "blocco" di farmi vedere sul blog. Se faccio una conferenza o uno spettacolo parlo in pubblico senza problemi, ma una lunga lista di "troppo" non mi fa proprio venir voglia di mettere il mio "faccino" in rete.

    Si vedrà che succederà... intanto questo tuo bel post mi dà buoni spunti su cui lavorare!

    P.s. Grazie anche per aver partecipato a "Una parola al mese".

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    1. Mi hai parlato di "Il rifugio dei calzini spaiati", ma non l'ho mai conosciuto... Credo che fosse già chiuso quando ho fatto il mio ingresso nella blogosfera. Cercherò di andare a ripescarmi il tuo post.

      Capisco i tuoi dilemmi: anch'io ho riflettuto tanto prima di mettere il mio "faccino" in rete. Alla fine mi sono detta: voglio fare l'attrice, quindi la gente prima o poi dovrà vedere la mia faccia... tanto vale mostrarla ora, così almeno posso arricchire il blog con i video.
      Mi sento un po' un personaggio pubblico, adesso... XD

      Se i tuoi "troppo" riguardano l'aspetto fisico, direi che secondo me puoi tranquillamente metterli da parte. Se, invece, è una questione di privacy e di non voler rendere pubblica la propria immagine... allora devi decidere tu.

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    2. Lisa era una bravissima blogger... a distanza di tempo ancora mi manca la sua "voce" nel web.

      Io sono ancora molto combattuta. I miei "troppo" riguardando qualsiasi cosa purtroppo e fanno il paio con i miei "non abbastanza". Ma vedremo, dai...

      E tu sei assolutamente un personaggio pubblico! E hai fatto bene a fare quei video!

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    3. Riflettici con calma e fai quello che ti senti di fare... Nessuno ti costringe :)
      Sono contenta che tu abbia apprezzato i miei video. Ce n'è un altro in lavorazione, però la realizzazione pratica è ancora in altro mare, quindi vedremo cosa viene fuori.
      Essere un personaggio pubblico è una delle controindicazioni del lavoro degli attori. Per fortuna che non sono ancora famosa: essere seguita dai paparazzi mi inquieterebbe! ;)

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    4. Ma io avevo risposto... uff! Il computer e io non andiamo molto d'accordo ultimamente...

      Comunque resto in attesa del tuo prossimo video con grande curiosità.

      E ti racconterò del paparazzo che segue me pur non essendo io un'attrice né una persona famosa! Ahahah!

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    5. Questo paparazzo mi inquieta molto di più... fai un fischio e corro a difenderti!

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    6. Ahaha! No, tranquillo, è innocuo... è solo strano averlo spesso intorno. Ahahah!

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    7. Ok, allora non mi preoccupo ;)

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  2. Il "problema del corpo" lo conosco piuttosto bene e posso dire questo: c'è sempre molta differenza tra quello che pensiamo di fare e quello che stiamo facendo. Il fatto è che bisogna abituarsi ad ascoltare il corpo (in termini tecnici: propriocettività) e fargli "la tara" perché non ci dirà mai come siamo messi veramente, ma solo come pensa "lui" di essere messo. Di conseguenza, se siamo bravi, sapremo applicare un piccolo delta in più o in meno (sei ingegnere, sai bene cosa significhi!) per metterlo nella posizione voluta.
    La questione finale è che questo delta cambia continuamente nel tempo, e va monitorato e misurato costantemente.
    Ecco perché serve un regista oppure può essere utile videoregistrarsi e riguardarsi con spirito critico: per capire e misurare questo "benedetto" delta ;)

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    1. L'hai spiegato in modo molto più tecnico di me... Wow!
      Oltre al problema di misurare il "delta" e corregerlo, io ho anche il problema che sta a monte: cioè trasformare le emozioni in movimenti, dato che sono sempre troppo contenuta nell'espressione delle emozioni. Quindi ho parecchio da lavorare!

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  3. Sai a cosa mi ha fatto pensare il tuo post? Allo yoga e alla danza. Il mio maestro di raja yoga parla spesso del "tornare a vivere" il corpo, oppure un determinato movimento. Dice che siamo abituati a considerare il nostro corpo come separato dalla parte invisibile di noi, mente e spirito e anima e cuore e sentimenti, e che per questo lo facciamo diventare un semplice strumento. Funziona? Bene. Non funziona? Che due scatole, tocca farlo riparare. Più o meno così. Lo yoga (il raja non fa niente di acrobatico, si basa sull'attenzione e sulla respirazione) aiuta a ripristinare il legame tra le nostre due metà. Invece la danza... beh, qualunque tipo di danza ti fa entrare in contatto con la bellezza del movimento, perciò mi sembra un'ottima cura. Che ne dici di questo attacco su due fronti? ;)

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    1. Ci sono così tante cose che mi piacerebbe fare! Avevo seriamente pensato di iniziare un corso di danza (ovviamente a livello basilare), ma purtroppo non ho né il tempo né i finanziamenti necessari.
      Allo yoga non avevo pensato, ma da quello che mi hai spiegato potrebbe essere molto utile. Terrò in considerazione l'opzione, per tempi migliori :)

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  4. Ci sono due "troppi magri", forse lapsus rivelatorio? ;)
    E qualche riga sotto c'è anche un "troppo altra"... ;) Diventava divertente e manteneva un certo senso, anche se cambiava un po' la faccenda. ;)

    Parlando invece delle cose serie. Penso di potermi definire d'accordo con te e come specificavi queste sono comunque le tue motivazioni, magari per altri cambia.
    Forse sai, per quanto concerne il primo punto, per quello l'attore dovrebbe sentirsi il personaggio... Se vivi l'emozione, il corpo da solo la mostra. Probabilmente ci avevi già pensato, sennò ecco, spero sia un'idea che in qualche modo possa tornare utile!

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    1. Il lapsus è rivelatore nel senso che non posso dire che ho paura di ingrassare, altrimenti tu e quell'altra mi ammazzate... ^^"
      Per questo ho aggiunto "troppo magri", ma penso che il problema più diffuso sia quello di sentirsi grassi e goffi. Sai, le immagini proposte dalla società, le modelle magre come grissini... Alla fine ti vengono i complessi...

      In ogni caso, ho corretto. Grazie per aver segnalato gli errori.
      Anzi, probabilmente erano più il risultato di un sovradosaggio di caffè che di un lapsus.

      Sono d'accordissimo che i movimenti debbano essere tutti sentiti dal personaggio, non fatti tanto per non stare fermi. Il problema è che, come cercavo di spiegare anche a Michele, anche se si sente un'emozione non è automatico esprimerla e non in modo completo. Mi conosci di persona, hai presente quanto appaio fredda certe volte...

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    2. Sì sì, quello lo capisco... Chissà. Forse quegli attori bravissimi che a volte mezzi impazziscono sono bravi proprio perché si sentono tutt'uno col personaggio. E quindi agiscono come lui perché SONO lui... Auspico però un rimedio mediato tra i due estremi. XD

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    3. E' infatti auspicabile mantenere un certo distacco (altrimenti gli attori impazzirebbero tutti).
      Un giorno parlerò anche di questo, ma... prima devo imparare! Ho ancora la tendenza a restare un po' intrappolata nel personaggio.

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  5. A leggere questo post mi viene in mente Christian Bale, un attore che per esigenze recitative ha trasformato diverse volte il proprio corpo, a volte in maniera estrema.

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    1. Quello che citi tu è appunto un caso estremo. A volte è necessario anche modificare la propria forma fisica per aderire meglio al personaggio, ma io mi riferivo più al controllo dei movimenti.

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  6. Blogger cerca di fregarmi... ora capita sempre che quando digito Pubblica, mi si cancella il commento, costringendomi a riscrivere tutto daccapo. Che seccatura!

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    1. Forse l'hai mandato un po' in tilt, inviando tre commenti in due minuti... ;)

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    2. Se incontentabile! Prima ti lamenti di non ricevere commenti ora che ne ricevi troppi! :)

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    3. Ma no, è Blogger che si lamenta! Io sono contenta :)

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