25 ottobre 2014

Le due facce del teatro medievale: la sacra rappresentazione ed il giullare

Proseguiamo il nostro viaggio nella storia del teatro. Dopo l'età romana, dobbiamo attraversare i secoli bui del Medioevo.
Quando si parla di Medioevo, si intendono gli anni che vanno dalla caduta dell'Impero Romano d'Occidente, fino alla nascita dell'Umanesimo (circa nel 1400). Si tratta di un arco temporale molto ampio, perciò i fenomeni culturali e teatrali variano e si evolvono attraverso i secoli.


Si possono, però, individuare alcuni elementi ricorrenti nel tempo.
Innanzitutto, nel Medioevo era assente l'edificio teatrale. Le rappresentazioni avvenivano per strada, nei palazzi aristocratici oppure nelle chiese, se si trattava di storie religiose.
Il tradizionale spazio del palcoscenico scompare. L'attore non agisce più in uno spazio separato dal pubblico: ora i due luoghi non sono più divisi e l'azione scenica si svolge tutto attorno allo spettatore. Questo fa sì che si crei un nuovo rapporto tra chi recita e chi guarda.

Con l'avvento del Cristianesimo tutto ciò che rappresentava la sfera teatrale venne considerato luogo di peccato.
Gli antichi teatri romani, quindi, furono abbandonati oppure usati come abitazioni private.

Subito dopo la caduta dell'impero, nei territori d'Occidente vigeva il divieto di concedere spazi di culto al teatro e di assistere alle rappresentazioni, perché considerate corruttrici.
Lo spettacolo era disprezzato dalla Chiesa perché era stato utilizzato dagli imperatori romani (cioè dai pagani) come strumento per esercitare il controllo sul popolo.

Non in tutto il territorio dell'impero, però, era così. Nel mondo bizantino, i teatri e le arene rimasero in uso per ospitare rappresentazioni, corse di carri, esibizioni di giocolieri, acrobati e mimi. Questi spettacoli erano offerti gratuitamente al popolo.
Le rappresentazioni teatrali più diffuse erano commedie buffonesche che avevano come protagonisti mimi, danzatrici e giocolieri e non erano estranee alle allusioni oscene.
Questa volgarità incontrò, com'era prevedibile, la condanna della Chiesa Occidentale.

Le cose cominciarono a cambiare anche ad Occidente, a partire dal V-VI secolo, quando si cominciarono ad intravedere prime manifestazioni di accettazione dello spettacolo dentro le chiese. Una delle prime testimonianze risale al 970, quando il Vescovo di Winchester descrive una sacra rappresentazione vista probabilmente nel monastero di Limoges in Francia.
Si tratta del Quem queritis, una rappresentazione del testo del Vangelo che si inserisce all'interno della messa di Pasqua. Un monaco, vestito di bianco, impersona l'angelo e canta "quem queritis?" (chi cercate?) rivolto ad altri tre cantori, che rappresentano le tre Marie. L'azione prosegue con l'annuncio della Resurrezione e termina con il canto corale del Te deum.

Altre sacre rappresentazioni molto diffuse erano la Visitatio (l'episodio è lo stesso narrato nel Quem Queritis, ma è più strutturato e vengono aggiunti altri personaggi, come San Pietro e San Giovanni) e l'Ordo Stellae (narra della visita dei Magi a Gesù bambino, trattando anche della strage degli innocenti perpetrata da Erode).
Non si trattava di vere e proprie forme teatrali, ma più di cerimonie liturgiche accompagnate da una narrazione attraverso i gesti.

Tra il 1100 e il 1200, queste rappresentazioni si spostarono dai monasteri alle chiese e furono rivolti a tutti i fedeli, non più ad un pubblico di soli ecclesiastici. Gli attori erano sempre i chierici.
Anche le modalità di narrazione si svilupparono: i toni divennero più commossi e realistici e lo spazio utilizzato più ampio e scenograficamente definito.
Venivano narrati episodi della vita di Gesù e altre scene descritte nel Vangelo, come l'annunciazione.
Quest'esigenza di rappresentare gli episodi biblici nasceva anche dall'incapacità del popolo di comprendere il latino, lingua in cui venivano recitate tutte le preghiere e i salmi. Lo spettacolo, infatti, aveva uno scopo educativo e didascalico.

In Italia, in dramma sacro in lingua volgare cominciò a diffondersi a partire dal 1300 circa.
La più grande manifestazione realizzata era il Corpus Christi, una processione che coinvolgeva tutta la città. Si svolgeva nella piazza principale oppure lungo diverse tappe, che toccavano i luoghi più importanti della città.
Questi eventi spettacolari erano organizzati dalle corporazioni, che si preoccupavano della parte pratica, dalla recitazione alla realizzazione delle scenografie. Il clero manteneva comunque un ruolo fondamentale, perché doveva sovrintendere e concedere gli spazi per la manifestazione.


Non dobbiamo dimenticare, però, che non tutte le forme di teatro medievale erano legate alla Chiesa. Anche gli spettacoli pagani e di stampo carnevalesco erano molto importanti e diffusi presso il popolo.
Il palcoscenico principale per queste esibizioni era la strada (come abbiamo già ricordato, l'edificio teatrale aveva perso la propria funzione) e l'attore protagonista era il giullare. Si tratta di un figura poliedrica, capace di intrattenere il pubblico con esibizioni di tipo diverso.
Ecco come lo definisce Edmond Faral, il primo studioso ad affrontare il problema della giulleria:

"Un essere multiplo: è un musico, un poeta, un attore, un saltimbanco; è una sorta di addetto ai piaceri della corte di re e principi; è un vagabondo che gira per le strade e dà spettacolo nei villaggi; è il suonatore di ghironda che, a ogni tappa, canta le canzoni di gesta ai pellegrini; è il ciarlatano che diverte la folla agli incroci delle strade; è l'autore e l'attore degli spettacoli che si danno i giorni di festa all'uscita della chiesa; è il conduttore delle danze che fa ballare la gioventù; è il cantastorie, è il suonatore di tromba che scandisce la marcia delle processioni; è l'affabulatore, il cantore che rallegra i festini, le nozze, le veglie; è il cavallerizzo che volteggia sui cavalli; l'acrobata che danza sulle mani, che fa giochi con i coltelli, che attraversa i cerchi di corsa, che mangia il fuoco, che fa il contorsionista; il saltimbanco sbruffone e imitatore; il buffone che fa lo scemo e dice scempiaggini; il giullare è tutto ciò e altro ancora."
I giullari si esibivano come danzatori, prestigiatori, equilibristi, ammaestratori di animali, acrobati, contorsionisti, musici.
La maggior parte degli intrattenitori medievali era capace di suonare almeno uno strumento. Erano diffusi i tamburelli, i campanelli, la tromba, l'organetto, la cornamusa e la ghironda (strumento a corde il cui suono viene prodotto da una manovella e modulato attraverso dei tasti che modificano la lunghezza delle corde).

Il giullare è protagonista anche della cultura carnevalesca e delle cosiddette "feste dei folli": momenti di rovesciamento parodico della vita e dell'ordine sociale costituito.
Tra le manifestazioni canevalesche più importanti e seguite dal popolo, si possono ricordare le Libertates Decembris (che si tenevano intorno al 28 dicembre), durante le quali si infrangeva ogni regola sino alla rappresentazione finta della strage di Erode, e la Cornomannia (che si svolgeva il sabato dopo la Pasqua) in cui il padre priore veniva deriso, fatto salire su un asino e portato per tutta la piazza.

La Chiesa condannava il giullare perché era colui che trasformava e trasfigurava il proprio corpo e perciò andava contro natura. Inoltre, l'uso di un costume estremamente attillato, che metteva in risalto tutte le parti del corpo, era considerato scandaloso.
In secondo luogo, l'attore veniva condannato perché era senza fissa dimora, quindi rappresentava un'anomalia sociale ed era spesso associato a mendicanti ed accattoni.
La terza accusa riguardava la musica: quella dei giullari era vista come qualcosa che turba la normale melodia e che, ascoltata nelle taverne, induceva il popolo a commettere dissolutezze.
Anche la Chiesa, però, ad un certo punto, ammise la presenza del giullare dentro i luoghi sacri, purché controllata dagli ecclesiastici.

Spero che questo breve excursus sia risultato interessante e perdonatemi se ho dimenticato qualcosa, ma gli aspetti da citare erano veramente tanti. Ho dovuto fare una sintesi, altrimenti avrei potuto scrivere un'intera tesi di laurea...

- dramaqueen


Immagine: Pieter Bruegel, "La lotta tra il Carnevale e la Quaresima".

13 commenti:

  1. Come sai tutto quello che riguarda il Medioevo per me è del massimo interesse. Quindi grazie davvero per questa bella carrellata sul teatro medievale, specialmente sulla figura del giullare! Era l'unico che poteva dire quello che pensava in faccia ai potenti... :-)

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    1. Prego, grazie a te per il commento! Ero un po' triste che nessuno commentasse, dopo le ore che ho speso per scrivere questo post... ;)
      Il giullare era al di fuori della società, perciò poteva dire ciò che voleva... infatti era spesso collegato anche alla figura del pazzo.

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    2. Non ti scoraggiare, anch'io spesso scrivo articoli che ricevono pochissimi commenti. Siamo come i dodo, una razza in via di estinzione... Continua a scrivere quello che più ti piace.

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    3. Certo, non mi scoraggio... So che quelli che tratto non sono argomenti "popolari", ma sono quelli che interessano a me. Non ne faccio un gran problema.
      Però ricevere almeno un commentino fa piacere... Anche solo per avere la conferma che non ho scritto un mucchio di sciocchezze :)

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  2. Sul teatro medievale non sapevo proprio nulla, e mi ha fatto grandemente piacere scoprire che la figura del giullare è ufficialmente nata in questo periodo!
    Amo i giullari.

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    1. Anch'io sapevo poco o nulla sul teatro medievale, prima di informarmi per scrivere il post... D'ora in avanti sarà tutto una scoperta anche per me, o quasi.

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  3. Ciao. Complimenti per il post e in generale per tutti quelli relativi alla Storia del Teatro. Mi chiamo Andrea e sono il responsabile del portale storico-culturale www.talentonellastoria.com. Sarei interessato ad una collaborazione con il tuo sito. Se ti aggrada come idea, possiamo sentirci in mail? La mia è info@talentonellastoria.com. Buona giornata! Andrea

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  4. Aggiungo un breve commento subito dopo Andrea, che conosco e che ha adocchiato il tuo articolo grazie ad una mia condivisione su FB. Il suo sito è molto bello e ricco, e penso che i tuoi articoli sul teatro ci starebbero proprio a pennello! Buona giornata.

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    1. Grazie Andrea per la proposta. Ho avuto il tempo di dare solo un'occhiata veloce al sito, ma sembra molto interessante.
      Grazie anche a te, Cristina, per la condivisione. Buona giornata ad entrambi!

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  5. La prima cosa che mi viene in mente pensando al teatro medievale è la compagnia teatrale de l'Amleto.
    Per quanto riguarda il Mistero Sacro, mi sembra che in inglese si dica Passion Play, cioè rappresentazione della passione (in italiano il termine che si usa è rituale, invece), quindi lo stesso termine che si usa in ambito teatrale.

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    1. Probabilmente verso il tardo Medioevo iniziavano a formarsi delle compagnie più strutturate, come quella che compare in Amleto.
      Da quello che avevo letto io, in Inghilterra le rappresentazioni sacre erano chiamate "miracle plays" (anche se non tutte narravano di miracoli). E' possibile anche che esistesse una doppia denominazione, però.

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  6. Ottimo. Chiaro e molto puntuale nella sua spiegazione

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    1. Grazie per il commento, sono contenta che il post ti sia stato utile!

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