18 ottobre 2014

La dura vita dello speaker... mi perplime!

Circa un decennio fa, vinsi un concorsino letterario per studenti delle scuole medie e il mio racconto fu pubblicato in un'antologia insieme agli altri testi selezionati. *
Mi accompagnarono alla premiazione i miei genitori e i miei zii. Questa cerimonia, oltre che la consegna di un attestato e di una copia del libro agli imbarazzatissimi ma onorati vincitori, includeva la lettura di alcuni dei testi scelti.

Ricordo che mio zio, al termine della serata, se ne uscì con questa frase: "Se ieri uno mi avesse detto che voleva leggermi un libro, gli avrei risposto: no, grazie, so leggermelo da solo. I libri si leggono ai bambini. Ma sentirlo leggere così, invece, è tutta un'altra cosa!"

Io, all'epoca, non avevo nessun tipo di interesse per le letture interpretate (incredibile, vero?). 
Ma, nel corso gli anni ho avuto modo di rendermi conto di quanta differenza ci sia tra il testo recitato e quello che sentiamo nella nostra mente quando lo leggiamo tra noi e noi. 
Ne hanno parlato anche Michele Scarparo e Spartaco Mencaroni, che nei loro blog hanno descritto la strana sensazione di sentire le loro parole dette dalla voce di qualcun altro.

Tutto questo per farvi capire quanto leggere un testo non sia per nulla scontato.
E che, anche se chi fa letture interpretate non è un attore nel senso convenzionale del termine, ci va molto vicino. 
Non si tratta solo di prendere un  libro in mano ed iniziare a leggere, c'è del lavoro dietro: padroneggiare bene la propria voce, individuare le intenzioni presenti nel testo, trovare il modo per esprimerle al meglio, segnarsi gli accenti giusti su tutte le parole (eh sì, la dizione non è un'opinione)...
Tradotto in termini di tempo, questo significa una preparazione di molte ore.

Ecco, io di persone che lo fanno, ne conosco solo una. 
Ma probabilmente, anche se ne conoscessi altre, lei rimarrebbe unica nel suo genere. La conoscerete anche voi (anzi, immagino che l'aveste già capito dal titolo del post): si chiama Romina Tamerici.
E' anche blogger e probabilmente l'avrete incontrata qui nel suo blog.

Ultimamente si sta dedicando all'impresa di dare Voce ai libri: così si chiama la rubrica del suo blog che raccoglie gli incipit di alcuni libri, letti... o sarebbe meglio dire interpretati, dalla sua voce.
Questo è un esempio, tratto da "Il condannato" di Gabriella Grieco (portare pazienza, Blogger non mi lascia mettere l'anteprima).

E non solo... è anche conduttrice di una bizzarra trasmissione radiofonica a cadenza bimestrale: Letteralmente sparlando!
Una puntata ogni due mesi è pochino, d'accordo... ma mettetevi nei suoi panni: gli ospiti sono uno più strano dell'altro! La povera Romina ogni volta deve impazzire per mantenere la calma in studio o per strappare almeno qualche risposta ad un intervistato poco collaborativo
Come in questo caso:



Ogni volta mi chiedo come sarà possibile invitare un ospite ancora più assurdo del precedente e lei, puntualmente, mi stupisce sempre.
Eh sì, perché è anche autrice, oltre che interprete, di questi testi.

Nel caso non vi bastasse, da poco si è inventata anche un'altra trasmissione, degna di Zelig: Certa gente mi perplime. In attesa che Romina venga assunta stabilmente in televisione, ci possiamo comunque godere questi monologhi ironici sul suo canale di YouTube:


Se anche voi siete rimasti piacevolmente colpiti dalle capacità di Romina, dovete sapere che da un po' di tempo, ha aggiunto al suo blog la pagina "Io lavoro per voi".
Potreste tenerne conto, nel caso vi servisse un video promozionale, una lettura animata... o anche un editing (ve l'ho detto che fa un sacco di cose!).

Questa vi potrà sembrare una pubblicità gratuita per una blogger mia amica, e un pochino lo è.
Ma, se faccio pubblicità a qualcuno, è perché credo veramente che se lo meriti.
Oltre che una scusa per parlare di Romina, questo è anche un invito a dare una possibilità ai giovani che si impegnano per fare della propria passione un lavoro concreto e faticano molto per portare a termine i propri progetti.

Lei si merita un applauso solo per il numero di attività che svolge, ma sono sicura che ci sono tanti altri giovani talentuosi che si meriterebbero di poter lavorare (pagati, aggiungerei).
Insomma, volete che l'immagine del giovane di successo rimanga legata solo alle veline e ai calciatori? Non vi piacerebbe se anche coloro che faticano e si impegnano potessero vedere riconosciuto il proprio lavoro?
Non dico che debbano arrivare a guadagnare lo stipendio di un calciatore, ma almeno riuscire a pagarsi l'affitto non sarebbe male...

- dramaqueen


(*) No, non vi dirò il nome questa antologia e non mi metterò in imbarazzo da sola divulgando un racconto che ho scritto a soli dodici anni. Sappiate che il concorso non era nulla di che, serviva semplicemente a raccogliere materiale per un libriccino che poi è stato venduto per beneficenza.
Questa premessa doveva servire, appunto, da introduzione all'argomento principale, nulla di più.





11 commenti:

  1. Grazie mille, Dramaqueen! Così però mi fai commuovere...
    "Lavorare" in questo campo è difficile e spesso i riconoscimenti sono pochi o di circostanza, il tuo post invece mi fa davvero tanto piacere e dà nuova linfa al mio entusiasmo.
    Un abbraccio forte.

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    1. Sai com'è, sto entrando anch'io nel tunnel dei lavori non pagati... Quindi inizio a capire!
      Sono contenta di averti dato nuovo entusiasmo. Mi raccomando, continua così!
      Un abbraccio anche a te!

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  2. Tamerici? Dove ho già sentito questo nome? Mah...

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    1. E' una tipa poco raccomandabile, non darle confidenza! ;)

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    2. Spunta ovunque, con quel suo faccione e la penna... :P

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    3. Eh sì, ormai ha infestato anche questo blog ;)

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    4. Zizzania ero e zizzania rimango, anche se sono molto meno presente in rete di un tempo!
      Grazie a tutti!

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  3. Ah però! Post ricco, bello e veritiero! ;)
    Quindi signori e signore che passate qui, passate anche da Romina... E credete sul serio a ogni singola parola di sincero elogio!!

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    1. Visto? Non lo dico solo io!

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    2. Logico!! Però dai, forse le serviva solo quella persona giusta che lo dicesse più forte degli altri. :)

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