12 novembre 2014

Confessions of a teenage drama queen

Lo so, il mio pseudonimo è decisamente poco originale. Ormai è chiaro che non sono stata la prima a pensare a questo gioco di parole. E neanche la seconda.
Però il blog, ormai, si chiama così, quindi me lo tengo.


Evidentemente ci sono molte drama queen al mondo e parlo sia di ragazze che fanno una tragedia per ogni piccolo problema sia di aspiranti reginette del teatro.
Anzi, pare che io non sia l'unica in cui questo due tratti coincidono, perché su quelle come me hanno fatto anche un film!

La collega drama queen di cui vi voglio parlare è appunto la protagonista di un film del 2004, il cui titolo italiano è "Quant'è difficile essere teenager". 
Si chiama Mary, ma dice a tutti di chiamarsi Lola, nome più esotico e a suo parere più affascinante. Sogna (anzi, ne è già fermamente convinta) di diventare una stella di Broadway. Aspetta solo che si presenti la sua grande occasione per debuttare nel mondo dello spettacolo... ma purtroppo da New York deve trasferirsi in un piccolo paese del New Jersey. 
Ah, ed è interpretata da una giovane Lindsay Lohan.

Se siete state adolescenti negli stessi anni in cui lo sono stata io (parlo alle ragazze per ovvi motivi), probabilmente avete già visto questo film. Se non siete più adolescenti e avete voglia di guardare un film divertente ma non troppo stupido, ve lo consiglio.

Certo, è la solita commediola americana, non ha una trama sorprendente o particolarmente originale, ma ci sono un paio di motivi per cui vale la pena di guardarla.
Prima di tutto, perché Lindsay Lohan (quando ancora non era occupata ad uscire e rientrare continuamente dal rehab) era molto brava e divertente. E poi, perché la storia costituisce una variazione rispetto alla stereotipata rappresentazione del teatro che si ha di solito nei film e telefilm americani.

Di solito, nello stereotipo dei film, la recita della scuola può essere solo e soltanto Shakespeare.
Per carità, Shakespeare è l'istituzione del teatro inglese, niente da dire, però raramente si vede qualche cosa di diverso dai soliti "Romeo e Giulietta" e "Sogno di una notte di mezza estate". Bisognerebbe ricordare agli insegnanti dei film che il bardo di Avon ha scritto anche due o tre altre sciocchezzuole.

In questa storia, invece, non si parla nemmeno di Shakespeare: la recita è una rivisitazione in chiave moderna di "Pigmalione" di George Bernard Shaw. Non sentitevi ignoranti se non lo conoscete, prima di vedere il film io non avevo nemmeno mai sentito nominare l'opera.
In sintesi, è la vicenda di due gentiluomini inglesi che per scommessa educano alle buone maniere Eliza Doolittle, una povera venditrice di fiori, con l'obiettivo di farla passare per una signorina di buona famiglia. Quando hanno portato a termine questo compito, il gioco ormai li ha annoiati. La ragazza, però, non si rassegna a farsi trattare come un giocattolo e cerca di ribellarsi.

L'insegnante di recitazione decide di trasformare "Pigmalione" in "Eliza rocks": un musical ambientato in epoca contemporanea.
Lola, ovviamente, vuole ottenere la parte di Eliza. E' una drama queen anche nel senso che vuole essere la reginetta del palcoscenico, ma la sua non è semplice mania di protagonismo. Il desiderio di stare al centro dell'attenzione nasce da un grande sogno e non solo dalla vanità, dalla voglia di essere ammirata.
Ecco perché Lola si è preparata per il provino. Non è mai detto esplicitamente, ma si intuisce che la ragazza abbia fatto degli studi in ambito teatrale, visto che prende la cosa così seriamente. Anche troppo seriamente. Vi ricorda qualcuno, eh?

Questo è il contrario di ciò che, di solito, succede nella maggior parte dei film americani. Nella storia-tipo accade, invece, che la ragazza di turno ottiene una parte da protagonista per un colpo di fortuna o perché scopre improvvisamente di avere un talento insospettabile.
Mi dispiace deludervi, ma nel mondo del teatro non funziona così. Anche l'attore con il più grande talento del mondo deve studiare ed esercitarsi parecchio.

Aspettate, qual era l'altra cosa che accade sempre nei film americani?
Ah sì, ovviamente il bello della scuola interpreta il protagonista maschile (il più delle volte Romeo). I due devono scambiarsi un bacio per esigenze di copione e, puntualmente, alla fine si innamorano.
Se pensate che questo succeda anche a Lola, siete fuori strada. Nel film non sono nemmeno nominati gli studenti che interpretano le due figure maschili principali. Lola non li degna nemmeno di una sguardo, nella vita reale. E' sempre concentrata sulle sue aspirazioni e sulla sua futura carriera. Anche troppo.
Anzi, l'insegnamento che traspare dalla conclusione della storie è: sei giovane, puoi anche distrarti, puoi permetterti di innamorarti, se capita. Se vuoi diventare una stella di Broadway, devi avere ben presente il tuo obiettivo, ma nel frattempo vivi la tua vita di ragazza normale.

E il sogno si realizza?
Tutto sta all'immaginazione del lettore, perché la fine del film non ce lo dice.
Non è un finale triste, ma nemmeno un finale da favola in cui lei raggiunge il successo e realizza tutte le sue aspirazioni. Semplicemente, resta aperto.
Lola ce la farà se si impegnerà, se continuerà a provare con determinazione e se avrà anche un pizzico di fortuna... come succede nella vita reale.

- dramaqueen


2 commenti:

  1. Insomma, una commedia che smonta almeno un paio di cliché del genere.
    E forse, appunto, non cè così "sciocca" come si potrebbe pensare :)

    Moz-

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    Risposte
    1. Esatto! Non è certo un film impegnato, ma almeno si discosta dalla visione stereotipata del teatro che viene proposta di solito.

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