13 dicembre 2014

L'attore e la percezione oggettiva di se stesso

L'idea di questo post mi è nata da un articolo letto su Focus qualche mese fa (numero 261 della rivista, luglio 2014).
L'articolo in questione, intitolato Come ci vediamo, analizza la percezione che abbiamo della nostra immagine, che è molto diversa da quella che percepiscono gli altri.


L'immagine mentale che abbiamo di noi stessi, infatti, si forma sulla base di altre immagini indirette: lo specchio, le fotografie, i video. Per questo, può essere più o meno discrepante da quella reale.
Aggiungiamo, poi, che può essere condizionata dai modelli di bellezza che ci vengono proposti. Ecco, quindi, che la maggior parte delle donne tende a vedersi più grassa di quello che è realmente, mentre gli uomini tendono sempre a considerarsi troppo poco muscolosi, nonostante le ore di palestra.

Una della foto correlate all'articolo mostra una lezione di recitazione e la didascalia dice che "per gli attori il rapporto con la propria immagine è più equilibrato".
Cari signori di Focus, avete ragione, ma solo in parte: la verità non è che gli attori hanno una percezione più oggettiva del proprio corpo rispetto alle altre persone, è che devono per forza avere una percezione oggettiva di se stessi. E' necessario per svolgere bene il loro lavoro.

Un attore deve intrattenere un pubblico, deve veicolare un messaggio attraverso il suo corpo e la sua voce e deve essere compreso.
Ecco perché deve avere il controllo su questi strumenti comunicativi ed il primo passo per averne il controllo è, ovviamente, conoscerli.

Solitamente, quando ci rivediamo in un video, oppure in una foto che ci è stata scattata senza preavviso, l'immagine che appare di noi ci spiazza. Il più delle volte non ci piacciamo e facciamo addirittura fatica a riconoscerci.

L'idea di noi stessi che ci siamo costruiti è basata essenzialmente sullo specchio. Il problema è che, quando ci specchiamo, ci possiamo atteggiare e metterci in posa. Il riflesso che ci viene restituito, quindi, è in qualche modo artefatto. Rappresenta una sola angolazione della nostra immagine e non corrisponde interamente a quello che gli altri vedono di noi.
Invece, quando agiamo normalmente, in mezzo alle altre persone, siamo concentrati su altro e non pensiamo a come apparirà la nostra immagine agli occhi di chi ci guarda. Siamo spontanei.

Noi non siamo abituati alla nostra immagine "spontanea", quella a cui invece sono abituati gli altri. Ad esempio, questa è una foto che mi è stata scattata "a tradimento", senza che io me ne accorgessi:


Mostra un'immagine diversa da quella che solitamente vedo di me stessa, perché è vista da un'angolazione che non è possibile vedere riflessa nello specchio.
Se non fossi già abbastanza abituata a riguardarmi in video, avrei potuto pensare: "Ma sono io? Accidenti, ma sono davvero così, vista di profilo?"

Un attore, però, non deve farsi queste domande: deve essere consapevole di come appare al pubblico. Il suo corpo e la sua espressività facciale sono importanti perché devono trasmettere un'emozione: devono quindi essere controllati e utilizzati al meglio.
Per quanto possa essere imbarazzante, soprattutto all'inizio, bisogna avere il coraggio di riguardarsi nei video. Questo potrà servirci per capire gli errori da sistemare nella singola interpretazione, ma anche per prendere confidenza con le nostre potenzialità espressive.
Come appare realmente il mio viso, quando cerco di esprimere felicità, rabbia, tristezza? Come appaiono i miei movimenti? Com'è la mia postura? E il mio modo di camminare?
Dobbiamo farci queste domande e risponderci guardando attentamente la nostra immagine. Questa volta, per come è oggettivamente, e non per come vogliamo farla apparire allo specchio.

Un discorso simile si può fare anche per la voce registrata: per chi non è stato un trauma risentirla, almeno le prime volte? Ci ritroviamo a pensare: "Ma davvero la mia voce è così brutta?"
In questo caso, lo specchio non c'entra, ma è colpa della propagazione del suono.
Chi ci sta attorno sente i suoni prodotti dalle nostre corde vocali perché le onde sonore si propagano attraverso l'aria. Al nostro orecchio, invece, arrivano trasmettendosi anche attraverso le ossa e i tessuti. Queste onde sonore, a seconda del mezzo che attraversano, assumono  frequenze leggermente diverse, quindi la nostra voce assume un timbro diverso.

Non saremo mai capaci di sentire la nostra voce esattamente come la ascoltano gli altri, perché il registratore, per quanto possa essere altamente tecnologico, la modifica leggermente.
Nonostante ciò, registrarsi e riascoltarsi è senz'altro il modo migliore per prendere confidenza con le proprie con le proprie potenzialità vocali.

La frase che penso di dire con un tono minaccioso, suona davvero minacciosa? E quest'altra battuta, perché suona detta con tono così infantile? Se provassi a dirla in quest'altro modo, che cosa cambierebbe?
Fare tanti tentativi, registrarsi e riascoltarsi permette di capire quali sono i nostri errori e come usare meglio la voce.

Un'altra cosa di cui mi sono resa conto, nei miei recenti tentativi di "fare amicizia" con il microfono, è che non sempre scandisco bene le parole. E io che credevo di essere brava! Invece, richiede più attenzione di quello che pensavo. Spero che, con l'abitudine, inizierà a venirmi più naturale.
Questi sono tutti aspetto di cui ci si rende conto solo riascoltandosi, perché, nel momento in cui si parla, si è troppo concentrati su mille altre cose.

In conclusione... bando alla timidezza: se volete diventare dei bravi attori, dovete prendere confidenza con la vostra vera immagine, imparare a riguardarvi e a riascoltarvi.
Su, buttatevi: vi assicuro che la parte più difficile è l'inizio, poi diventa molto più facile. E ve lo dico io, che non ho poi tutta quest'autostima. Vi assicuro che si può fare e che è davvero utile per perfezionarsi.

- dramaqueen




Immagine da Pixabay
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14 commenti:

  1. Ah lo credo bene!! Questi consigli andrebbero presi anche solo per ... abituare la gente a se stessa!
    Il rapporto con il corpo ed il viso è uno dei punti critici di quest'epoca storica tant'è che per raggiungere l'immagine (quella che vediamo allo specchio, quindi artefatta e riflessa come hai detto bene tu) che si desidera ci si cambia i connotati con la chirurgia estetica, pratica che sinceramente non sopporto perché è proprio il motivo base che per me è scorretto e che la società non è interessata a mutare in positivo, ovvero l'accettazione di se stessi per come si è naturalmente.

    Ciao Queen! :D

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    1. L'accettazione di se stessi è... un affare da un milione di dollari!
      Sarà veramente possibile accettarsi in tutto e per tutto? Di sicuro è difficile.
      Da quando ho iniziato ad esaminare la mia immagine in modo più oggettivo, però, ho fatto grandi passi anche verso l'accettazione di me stessa. Non so se sia dovuto a questo o anche ad altri avvenimenti che sono successi nella mia vita, ma forse vale la pena provare ;)

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  2. Pienamente d'accordo!
    Poi la cosa divertente è che questa percezione non è solo fisica e sensoriale, ma addirittura caratteriale: però non centra, quindi mi limito a farti i complimenti per il bel post! :)

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    1. Grazie dei complimenti!
      La percezione caratteriale torna utile fino ad un certo punto, all'attore... dato che deve assumere il carattere di qualcun altro! Ma magari mi spiegherai questo punto in privata sede, sembra interessante :)

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  3. Non avevo mai riflettuto sul suono della voce... e sì che quando mi è capitato di registrarla l'ho sempre trovata irritante!

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    1. Pensavo che un fisico come te fosse molto più informato di me sulla propagazione delle onde :)

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    2. Sì, ma solo a livello teorico. Nel caso della trasmissione di onde in un mezzo solido, come le ossa e i tessuti, c'è anche il fatto che alcune componenti possono azzerarsi o viaggiare a velocità diverse, similmente a quanto accade con le onde sismiche. Però sì, a seconda del mezzo, sicuramente la velocità dell'onda cambia.

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    3. Ok, mi accontento di questa spiegazione poco dettagliata. Non ho mai approfondito lo studio delle onde, forse me l'hanno accennato il fisica 1, ma niente di più. Grazie del chiarimento :)

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  4. Se la butti sulla fisica... dato un valore standard di temperatura (diciamo 25 °C?), l'aria calda, a causa della dilatazione termica dovuta alla maggior energia cinetica delle molecole di gas, è meno densa, quindi le onde sonore si propagano più facilmente, ("si schiacciano") e il suono diventa più acuto, mentre l'aria fredda è meno densa, quindi le onde sonore si propagano con più difficoltà, ("si rilassano") e il suono ne risulta più grave. Ma immagino tu ne tenga conto, no? ;)

    Quanto allo specchio c'è un'interessante questione psicologica/ontologica. La visione è già influenzata dal tipo di luce (continua o a righe...), ma a parte questo: siamo certi di percepire la realtà per come effettivamente è? Oppure ciò che percepiamo è rielaborato dai filtri mentali del nostro cervello? Sono come mi vedo o credo solo di essere come mi vedo?

    Concludo dicendo che la foto del tuo profilo è molto bellina... ma meglio a colori. Il seppia non rende appieno. ;)

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    1. Alla prima domanda, ti rispondo da vero ingegnere: la differenza si considera trascurabile ;)

      Per la seconda... Dovrei chiamare un filosofo! Dipende se credi nel velo di Maya di Schopenhauer... Diciamo che noi attori la facciamo più semplice e ci limitiamo a verificare se l'effetto di trasmettere emozione è uguale a quello che volevamo ottenere. O almeno simile.

      In realtà la foto non è la stessa dell'immagine del profilo, anche se la posizione è simile. Però grazie per il complimento.

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    2. Profilo posizione non profilo avatar. :)

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  5. Ciao Elisa. Innanzitutto complimenti per il tuo articolo che ho trovato davvero molto interessante. Ti espongo il mio "problema" anche se mi sento un po stupido. Ho deciso da diverso tempo di fare dei video di ricette. Internet ne è pieno lo so ma essendo ricette vegane penso che ad oggi non ce ne siano abbastanza e mi piacerebbe dare il mio contributo. Tutto deciso, tutto pronto fino a quando non faccio un video "pilota" dove provo una semplice ricetta giusto per capire come impostarlo, insomma prove tecniche. TRAGEDIA! Mi vedo in video e impallidisco. Stento a riconoscermi, mi vedo brutto, con dei movimenti o un atteggiamento che non riconosco e sento una voce orribile. Sono andato totalmente in crisi e ad oggi non ho piu avuto il coraggio di fare altre riprese. Ci sono dei consigli o degli esercizi che si possono fare per prendere familiarità con la mia immagine in video? Non dico piacermi, non credo riuscirò ad arrivare a tanto hehe però perlomeno conviverci senza che mi venga un infarto ogni volta che mi vedo! :) Grazie in anticipo

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    1. Ciao Simone e benvenuto! Non preoccuparti, per tutti è un problema rivedersi e risentirsi in video: figurati che ci sono anche degli attori famosi che non vogliono rivedersi al cinema.
      Non posso darti formule magiche, credo che l'unico vero modo per superare questa tua avversione sia fare l'abitudine a come appare la tua immagine registrata, quindi riguardandoti tante volte. Fai finta che quello sullo schermo sia uno sconosciuto e prova ad essere il più oggettivo possibile: è davvero così male? Secondo me no, lo sembra perché tu ti aspetti un'immagine diversa da quella che effettivamente vedi, ma non è nulla di terribile.
      Magari può farti sentire meglio prendere un video di una persona famosa o di un altro blogger di cucina e metterlo in pausa in un punto a caso: vedrai che anche loro fanno delle espressioni assurde, ogni tanto: è normale e nessuno è perfetto!
      Se anche così non riesci a prendere confidenza con la tua immagine e c'è qualcosa in particolare che non ti piace (ad esempio la postura o il modo di parlare un po' confuso) potrebbe servirti fare qualche lezione di teatro. In questo modo miglioreresti la presenze scenica e la voce, ma soprattutto diventeresti un po' più spontaneo.
      Spero di esserti stata utile!

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