6 dicembre 2014

Come si diventa attori

Ho aspettato tanto a scrivere questo post perché... Insomma, qualcuno potrebbe dirmi: se sai come si fa a diventare attrice, perché non hai ancora combinato niente di serio? Non dovrebbe essere un'attrice vera a darci dei consigli in proposito?
E' una buona domanda. Diciamo che ho incontrato qualche ostacolo, ma ci sto lavorando.


Dato che probabilmente molte delle persone che capitano su questo blog condividono le mie stesse aspirazioni, ho deciso di parlare lo stesso dell'argomento.

Quando un giovane capisce di voler fare l'attore, ma non ha nessuno che gli spieghi come fare, rischia di disperdere le sue energie in attività che non lo porteranno a nulla di concreto. 
Dal basso della mia poca esperienza, ho ricevuto qualche indicazione utile da persone più competenti di me, quindi posso permettermi di segnalarvi la direzione giusta.

La difficoltà principale è che non esiste una strada unica da seguire.
Mi spiego meglio: se il vostro sogno è fare il medico, sapete esattamente quali studi dovrete fare. Frequentare un liceo, poi iscrivervi alla facoltà di medicina, tenere la media più alta possibile e provare ad entrare nella scuola di specializzazione che vorreste. 
Non è facile e non tutti ci riescono, ma almeno la strada è chiara e ben tracciata.

Per arrivare a fare teatro a livello professionale non esiste una sola strada. Ci si può arrivare in molti modi, come molti sono i possibili percorsi formativi che possono dare un'istruzione adeguata in questo campo.
Forse da un lato questo è un bene, perché ognuno può seguire il suo percorso, ma dall'altro è anche un male, perché chi ha il sogno di recitare si trova irrimediabilmente disorientato.
Ecco perché il giovane aspirante attore digita su Google. A tutti quelli che hanno trovato come risultato della ricerca il mio post, spero di riuscire a chiarire un paio di dubbi.

Premessa forse scontata, ma necessaria: tenete conto che dovrete studiare
Il lavoro dell’attore può sembrare un gioco, ma vi assicuro che non lo è. Recitare è divertente, certo, ma per farlo a livello professionale servono delle competenze ben precise, che si acquisiscono con la pratica, l’impegno e anche con lo spirito di sacrificio.

Il primo passo per iniziare è sicuramente iscriversi ad un corso di teatro. Non sono difficili da trovare: di certo nella città o nel paese in cui abitate ci saranno dei volantini che ne pubblicizzano uno.
Anche molte scuole organizzano un laboratorio teatrale per gli studenti e io ho iniziato proprio da lì. Il livello di preparazione spesso non è paragonabile a quello di un corso vero e proprio, ma il laboratorio può essere una buona palestra per capire se il teatro vi appassiona davvero, apprendere i primi rudimenti di tecnica e affrontare la paura del palcoscenico.
Ci sono corsi di base e corsi avanzati. Una volta frequentato un corso base, si sale di livello e si affrontano esercizi sempre più difficili. In questo modo, si aumentano gradualmente le proprie abilità e non ci si annoia a fare sempre le stesse cose. Per questo è importante scegliere un corso con livello di difficoltà commisurato alle proprie capacità.

Se frequentate un buon corso di teatro, vi verranno sicuramente insegnate anche le basi della dizione italiana.
Al giorno d'oggi, si sentono in televisione molti attori con accento romano, napoletano, milanese... Per alcune produzioni può andare bene, ma in altri campi (come il teatro o, ancor di più, il doppiaggio) si richiede che gli interpreti abbiano una pronuncia corretta e priva di cadenza regionali.
Ho parlato dell'importanza della dizione anche in questo post.

I corsi servono per acquisire le nozioni di base e per capire se davvero la vostra passione per il teatro è così grande. 
Se, dopo aver frequentato un paio d’anni di corso avanzato, avete ancora questa folle idea per la testa… Beh, siete messi male, sappiatelo, perché fare l’attore non è per niente facile. E tutti continueranno a ripetervelo. 
Ma non fatevi scoraggiare e continuate con la vostra idea ben fissa in testa. Anzi, non credo che ci sia bisogno di dirvelo, perché, se siete abbastanza motivati, niente potrà farvi desistere.

A questo punto, dovrete puntare a conseguire una qualifica professionale.
Ci si può iscrivere alla facoltà universitaria del DAMS (Discipline delle Arti, della Musica e dello Spettacolo), ma bisogna tener presente che la formazione offerta è di stampo teorico.
Il corso di laurea è orientato alla conoscenza delle arti figurative, della musica, del teatro, del cinema, della televisione, della radio e del rapporto che questi diversi campi hanno tra loro. Niente esercizi pratici sulla recitazione, dunque. Dovrete invece stare sui libri e studiare per esami come:
- drammaturgia
- storia del teatro e dello spettacolo
- istituzioni di storia del cinema
- storia della radio e della televisione
- storia dell'arte
- storia della musica
- analisi del film
- scenografia
- storia della regia

Per ottenere una formazione pratica, invece, la strada preferenziale è frequentare un’Accademia D’Arte Drammatica. In questo caso, gli insegnamenti saranno prevalentemente pratici: esercizi teatrali, improvvisazioni, dizione, danza contemporanea. Queste sono le principali materie d'insegnamento, che possono però variare da scuola a scuola. Può essere previsto anche l'insegnamento della storia del teatro.
In Italia ci sono molte Accademie, distribuite in tutta la penisola. Per orientarvi, potete consultare il sito www.lescuoledirecitazione.it
Per essere ammessi ad una di queste scuole bisogna prepararsi molto bene: infatti è prevista una selezione tramite provino.

Frequentare un’Accademia è la strada preferita da chi vuole avere una solida preparazione di stampo classico, ma non è l’unica strada per diventare attori. Ci sono anche altri corsi ad indirizzo professionale che è possibile frequentare. 
Bisogna stare attenti, però, a scegliere una scuola seria e a non farsi affabulare da tutte le pubblicità che girano nel settore e che promettono di rendervi attori famosi in un lampo! Fatevi consigliare la strada migliore dai vostri insegnanti di recitazione oppure da altri conoscenti che stanno già frequentando corsi professionali. La testimonianza diretta è il metro migliore per valutare la professionalità delle scuole.
Finito il percorso di studi, non resta che mettersi in gioco e presentarsi ai provini. Ci saranno tanti fallimenti e tentativi infruttuosi, è normale, ma prima o poi l'occasione giusta arriverà. Basta perseverare.

Oltre ad acquisire una formazione teatrale in senso stretto, potrebbe esservi utile sviluppare altre abilità collaterali, ma molto utili per un attore. 
Ad esempio, potreste prendere lezioni di canto. Controllare la propria voce e dosare  il proprio respiro sembra facile, ma invece per farlo bene è necessario conoscere le tecniche adatte.
Lo stesso vale per il corpo, quindi, se ne avete la possibilità, vi consiglio di studiare danza. Non necessariamente danza classica, ma uno stile di ballo che insegni a muoversi con scioltezza e a controllare i propri gesti. 
Se proprio danzare non fa per voi, potete scegliere un altro sport in cui siano richiesto di eseguire con precisione dei movimenti prestabiliti, come la ginnastica artistica, ritmica, il pattinaggio oppure un’arte marziale orientale.

Spero che i miei suggerimenti siano stati utili e che vi abbiano chiarito almeno un po' le idee sul percorso da seguire. 
Cari aspiranti attori, vi faccio i miei migliori auguri per il futuro. Chissà, magari un giorno potremo reincontrarci… nel mondo del lavoro!

- dramaqueen




Questo post partecipa all'iniziativa "Una parola al mese" del blog di Romina Tamerici
La parola di dicembre 2014 è affabulare.




Immagine di Davidaola (su Flickr)
Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate

20 commenti:

  1. Bel post. Consiglio anche di studiare la dizione anche perché alcune inflessioni dialettali possono distrarre l'ascolto degli spettatori dallo spettacolo e farli anche ridere. Inoltre possono anche non essere piacevoli da sentire. Inoltre sappiate che come metodo teatrale non c'è solo quello di Stanislawsky. Ce ne sono altre ed è importante non fossilizzarsi.
    Inoltre non mi piace tanto quando mi viene chiesto se sono più attrice comica o drammatica. Nella commedia ci può essere una traccia di dramma e così l'opposto.
    Perché davvero il teatro è una danza tra gli opposti

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    1. Hai ragionissima! La dizione è così importante che l'avevo direttamente data per scontata (un buon corso di teatro fornisce sempre anche le basi di dizione). Però non bisogna mai dare per scontato nulla, quindi ora aggiunto. Grazie!

      Su Stanislavskij scriverò... quando avrò finito il libro. Mi hanno regalato "Il lavoro dell'attore sul personaggio" per il compleanno, ma ho letto solo la prima parte, perché l'argomento è impegnativo (non si tratta di narrativa) e purtroppo ora ho altri studi da terminare.Ma un giorno vi beccherete un bel post completo su Stanislavskij, promesso.
      Bisogna ovviamente tener conto che nessuno dei metodi, nemmeno il suo, è da considerare come verità assoluta.

      Anche riguardo alle etichette, ti do ragione: non sono simpatiche e nemmeno giuste. Io mi sono trovata "appiccicata" il titolo di attrice drammatica perché mi sono capitati, per una serie di casi, molti ruoli drammatici. Ma nessun personaggio è drammatico dall'inizio alla fine: persino nelle tragedie greche ci sono dei momenti felici.

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    2. E poi sai che noia se bisogna tenere tutto lo spettacolo, come dire, allo stesso volume. Non è gratificante per l'attore e gli spettatori si annoiano.
      P.S.: Aspetterò, con tutta calma non ho fretta, il tuo post su Stanislavskij. Intanto nel mio corso è stato presentato Lecoq. Lui si è incentrato molto sulla fisicità dell'attore (oltre ad essere stato un attore era anche un mimo). Il punto è che va bene tipo cercare le emozioni per esprimerle, ma se poi non riesci ad esprimerle col corpo è un problema.
      Sembrerai finto.

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    3. Lo dici a me, che ho questo problema da sempre ;)

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    4. Potresti fare un corso incentrato sugli insegnamenti di Lecoq

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    5. Scusa se rispondo solo adesso, ma a quanto pare mi sto perdendo per strada parecchi commenti!
      Credo di aver fatto alcuni dei suoi esercizi ad un corso, ma mi informerò meglio. Grazie per il suggerimento!

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  2. Un post molto esaustivo e credo anche molto utile per chi vuole perseguire questa strada e non sa bene come fare!
    La mia università organizzava dei corsi pomeridiani o sponsorizzava corsi di alcune compagnie teatrali della città, Catania è veramente piena di questa passione per il teatro anche se non sembra! E ho conosciuto diverse persone che hanno utilizzato l'esperienza teatrale anche come terapia personale, ma non saprei dire altro in quanto non ho mai approfondito più di tanto quest'esperienza!

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    1. Sono contenta che il post ti sia piaciuto e spero davvero che sia utile a chi ne ha bisogno! Quando sarò un po' più avanti nel mio percorso di attrice, potrò dare anche delle indicazioni più dettagliate.
      I corsi di teatro possono essere un'esperienza divertente e stimolante anche per coloro che non hanno la minima ambizione in questo campo, ma vogliono solo provare un'attività nuova. Recitare mette alla prova le persone, quindi aiuta anche a maturare e a scoprire lati di sé che non si conoscevano.

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  3. Io invece ho un piccolo dubbio. Sono necessari corsi su corsi? Senza fraintendere: alla fine con le Accademie si parla di lauree. Ma siamo sicuri che serva una laurea per un'arte?
    Mi viene sempre da pensare a quando una mia amica mi fa, parlando di lei e un altro "noi abbiamo studiato Lettere e siamo ancora qui, mentre chi non le ha fatte ora scrive e pubblica".

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    1. La tua osservazione è legittima per quanto riguarda la scrittura, dato che non esiste alcuna qualifica professionale per lo scrittore, ma per gli attori la situazione è diversa.

      Prima di tutto, bisogna distinguere: quella che si ottiene frequentando il DAMS è una laurea, il diploma che si consegue con un'Accademia non lo è.
      Se ricordo bene, l'unico giuridicamente equiparabile ad una laurea è il diploma dell'Accademia Silvio D'Amico di Roma (ma potrebbero anche aver cambiato le norme, negli ultimi anni). Gli altri non hanno lo stesso valore come titolo di studio, nemmeno nei concorsi pubblici.

      Poi, come ho sottolineato, la formazione data da un'Accademia è prevalentemente pratica. Più che ad una laurea, la paragonerei ad un tirocinio oppure agli studi degli artisti rinascimentali che "andavano a bottega" da pittori famosi e venivano istruiti da loro.

      Bisogna aggiungere, inoltre, che per un giovane attore un diploma conseguito presso un'Accademia particolarmente rinomata è un biglietto da visita non indifferente.
      Già le selezioni all'ingresso sono molto dure: si parla di venti o trenta posti per più di un migliaio di iscritti alle selezioni. Per questo motivo, ci si aspetta che un giovane diplomato al Piccolo Teatro di Milano abbia raggiunto un certo livello di competenza.
      Magari ci saranno altri attori più bravi che, per diversi motivi, non hanno frequentato studi accademici, ma leggere nel curriculum "diplomato al Piccolo Teatro di Milano" fa di sicuro una buona impressione. E' un po' come leggere "laurea in Giurisprudenza presso l'Università di Padova": non è una garanzia assoluta di competenza, ma è un buon biglietto da visita.

      Spero di essermi spiegata :)

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    2. Guardando alcuni concorsi che ho guardato e uno che ho fatto tipo il Premio Hystrio, il fatto che uno si sia diplomato in una Accademia di Teatro è considerato come un pass e appunto in questo concorso, si accedeva automaticamente alle finali.

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    3. Ah ecco, tutto chiaro! Grazie ragazze! :)
      Ti sei spiegata eccome.

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    4. Prego! E un ringraziamento anche ad Alma Cattleya!

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  4. Post molto interessante! Spesso è facile perdersi nel cercare la strada per inseguire il proprio obiettivo, quindi questo post è di pubblica utilità!

    Grazie anche per aver partecipato all'iniziativa "Una parola al mese".

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    1. Prego! Spero che quel che ho scritto serva ad indicare la strada a qualcuno e che lo renda meno confuso di quanto lo sono stata (e lo sono) io :)

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  5. Ciao, Elisa!
    Innanzitutto ti faccio i complimenti per il post: davvero ben fatto. Brava! Io sono uno di quelli che digitano su Google, come hai scritto tu. La mia curiosità nei confronti della recitazione teatrale è venuta fuori con prepotenza solo da qualche giorno (anche se il "campanellino" è suonato diverse volte nel corso di questi primi 23 anni della mia vita). Purtroppo però nella mia zona ho constato che i corsi di recitazione sono già partiti e che quindi sono costretto ad un "anno sabbatico" da questo punto di vista. Sicuramente mi servirà a vedere se questa che sento è vera passione oppure no, ma nel frattempo volevo fare qualcosa... Hai consigli in merito? Penso di leggere qualche libro sulla recitazione teatrale ("Il lavoro dell'attore su se stesso", ad esempio), ma non so... Visto che tu sicuramente hai più esperienza di me, mi daresti un consiglio? Te ne sarei davvero grato!
    Un abbraccio e tanta, tantissima merda per la tua carriera!

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    1. Ciao e grazie per i complimenti, sono sempre contenta di essere utile a qualcuno!
      Immagino che i corsi di teatro siano iniziato da circa un mese, quindi potresti sempre chiedere se puoi iniziare lo stesso. Alcuni insegnanti, soprattutto nei corsi base, non sono troppo "fiscali" su questo e tu potresti rimetterti in pari con quello che hanno imparato gli altri nel giro di qualche lezione. In fondo, è solo l'inizio di novembre, avresti perso solo quattro o cinque incontri e non credo proprio che il gruppo abbia già iniziato a preparare il saggio di fine anno. Se questo non fosse possibile, potresti informarti sugli eventuali corsi in partenza da gennaio. Non tutti i corsi durano un anno intero: alcuni si svolgono nel corso di sei mesi, quindi saresti ancora in tempo.
      Se proprio non riesci a trovare nessun corso di teatro, cerca qualche seminario sulla lettura a voce alta o sull'espressività vocale tenuto da un attore. Di solito si svolgono nel giro di pochi incontri e non necessariamente iniziano a settembre. Non si tratta proprio di teatro, ma aiutano a dare un'idea di base di cosa sia la recitazione. Di solito sono le biblioteche che organizzano o promuovono eventi del genere, quindi ti consiglio di andare nella biblioteca della tua città a dare un'occhiata.

      Purtroppo, imparare a recitare senza seguire un corso è abbastanza difficile. Del resto, anche tutte le altre attività si imparano più efficacemente con l'aiuto di un bravo insegnante.
      Personalmente, non credo che leggendo si possa veramente imparare a recitare, ma ci sono letture che possono dare uno sguardo all'interno del mondo del teatro. "Il lavoro dell'attore su se stesso" di Stanislavskij è un libro molto interessante, ma ti devo mettere in guardia: non racchiude la verità assoluta. Spesso si pensa a Stanislavskij come a un "guru" del teatro, ma in realtà il suo metodo è solo uno degli approcci possibili e, anzi, molti attori e registi lo ritengono ormai superato. Esistono diversi altri "metodi" che sono stati proposti nel tempo dal altrettanti attori e insegnanti.
      Insomma, se vuoi leggere alcune opere teoriche sulle tecniche di recitazione, di sicuro amplierai la tua cultura, ma ti sconsiglierei di prendere ogni parola come oro colato, perché il teatro non è una scienza, quindi non c'è modo per arrivare a definire un solo metodo di recitazione.

      Mi scuso per la risposta lunghissima, spero di averti suggerito qualcosa di utile. Ti ringrazio per gli auguri e tanta merda anche a te per la tua carriera!

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    2. Grazie a te per tutti questi consigli! La risposta sarà anche stata lunghissima come dici tu, ma l'ho letta con piacere e mi ha dato davvero tanti spunti interessanti su cui lavorare! Grazie, grazie, grazie! Ti seguo! A presto!

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    3. Prego! Eh, il dono della sintesi ogni tanto mi abbandona ^^"

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  6. Ciao! Mi sto da poco avvicinando al teatro e ho deciso di iscrivermi ad un corso nella mia città. Ho già fatto una lezione, ma mi è sorto un dubbio: dato che il corso è già iniziato ad ottobre è un problema iniziare ora? ho chiesto agli insegnanti e mi hanno detto che non ci sono problemi, però ho comunque paura che sia tardi ormai e che è meglio iniziare ad ottobre.

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