20 dicembre 2014

Shakespeare e il teatro elisabettiano

Nel post precedente, abbiamo trattato le varie forme assunte dal teatro rinascimentale in Italia.
Bisogna sottolineare, però, che dall'altra parte della Manica il Rinascimento prende una fisionomia diversa.


Approdiamo, quindi, sulle sponde dell'Inghilterra e andiamo a conoscere l'epoca elisabettiana, periodo storico in cui sono fiorite molte delle opere teatrali inglesi più celebri.

In realtà, il periodo del teatro elisabettiano non coincide del tutto con quello del Rinascimento europeo.  Copre i regni di Elisabetta I, ma anche del suo successore Giacomo I e, in parte, quello di Carlo I.
Viene collocato tradizionalmente fra il 1562 (anno della rappresentazione di Gordobuc, la prima opera teatrale inglese in cui fu utilizzato il blank verse) e il 1642 (anno in cui i teatri furono chiusi per decreto del parlamento).
Il blank verse è un tipo di strofa non rimata, di lunghezza variabile e formata da versi di lunghezza prestabilita (pentametri giambici). Ha la proprietà di dare al discorso un ritmo narrativo ed è caratteristico delle produzioni shakespeariane e dei suoi contemporanei.

Nel Medioevo, in Inghilterra erano diffuse le sacre rappresentazioni, dette anche miracle plays, che furono interrotte da Enrico VIII, a causa dello scisma con la Chiesa Cattolica. Una caratteristica di queste rappresentazioni che poi influenzò le opere del periodo elisabettiano era l'abitudine a passare improvvisamente dagli argomenti seri a quello comici.
Inoltre, le moralities, testi allegorici con fini educativi sempre legati alla sfera sacra, introdussero il gusto della visualizzazione di concetti astratti, grazie a personaggi che rappresentavano non più una persona reale, ma un'idea o un simbolo.

Prima del 1576, non c'erano edifici teatrali permanenti. Le rappresentazioni si tenevano prevalentemente nei cortili delle locande e le compagnie di attori erano itineranti. Il centro dell'attività teatrale era Londra, ma queste compagnie si spostavano in tutta l'Inghilterra e anche in paesi stranieri, come la Germania e la Danimarca.

Nel 1576 fu costruito il primo teatro stabile a Londra, chiamato The Theatre. Negli anni successivi ne sorsero molti altri, come The Curtain Theatre, The Rose, The Swan, The Globe e The Fortune.
La costruzione del Globe nel 1598 diede inizio ad un nuovo tipo di associazione tra il proprietario del terreno e i membri della compagnia teatrale che vi avrebbe recitato. In questo caso, il terreno apparteneva ai fratelli Burbage e gli attori erano i cinque componenti della Chamberlain's company, tra cui anche William Shakesperare.

Schizzo del teatro "The Swan"
I teatri erano costruiti in legno. Il palcoscenico non aveva un sipario ed era parzialmente coperto da un tetto di paglia, supportato da due pilastri. L'uso di questi materiali per la costruzione, rendeva i teatri particolarmente soggetti agli incendi.
Davanti al palcoscenico, c'era un'area circolare non coperta, che fungeva di buca dell'orchestra, ed era circondata da tre piani di gallerie dove si sedevano gli spettatori. La parte di galleria che sovrastava il palcoscenico poteva essere usata per ospitare i musicisti o per ospitare una parte della scena, come nel caso del balcone in Romeo e Giulietta.
Era presente una botola, che veniva usata durante lo spettacolo per far comparire apparizioni magiche e per farle scomparire.
Le scenografie usate erano piuttosto povere e così era anche per gli oggetti di scena. Dato che le rappresentazioni si tenevano durante il giorno, una fiaccola o una candela bastavano per far capire al pubblico che la scena si svolgeva di notte. Questo tipo di teatro, insomma, si basava sull'immaginazione degli spettatori piuttosto che sull'uso di effetti speciali.

Fino alla seconda metà del XVI secolo, non esistevano dei veri e propri attori di professione. Coloro che recitavano facevano parte delle compagnie itineranti che mettevano in scena le morality plays e si esibivano durante le feste religiose.
Nel 1572, una legge equiparò queste attività al vagabondaggio e stabilì che gli attori potevano essere imprigionati e marchiati a fuoco. Si rese quindi necessario, per chi voleva continuare a svolgere l'attività, unirsi ad una compagnia protetta da un nobile e portarne la livrea. I Chamberlain's Men erano sotto la protezione della regina Elisabetta e, dopo la sua morte, furono presi sotto l'ala di Giacomo I e cambiarono nome in King's Men.
Le compagnie teatrali avevano un proprio repertorio e alternavano i diversi pezzi. Al contrario di ciò che avviene con gli spettacoli moderni, che vengono messi in scena per mesi o addirittura per anni, all'epoca era raro che la stessa opera venisse rappresentata per due giorni di seguito.
La legge proibiva alle donne di recitare e questo divieto rimase in vigore per tutto il Seicento. Per interpretare le parti femminili venivano impiegati adolescenti maschi. [Ma che ve lo dico a fare? Di sicuro ve lo ricordate perché avete visto "Shakespeare in love"]

Alcuni autori teatrali, tra cui lo stesso Shakespeare, furono prima attori. La maggior parte di loro erano autodidatte di modeste origini, ma alcuni avevano avuto la possibilità di studiare a Oxford o a Cambridge. Quella del drammaturgo non era una professione molto redditizia e inoltre l'autore non godeva di diritti sulle proprie opere una volta che esse erano state vendute alla compagnia. Non poteva nemmeno controllare la scelta degli autori o le successive revisioni del testo.
Il repertorio del teatro inglese si formò in un lasso di tempo molto breve, perché il numero crescente di spettatori e di teatri comportava la necessità di scrivere nuovi spettacoli da rappresentare. Molti dei testi sono andati perduti, ma circa seicento sono stati conservati fino ai nostri giorni.

Il primo drammaturgo elisabettiano a noi noto è John Lyly. Attivo presso la corte, prediligeva un linguaggio colto, impreziosito da figure retoriche, di paragoni fantastici ed esemplificazioni tratte dalla storia antica e dai classici. Le sue opere erano destinate ad essere recitate dai giovani nobili e non erano pensate per il pubblico popolare.

La figura più nota dell'epoca è certamente William Shakespeare. Nato nel 1564 a Stratford-upon-Avon, frequentò la Stratford Grammar School, dove imparò il latino e studiò i classici come Terenzio, Plauto, Ovidio, Orazio e Seneca.
Recitò con diverse compagnie e successivamente iniziò a scrivere testi teatrali. Nel 1594 si unì ai Chamberlain's Men e nel 1599 divenne proprietario di una quota del più prestigioso teatro di Londra, il Globe.
Nelle sue opere ricorre il tema della famiglia e dei diversi rapporti che si possono instaurare tra i componenti, in particolare il contrasto tra vecchie e nuove generazioni (ad esempio, in Amleto). A queste opposizioni si possono aggiungere quelle in direzione orizzontale, come lo scontro tra due famiglie rivali.
I personaggi non appartengono solo alle classi sociali più alte, ma anche a quelle inferiori: compaiono spesso balie, servitori, messaggeri o contadini. Il registro linguistico usato può variare molto, a seconda della classe sociale da cui provengono i personaggi. Sono frequenti allegorie, figure retoriche, allusioni mitologiche e giochi di parole.

Altri importanti drammaturghi di quest'epoca furono Christopher Marlowe e Ben Jonson.
Christopher Marlowe condusse una vita dissoluta e morì in una rissa, in circostanze misteriose, a soli ventinove anni. I personaggi delle sue opere sono coerenti con questo stile di vita estremo e sono dominati da passioni sfrenate, come la brama di potere o la sensualità. Inoltre, perfezionò il blank verse, portandolo alla forma che poi fu utilizzata anche da Shakespeare.
Ben Jonson recuperò nelle sue commedie la struttura impiegata dai classici latini e ne riprese anche l'obiettivo di denunciare le debolezze dell'essere umano, mettendole in ridicolo. Fu l'unico drammaturgo elisabettiano a curare la pubblicazione di tutte le proprie opere in un unico volume.

Il movimento puritano, sorto in quegli stessi anni, era però fortemente contrario al teatro. Ogni forma di intrattenimento, infatti, era considerata peccaminosa.
Le compagnie teatrali continuarono la loro attività sotto la protezione dei sovrani fino a quando, durante la guerra civile, la fazione dei puritani assunse il controllo di Londra. Nel 1642, il parlamento, sotto l'influenza dei puritani, mise al bando gli spettacoli teatrali.
Le rappresentazioni rimasero proibite per i successivi diciotto anni e furono nuovamente permesse solo dopo la Restaurazione della monarchia, nel 1660.

- dramaqueen



Immagini: 

  • "Titania e Bottom" di Edwin Landseer
  • The Swan Theatre, da Wikipedia

18 commenti:

  1. Shakespeare: cos'altro aggiungere? Basta la parola!
    Ogni tanto apro i tomi con le sue opere, giusto il tempo per rendermi conto che non potrei scrivere così neppure se mi annegassi nell'lsd. Però sono in buona compagnia... così mi consolo e leggo. Che è sempre un gran bel leggere!
    E complimenti a te: leggere questi post è sempre un gran bel ripasso!

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    1. Sapevo che questo post era particolarmente atteso... e come darvi torto? Anch'io adoro Shakespeare! A scrivere come lui non ci ho nemmeno mai provato, ma spero che un giorno potrò portare in scena qualcuno dei suoi personaggi e di farlo dignitosamente :)
      Grazie per i complimenti, Anche per me ogni volta è un ripasso, tanto che devo tirare fuori i vecchi libri del liceo... e alcune cose le imparo al momento, scrivendo il post, devo ammetterlo...

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  2. Avendo studiato nel dettaglio tutte queste cose per motivi universitari, posso dirti che il tuo è un resoconto impeccabile. Ho ritrovato cose che avevo dimenticato e altre che sono ben impresse nella mia memoria (blank verse, teatri stabili ecc...)
    E poi ovviamente Shakespeare... non c'è nulla da aggiungere: è il mio preferito in tutta la letteratura inglese e ne ho letto (o dovrei dire studiato??) quasi tutta la sua opera :)

    Moz-

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    1. Non sapevo che tu avessi studiato così approfonditamente la letteratura inglese... In tal caso, il tuo complimento mi fa ancora più piacere! Grazie! :)

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    2. Eggià, anni e anni di università a studiare Lingua e Letteratura... ho coperto tutta la lett. inglese^^

      Moz-

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    3. Chissà perché ero convinta che tu avessi studiato lettere moderne o qualcosa del genere... A volte mi faccio i film mentali e poi li prendo per veri ^^"

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  3. Ciao, Elisa. Ho scoperto oggi il tuo blog, anche se il nome non mi era nuovo. Ho anche letto il guest post sul blog di Romina Tamerici. Inteteressante; tornero` a leggerti.

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    1. Ciao e benvenuta sul mio blog! Sono molto contenta che tu abbia trovato interessanti i miei post, spero di riuscire ad interessarti anche in futuro :)

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    2. Grazie. ;) Intanto mi leggo quello che mi sono persa fin qui...

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  4. Che meraviglia! Ho adorato questo post perché mi ha ricordato la letteratura inglese (materia che ho adorato all'università!) e mi ricordavo dell'uso di adolescenti per le parti femminili proprio per questo (ho visto anche Shakespeare in love ma non ricordo nulla :°D) che poi se non erro proprio il carattere dell'ambiguità dell'aspetto - dovuto anche e probabilmente a questo uso - fu molto utilizzato nella commedia!!

    Ciao Queen! *_*

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    1. Ciao a te ;)
      Ho citato "Shakespeare in love" perché la protagonista si traveste da ragazzo per poter recitare. Non sapevo che nelle commedie si scherzasse sull'ambiguità dell'aspetto, ma ricordo che anche alcuni personaggi femminili si travestono da maschio (ad esempio Viola della Dodicesima Notte).

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    2. Più che scherzare era proprio un fatto di trama (che poi in certi casi risultava buffo e divertente per il pubblico!), ho letto anche un'opera di un autrice del '600 Aphra Behn in cui una delle protagoniste si traveste da uomo per poter dimostrare il suo wit all'uomo di turno, ed in Shakespeare che io sappia è molto presente questo gioco di travestimenti e scambio dei sessi! ^^
      Sempre in base a quello che la mia memoria sbiadita ha registrato però, potrei anche sbagliarmi!

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    3. Ora ho capito meglio. Sì, ricordo anch'io alcuni casi di donne che si travestono da uomo: adesso mi vengono in mente anche Portia e Nerissa nel "Mercante di Venezia", che si travestono da avvocati per difendere Antonio in tribunale.

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  5. Era di Marlowe che si diceva fossero in realtà le opere di Shakespeare e viceversa?

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    1. Onestamente, non lo ricordavo e sono andata ad informarmi: nel diciottesimo secolo è stato sollevato il dubbio che le opere di Shakespeare fossero in realtà state scritte da un altro autore o da un gruppo di autori. Tra i nomi ipotizzati c'erano Christopher Marlowe e Francis Bacon.
      Queste teorie, comunque, sono state dimostrate false e la storicità della figura di William Shakespeare è stata confermata.

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  6. Bellissimo resoconto sul teatro rinascimentale inglese! Ho preparato l'esame l'anno scorso e ancora continuo a studiarlo questo benedetto Shakespeare! Pensa che al liceo lo odiavo... Che idiota che sono stata. Anch'io avevo in mente una serie di post su Shakespeare... Chissà se li farò mai ;)

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    1. A quanto pare io sono l'unica che non l'ha studiato all'università... Infatti sto cercando di farmi una cultura in altro modo :)
      Capita di odiare delle materie che poi si rivelano interessanti. Pensa che io odiavo la lingua inglese e ora la sto studiando con più impegno di prima, leggendo libri e guardando film in lingua originale.
      Spero che i tuoi post su Shakespeare vedano presto la luce, sono curiosa :)

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