14 gennaio 2015

Il cigno nero e il significato della perfezione

Non sono esperta di cinema e non ho visto molti film, ma, se dovessi scegliere il mio preferito, tra i candidati ci sarebbe sicuramente "Il cigno nero" di Darren Aronofsky.
Non solo per la bellissima interpretazione di Natalie Portman. Non solo perché parla di danza e io sono sempre stata affascinata dalla grazia delle ballerine (anche e soprattutto perché non sono mai stata in grado di imitarle). Perché questo non è un film sulla danza, è un film sulla perfezione.
E la perfezione, si sa, è l'eterna aspirazione di ogni artista, che dipinga o scriva o reciti su un palcoscenico.


Il mondo della danza è duro, ma anche gli attori possono perdere loro stessi nella vana ricerca dell'interpretazione perfetta. Ci sono stati e ci sono ancora casi di attori che non sono più riusciti ad uscire dal loro personaggio.

Non solo, anche un pittore potrebbe perdersi tra le pennellate nel tentativo di ricreare il tratto perfetto. Uno scrittore potrebbe non riuscire più a staccarsi dalle sue parole, se non dopo aver trovato finalmente l'accostamento linguistico che cercava.
Ecco perché vi voglio parlare di un film che non è solo sulla danza, ma è anche il vostro film, se qualche volta avete indugiato su un gesto, ripetendolo ancora e ancora, perché volevate renderlo perfetto.

Nina Sayers è una ballerina. Ma non una ballerina qualsiasi: lei vuole essere la migliore. Lo vuole con tutta se stessa ed è disposta ad allenarsi ore e ore per ottenere un risultato perfetto. Il controllo è il suo stile di vita. Mai una distrazione, mai uno svago, sempre concentrata sul suo obiettivo. Non importano le dita dei piedi sanguinanti, importa solo la perfezione con cui è eseguito ogni gesto.
Complice anche una madre con un passato da ballerina, che ha dovuto abbandonare la carriera quando è rimasta incinta e quindi ha riversato tutte le sue aspettative sulla figlia, Nina è diventata un esempio di assoluta devozione alla danza.


La sua grande occasione arriva quando l'étoile Beth Macintyre viene forzata a ritirarsi dalle scene, perché secondo la direzione del teatro è diventata troppo vecchia. Serve trovare una nuova stella, che sia in grado di impersonare sia il cigno bianco che il cigno nero nella versione rivisitata del "Lago dei cigni" che aprirà la rassegna stagionale.
Nina, ovviamente, punta ad ottenere la parte.

Esegue i passi del cigno bianco con lodevole maestria e sa incarnare perfettamente la purezza e l'innocenza della principessa Odette, ma non è adatta per la parte del cigno nero.
La "gemella cattiva" della principessa deve essere spregiudicata, sensuale e deve essere in grado di sedurre il principe, tanto da fargli dimenticare la sua vera amata. Nina non possiede questa forza travolgente. Tutti i suoi passi sono impeccabili, ma sono troppo misurati, controllati, prigionieri della fredda tecnica. Il suo corpo è troppo rigido e non sa lasciarsi andare alla passione.

Il coreografo Thomas Leroy, perciò, le nega il ruolo della protagonista. "Quando ti guardo, riesco a vedere solo il cigno bianco" si giustifica.
Nina, però, non si arrende. Lei vuole ottenere la parte della regina, quindi chiede a Leroy di riceverla ed insiste. Vi riporto una parte del dialogo tra i due:

Nina: I can dance the black swan, too.
Thomas Leroy: Really? In four years, every time you dance I see you obsessed getting each and every move perfectly right, but I never see you lose yourself. Ever! All that discipline for what?
Nina: I just want to be perfect.
Thomas Leroy: What?
Nina: I want to be perfect.
Thomas Leroy: Perfection is not just about control. It's also about letting go. Surprise yourself so you can surprise the audience.
Se ho citato il dialogo in inglese, non è perché io guardo i film in lingua originale e quindi voglio vantarmi, l'ho fatto perché nella versione italiana la traduzione non è letterale. Infatti dice: "La perfezione non è solo un problema di controllo, è necessario metterci il cuore."
Secondo me, c'è una differente sfumatura di significato tra le due. Nina mette già il cuore nella danza, perché se non amasse così tanto la sua disciplina non sarebbe in grado di impegnarsi a rifinire ogni singolo gesto. Questo è il suo modo di mettere il cuore in ciò che fa, che forse non è lo stesso che intende Leroy, ma è un altro modo.

Invece, "it's also about letting go" significa che perfezione non è solo portare ogni passo alla precisione estrema, ma lasciar fluire la passione, la spinta vitale, in quel passo. Aver memorizzato a tal punto le azioni da poter aggiungere l'emozione.
L'emozione, in quanto umana, è irrazionale, è un elemento di disturbo all'immutabilità dei gesti, ma il vero artista la può incanalare ed asservire allo scopo dell'arte. Ed è proprio questa capacità che manca a Nina.


Stupito da quel guizzo di determinazione, Leroy assegna a Nina la parte della protagonista.
Anche durante le prove successive, però, lei non riesce a lasciarsi andare. Non riesce ad esprimere il sentimento perché anche nella vita reale è sempre contenuta, misurata, reprime tutte le sue passioni al punto che non si accorge più di averle. Non riesce ad essere sensuale, perché nella vita reale non lo è mai stata.
Inizia, allora, il percorso della ragazza alla riscoperta delle sue pulsioni a lungo represse. Nina sperimenta il desiderio sessuale, la trasgressione delle regole, l'oblio e la perdita di controllo dati delle sostanze stupefacenti. Tutto per cercare di trovare, dentro di sé, un briciolo della natura di quel cigno nero che vorrebbe tanto diventare, ma non è.
Leroy le mostra come esempio un'altra ballerina, Lily, che invece possiede tutta la capacità di seduzione necessaria. Nina nutre verso di lei sentimenti discordanti: da un lato ne è attratta, dall'altro si sente in competizione con lei e prova il bisogno di distruggere la sua rivale.

Questo distacco improvviso e forzato dalla sua vecchia natura di cigno bianco, però, si traduce in una potente spinta autolesionistica. Nina si ferisce da sola, o forse sono solo le sue allucinazioni che glielo mostrano. Crede di aggredire Lily e invece aggredisce se stessa.
Non riuscendo a staccare la mente dal suo compito, dall'obiettivo di danzare uno spettacolo perfetto, la ragazza arriva a non distinguere più i propri pensieri dalla realtà. Letteralmente assorbita dalla parte del cigno, quello che rimaneva di Nina si perde, scivolando inesorabilmente verso l'ossessione.

Questa è la lezione fondamentale, riguardo alla perfezione: l'artista deve sempre cercarla, ma poi deve accettare di fermarsi un attimo prima, perché in verità essa è irraggiungibile.
Volendo parlare in termini matematici, è un asintoto. Volerla ricercare a tutti i costi significa condannarsi ad una vita di sofferenza, forse anche di pazzia, perché noi siamo esseri umani e per nostra natura imperfetti. La perfezione non è fatta per noi: se ci avviciniamo troppo, ci consuma, ci logora dall'interno e finisce per ucciderci.

- dramaqueen




Hanno parlato di questo film anche:



36 commenti:

  1. "Troppa perfezione è un errore" A. Jodorowsky

    Mi piace molto la tua spiegazione sul concetto di "mettere il cuore" nelle cose si fa e mi trovo totalmente d'accordo.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sono contenta che tu abbia apprezzato. Mi trovo d'accordo con la frase che hai citato: spesso le esecuzioni imperfette vengono apprezzate di più dal pubblico, perché sentite più vicine, più umane.

      Elimina
  2. Che bella questa tua recensione, ne avevo lette altre, ma la tua chiave di lettura mi è piaciuta al punto da incuriosirmi a guardare questo film. Ciao :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie del complimento! Spero che il film ti piaccia, però tieni conto che è abbastanza ansiogeno... magari non guardarlo la sera prima di dormire!

      Elimina
  3. Sul tema del cigno nero nella danza esiste anche un film molto meno noto del 1989, Etoile, con Jennifer Connelly nella parte della protagonista. L'ho visto una sola volta e oltre venti anni fa, quindi ne conservo poco ma un'impressione comunque positiva, anche se non quella di aver visto un capolavoro. Te lo dico casomai fosse interessata a vedere altri film con un tema analogo a questo di Aronofsky.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ultimamente ci deve essere una misteriosa congiunzione astrale che mi collega a Jennifer Connelly, perché ho visto "Labyrinth" e subito dopo mi sono capitati un paio di altro film interpretati da lei. Sempre molto brava, bisogna dirlo!
      Grazie del consiglio, recupererò anche "Etoile" :)

      Elimina
    2. Per caso uno dei film che hai visto era Requiem for a dream? In caso contrario ti consiglio di vederlo perché è bellissimo!

      Elimina
    3. Non l'ho ancora visto, ma è ai primi posti della lista :)

      Elimina
  4. Me lo ricordo questo film... All'epoca mi piacque molto ;)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Anche a me è piaciuto tanto fin dalla prima volta che l'ho visto. Leggere una recensione, poco tempo fa, mi ha fatto venire voglia di riguardarlo.

      Elimina
  5. Bellissima recensione, complimenti! Il film lo avevo visto qualche anno fa e mi era piaciuto molto.Il personaggio di lei è un po' come il virtuoso che suona uno strumento, ineccepibile nell'esecuzione dal punto di vista tecnico, ma senza anima. Lo stesso succede, come dici tu, anche in altri campi della creatività: opere artistiche che sanno molto di marketing oppure romanzi costruiti a tavolino.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Hai ragione, succede anche quando si punta a vendere un prodotto che non è stato creato con passione... ma il problema di Nina non è che non vuole metterci emozione, lei non ci riesce proprio. E in questo la capisco, dato che per certi personaggi anch'io ho avuto problemi simili.
      Detto questo, grazie per i complimenti :)

      Elimina
  6. Mi piacciono molto le tue riflessioni! Sai sempre come essere completa e puntuale ma soprattutto meaningful! :D

    Questo film non l'ho mai visto ma posso capire la base della tua riflessione, anche se personalmente nel mio percorso nonostante veda gli errori non cerco la perfezione, ma l'emozione... ed è molto difficile anche questo! :°D

    RispondiElimina
    Risposte
    1. La verità è che non so fare le recensioni vere e proprie, quindi cerco di descrivere le sensazioni e i pensieri che mi ha dato il film (o l'opera teatrale) e di trasmetterle al lettore. Sono contenta che ti siano piaciute le mie riflessioni!
      Concordo con te, può essere molto difficile far arrivare un'emozione a chi guarda la tua opera... ma mi sembra che tu sia sulla buona strada :)

      Elimina
  7. Ho amato questo film e ne devo aver pure fatto una recensione sul blog. Nella mia firma forumcommunity c'è ancora Nina con la citazione (però italiana) che tu hai messo nel mezzo del post.
    Ne hai parlato in modo fantastico, spiegandolo per chiarezza: bravissima!
    E secondo me, è questo il tipo di perfezione che bisognerebbe accettare, lo sforzo che si tramuta in un lavoro apprezzato. ;)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Tu non sai quante volte ho riscritto questo post, cambiato le parole, curato l'impaginazione, e poi scelto, scartato e scelto di nuovo le immagini :D Lo faccio con tutti i post, soprattutto per la questione immagini, ma per questo mi era preso proprio il pallino della perfezione!

      Per quanto riguarda la citazione, sono rimasta colpita quando ho riguardato il film in inglese. Mi sono detta: "Ma... non era così! Adesso suona diverso, perché?" Sono andata a controllare la traduzione italiana e ho capito perché i conti non mi tornavano. Mi trovo molto più d'accordo con la versione inglese, però, come ho spiegato anche nel post.

      Sono contenta che la recensione ti sia piaciuta, dato che so che è un film che ami particolarmente :)

      Elimina
    2. Non che questo tuo impegno sia un male, anzi, era solo per dire che non val la pena, in tutto, arrivare a farsi avere le allucinazioni! ;)
      Comunque vero, suona abbastanza diverso. Ritengo sia una cosa necessaria in un buon numero di traduzioni, quantomeno se devono rispettare tempistiche, movimenti delle labbra, ecc... Oddio, quanto amo quella cosa, meglio però che rimango sul discorso che volevo fare! XD Quello che penso è che, in ogni caso, abbia ugualmente un significato profondo. Per dire, io l'avevo interpretato con cuore=emozione, e non passione. Quindi, a conti fatti, il senso era lo stesso. :)

      Elimina
    3. Alle allucinazioni non sono arrivata, ancora! ;)
      Tradurre non è semplice, lo riconosco, infatti non me la prendo né con i traduttori che con gli adattatori. Hanno sicuramente fatto al meglio il loro lavoro... solo che, avendo la possibilità, preferisco guardare i film in lingua originale.
      Detto da un'aspirante doppiatrice fa ridere, lo so.

      Elimina
    4. Mmmh, no, credo invece sia meglio. Per doppiare dove conoscere l'origine, no? ;)
      E comunque appoggio grandemente anch'io la visione in lingua originale! Perché per forza di cose è la più autentica. ^_^

      Elimina
    5. Certo, è naturale, dato che gli autori l'hanno pensata così!

      Elimina
  8. "Son luce e ombra, angelica farfalla o verme immondo" diceva Boito. Il lato oscuro è dentro di noi, una componente fondamentale della nostra psiche, aggiungeva Jung, ma in questo film è il lasciarsi dominare dal lato oscuro la chiave per raggiungere la perfezione. La perfezione viene poi però riassorbita dal lato oscuro.
    Il mondo della danza è un mondo su cui sono emerse ombre inimmaginabili dalle testimonianze di alcune appartenenti.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Il lato oscuro è dentro tutti noi, hai ragione, ma bisogna venirci a patti, altrimenti finirà per distruggerci. Anche se un personaggio richiede di lasciar emergere il nostro lato oscuro, chi lo interpreta deve riuscire a mantenere un certo distacco, altrimenti le conseguenze sono quelle che sperimenta Nina nel film. Non è facile, è una questione di equilibrio.

      Probabilmente devo ringraziare che la mia goffaggine mi abbia tenuta lontana dal mondo della danza, perché non ne sarei uscita bene, con le mie manie di perfezione...

      Elimina
  9. Per prima cosa, mi hai fatto venire una gran voglia di vedere questo film!

    In secondo luogo, mi ha colpito molto il discorso sulla perfezione. Mirare alla perfezione è una strada che conduce solo all'infelicità, perché la perfezione non esiste e, quando un desiderio non è raggiungibile, conduce solo alla frustrazione e allo sconforto.
    Ci sono passata più volte e ne so qualcosa. Ora ho cambiato un po' modo di agire, ma dentro di me rimango una perfezionista, sempre pronta a perdonare gli altri per i loro errori, ma ipercritica nei confronti dei propri.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Io te l'ho sempre detto che siamo stata separate alla nascita! Su questo mi trovo esattamente d'accordo con te.
      Il film te lo consiglio, ma tieni presente che è molto ansiogeno.

      Elimina
    2. Non dovevano separarci, maledizione!

      Lo guarderò sotto la supervisione di un adulto, promesso. Un abbraccio!

      Elimina
    3. L'importante è che ci siamo ritrovate! :)
      Un abbraccio anche a te!

      Elimina
    4. Ho finito di vederlo due giorni fa... è un film forte, intenso.
      Per il momento mi sento di dire solo questo. Lo sto ancora rielaborando. Comunque, bellissimo!

      Elimina
    5. Spero che tu non mi odi per averti convinto a vederlo... ^^" Forse non ti avevo avvertito abbastanza e dovevo essere più specifica...

      Elimina
    6. Odiarti?! Nah... un bellissimo film, davvero. E mi avevi avvertita. Non sono una persona che si fa turbare molto dai film, questo ha saputo toccare le corde giuste, ma è stato un'interessante visione.

      Elimina
    7. Ok, sono contenta di non averti traumatizzata così tanto, allora.

      Elimina
  10. È un film che mi ha sempre incuriosita molto, ma mi dà l'idea di essere parecchio cupo e ansiogeno, sbaglio? Mi sa che devo aspettare il momento giusto per buttarmici :P
    Io ho avuto a che fare con un paio di persone alla ricerca della perfezione, e non ho più incontrato persone tanto aride e vuote.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Non sbagli per niente, anzi io per prima ti consiglio di guardarlo in un momento tranquillo, in cui non hai altre ansie pressanti e possibilmente non alla sera prima di andare a dormire.
      A favore dei perfezionisti, però, posso dire che non sono tutti persone aride e vuote, tante volte sono più delle persone infelici che credono di poter essere accettate solo se eseguono tutto perfettamente e non commettono neanche un minimo errore.

      Elimina
  11. Visto anch'io, non molti giorni fa. Mi ha messo addosso un'ansia terribile! No, dai, terribile no, però più di quanto avessi preventivato. Però sono contento di averlo visto, se non altro posso ricollegarlo meglio a ciò di cui parli. Menzione d'onore al solito Clint Mansell, perfetto in ogni sua prova. E bravissima la Portman, ma su questo non avevo dubbi.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Mi state facendo sentire in colpa... non volevo essere responsabile della vostra ansia! :(
      La prossima volta metterò un'avvertenza tipo "parental advisory".
      Natalie Portman mi ha affascinato particolarmente in questo film, anche se devo dire che è sempre brava.

      Elimina
    2. Naaa... è principalmente colpa di Mansell.

      Elimina
    3. Allora sono io che sono sono normale, perché ho riascoltato più volte la colonna sonora anche dopo la visione del film...

      Elimina

Hai qualcosa da aggiungere a questo post? Lascia un commento!
Se usi la modalità "Anonimo", per favore firmati con il nome o con un nickname.