1 gennaio 2015

La tua fiaba personale

Questo non è un post che parla strettamente di teatro, ma si rivolge a chiunque abbia un sogno o un'aspirazione da realizzare.
Solitamente, non sono il tipo di persona che scrive post motivazionali, ma in questo periodo sono io la prima ad averne bisogno... Perciò ho pensato che avrei potuto condividere con voi le mie riflessioni.


Tanto per distruggere definitivamente la mia reputazione (già in crisi) di metallara dura e insensibile, vi svelo un segreto: mi piacciono moltissimo le fiabe.

Con questo, non intendo che passo le serate a guardare i film delle principesse Disney.
No, intendo le fiabe vere, quelle della tradizione, raccolte dai fratelli Grimm e da Calvino o rielaborate da Perrault e Andersen.
Mi piacciono perché ogni volta, dopo una serie incredibile di peripezie, viaggi, separazioni e ostacoli vari, finisce tutto bene. O meglio, per il personaggio buono c'è il lieto fine, ma per i malvagi c'è sempre la punizione che si meritano.

"Eh, già... magari la mia vita fosse una fiaba!" penserete voi.
Se dite così, però, probabilmente non avete letto le versioni originali delle storie, riportate dai fratelli Grimm. Non corrispondono sicuramente alla visione "fiabesca" che state immaginando voi. Anzi, sono piene di dettagli cruenti: omicidi, mutilazioni, figli abbandonati e altri elementi che di sicuro non desiderate nella vostra vita. 
Apro il libro a caso, e leggo di una regina a cui vengono uccisi i figli appena nati, una ragazza a cui vengono mozzate le mani, un principe accecato dai rovi... e la lista potrebbe continuare.

Eppure, a mio parere, la vita non è così diversa dalle fiabe. 
Ma come, mi direte voi, c'è un motivo se in inglese le chiamano fairy tales: ad un certo punto, arriva la fata madrina e sistema la situazione. Oppure, c'è sempre il principe azzurro sul cavallo bianco che sconfigge il drago e sposa la principessa. Tutto facile e senza sforzo. Magari fosse così, nella vita reale!
Alcune volte è così, ma questo non succede a tutte le principesse: ci sono anche quelle che sono costrette a cavarsela da sole. A volte vengono cacciate di casa, oppure una serva cattiva prende il loro posto, oppure il principe viene stregato, si dimentica della sua legittima sposa e si unisce in matrimonio ad un'altra.
In questo caso, anche la principessa deve fare quello che farebbe ognuno di noi: rimboccarsi le maniche e cercare di migliorare la sua situazione da sola, con le proprie forze.

A volte, invece, in soccorso del protagonista arriva l'aiutante. Ma siate onesti: nella vostra vita avete sempre risolto tutti i problemi da soli? Non credo.
L'aiutante esiste anche nella realtà. Probabilmente non regala anelli magici o altri oggetti del genere, ma ci offre delle soluzioni, o perlomeno una spalla su cui piangere, se proprio non può fare di meglio. Ci sono gli amici, i familiari... a volte anche uno sconosciuto che incontriamo per strada può stupirci con un gesto gentile e strapparci un sorriso. Noi, però, dobbiamo affidarci a loro ed accettare l'aiuto che ci viene offerto, smettendo di prestare ascolto solo alla voce della negatività.

E poi, quando si parla di fiabe, c'è un fattore che non viene quasi mai considerato: il tempo. E' vero che finisce tutto bene, ma spesso la fine arriva dopo molti anni di difficoltà.
Conosco una sola fiaba in cui la principessa si chiama Elisa, come me: si tratta di "I cigni selvatici" di Andersen. Qui, la principessa non viene salvata da nessun principe, anzi deve essere lei a salvare i fratelli, trasformati in cigni da un incantesimo. Deve farlo cucendo undici camicie fatte di ortiche e, inoltre, finché non avrà terminato il compito non potrà né ridere né parlare. In altre versioni della fiaba, si dice che il tempo richiesto per completare l'opera è di sei o sette anni.*
Non esattamente una passeggiata, quindi.

Non demoralizzatevi se serve molto tempo per raggiungere l'obiettivo che vi siete prefissati o per migliorare una situazione in cui non vi trovate bene. Se continuare a provare, prima o poi le cose andranno meglio.
A volte immagino che cosa potrebbe aver pensato Elisa durante quei lunghi anni. Si sarà sicuramente sentita sconfortata, se non addirittura disperata. Lei non lo sapeva che alla fine sarebbe arrivato il principe. Non era nemmeno sicura che sarebbe riuscita a liberare i fratelli.
Perciò prendo esempio da lei e continuo a seguire il mio scopo. Non sono sicura di riuscirci, ma ci provo. Poi, magari capiterà qualcosa di bello anche a me. Non necessariamente un principe. Mi accontento anche di meno.

Insomma, non tutti i personaggi delle fiabe vivono in un mondo fatato. Molti hanno difficoltà come le nostre o ancora più grandi. Sono più vicini a noi di quanto sembri.
L'unica cosa davvero irrealizzabile è il "vissero per sempre felici e contenti", perché la nostra storia potrà finire solo con la fine della nostra vita e prima ci saranno sempre altri problemi, grandi o piccoli... altrimenti non sarebbe vita. La vita vera non può essere statica come un "vissero felici e contenti", per sua stessa definizione.

Non a caso pubblico questo post all'inizio di un anno nuovo. In realtà, l'unica cosa che si cambia è il calendario, perché la nostra vita e i nostri problemi rimangono sempre gli stessi, però ci fa bene la sensazione di ottimismo che avvolge queste giornate.
Quindi, voglio farvi anch'io il mio augurio: sentitevi come se foste i personaggi di una fiaba. 
Sentitevi principe o principessa, forse momentaneamente caduti in disgrazia, forse con un compito lungo e difficile da portare a termine, un viaggio da compiere, ma sempre con una fiducia incrollabile nel vostro obiettivo.
E vi auguro anche di incontrare qualche aiutante sulla vostra strada.
Che sia un 2015 carico di opportunità e di soddisfazioni per tutti voi.

- dramaqueen


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(*) Nella raccolta dei fratelli Grimm sono presenti due fiabe che raccontano una storia molto simile a quella di Andersen.
Una è "I sei cigni", in cui la protagonista ha sei fratelli che vengono trasformati in cigni e per liberarli deve cucire loro sei camicine di astri, non potendo parlare né ridere per sei anni. L'altra è "I dodici fratelli", in cui i fratelli della protagonista vengono trasformati in corvi e lei, per poterli salvare, non deve dire una parola né ridere per sette anni.
Lo stesso schema è presente anche in "Muta per sette anni", nella racconta di fiabe italiane di Italo Calvino, in cui una ragazza deve liberare i due fratelli imprigionati dal diavolo e non può parlare per sette anni.


Immagine di Samuel Mancuso
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32 commenti:

  1. Carissima, anche a me piacciono molto le fiabe! Ti consiglio un libro che amo e che secondo me potrebbe piacerti: "Donne che corrono coi lupi". E' legato all'argomento fiabesco e, al contempo, lo supera. Non dico altro.

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    1. Ciao Kate, è bello sapere di essere in buona compagnia! Grazie per il consiglio, annoto il titolo del libro :)

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  2. Oh beh, per quanto mi riguarda sai benissimo il mio pensiero sulle fiabe. Le adoro!!! E non posso che concordare con quello che dici alla fine.
    "I cigni selvatici" mi piace tantissimo e non è altro che una rielaborazione di Andersen sulla fiaba appunto I sei cigni dei Grimm.

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    1. Comunque, per quanto mi riguarda, non mi sembra che l'amare le fiabe intacchi il fatto che ti piace il metal. Anzi, mi fa vedere te come una persona sfaccettata ^_^
      P.S.: A proposito di fiabe cruenti ;)
      https://www.youtube.com/watch?v=J3iXB3JZNb4

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    2. Sono particolarmente affezionata ai cigni per via del nome... anche se io, di fratello, ne ho solo uno (e mi basta).
      In quanto a fiabe cruente, c'è solo l'imbarazzo della scelta. Le matrigne cattive mettono i brividi... ma alla fine il bimbo del ginepro ritorna in vita, no?

      Io sono una persona fin troppo sfaccettata. A volte faccio fatica ad andare d'accordo con me stessa ;)

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    3. Sì, ritorna in vita e per quanto riguarda l'essere troppo sfaccettati, ti posso ben capire ;)

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  3. Ti capisco: anche io sono (fui, data l'età che avanza) metallaro. E anche a me piacciono le favole. E allora? :)
    Concordo con Kate: "Donne che corrono coi lupi" è un libro che merita di essere letto assolutamente!

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    1. Beh, veramente quella sul metal era una battuta... ma sono contenta di trovare altre persone che hanno giusti in comune con i miei :)
      Mi sono segnata il titolo del libro, lo leggerò.

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  4. Qui mi prendi in un argomento che conosco, anzi due: il metal che mi ha accompagnata per tanti anni e tuttora anche se non ho più quella rabbia dentro che trovava sfogo solo grazie a quel genere musicale è uno dei generi che con la sua energia mi accompagna sempre (diciamocelo: quattro belle schitarrate di santa ragione ogni tanto servono e gliele mandano a dire a tutti :°D) e poi le fiabe.
    La mia tesi di laurea fu sulla raccolta delle Fiabe italiane di Calvino, conosco meno le altre ma con volontà di approfondimento, ma per citare questo autore posso dire 'le fiabe sono vere', sono vere perché come hai detto tu rappresentano dati di realtà e nello specifico metaforizzano il momento della crescita, una sorta di mito dello sviluppo. Ed è poi vero che anche nella realtà adulta - trovandosi sempre in crescita - ci si può ritrovare come in una fiaba riconoscendone gli elementi. Bisogna tenere duro perché niente è gratuito, ma da tutto si può imparare!
    Buon Anno!

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    1. Un'altra metallara in incognito, wow :)
      Veramente, non penso che la passione per il metal debba essere necessariamente legata alla rabbia, come sostengono alcuni. Dà anche molta energia positiva... Anche se, bisogna dirlo, nei momenti di rabbia trovo che non ci sia niente di più adatto dei Children of Bodom ;)
      Comunque, ritornando a noi, non ho mai approfondito così tanto lo studio delle fiabe, mi sono limitata a fare un parallelismo, grazie alle mie poche conoscenze di letteratura. Hai ragione, niente è gratuito, ma tante cose si possono guadagnare :)
      Ancora auguri di buon anno!

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    2. Nel mio caso avevo dei nodi da sbrogliare che per carattere non riuscivo a manifestare e mi creavano un sentimento molto simile alla rabbia, e avevo bisogno di un qualcosa che desse sfogo totale alle cose non dette e accumulate negli anni (io ascoltavo per lo più Thrash e Death Metal ^^).

      Alla fine le conoscenze valgono fino ad un certo punto in certe questioni, è questione di cuore e di capacità di osservazione, soprattutto!! :D

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    3. La questione dei nodi da sbrogliare la capisco anch'io...
      Io cerco di mettere il cuore in tutti i post e sono contenta che questo sia arrivato a te leggendo... però mi informo anche, per evitare di scrivere cavolate! Che l'ho già fatto e non è simpatico ^^"

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  5. Sì, è vero, non tutti sanno dei dettagli cruenti delle fiabe. Auguroni di buon anno!

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    1. Se i bambini ignorano le versioni originali delle fiabe, credo che la colpa (o il merito) principale sia di un certo signor Walt Disney ;)
      Auguri di buon anno anche a te!

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  6. Le parole di speranza non solo servono a farci stare meglio, ma contribuiscono a cambiare davvero la nostra vita. Il fattore tempo lo trovo un po' ostico, ma non può essere sempre tutto facile... Auguri! :)

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    1. Trovo ostico anch'io il fattore tempo e ti dirò la verità... spero di cavarmela in meno di sette anni! ;)
      La speranza è un bene indispensabile di cui non dobbiamo mai dimenticarci. Se non abbiamo più speranza, dobbiamo trovarne di nuova, o trovare qualcun altro che la dia a noi. Ecco, io spero di avervene regalata un po'... Auguri anche a te!

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  7. Nella vita mi è sempre stato difficile credere nel "vissero felici e contenti". Sono più abituata alle peripezie che alle cose che vanno nel verso giusto, ma il questo periodo ho capito che per la felicità si deve lottare tantissimo e, una volta trovata, tenerla ben stretta, non perché sia eterna, ma proprio perché può finire e quindi bisogna godersela.
    Insomma, comincio a credere anch'io nel "vissero felici e contenti" (fino a che... ahhaha!)

    Bellissimo post motivazionale. Ne avevi bisogno tu, come ne abbiamo bisogno tutti.
    Un abbraccio forte forte per questo inizio d'anno. Non smettere mai di credere che tutto sia possibile.

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    1. Dopo le peripezie hai raggiunto il tuo angolo di felicità... allora vedi che sei una principessa anche tu? :P
      Il "vissero felici e contenti" funziona per un po', poi magari si evolve, ma credo che anche dopo sia possibile trovare la felicità, in qualche modo. O meglio, voglio crederci.

      Sono contenta che tu abbia apprezzato il post. Un abbraccio forte forte e grazie, tu sai perché.

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  8. Paragone azzeccato in effetti, però non ho letto molte fiabe. Mi hai ricordato comunque ho ho comprato mesi fa un ebook con tutte le fiabe di Andersen, quindi viaaaa che lo leggo :D Ah, buon anno!

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    1. Sono contenta di averti ricordato di quell'acquisto: a me le fiabe piacciono molto e spero piaceranno anche a te. Buona lettura e buon anno! :)

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  9. Le favole della Disney mi piacciono, però crescendo ti rendi conto che sono un pò una presa di culo!

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    1. Benvenuta nel mio blog! Non fraintendere, anche a me piacciono le fiabe della Disney, ma ti danno ad intendere che un giorno arriva il principe azzurro e ti sposa... Invece il principe azzurro bisogna guadagnarselo. A questo punto, hanno più ragione i Grimm.

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  10. Bel post ed è bello anche sentirti parlare di nuovo di quella fiaba!
    Non dimenticare mai e credici sempre.

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    1. Dimenticavo di aver già passato il "periodo fiabe" alla fine della quinta superiore... Non ricordavo davvero di averti già parlato dei cigni. L'ottimismo non è il mio forte, ma che vuoi? Ci sto provando :)

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    2. Fa bene, questo è certo. ^_^ E poi lo sai che io sono una fan. In generale.

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  11. Forse perchè non conosci la fiaba "La metallara e la strega cattiva". Non mi ricordo se è di Andersen o dei Fratelli Grimm, però. ;)

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    1. Fammi indovinare... la metallara e la strega cattiva sono la stessa persona? :)

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    2. Ovviamente no, la strega vuole cucinarsi la metallara, che invece la tramortisce a colpi di basso elettrico e la da in pasto ai fan di Justin Bieber.

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    3. Vedo che neanche tu ci hai risparmiato i dettagli cruenti, insomma ;)

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