21 marzo 2015

Boris - la fuori serie italiana

Per questa volta, lasciatemi fare la parte della snob e permettetemi di dirlo: io non guardo quasi mai film o fiction italiane. In parte è colpa delle tematiche trattate: tranne poche eccezioni, il genere passa dal drammone impegnato al cinepanettone, senza che esistano vie di mezzo. Ma la motivazione principale sono gli attori.


Ovviamente ci sono anche le debite eccezioni. Gli attori italiani bravi esistono: non sono una leggenda metropolitana.... però la maggior parte delle volte che passo davanti alla televisione accesa su una fiction a caso, assisto ad interpretazioni che mi fanno venire voglia di sbattere la testa contro il muro.
Io sono esagerata, lo so. Le altre persone reagiscono in modo molto più pacato, ma non sono l'unica che lo pensa...

Per fortuna, c'è chi ha deciso di prendere la cosa con ironia, ed è il caso di chi si è inventato "Boris".
Lo benissimo che questa serie è un po' datata (la prima stagione è del 2007), ma io me l'ero persa e l'ho scoperta solo qualche mese fa. Mi sono pentita di essere rimasta nell'ignoranza per così tanto tempo e ora voglio impedire a voi di commettere il mio stesso errore.

"Boris" è una fiction che, in sostanza, racconta come non si deve girare una fiction. E' una parodia di quelle classiche serie piene di intrighi inverosimili, con dialoghi scritti male e recitati peggio.
Il personaggio principale è René Ferretti (Francesco Pannofino), regista con un torbido passato di fiction una più brutta dell'altra, che vorrebbe finalmente fare il salto di qualità con questo nuovo lavoro. Ben presto, però, si rende conto che ma l'incapacità degli attori glielo impedirà e si limita a "portare a casa la giornata" girando le scene "a cazzo di cane".

Gli altri ingredienti necessari per confezionare un prodotto di successo sono una troupe un po' scalcagnata, ma con una buona tradizione di nonnismo e sfruttamento dei nuovi arrivati (come dimostra il trattamento riservato agli stagisti Alessandro e Lorenzo) e un titolo pacchiano quanto basta: "Gli occhi del cuore 2". La prima serie è stata interrotta dopo poche puntate perché non la guardava nessuno, ma a René non importa, perché si illude che la seconda sarà senz'altro di qualità e i telespettatori l'apprezzeranno come merita.

Per rendervi conto del livello della recitazione, che è pessimo ma almeno per una volta è fatto apposta, vi lascio una finta clip di presentazione di "Occhi del cuore 2":

 


La trama, poi... ma quale trama? Gli sceneggiatori hanno tutto tranne la voglia di sceneggiare e danno ai personaggi sempre le solite quattro espressioni: basita, preoccupata, spensierata e intensa (che è la più difficile). Infatti, ormai, i copioni si scrivono praticamente in automatico.

Come se i dialoghi pietosi non bastassero, ci si mettono pure gli attori.
Stanis La Rochelle (interpretato da un bravissimo Pietro Sermonti) è il divo della situazione. Intrattabile e affetto da inguaribili manie di protagonismo, è convinto di essere appena disceso dall'olimpo degli attori. Definisce la propria recitazione "anglosassone" e usa la parola "italiano" come se fosse un insulto. Guai a contraddirlo: l'unico modo per convincerlo a fare quello che dice il regista è raggirarlo con la psicologia inversa.
Il problema di Stanis è che non si può licenziare perché le casalinghe lo adorano e smetterebbero di guardare la serie se il suo personaggio morisse.

Corinna Negri (Carolina Crescentini) è l'attrice "cagna" e senza un briciolo di talento, che non si può licenziare perché è raccomandata. Di una stupidità disarmante e sempre concentrata solo sull'apparenza, crea problemi al regista cambiando le battute perché si rifiuta di dire la propria età.

Anche gli altri attori sono quasi tutti raccomandati: mogli, figli e amici di uomini politici e altri personaggi importanti, oppure attrici che... l'hanno data. Non sanno minimamente recitare e suonano finti come tromboni, ma vogliono ugualmente apparire in TV.
L'esempio migliore in questo senso (o peggiore, dipende dai punti di vista) è Ada De Silvestri, moglie di un senatore e perciò impossibile da sostituire... ma forse cagna addirittura più di Corinna!

Il livello medio è così basso che, quando si presenta un vero attore per collaborare alla fiction, René deve chiedergli di recitare male per non far sfigurare troppo gli altri. E' questo il caso del mostro sacro Orlando Serpentieri (interpretato da Roberto Herlitzka), costretto ad accettare un ruolo in "Occhi del cuore 2" perché, purtroppo, il teatro non paga.

Insomma, se volete un consiglio, guardate questa serie. E se, come me, non amate le fiction italiane, a maggior ragione: guardatela. Certo, è un po' demenziale... ma su certe cose è meglio ridere che piangere.
E poi, bisogna dire che è riuscita almeno in un parte del suo intento: per recitare male apposta, bisogna essere bravi, quindi "Boris" ci ha finalmente dimostrato che qualche attore bravo esiste ancora, qui in Italia.

- dramaqueen


10 commenti:

  1. Un capolavoro di telefilm.
    A me piacque anche il film.
    Vogliamo parlare del tecnico delle luci? Faceva crepare dal ridere!!^^

    Moz-

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    1. Parli di Biascica? Lui in particolare è fenomenale, ma trovo che tutti i personaggi della troupe siano dipinti in modo efficace: sono delle caricature, ma non troppo.
      Devo ancora vedere il film, ma lo recupererò al più presto.

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    2. Esatto, lui!
      Il cast comunque è di spessore, ma credo che Tirabassi -quando appare- mangi tutti^^

      Moz-

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    3. Secondo me è più il suo personaggio che si impone parecchio sugli altri... però è bravo, niente da dire.

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  2. Capolavoro! Boris è davvero una fiction da "addetti ai lavori"... io e i miei colleghi ci siamo andati in fissa di brutto! "Smarmella" è diventata una parola all'ordine del giorno coi nostri tecnici XD
    Di gran livello, anche la seconda stagione... il film bello, terribilmente amaro il finale... come certe battute della serie del resto!
    Hai pescato una bella perla della tv! ;) Più unica che rara, ahimé...

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    1. Ci sono i momenti amari, decisamente... Ricordo che ci sono rimasta male quando Fabiana chiede ad Arcangeli come deve fare un giovane per fare teatro in Italia e lui le risponde, in malo modo, di andare all'estero.
      Credo che gli addetti ai lavori la capiscano di più, ma non sono gli unici che l'hanno apprezzata, infatti me l'ha consigliata il dottorando che mi segue per la tesi.

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  3. Ne ho visto qualche puntata, ma vidi soprattutto il film...
    Ricordo di aver riso, ma non mi aveva molto convinto. Probabilmente proprio perché avendo l'impostazione da fiction, nel film non rendeva abbastanza. Però su una cosa hai tutto il mio assenso: per recitare male apposta bisogna essere bravi sul serio! :)

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    1. Non ho ancora avuto tempo di vedere il film, ma probabilmente lo si capisce meglio se si conosce anche l'evoluzione dei personaggi che c'è stata nelle serie precedenti.

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    2. Sì, quello quasi sicuramente! Se non ricordo male mio fratello guardava la serie e ha molto apprezzato la pellicola.
      Magari rimedierò anch'io. :)

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    3. Ecco, brava,,, Poi ricordalo anche a me! xD

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