14 marzo 2015

Esercizio: Una fiaba al giorno...

Come sapete, diventare attori non è un diritto di nascita, ma una questione di duro lavoro e costanza. Ecco, la costanza non è mai stata il mio forte, almeno finché non mi prendo un impegno vincolante.
Mi era stato suggerito di fare pratica ogni giorno con l'esercizio che vi ho presentato il mese scorso. Ci ho provato, ma il piano non ha avuto il successo sperato: la mia pigrizia aveva spesso il sopravvento, quando si trattava di trovare un brano diverso ogni volta e di interpretarlo con più intenzioni diverse. Anche se iniziavo, poi mi fermavo alla seconda reinterpretazione, perché la mia creatività si assopiva lì.


Quindi, ho deciso di cambiare metodo: ogni giorno leggo una fiaba.
Non come i bambini, per addormentarmi, ma come vero e proprio esercizio. Anzi, immagino di averli davvero davanti, i bambini, e di leggere per loro, così mi sento spronata ad impegnarmi di più.

Avendo a disposizione due libroni (la raccolta dei fratelli Grimm e quella di Italo Calvino) non ho problemi a trovare qualcosa di nuovo ogni giorno: le fiabe sono tutte lì, in serie, già numerate, e a me serve solo un segnalibro per ricordarmi dov'ero arrivata.
Non posso accampare scuse e pensare: "Solo un paio di righe, oggi sono stanca" perché la lunghezza è già stabilita. E poi, le fiabe sono tutte relativamente brevi... a parte un paio, in cui al re e alla regina di turno ne capitano di tutti i colori, ma sono eccezioni.

Come in ogni lettura a voce alta, ci si esercita a scandire bene le parole. Sembra un'abilità scontata, ma non lo è, perché troppo spesso che ne dimentichiamo quando parliamo! 
Se, invece, immaginiamo la sopraccitata folla di bambini che ci ascoltano, capiamo che dobbiamo essere chiari il più possibile, altrimenti i pargoli inizieranno presto ad annoiarsi e a lamentarsi.
In più, ogni lettura mi esercito anche con la dizione. Non sono un genio: ormai ricordo a memoria un discreto numero di parole, ma ogni tanto mi vengono dei dubbi... Soprattutto su parole idiote, che ero convinta di sapere e poi, invece, mi accorgo di aver sempre detto in modo sbagliato.
Insomma, mi capita due o tre volte per ogni fiaba di fermarmi e controllare sul dizionario e poi ripetere finché non memorizzo la dizione corretta della parola.

I due punti precedenti, a dire il vero, funzionano con qualsiasi testo, ma un aspetto positivo tipico delle fiabe è che ci sono cambi di intenzione molto frequenti. Si può passare dalla povertà estrema all'abbondanza in un attimo, se una fata regala al contadino una tovaglia magica. Il protagonista può cadere in disgrazia da un momento all'altro, basta l'azione di un fratello invidioso, e può poi ritornare al lieto fine e sposare la figlia del Re, in meno di dieci righe.
Questo è molto utile, perché permette di variare il tono di voce e le intenzioni molto spesso, a volte anche all'interno della stessa riga, e si tratta di un buon esercizio per quando dovremo interpretare altri testi, magari non così variegati. Essendo abituati a mettere più intenzioni diverse nella stessa frase, dovrebbe poi essere più facile dare sfumature diverse anche a brani meno movimentati.

Un'altra caratteristica da non sottovalutare è... la possibilità di fare le "vocine"! Giocare con i timbri di voce è una cose che io adoro e che faccio anche (troppo) nella vita reale, ma può essere senz'altro utile per un attore.
Nelle fiabe si trovano i personaggi più diversi: vecchine gentili, terribili orchi e anche animali parlanti. Perché non dare ad ognuno di loro una voce diversa, per movimentare la narrazione? Immaginate sempre il solito pubblico di bambini, ecco loro ne sarebbero entusiasti e si divertirebbero moltissimo ad ascoltarvi.

Quindi, forse, la mia idea è eteroclita, ma non così insensata come potrebbe sembrare. Vedremo se funzionerà a se mi aiuterà a migliorare.

Scusatemi se questo post è corto e poco dettagliato, ma non sono riuscita fare di più. Lo so che vi ho rotto le scatole con questa storia degli esami, ma è stata una sessione impegnativa davvero e la mia mente si deve ancora riprendere del tutto. A volte il mio cervello si rifiuta di lavorare e insiste per riposarsi.
Comunque, vi assicuro che ho parecchie nuove idee, spero interessanti, da presentarvi prossimamente su questo blog. Ho solo bisogno di recuperare le energie e di riorganizzare un po' le idee. Alla prossima!

- dramaqueen



 Questo post partecipa all'iniziativa "Una parola al mese" del blog di Romina Tamerici 
 La parola di marzo 2015 è eteroclito 


Immagine: Selena Constance, "Fairytales ARE real" 
(DeviantArt)

16 commenti:

  1. Trovo che sia un esercizio interessante e più che altro ti faccio i miei complimenti per la costanza con cui vuoi portarlo avanti! :D
    Potresti anche registrarne qualcuna!!

    Ogni volta che si parla di fiabe mi torna in mente la mia tesi di laurea che ho appunto svolto su Le fiabe Italiane di Calvino... @_@

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    1. In realtà ho iniziato da una settimana... vediamo se ce la farò davvero! ;)
      Avevo pensato di registrarmi, qualche volta, ma per fare delle registrazioni fatte bene serve moltissimo tempo: anche con tutto l'impegno del mondo, mi capita spesso di mangiarmi qualche parola, di impappinarmi o di sbagliare qualche accento.Forse, più avanti, ci potrei provare... ma credo che ci metterei più di un giorno!

      Oddio, non parlarmi di tesi di laurea... Sto cercando invano la forza di iniziare a scrivere la mia! Immagino che, anche se l'argomento è il più interessante del mondo, se ci si scrive una tesi poi cada un po' in disgrazia...

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    2. Quello che all'epoca mi aveva un po' uccisa era il fatto che la tesi essenzialmente (almeno in una facoltà umanistica come quella che frequentavo io) è una sorta di elenco di citazioni atte a comprovare ogni singola virgola di quello che hai scritto negli 'spazi di discorso libero e continuato'. Io sono sempre stata un po' più libera nei pensieri e dovere stare lì a pensare magari una cosa geniale ma dover poi vedere, pardon, verificare se si poteva scrivere perché solo i.libri.e.i.critici.hanno.ragione mi snervava da morire! :°D

      Poi alla triennale non si ha così tanta libertà e a meno che non si scelga una tesi sperimentale tocca appunto farne una compilativa, che in un termine riepiloga quello che ti ho appena raccontato!
      Credo sia raro comunque che concedano facilmente la tesi sperimentale perché i professori seguono anche un loro particolare interesse, il mio anno di laurea era praticamente tutto dedicato a Calvino e sapevo di altri ragazzi che ne stavano analizzando una sfumatura!

      Detto questo Calvino rimane per me una personalità molto interessante e di recente ho letto un altro suo libro che avevo da parte, tu goditi comunque le fiabe, ce ne sono alcune stupende! *_*

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    3. La tesi compilativa sembra abbastanza snervante... però il difetto di quella sperimentale è (almeno nel mio caso) che non sai dove andrai a parare finché non ti vengono i risultati giusti!
      Senza la pressione di doverle studiare per forza, comunque, le fiabe (e tutte le opere letterarie) sembrano sicuramente migliori.

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  2. A me sembra molto interessante anche questa, di idea. Una fiaba al giorno. Forse mi "toglierebbe il medico di torno"? Fiabe e favole secondo me hanno effetti nascosti molto positivi sulla creatività, e applicate alla recitazione devono essere davvero un ottimo esercizio. Poi ci racconti come ti trovi con questo esercizio? :)

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    1. Non so se abbia anche effetti positivi sulla salute, ma non sarebbe male come implicazione :)
      Certo, vi farò sapere se riuscirò a mantenere il buon proposito e come andrà avanti l'esercizio!

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  3. Una fiaba al giorno, mi sembra veramente un'ottima idea, sono anche curioso di conoscere le prime che hai scelte.

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    1. Sto semplicemente seguendo l'ordine con cui le fiabe sono riportate nella raccolta di Calvino. La prima è stata "Giovannin senza paura" (mi pare un titolo di buon auspicio, no?), poi ci sono "L'uomo verde d'alghe", "ll bastimento a tre piani", "L'uomo che usciva solo di notte", "E sette!", "Corpo-senza-l'anima" e per ora sono arrivata qui :)

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  4. A me manca tantissimo leggere fiabe ai bambini... mi piaceva davvero molto organizzare quel tipo di spettacoli...

    Sono d'accordo che è un ottimo esercizio. La dizione è insidiosa... io ancora devo cercare tantissime parole, purtroppo!
    E condivido con te l'amore per le "vocine", ma credo si sia capito... ahahaha!

    P.S. Grazie per aver partecipato a "Una parola al mese" con questo tuo bel post!

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    1. Io non ho mai fatto spettacoli veri e propri per i bambini, ma mi capitava di leggere loro qualche storiella quando facevo l'animatrice (si parla di quattro anni fa almeno).
      Le vocine sono bellissime... suvvia, perché usare solo un tono di voce quando ne abbiamo così tanti? E' noioso, bisogna variare un po' :)

      P.S. Prego, magari la prossima volta partecipo con un post un po' più corposo... però voglio anche i punti per tutte le volte che ho citato la parola del mese durante il nostro ultimo incontro :D

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  5. L'ultima fiaba che ho ascoltato era Scarpette rosse, giusto questo 8 marzo. Una fiaba davvero tremenda.

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    1. Mi dicono dalla regia che solo quelle della tradizione sono fiabe propriamente dette e quelle rielaborate o inventate da Andersen sono novelle per bambini. Non è per fare la pignola... l'ho imparato anche io da poco e sono ancora stupita, perché non sapevo che esistesse questa differenza!
      Comunque "Scarpette rosse" è davvero angosciante, concordo. No no, io leggo solo fiabe a lieto fine, dove tutti vivono felici e contenti, altrimenti vado a letto triste e poi faccio gli incubi ;)

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  6. Capisco perfettamente la sensazione: il libro delle fiabe ultimamente piace al più piccolo dei miei nipoti, e comunque be', a lui piace un mondo, in generale, farsi leggere le cose. :)
    Poi mia sorella ride perché sbaglio qualcosa, ma lui è coinvolto e partecipe. XD Vocine a tutto spiano! Il problema più grande me lo danno i versi degli animali, in verità, ahahahah. Tipo l'elefante che fa "brrr", lasciamo perdere. X'''D
    Potresti provare davanti a un vero pubblico di bambini! ;)

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    1. Io non so fare i versi degli animali, tranne quelli elementari tipo cane, gatto, mucca... insomma, dovrò fare un master apposta! xD Mi limito a fare la vocina acuta per le formichine e il vocione grosso per i leoni e gli orsi.
      Forse mia mamma mi porterà a leggere qualcosa ai suoi marmocchi di prima elementare, quando li porterà in visita alla biblioteca. Non è propriamente un lavoro, però è un'esperienza lo stesso :)

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    2. Che bello!! Vorrò esserci anch'io!! Devi farmelo sapere. :D

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    3. Niente da fare, l'unico modo per esserci è tornare in prima elementare :P

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