4 marzo 2015

Ci vuole autostima per "acchiappare" i sogni

Avere un sogno è facile. Tutti hanno i proprio desideri e le proprie aspirazioni, la cosa difficile potrebbe essere, casomai, smettere di fantasticare e dedicarsi ai propri doveri. Il problema dei sogni è che, in molti casi, sono forzati a rimanere nascosti nel proverbiale cassetto.


E se questo succede, di chi è la colpa? A volte delle avversità della vita, che ci portano su un'altra strada. In questi casi non possiamo fare altro, se non trovare un'alternativa. Altre volte, invece, la responsabilità è nostra, perché non ci abbiamo creduto abbastanza... o forse perché non ci abbiamo creduto nel modo giusto.

Per realizzare un sogno (come il mio di diventare attrice) servono talento e determinazione.
Siete sicuri? Davvero queste due caratteristiche da sole bastano?
Potreste impegnarvi moltissimo, perfino essere i più bravi del mondo nel vostro campo, ma se non vi date da fare per farvi conoscere non lo saprà mai nessun altro oltre a voi.
Bisogna essere capaci di prendere l'iniziativa, credere nelle proprie possibilità e promuovere il proprio lavoro.

Facile a dirsi, ma molto più difficile a farsi per quelli, come me che oscillano continuamente tra rari barlumi di speranza e momenti di sconforto.
Non sono l'unica che ha questo problema e il post "L'ego dello scrittore tra insicurezza e vanagloria" di Chiara Solerio me l'ha confermato. In realtà, questo argomento mi frullava nella testa già da prima di leggere il post di Chiara, ma ora ho avuto la spinta per parlarvene e spero di tirare fuori le idee in un ordine comprensibile.

Spesso si pensa: "Sono bravo, ho passione, ho talento. Prima o poi qualcuno lo noterà e allora riuscirò ad avere successo."
Purtroppo, non è esattamente così. Fin dai primi anni, mi hanno avvertito che per un attore è importante sapersi "vendere". No, non nel senso che state immaginando adesso (anche se non escludo che alcuni possano averlo fatto davvero)... Intendevo "sapersi vendere" nel senso di convincere gli altri della propria bravura.

La recitazione non è un'abilità che si può valutare oggettivamente. Certo, si fa presto a distinguere un attore convincente da uno pessimo, ma tra gli attori convincenti non si può decidere qual è il più bravo di tutti seguendo un criterio inequivocabile. Dipende dalla sensibilità di ognuno, come accade anche con le altre forme d'arte.
Ecco perché l'attore deve aver fiducia in se stesso: per convincere anche gli altri. Tutto il suo atteggiamento deve comunicare la convinzione: "Io sono bravo". Altrimenti, le possibilità che qualcun altro inizi a credere in lui e sostenga i suoi progetti sono di molto poco superiori allo zero.

E c'è anche un altro motivo: i nostri progetti hanno più probabilità di successo quando noi per primi siamo convinti che ce la faremo. Non ci credete? Non ci credevo neanche io, ma ora vi faccio un esempio.
La mia carriera universitaria è sempre stata un mezzo disastro. A fine gennaio, ero disperata e avevo voglia di mollare tutto. Poi, sono finalmente riuscita a passare un esame particolarmente difficile, quello che di solito è sempre l'ultimo per tutti quelli che si laureano alla mia facoltà. Dopo di che, è successa una specie di magia nella mia testa: mi sono convinta che ce la potevo fare e sono riuscita a passarne altri tre, di cui un'altro che mi sembrava impossibile e per cui studiavo da più di due anni.
Se questo atteggiamento mentale ha funzionato con delle materie che odio profondamente, a rigor di logica dovrebbe funzionare ancora meglio con dei progetti per cui ho una vera passione!

Il punto è che non è facile credere in se stessi. Come vi ho detto anche prima, io oscillo continuamente tra i momenti in cui sono convinta di potercela fare ad altri in cui mi mi butto giù e mi chiedo chi voglio prendere in giro.
Nessuno mi ha mai veramente detto che sono brava. So quali sono i miei punti deboli, sto cercando di lavorarci, ma ormai ho sviluppato un mio stile non riuscirò mai a cambiarlo totalmente... e se questo stile non andasse bene? Se credessi di essere un'attrice ma risultassi solo inespressiva agli spettatori? Se gli insegnamenti che ho imparato da tanti maestri diversi e poi ho rielaborato nella mia testa fossero rielaborati nel modo sbagliato?
Poi vedo tanti e tante che hanno la mia età e cominciano ad avere successo in ambito lavorativo e mi chiedo se per me non sia troppo tardi, se io non abbia perso la mia occasione.

Soprattutto, mi ricordo che ci sono fin troppe persone che sono convinte di essere talentuose, uniche nel loro genere, delle stelle nascenti... ma ne sono convinte solo loro, perché i risultati, visti dall'esterno, non sono nulla di che (per non dire di peggio).
Magari sono anch'io una di quelle. Magari faccio tanto finta di essere Drama Queen e invece la mia recitazione è paragonabile a quella dell'attore medio di Beautiful. Credere di essere bravi va bene, ma non bisogna superare un certo limite...
Però forse io ho qualcosa che quel tipo di persone non ha: sono aperta alle critiche. Forse questo mi salva, perché io posso pensare: "Sono brava, ma non sono sicuramente perfetta. Se qualcuno ha dei consigli da darmi, io li ascolterò, li valuterò, e cercherò di seguirli per migliorarmi sempre di più".

Io ho deciso di credere che sono abbastanza brava per realizzare il mio sogno e per faro credere anche agli altri. Io ho deciso di provarci, anche se sono preoccupata e mi chiedo se sarò in grado di sostenere provini su provini, di dimostrare che davvero io sono brava e che vale la pena assegnarmi una parte.
Dovrò armarmi di faccia tosta (quella di cui parlava Romina Tamerici in un vecchio post che ho sempre trovato profondamente vero). Non ne ho mai avuta, ma mi sembra un buon momento per iniziare.

Se mi guardo indietro, vedo che nonostante la mia giovane età ho superato più di qualche sfida.
L'autostima è difficile da costruire. La cosa buona, però, è che cresce passo dopo passo, una volta che è stata posta la base. Ogni piccolo successo porterà ad un tassello in più di fiducia in noi stessi. Ogni sconfitta porterà ad una battuta d'arresto temporanea, ma poi reagiremo con il pensiero: "Ehi, ce l'ho fatta a rialzarmi, sono andato avanti... sono forte!"
Se noi crediamo di essere bravi e portiamo avanti un progetto, troveremo qualcuno a cui quel progetto è piaciuto e allora saremo noi a dover ascoltare gli incoraggiamenti. E' quello che è successo a me, con questo blog.

Primo passo per costruire l'autostima: ascoltare i complimenti delle persone che conoscete. Non vi stanno prendendo in giro, sono semplicemente più oggettivi, perché vi vedono dall'esterno. Se ha funzionato con me, che ero un caso disperato, vi garantisco che funzionerà anche per voi.
Credeteci e diventate gli "acchiappasogni" di voi stessi, perché senza fiducia nelle proprie possibilità non si va da nessuna parte!

- dramaqueen



Immagine di Elisa Elena Carollo
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14 commenti:

  1. Sì, sono d'accordo. Parlo per esperienza diretta: dopo aver ricevuto alcuni rifiuti da editori per la pubblicazione di miei libri mi ero convinto di non essere un granché come scrittore. Diciamo che in parte lo penso ancora, ma ho rovesciato il discorso in questo modo: tutti quelli che riescono a pubblicare sono bravi?
    La risposta è ovviamente "no", allora ho iniziato ad auto-pubblicarmi (e per questo devo ringraziare di poter vivere in un'epoca in cui si ci può pubblicare e soprattutto distribuire a costo zero grazie al libro elettronico, altrimenti anche questa scappatoia non sarebbe stata semplice, tutt'altro).
    Nel momento dell'auto-pubblicazione ho fatto una scelta precisa: no a cercare lettori fra amici, parenti, cugini, etc. Devo puntare su chi NON mi conosce così mi giudicherà più obiettivamente. Forse verrò definitivamente ridimensionato (ma tanto vale saperlo con certezza) forse scoprirò di avere un minimo di capacità di interessare qualcuno con le mie storie.
    Ebbene, ho ricevuto recensioni positive, complimenti, incoraggiamenti, e ho anche venduto ebook su amazon. Insomma, ho riguadagnato la mia autostima. Probabilmente non pubblicherò mai con un editore, però, cavolo, almeno adesso so che non sono uno dei "pessimi", sono fra quelli che un po' di talento ce l'hanno.

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    1. Ti conosco da poco e non ho ancora letto niente di tuo, ma la rivisitazione in chiave "noir" delle tragedie di Shakespeare mi attira parecchio... Secondo me, hai fatto una scelta coraggiosa cercando un pubblico sconosciuto e non crogiolandoti nel giudizio positivo di amici e parenti, come fanno alcuni. Hai creduto in te stesso, appunto!

      Non è vero che tutti quelli che vengono pubblicati sono bravi, come non è vero nemmeno che tutti gli attori che si vedono in TV sono bravi, però gli artisti hanno bisogno di cercarsi un pubblico. Uno scrittore può anche scrivere solo per se stesso (per quanto dia poca soddisfazione), ma un attore non può recitare da solo chiuso in camera sua... non sarebbe vera recitazione.
      Ecco perché sto cercando di convincere gli altri che sono brava: voglio conquistarmi la possibilità di apparire davanti ad un pubblico. Magari anche tu, più avanti, riuscirai a trovare un editore... io te lo auguro!

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  2. Ehilà! Che bel post corposo... Vorrei metterci i miei due spicci di esperienza personale. :D
    Io penso di poter dire che faccio "l'artista", anche se non amo questo termine, preferisco "artigiano", suona meglio... Sì, insomma, vivo di teatro. Faccio il regista e l'insegnante, ho sviluppato (non da solo) un metodo di educazione attraverso la teatralità con il quale lavoriamo nelle scuole, e faccio anche l'attore. Insomma, ci vivo. Mia moglie fa lo stesso mestiere, ci manteniamo... Posso dire che, oggigiorno e in Italia,siamo dei privilegiati.
    Detto questo... La cosa che più di ogni altra mi ha aiutato, anni fa, a "realizzare il mio sogno", è stata, paradossalmente, smetterla di trattarlo come un sogno. So che può sembrare strano, ma finché sono stato uno studente universitario con il "sogno" di fare teatro, non ho combinato granché. Un giorno il mio maestro, durante una lezione, mi lanciò una provocazione aperta, una cosa tipo "Lui, ad esempio, chiacchiera tanto che vuole fare il regista ma non mi ha mai chiesto di potermi seguire mentre faccio le regie, o insegno..."
    Potere della rosicata.
    Dal giorno dopo l'ho seguito come un ombra, mi sono chiuso in teatro con lui, ho lavorato come un matto.
    Ma non è stata una sua "magia". No quello è stato l'input... Il resto è venuto col tempo. Solo che, in quel momento, ho smesso di considerare il mio sogno come qualcosa che stesse lì, sospeso in aria in una bolla di cristallo. Ho cominciato a fare cose, cose pratiche, materiali, quotidiane, per farlo avverare.
    Ho scritto i miei primi testi. Ho proposto ai miei compagni di gruppo di mettere in scena cose "nostre".
    E poi ho aperto la mia Associazione, h incontrato altre persone come me, ho finito la mia formazione, ho cominciato a contattare le Scuole... E poi sono passati anche dieci anni eh. :D
    Per esempio ammiro molto la scelta di Ariano di autopubblicarsi... Quello è un passo grande. E' un po' come stendere il braccio e infilarci la mano, in quel "sogno", per rendersi conto che non è etereo, evanescente, ma fatto di carne, ossa e sangue. E sudore.
    Ecco, questa è la mia opinione, la mia piccola esperienza sui "sogni"... Spero possa tornare utile a qualcuno, soprattutto a te Elisa, che di sogno ne coltivi uno bello grosso! ^_^
    Per quanto riguarda il "vendersi"... E' una roba strana, e complicata. In teatro soprattutto, visto che in tv è soprattutto una cosa schifosa, più che complicata. Si dovrebbe aprire un discorso sui provini,le compagnie e i gruppi, le differenze tra questi due stili... Lunghiiiiiiissimo. :D
    Però se trovi qualcosa (youtube o web "classico") ti consiglio di cercare qualcosa sullo spettacolo (bellissimo) "Dignità Autonome di Prostituzione". ;)

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    1. Accidenti, anche il tuo commento è corposo! Vediamo se riesco a rispondere a tutto...

      Allora, innanzitutto ti ringrazio per aver condiviso la tua esperienza personale: è sempre utile e interessante.
      Anzi, dà anche qualche speranza in più a noi giovani attori, visto che dimostri che mantenersi con questa professione è molto difficile, ma non impossibile. Specifico che a me non interessa assolutamente diventare ricca, famosa o chissà che, il sogno è solo quello di riuscire a guadagnare abbastanza per vivere, e sarebbe già tanto.

      Per quanto riguarda, appunto, i sogni: fai bene a specificare che, per realizzarsi, devono trasformarsi in progetti concreti e non rimanere astratti. Tutta la riflessione di questo post nasce, essenzialmente, dal grosso errore che ho commesso io, cioè iscrivermi all'università. So benissimo di aver sprecato quattro anni della mia vita a fare qualcosa che non voglio fare e questo mi pesa...
      Se all'epoca ho preso questa decisione è stato, appunto, perché non avevo abbastanza fiducia in me stessa e sapevo che non sarei stata in grado di sopportare tutte le difficoltà, le sfide, le critiche. Ora mi sono "temprata" un po' di più e ho dei progetti concreti per i prossimi mesi... Però ho ancora il peso dell'università da finire e non è facile stare dietro ad entrambe le cose, in termini di energie, di attenzione e di tempo materiale. Non voglio certo usarla come scusa (tanto, comunque, se iniziassi a trovare scuse per non impegnarmi, ci rimetterei solo io) ma è oggettivamente impegnativo. Spero davvero di poter chiudere presto questo capitolo e di potermi concentrare sui progetti che davvero mi interessano.
      So che è difficile, so che ci vuole tempo... E' da quando avevo quindici anni che la gente non fa che ripetermelo, per tentare di scoraggiarmi! ;) Per ora voglio provare ad impegnarmi, anche se magari un giorno sarò costretta a cambiare idea e a ripiegare su un piano B...

      Il "sapersi vendere" lo intendevo come "sapersi promuovere", cioè mostrare sicurezza, proporsi per partecipare ad iniziative varie, accettare le sfide, non aver paura di mettersi alla prova e non tirarsi indietro. Non altro, per carità, era solo una battuta. Posso immaginare le storie sui provini... ma in realtà preferisco non saperle e tenermi ben lontana dalla TV. Comunque, come ho già detto, non mi interessa per niente diventare un "volto noto" o cose del genere.
      Cercherò informazioni anche sullo spettacolo che hai citato, grazie mille per il consiglio :)

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  3. Hai ragione in tutto e per tutto! L'importante è crederci e fare qualche passo nella giusta direzione, uscire dal regno del pensare per entrare in quello dell'agire. Bastano pochi passi? Certo che no, ma ogni piccolo risultato ti incoraggia e ti indica la strada migliore da seguire, che certe volte può non essere la stessa che avresti scelto, ma ti porta comunque avanti.

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    1. Vedo che condividi il mio stesso pensiero: i sogni non devono restare nel cassetto, altrimenti ammuffiscono!

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  4. Santocielo, potrei averlo scritto io questo post :D Sostituendo la recitazione con l'illustrazione, il discorso fila esattamente allo stesso modo, e quello che stai cercando di fare tu sto cercando di farlo anch'io. Non avrò mai rimpianti per non avercela messa tutta!
    In bocca al lupo a noi!

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    1. Tu sei un po' più avanti di me con il percorso, ma ad ogni modo sono contenta di aver interpretato anche il tuo pensiero... In bocca al lupo anche a te e tantissimi auguri per la tua carriera!

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  5. Sai di cosa mi sono convinto io invece? Che troppe domande fanno molto male :) chidersi se quello che si fa è giusto o sbagliato è inevitabile. In molti casi è utile riflettere sulle proprie scelte, sul proprio modo di essere e di porsi nei confronti degli altri, ma in tanti altri è un ostacolo! Un passaggio che porta all'inevitabile conseguenza di rinunciare a tutto quello che di positivo la vita ci offre.
    Per quel che concerne il talento, credo che l'idea che si nasca "dotati" appartenga al passato. Nessuo nasce attore, ballerina, cantante, idraulico, contadino, muratore, infermiera ecc. ecc. le proprie capacità si scoprono col tempo! Ho cominciato a studiare doppiaggio a 28 anni, dopo aver intrapreso svariati percorsi pensando che ognuna sarebbe stata la mia strada... ho scoperto più cose su me stesso in quest'ultimo periodo che non in tutta una vita. il talento si costruisce con fatica, determinazione e passione! Perciò dacci dentro, non damandarti se quello che fai è giusto, ma concediti il lusso di sbagliare, perché è dai fallimenti che si ottengono i risultati più soddisfacenti ;)

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    1. Benvenuto nel mio blog e... complimenti, mi conosci da mezza giornata ma hai già capito qual è uno dei miei più grandi difetti: penso troppo! Hai ragione, sto cercando di preoccuparmi un po' meno ;)
      Riguardo al talento, ci sono varie scuole di pensiero. Alcuni dicono che attori si nasca e che non lo si può diventare, altri la pensano come te... Io sarei favorevole alla via di mezzo: nessuno nasce già attore (o cantante, o idraulico, i ingegnere) ma tutti devono studiare e impegnarsi. Eppure credo che ci voglia anche un po' di predisposizione naturale. Insomma, spero di avere almeno un po' di attitudine alla recitazione e che il resto si possa costruire con l'impegno... altrimenti continuerò a fare come il calabrone, che secondo le leggi della fisica non potrebbe volare, ma non lo sa e vola lo stesso ;)

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  6. Mi piace molto la metafora dell'acchiappasogni, che trovo adatta anche alla mia esperienza. La convinzione è importante e può giocare una parte rilevante nei progetti di una persona, anche ammazzarli se manca. Io perlopiù non ci ho creduto e il "distacco" lo sento. :)

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    1. L'acchiappasogni della foto è appeso sopra il mio letto ormai da anni e non ha funzionato molto, quindi mi sono detta che dovevo pensarci da sola ;) La convinzione non è l'unico fattore responsabile del successo... ecco, diciamo che è una "condizione necessaria ma non sufficiente".
      Per quanti riguarda i progetti, si dice che non sia mai troppo tardi. Magari non è più possibile seguire il progetto originale, ma apportando qualche modifica si può comunque raggiungere un risultato accettabile :)

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  7. Un discorso da applausi! E grazie per la citazioni... a breve scriverò un altro post sul tema. Direi che entrambe dovremmo seguire i consigli che dai in questo post.

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    1. Applausi addirittura? Risparmiali per i miei futuri bellissimi spettacoli ;)
      Ogni tanto ti "rubo" qualche idea perché i tuoi post mi fanno riflettere e mi tirano fuori altri pensieri. So che anche tu hai "tirato fuori l'acchiappasogni"... continua così!

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