7 aprile 2015

La pazienza è la virtù degli aspiranti doppiatori

Se fare gli attori è difficile, fare gli "aspiranti" è ancora peggio. Non sai se e quando arriverai, cerchi di metterci tutto il tuo ottimismo e la tua buona volontà... ma il mondo non manca mai di scoraggiarti.
"E' difficile" è la frase che ci si sente ripetere più volte al giorno. 



A questo proposito, vorrei mandare un messaggio globale: caro mondo, non serve ripeterlo. Lo sappiamo. Ce lo sentiamo ripetere da anni e anni. Potresti, almeno, trovare una frase demotivante un po' più originale? Dopo un po' subentra la noia e non ci facciamo neanche più caso, quando lo sentiamo dire.

Non c'è lavoro, il mercato è in crisi... Sì, lo so, lo so. Ormai l'ho imparato che, quando io voglio fare qualcosa, quel settore entra automaticamente in crisi. Scommetto che, se volessi lavorare alle pompe funebri, la gente improvvisamente smetterebbe di morire. Non mi sorprenderei più di tanto.
Scusate per l'analogia, ma l'unico modo che ho trovato per reagire a questa situazione è l'ironia!

Per fortuna, a volte trovo ancora qualche incoraggiamento e qualche voce che dice: sì, è difficile, ma chi studia e ha la pazienza di imparare ce la fa.
E' il caso del video che vi voglio presentare oggi, tratto da un'intervista all'attore e doppiatore Michele Kalamera. Nato nel 1939 da padre siciliano di origini greche e madre veneta, è diplomato all'Accademia Silvio D'Amico e come doppiatore è noto soprattutto per essere la voce ufficiale di Clint Eastwood. L'intervista in questione è stata svolta nel 2009, in occasione dei suoi settant'anni.

Dopo aver parlato di altri aspetti riguardanti la sua carriera, l'intervistatore Marco Bonardelli pone la classica domanda da un milione di dollari: che consigli daresti ad un giovane che vuole diventare doppiatore?
Per fortuna, l'intervistato non si mostra tediato da questa domanda, che ricorre puntualmente tutte le volte in tutte le interviste a doppiatori a cui ho mai assistito, anzi risponde in modo dettagliato dando dei preziosi consigli e raccontando aneddoti:


Se siete interessati, potete trovare il video dell'intervista completa qui.

In sostanza, i consigli dati da Kalamera riprendono quello che anch'io vi avevo già raccontato a proposito della professione di doppiatore, ma con il merito di aggiungere dettagli importanti dovuti all'esperienza diretta.
Bisogna avere una preparazione da attori e saper recitare anche con tutto il corpo, prima di concentrarsi solo sulla parte vocale. Come uno studente di ingegneria non può risolvere un integrale triplo senza sapere come si risolvono gli integrali singoli [e il mio esame di analisi 2 ne sa qualcosa], nemmeno un attore può imparare una tecnica di recitazione in più se non conosce a sufficienza le basi.
Oltre a questo, bisogna avere una buona dizione, cosa che può sembrare facile, ma che invece richiede molto studio... perché noi crediamo di parlare in italiano, ma la verità è che molte parole non andrebbero pronunciate come siamo abituati a pronunciarle.

La preparazione teatrale, ovviamente, non basta, altrimenti tutti gli attori sarebbero automaticamente già doppiatori. Serve un passo in più: imparare la tecnica.
In un'altra intervista (non ricordo a chi, perdonate ma ne ho lette e ascoltate veramente tante) la tecnica del doppiaggio veniva paragonata a quella necessaria per guidare l'automobile: all'inizio sembra complicatissimo prestare attenzione a tante cose nello stesso momento, ma poi diventa un automatismo.
Per fare questo, bisogna seguire un corso apposito. Ma attenzione: è importante scegliere un corso che fornisca una buona preparazione e non cadere nelle truffe, che sono in agguato tanto nel settore del doppiaggio quanto nel cinema. Molte pubblicità promettono di trasformare chiunque in un perfetto doppiatore dall'oggi al domani, senza bisogno di una preparazione teatrale alle spalle, ma questo non è possibile nemmeno con la bacchetta magica.

A questi consigli che potremmo definire basilari, Kalamera ne aggiunge altri due di importanti, non solo per gli aspiranti doppiatori, ma per chiunque voglia imparare bene una disciplina:


  • Osservare i professionisti mentre sono all'opera, in questo caso recandosi nelle sale di doppiaggio e chiedendo di poter assistere ai turni. Solo stando lì, in silenzio, concentrati su quello che si sta vedendo, si possono assorbire (almeno in parte) le tecniche che hanno reso bravi coloro che già svolgono questo mestiere.
  • Avere pazienza e non avere l'ambizione di sapere già tutto. Quando si prova per la prima volta (ma immagino anche la seconda e la terza) è bene ascoltare i consigli del direttore del doppiaggio senza fare solo di testa propria. L'umiltà è una dote che, purtroppo, manca a molti aspiranti attori... ma per diventare bravi bisogna ascoltare i suggerimenti di chi è più esperto di noi. Come possiamo migliorare, se crediamo di essere già i migliori?


Sono contenta di aver trovato per caso questo video, perché mi ha ridato un po' della fiducia nel futuro che mi mancava. Non so se veramente ho le doti per "sfondare", ma la determinazione non mi manca e so dove trovare anche la pazienza, se si tratta, di qualcosa a cui tengo veramente.

Nel caso in cui ve lo stiate chiedendo: no, il doppiaggio non è ancora del tutto escluso dalle mie ambizioni. Il primo amore non si scorda mai.

- dramaqueen



Immagine da Pixabay

12 commenti:

  1. "L'ironia salverà il mondo", quindi questo è lo spirito giusto!
    Io sono alle prese con la dizione e sto valutando di tentare la strada del doppiaggio, ma per ora sto solo guardandomi in giro.
    Bel post!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. L'ironia è un'arma che ho ancora ed è ben affilata :)
      Speriamo di non farci troppa concorrenza a vicenda, dai! E grazie!

      Elimina
  2. Ho sempre avuto una grande ammirazione per i doppiatori, e infatti mi sono sempre detta che sono come dei veri attori! La scuola di doppiaggio italiana è la migliore, sebbene ultimamente mi piace sentire le voci originali degli attori, ad esempio in House of Cards, e leggere i sottotitoli in inglese per fare esercizio.

    Penso che i due punti "osservare i professionisti" e "avere pazienza" siano linee guida che valgono per tutte le professioni.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Gli ultimi due consigli valgono senz'altro per tutte le professioni... il punto è che troppe volte vengono dimenticati, perché la gente vuol fare tutto e subito.

      Anche a me piace guardare i film in lingua originale, anzi adesso ne guardo raramente di doppiati, però a volte mi piace comunque osservare come sono state tradotte le battute e che inflessione ha dato il doppiatore alla frase. Ecco, io invece non sopporto i sottotitoli, nella maniera più assoluta. Sicuramente se fossi nata all'estero sarebbe stato diverso, perché ci sono paesi in cui i film non vengono doppiati quasi mai, però essendo cresciuta qui non sono proprio abituata.

      Elimina
    2. Verissimo quello che dici sui sottotitoli, il più delle volte danno fastidio.

      Quelli che proprio mi danno fastidio sono quelli in un'altra lingua, invece quelli nella stessa lingua del film aiutano. Io conosco piuttosto bene l'inglese, ma con l'americano ho difficoltà. Sempre parlando di House of Cards, dipende molto dagli accenti: ad esempio Kevin Spacey lo capisco bene anche senza sottotitoli, mentre lo scagnozzo Doug e lo scrittore poco o nulla (parlano con la bocca chiusa! grrr...). Inoltre l'intrigo politico è assai complicato, quindi un aiutino non mi dispiace. :-)

      Elimina
    3. Ho lo stesso problema con "Game of Thrones"... Jon Snow non riesce a parlare normalmente, bofonchia e basta! Ma il più delle volte riesco a dedurre dal contesto.

      Elimina
  3. Sono certo che Belen Rodriguez aveva in mente tutto questo quando è stata scelta come doppiatrice di Gladiatori di Roma.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Penso che diventare doppiatrice non fosse la sua ambizione principale. E neanche attrice. Per fortuna.

      Elimina
  4. Penso che il nucleo fondamentale del bel discorso di Kalamera, che trovo un eccellente professionista, sia L'UMILTÀ. Mi è capitato di lavorare con giovani promettenti nel campo della recitazione, uno di essi anche doppiatore di documentari su Sky. Ebbene, solo pochissimi veramente umili, disposti a sacrificarsi per imparare. Ecco, quelli non andranno lontano. Il doppiaggio mi ha sempre affascinato. Mi è capitato di frequentare un corso di Dizione e uso professionale della voce e il mio insegnante mi chiamava in disparte a fine lezione per dirmi che la mia voce avrebbe buone opportunità di essere utilizzata nel doppiaggio. Chissà, un giorno...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Hai sintetizzato bene gli ultimi due punti in un'unica parola. Purtroppo, l'umiltà è una dote sfuggente... però è davvero necessaria per imparare bene!
      Auguri anche e te per i tuoi progetti futuri :)

      Elimina
  5. Kalamera è un grande! Io ho imparato ad apprezzarlo all'inizio degli anni 70s quando da bambino all'inizio degli anni 70s guardavo la serie "Spazio 1999 in cui Kalamera doppiava il personaggio protagonista. Michele Kalamera è uno dei pilastri del doppiaggio italiano e merita tutti gli onori possibili.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Beh, io non ho visto "Spazio 1999" (ero leggermente non ancora nata)... però sono d'accordo con te che sia un grande professionista!

      Elimina

Hai qualcosa da aggiungere a questo post? Lascia un commento!
Se usi la modalità "Anonimo", per favore firmati con il nome o con un nickname.