14 aprile 2015

Il dondolo dei miei pensieri

Troppe cose a cui pensare, determinazione di portarle a termine tutte, ma troppo poche energie per fare tutto. Ogni volta che cerco di riprendere la motivazione che avevo lasciato cadere la qualche parte, dopo poco la lascio sfuggire di nuovo. Non la afferro con forza sufficiente per trattenerla.


Mi sembra di essere isolata dal mondo reale, troppo presa da tutti i pensieri e le preoccupazioni che in realtà stanno solo nella mia testa e non hanno riscontro nei gesti quotidiani che mi si chiede di compiere. Eppure sono come fantasmi, non mi riesce di mandarli via.
Se durante il giorno mi concentro su altro, poi ritornano nel sonno.

Questo è anche il motivo per non ho più pubblicato post impegnativi. Ho iniziato a scriverne più di uno, ma non riesco a portarli a termine, per mancanza di concentrazione o di idee.
Per questo mi scuso con voi e spero che questa "stasi" da blogger finisca presto.

Credo che questa mia sensazione sia simile a quella espressa nel mal-essere disegnato da Alessia H. V.
Come lei, anch'io ho cercato un modo per esprimerla attraverso l'arte. In questo caso, un'arte diversa e in un modo diverso. Cercando dei monologhi, mi sono imbattuta per caso in un'opera di Beckett: "Dondolo".
Non sono mai stata in grado di apprezzare appieno Beckett, probabilmente perché nessun insegnante me l'ha mai spiegato con la dovuta profondità. Apprezzo alcune delle sue scelte, ma altre (purtroppo) semplicemente non le capisco e mi lasciano perplessa. Leggendo il finale di questo lungo monologo, però, è scattato un click. Ho sentito qualcosa di familiare.
E ho deciso di farne una registrazione.

"Dondolo" è recitato interamente da una donna "invecchiata prematuramente" seduta su una sedia a dondolo. La sua stessa voce registrata interviene in più momenti per aggiungere dettagli alla storia e spiegare (anche se mai troppo esplicitamente... stiamo parlando di Beckett, in fondo) quello che il personaggio non dice.
Da questa "dull, expressionless pre-recorded voice" viene la parte di monologo che ho scelto.
Questa volta non ho fatto un'analisi approfondita del personaggio, ho provato il testo solo un paio di volte e l'ho registrato tutto di seguito. Ho cercato di esprimere la sensazione che vi descrivevo prima: come se io mi trovassi su un dondolo infinito, che non può fare altro che andare avanti e indietro, e da cui non ho la forza di scendere, ma posso solo abbandonarmi alle monotone oscillazioni.

Molto probabilmente non è quello che immaginava Beckett.
Non sono nemmeno molto convinta dell'interpretazione e non so se un ascoltatore potrebbe apprezzarla... E' una sperimentazione, diciamo. Se vi va, fatemi sapere che cosa ne pensate voi.



Di solito mi impegno molto a realizzare una registrazione della massima qualità possibile anche con il mio microfono tutt'altro che professionale, questa volta invece il suono è volutamente un po' disturbato.
La bassa qualità del video è in parte voluta. Dico "in parte" perché volevo l'effetto pellicola rovinata, ma Movie Maker ha deciso che l'unico modo per ottenerlo era abbassare drasticamente la risoluzione. Spero che questo non comprometta troppo l'effetto finale.

E, dopo aver finalmente espresso tutte queste emozioni, spero di riuscire a scendere dal dondolo.

- dramaqueen



Immagine di Kai Hendy (Flickr)
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14 commenti:

  1. Elisa! ç_ç
    Comincio con il dire che la tua interpretazione l'ho trovata bellissima: è intima, sentita, veramente sospesa in una dimensione di malinconia che permea e permane a dispetto delle intenzioni, l'inazione, la non-azione il gesto bloccato cui si impone un movimento di inerzia, ripetuto, sempre uguale a se stesso cui non riusciamo a contrapporre la volontà, un prigione di stasi che si muove di un movimento blando, più attanagliante dell'immobilità, perché va avanti senza il nostro controllo.

    E poi insieme io e te abbiamo fatto un piccolo 'miracolo', nel senso che non mi aspettavo che un mio disegno potesse essere così sentito da un'altra persona tanto da portarla a raccontarsi in modo così complementare e personal al contempo e per mezzo di un'arte sorella: credimi è la cosa più bella e più spontanea che si potesse creare fra due persone, ma non perché si tratta di me o di te, ma perché nessuno lo ha programmato.
    Si è semplicemente attuato, ed è stupendo!
    Grazie del regalo e hai la mia mano, anche se virtuale, per qualsiasi cosa.

    Buona giornata! ^^

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    1. Grazie a te, sono contenta di sapere che hai apprezzato il modo in cui ho colto il tuo spunto. Quando ho visto il tuo disegno e letto le parole che usavi per descriverlo, ho riconosciuto quello che stava (e sta) succedendo anche a me. Mi sono sentita in sintonia.
      Forse per gli attori è più normale lasciarsi ispirare dal lavoro di un altro artista, perché noi recitiamo quasi sempre testi scritti da altri e nel recitare dobbiamo diventare un'altra persona, quindi accogliamo volentieri gli spunti dall'esterno che ci indichino la direzione giusta.
      Tutto questo per dire che sono contenta che questo piccolo 'miracolo' sia accaduto :)

      Mi fa piacere anche che l'interpretazione sia stata apprezzata! Buona giornata anche a te!

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  2. Al di là del mal-essere rivelato dal post, il risultato artistico è davvero armonico: una combinazione riuscita di recitazione, musica e immagini :))

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    1. Grazie, sono contenta che anche tu abbia apprezzato!
      Questa volta ho trovato veramente un testo in armonia con il mio stato d'animo, quindi mi sono impegnata anche a trovare un'armonia con la musica e le immagini del video.

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  3. Ti auguro di scendere presto...
    Io ho appena commentato il video su youtube... brava.

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    1. Da piccola ero bravissima a fare i salti dall'altalena, magari è ora di riscoprire quest'abilità ;)
      Ho visto e apprezzato il commento, grazie!

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  4. Un mio amico, quando eravamo giovani, diceva che la vita era tutta questione di "personalità". Persino la precedenza, per strada, diventava questione di "personalità" e non più di destra e sinistra.
    È solo che costa molta fatica e molte energie, questa "personalità", e ogni tanto si finisce per domandarsi se ne valga la pena.

    Io credo di sì.

    Ho ascoltato il pezzo: la prima volta c'era qualcosa mi aveva lascito perplesso. Forse le pause. Forse il tono. Ho lasciato passare un paio d'ore e l'ho riascoltato. La seconda volta mi è piaciuto e quindi non riesco ad esserti di aiuto più di così :)

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    1. Sono d'accordo con quello che dici sulla "personalità": non è facile da creare e mantenere, ma vale la pena di sforzarsi. Anche se credo che manterrò qualche eccezione a questa regola, tra cui il rispetto del codice della strada ;)

      Ti ringrazio per avermi riferito le tue sensazioni. Forse anche l'effetto che ci fa un'interpretazione cambia a seconda del momento in cui la ascoltiamo, come succede a volte con le canzoni...

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  5. Beckett l'ho studiato un po' all'università (facevo lingue e letterature straniere, inglese come prima lingua). Ho letto "Waiting for Godot" e ho assistito allo spettacolo teatrale "Krapp's last tape", indubbiamente è un tipo di teatro drammatico sperimentale assai arduo.
    Parlando del monologo che hai scelto di registrare, l'ho trovato appunto beckettiano. La voce monotona è proprio beckettiana, adatta al suo stile, però al tuo posto avrei osato una qualche maggiore variazione di tono per dare più tragicità al testo. La tua voce è molto bella, molto intonata e priva di inflessioni, credo che qualche variazione di tono non sarebbe stata neppure troppo discordante con la necessaria "monotonia beckettiana".

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    1. Io, come ho accennato, ho studiato Beckett solo al liceo e molto "in a rush" perché ovviamente era la fine dell'anno e c'era il programma da terminare, quindi l'insegnante non poteva soffermarsi troppo.
      Ti ringrazio per i complimenti riguardo alla mia voce :) La registrazione ormai è fatta, ma proverò a rileggere il testo inserendo più variazioni di tono. Grazie per avermi dato la tua opinione!

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  6. Speriamo che il mal-essere passi presto, ma il video è molto bello e sentito. A volte è proprio dagli stati che vorremmo evitare che nascono cose ispirate... Brava :)

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    1. Grazie, sono contenta che ti sia piaciuto!
      Molti artisti hanno tratto ispirazione da fatti ed emozioni spiacevoli. Io non credo di essere una grande artista, per carità, ma prendere esempio da loro e convogliare i propri stati d'animo anche negativi nell'arte può avere degli effetti positivi.

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  7. Che pezzo suggestivo e angoscioso! Lo hai interpretato molto, molto bene. Spero che le tue energie tornino presto dopo questo momento di latitanza. Del resto c'è anche il tempo di seminare e aspettare; non si può trottare sempre. :)

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    1. Grazie davvero! Purtroppo ci sono cose che non posso mettere in pausa, in particolare l'università, quindi mi rimangono poche energie per il resto... ma spero di trovare presto un equilibrio :)

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