21 aprile 2015

Esercizio: Il gioco del funambolo

Ritorno dopo qualche tempo a parlare di esercizi. Se il mese scorso me n'ero inventata uno un po' particolare che aveva a che fare con la lettura di fiabe, questa volta vi presento un esercizio fatto non solo per la voce ma per tutto il corpo.


[Piccolo aggiornamento sul mio progetto "Una fiaba al giorno": sto continuando con la lettura, non proprio tutti i giorni perché ho avuto dei contrattempi vari, ma mi sto impegnando. Ho imparato la dizione corretta di qualche termine nuovo e mi sembra di scandire meglio le parole. Insomma, credo che funzioni.]

Anzi, si può dire che in questo caso il lavoro dell'attore sia globale, perché coinvolge il movimento del corpo, sviluppa l'espressività e in parte anche la voce. Dico "in parte" perché, come in tanti esercizi teatrali di questo tipo, l'uso della voce non è proibito, ma è permesso solo nel caso in cui la situazione lo richieda effettivamente.
Nella vita, siamo abituati a parlare per esprimere qualsiasi pensiero o bisogno. In teatro, invece, dobbiamo imparare ad usare anche gli altri strumenti espressivi, quindi è meglio resistere alla tentazione di ricorrere sempre alla parola. Ci sono circostanze sceniche in cui un movimento o uno sguardo possono essere molto più significativi di un dialogo.
Ciò non toglie che, in altri momenti, una parola o una frase possano venire spontanee e in quel caso non c'è bisogno di trattenersi. La regola del gioco è soltanto che le parole pronunciate devono essere ponderate e sempre necessarie nel contesto.

Ma passiamo subito alla spiegazione dell'esercizio: prendete una linea retta sul pavimento e immaginate che sia una corda. Sì, come il filo dell'altra volta, ma decisamente più spessa e sospesa nel vuoto, diciamo tra due palazzi molto alti, e saldamente assicurata ai capi.
Voi la dovrete attraversare.
motivi per cui dovete compiere questa traversata sospesi nel vuoto possono essere diversi. E' un'esibizione circense? State scappando da un inseguitore e quella è l'unica via per sfuggirgli? Qualcuno vi ha sfidato ad una prova di coraggio e non potete tirarvi indietro?
Questo lo dovrete inventare voi e sarà la storia del vostro personaggio.
Lo dovrete inventare in base alle indicazioni dell'insegnante, che vi fornirà quattro emozioni diverse. Ad esempio: paura, rabbia, allegria, stupore. Durante il vostro percorso sulla corda, dovrete attraversare tutte e quattro queste emozioni, rendendole ben comprensibili a chi vi guarda.
Ovviamente, ciascuno di questi stati d'animo dovrà avere una ragione d'esistere e non si dovrà materializzare dal nulla. La paura potrebbe essere la paura di cadere il basso, lo stupore potrebbe seguire la scoperta che i palazzi sono molto più altri di quello che avevate immaginato. L'allegria potrebbe essere giustificata dal fatto che, giunti ormai a metà del percorso, avete capito che vi sentite più a vostro agio a camminare a mezz'aria che con i piedi per terra.
Ogni emozione può risultare plausibile, se nella vostra testa ha la giusta motivazione.

Per lo stesso motivo, le transizioni da uno stato d'animo all'altro non dovranno essere brusche, ma sempre graduali. E' bene ricordare che il lavoro dell'attore è una continuità scenica. Non consiste nel pensare: "Ora devo essere triste. Bene, ora è passato un po' di tempo e ho finito di essere triste: da adesso sono arrabbiato".

Perché l'esercizio si svolge su una corda sospesa nel vuoto? Potrebbe sembrare un'ambientazione come un'altra, ma in realtà la motivazione esiste: il funambolo si trova in una situazione estrema, quindi anche le emozioni che prova saranno estremizzate.
Camminare sospesi nel vuoto non è come camminare lungo la corsia del supermercato. Un passo falso può farti precipitare di sotto. Tutti i muscoli, perciò, sono in tensione e la concentrazione è massima. Un contrattempo, in questo caso, potrebbe avere conseguenze molto più gravi di un nostro gesto normale, perciò anche la reazione emotiva è proporzionale a questa gravità.

Potete provarci anche a casa vostra... alla fine non è diverso da quando, da bambini, giocavate a saltare da un divano all'altro perché il pavimento era diventato lava incandescente.
Scegliete una striscia di mattonelle o di parquet e fatela diventare la vostra corda sospesa nel vuoto. E poi fatemi sapere come va!

- dramaqueen

Immagine da Pixabay
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8 commenti:

  1. Devo assolutamente proporla ai miei allievi il prossimo venerdì. Ti saprò dire!

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    1. Che bello... Fammi sapere! Io purtroppo non ho degli allievi, ma mi piacerebbe tanto tornare ad insegnare un giorno (anche se, per dirla tutta, non ero io la vera insegnante, ero solo l'assistente)!

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  2. Prima o poi devo provarlo assolutamente! Sono certa che ne verrà fuori qualcosa di assurdo, ma mi divertirò.

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    1. Non hai ancora capito che tutti gli esercizi teatrali sono assurdi? ;)

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  3. Occhio solo a non crederci troppo nella realtà di quel filo sul baratro... ;)

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    1. Non conosco casi di bambini morti per essere caduti nella lava ;)
      Forse sei stato un po' suggestionato dal post precedente, ma un esercizio del genere dura davvero poco, perciò mi sento di escludere ogni pericolo per chi lo svolge :)

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  4. Provai anni fa questo esercizio, o simile, ad uno dei primi corsi di teatro che decisi di frequentare. Mi fu molto utile, non c'è che dire. È bello vedere che qualcuno ancora se ne interessa alla formazione tecnica teatrale. Gli attori formati sono pochi, alle audizioni ne vedo di tutti i colori.

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    1. Benvenuta nel mio blog! Purtroppo hai ragione: c'è tanta gente che pensa che fare l'attore non sia neanche un vero lavoro, "tanto basta andare lì, parlare e muoversi un poco". E non c'è niente di più sbagliato, perché chi studia seriamente sa che ci vuole molto impegno.

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