12 maggio 2015

Il birignao

Questo post è il diretto discendente del piccolo glossario teatrale che vi ho presentato la volta scorsa.
Qualcuno di voi è rimasto colpito dal termine birignao, che già a partire dal suono risulta piuttosto curioso. Io lo conoscevo, ma non ero mai andata oltre la definizione e non avevo mai visto, di fatto, un esempio di questo particolare modo di recitare. Così, spinta dalla curiosità, sono andata a cercare qualche altra informazione e, soprattutto, qualche video.


Ma cominciamo dall'inizio e, per prima cosa, vediamo la definizione data dal dizionario Treccani online:

 birignào s. m. [voce onomatopeica]. – Nel gergo teatrale, dizione ridicola e artificiosa, con pronuncia nasale e con vocali finali prolungate, eccessivamente enfatica, tipica di alcuni attori di teatro, e talvolta anche di cantanti di musica leggera. Anche, estens., modo di parlare artificioso e innaturale: parlare col b.; affettare uno stucchevole birignao

Un'altra definizione, più dettagliata, fu scritta dal giornalista Orio Vergani, autore di un'opera intitolata addirittura "Birignao, piccolo lessico per il palcoscenico".
In verità, il libro non fu pubblicato da Vergani stesso, ma dal figlio Guido, che raccolse le carte e le annotazioni del padre dopo la sua morte e decise di darle alle stampe. Questi appunti raccoglievano numerosi aneddoti, raccolti sulle scene e dietro le quinte, e modi di dire usati all'epoca nell'ambiente teatrale, che spesso avevano origine dalle abitudini di un attore in particolare (altre notizie sull'opera in questo articolo).
A proposito del birignao, nel suddetto libro possiamo leggere:

"Birignao e' voce onomatopeica per indicare la dizione sofisticata, arricchita di modulazioni eccessive e di inutili virtuosismi. Il birignao porta ad eccedere nella scorrevolezza del dire, ad una volubilita' non indispensabile di toni, a vibrazioni nasaleggianti, ad impostazioni che passano senza necessita' dal tonante al baritoneggiante, ad eccessivi tremori di commozione, a simulazioni di pianti senza lacrime"

A sentire queste definizioni, sembrerebbe che "recitare con il birignao" sia una cosa negativa. In effetti, al giorno d'oggi questo stile ci sembrerebbe falso e troppo artificioso, ma non bisogna dimenticare che la recitazione cambia con il passare degli anni e con questa anche il gusto del pubblico.
Un tempo, questo tipo di impostazione vocale era apprezzato, tanto che ci furono attori (ma soprattutto, credo, attrici) che diventarono famosi proprio per questa particolarità.

Sfortunatamente, i video non sono facili da trovare, perché il birignao era uno stile di recitazione in voga parecchi anni fa, all'incirca dagli inizi del Novecento fino agli anni '50. Inutile dire che, a quel tempo, YouTube non solo non esisteva, ma non erano nati nemmeno i suoi inventori.
Qualcosa, però, sono riuscita scovare.

Nel post precedente vi avevo riportato, come esempio, una scena del varietà "Al Paradise" in cui Franca D'Amato imita in chiave comica il birignao usato da alcune attrici (in particolare la didascalia dice "alla maniera di Tina Lattanzi").
Questo pezzo, secondo me, riesce a rendere molto bene l'idea appunto perché è in chiave parodica e, quindi, gli elementi tipici del birignao sono enfatizzati. Magari nell'altro post ve lo siete perso in mezzo alla moltitudine di definizioni, perciò lo ripropongo:




Ora che abbiamo ascoltato la parodia, però, mi sembra giusto concedere spazio anche a Tina Lattanzi, quella vera. 
Nata nel 1897, attrice ma soprattutto doppiatrice e dal 1935 fino agli anni '60 fu una delle protagoniste del doppiaggio italiano e prestò la voce alle più grandi dive di Hollywood.
La sua voce si distingueva e ancora oggi è ricordata per il vezzo recitativo del birignao.
Qui ne potete ascoltare un esempio, tratto dal doppiaggio del film "Norman, astuto poliziotto" del 1962.

Al giorno d'oggi, penso che l'uso di questo stile sia quasi scomparso, se non nelle parodie di alcuni personaggi che hanno un modo di parlare particolarmente affettato.

In mezzo ai vari significati, ho trovato anche che il birignao (in un'accezione diversa da quella storica, di cui abbiamo parlato in questo post) è uno degli errori da evitare quando si parla in pubblico. 
In questa registrazione, tratta da un corso di dizione e comunicazione, lo speaker usa questo termine per definire la tendenza ad "allungare" le parole e intervallarle con i classici "eeeeh" che facciamo quando, impacciati, non siamo sicuri di che cosa dobbiamo dire. Va da sé che questo tipo di birignao va evitato sempre, sia a teatro sia (possibilmente) in qualunque altra occasione, ma non va nemmeno confuso con il significato storico e teatrale della parola.

- dramaqueen



Immagine: "Young lady in a boat" di James Tissot
da Wikimedia Commons

10 commenti:

  1. Sì, sapevo già cosa fosse, ed è vero che oggi è dispregiativo mentre un tempo non lo era... I tempi cambiano.

    Moz-

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    1. Ma io ho scritto il post per coloro che non lo sapevano... me stessa inclusa! ;)

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  2. Non ne sapevo il significato, confesso. Ho imparato una cosa nuova :-)

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  3. Grazie mille dell'ulteriore post, Elisa. Ho visto anche il doppiaggio del film che proponi.

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    1. Prego! Avrei voluto trovare più esempi, ma purtroppo non è facile...

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  4. "Centotrenta, la gallina chenta".
    Birignao necessario per proporre un altro numero. :)

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    1. Contessa che, giustamente, non era inglese ;)

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