26 maggio 2015

Il "fantastico" mondo delle prove teatrali

Oggi per la rubrica "Dimmi che storia scrivere"...
Veramente, di solito la rubrica si trova sul blog Scrivere per caso di Michele Scarparo, ma stavolta è lui che ha richiesto un post a me, quindi la rubrica per una volta funzionerà al contrario!
Dicevo, per la rubrica "Dimmi che storia scrivere" al contrario, questa volta ci immergiamo nel fantastico mondo delle prove, cioè scopriremo quali sono i diversi modi in cui si può lavorare e provare un copione.


Prima di tutto, credo di dovervi dire che il fantastico mondo delle prove non è sempre così fantastico: durante uno spettacolo sembra tutto bello e armonioso, ma durante le prove ci sono stati molti sbagli, ripensamenti e disaccordi.
Le prove teatrali sono un'occasione di duro lavoro e anche, purtroppo, di tante arrabbiature. I registi si arrabbiano spesso con gli attori e devono urlare per mantenere la disciplina. Gli attori si arrabbiano con il regista, perché non si sentono compresi, e anche con gli altri attori, perché talvolta possono sorgere disaccordi e rivalità.

E poi, nelle compagnie amatoriali, c'è sempre il fenomeno degli "scomparsi": puntualmente qualcuno degli attori non si presenta alle prove, per motivazioni più o meno serie, e quelli rimasti devono farsi in quattro per supplire alla mancanza.
Io, come potete immaginare, sono il tipo che manca alle prove solo per cause di forza maggiore (morte e poco altro), quindi ho una lunga esperienza di sostituzioni nei ruoli più disparati. A volte mi sono anche toccati i dialoghi con me stessa (non nel senso di soliloquio, ho proprio dovuto fare l'attrice schizofrenica, in stile Rometta e Giulieo).

Questo è il lato oscuro delle prove, ma ovviamente esistono anche lati positivi, come tutti gli scherzi e la complicità che si creano dietro le quinte di una compagnia teatrale. A volte capita che un errore in una scena risulti talmente comico da doversi impegnare per non ridere nelle prove successive!
Ma forse è meglio se ora inizio a parlare degli aspetti tecnici, che forse erano quelli che interessavano a Michele quando mi ha fatto questa richiesta...

Come forse già saprete, per le compagnie amatoriali le prove raramente si svolgono in un teatro. Anche per quanto riguarda i professionisti, però, le prove in un primo momento si svolgono senza le scenografie, a meno di non provare in teatri con una notevole disponibilità di mezzi.
I primi incontri tra attori e regista iniziano con le prove a tavolino, in cui ognuno legge le sue battute dal copione, mentre il regista inizia a spiegare la sua idea del testo.
Si prosegue, poi, con la costruzione delle varie scene. Il regista deciderà di volta in volta quali parti del copione provare e quali personaggi saranno coinvolti, non necessariamente seguendo l'ordine della rappresentazione. Gli attori, a cui si richiede di imparare a memoria le battute il prima possibile, inizieranno a provare anche i movimenti in scena e le interazioni tra di loro. A volte, il regista si rende conto che la sua idea iniziale della scena non è così efficace e perciò la modifica leggermente di volta in volta.

Solo quando la costruzione delle scene è ultimata e gli attori hanno imparato le loro battute e i loro movimenti scenici, si può passare alla prova filata.
In questo tipo di prova, le scene vengono provate nello stesso ordine in cui compaiono nel copione e in cui saranno poi eseguite il giorno dello spettacolo. Idealmente, non ci dovrebbero essere interruzioni (dato che la prova filata serve anche a rendersi conto della durata della rappresentazione) ma il regista può interrompere gli attori se stanno sbagliando, per dare loro indicazioni.

Oltre alle modalità che ho già nominato, ci sono altri tipi di prove indicate con nomi particolari:


Prova all'italiana

Gli attori ripetono velocemente le loro battute nell'ordine prestabilito, a volte addirittura senza intonazione, per velocizzare il processo. Questo tipo di prova serve a rafforzare la memoria e (si spera) a procedere nelle prove successive senza intoppi e dimenticanze, in modo da lavorare sulle intenzioni interpretative.
A volte, ma non sempre, gli attori accompagnano anche le battute con dei gesti salienti e degli spostamenti, per memorizzare anche le relative posizione sul palcoscenico.
Il nome deriva dall'usanza delle compagnie liriche italiane di provare gli spettacoli a questo modo. Le opere liriche, infatti, a volte rimanevano in fase di scrittura fino alla notte precedente al debutto, quindi cantanti e musicisti avevano un tempo piuttosto breve per imparare tutti i brani e dovevano provarli nel modo più veloce possibile. La denominazione divenne nota in tutto il mondo quando iniziò a diffondersi la reputazione delle compagnie italiane, che riuscivano ad imparare il repertorio e preparare lo spettacolo in tempi brevissimi.
In inglese è indicata come speed through oppure whirlwind rehearsal, ossia una prova veloce.


Prova tecnica

Coinvolge tutta la compagnia, quindi non solo attori e regista, ma direttore di scena, costumisti e tecnici del suono e delle luci.
Si provano gli attacchi e le chiusure di tutte le scene nell'ordine prestabilito, in modo che i tecnici sappiano come comportarsi e in quale punto della scena agire. Oltre ai cambi di scena veri e propri, si provano anche singoli movimenti in cui è richiesto un cambio di luce, un particolare effetto sonoro o una musica.
In inglese questo tipo di prova è indicata come cue to cue (da cambio a cambio).


Prova costumi

Come dice il nome, è la prima volta in cui gli attori provano i loro ruoli con il costume di scena vero e proprio. Questo avviene solitamente poco prima della prova generale: durante tutto il periodo precedente di preparazione dello spettacolo, gli attori si sono presentati vestiti normalmente, sempre possibilmente con abiti comodi e che non intralciassero i movimenti.
La prova costume è importante per i costumisti, perché vedendo gli abiti addosso ai personaggi possono sistemare eventuali errori, ma anche per gli attori. Soprattutto i costumi d'epoca, infatti, sono abbastanza ingombranti e i gesti prestabiliti potrebbero non essere più così facili da compiere: ecco perché è bene abituarsi al costume.


Prova generale

E' l'ultima prova immediatamente prima della rappresentazione. Lo spettacolo dovrà essere recitato tutto di seguito, senza interruzioni, con i costumi che verranno usati il giorno dello spettacolo, gli effetti sonori, le musiche e le luci giuste. Idealmente, la prova generale dovrebbe essere svolta come se ci si trovasse già di fronte agli spettatori il giorno dello spettacolo.
In alcune occasioni, la prova generale dello spettacolo è aperta al pubblico e vi si può assistere, acquistando il biglietto. Mi è capitato, ad esempio, quando al liceo mi portarono a vedere "Antigone" di Sofocle al Teatro Olimpico di Vicenza. I biglietti per le rappresentazioni regolari erano esauriti, ma per fortuna si poteva assistere anche alla prova generale.
In questi casi, assistere ad una prova generale è come assistere allo spettacolo vero e proprio, anche se formalmente la serata della "prima" deve ancora arrivare.

Spero di non aver dimenticato niente!
Nel caso abbiate ancora qualche curiosità, vi basta chiedere e io farò del mio meglio per rispondervi.

- dramaqueen



Immagine da Pixabay

16 commenti:

  1. Grazie! :)
    La rubrica al contrario ha funzionato egregiamente e mi sono tuffato nelle prove da al di là del video :)

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    1. Prego! Ma prometto che non prenderò più in prestito le tue rubriche senza permesso ;)

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  2. E' un bel resoconto, uno specchietto ben fatto. Quando a scuola facevamo le recite, erano proprio questi tutti i passaggi^^

    Moz-

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    1. Beh io non ho fatto molto più delle recite scolastiche, in realtà... Non posso essere sicura di che cosa fanno i professionisti, ma ho letto che i passaggi sono questi anche nel loro caso. Magari un giorno lo scoprirò ;)

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  3. Indubbiamente le prove sono un'occasione per entrare nella parte ma anche per... uscire dai gangheri in molti casi.
    Però una cosa piuttosto curiosa che ho notato nella mia limitatissima esperienza nel settore e anche seguendo quella di mia figlia è che in genere la prova generale è sempre zeppa di errori nelle battute e di entrate in scena sbagliate, roba da far pensare "Lo spettacolo sarà un disastro". Ma quando arriva la prima va tutto liscio.

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    1. Ecco, infatti è una cosa che mi sono dimenticata di dire: capita spesso che la prova generale non vada come deve andare e i registi sono più irritati e irritabili del solito. Poi, il giorno del debutto, arriva il pubblico e succede una magia: non si sa bene come, ma tutto va per il verso giusto!

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  4. Grazie per il post, è stato interessante e ci hai svelato altri segreti del mondo teatrale. In effetti quando si assiste a uno spettacolo sembra tutto rose e fiori, invece prima... Quello che racconti è esattamente ciò che mi diceva il regista teatrale di Trezzo, quello che mi ha commissionato il nuovo copione. Passa il suo tempo a rincorrere gli attori che hanno mille altri impegni, e nascono tensioni di ogni tipo. Credo che un regista debba avere la pazienza di Giobbe, oltre che polso fermo.
    Poi ci sono le primedonne (o i primiuomini) tra gli attori che si offendono se non sono al centro dell'attenzione.

    Ho una domanda, sì: non capita mai che si debba ripetere tutta la prova generale?

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    1. Alcuni attori hanno decisamente la tendenza a voler stare sempre "sotto i riflettori", ma a volte anche i registi non hanno personalità facili... Sto un po' tirando l'acqua il mio mulino, dicendo così, ma la verità è che c'è una grande varietà di caratteri da entrambe le parti (com'è naturale). Perciò tutti si devono impegnare per andare d'accordo.

      Riguardo alla tua domanda: in base alla mia esperienza, ti risponderei che la prova generale si chiama così perché è l'ultima e non c'è materialmente il tempo di provare ancora prima del debutto. In questo caso, anche se sono sorti dei contrattempi durante la prova, non la si può ripetere e si spera che tutto vada per il verso giusto durante la rappresentazione.
      Per quanto riguarda i professionisti, credo che le ultime prove siano tutte strutturate come una prova generale, cioè con lo spettacolo provato tutto di fila, le luci e i costumi giusti. Convenzionalmente, però, ho sempre sentito definire "prova generale" solo l'ultima, quindi per sua stessa definizione è unica e non si può ripetere.
      Non sono pienamente sicura, ma mi sembra la spiegazione più probabile... quando e se diventerò una professionista, ti saprò rispondere meglio ;)

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    2. Grazie, Elisa! E ti auguro davvero di diventare una professionista. ;-)

      Mi hai fatto venire in mente un ricordo che appartiene a mio figlio. In II media avrebbero dovuto rappresentare l'Ubu re, un testo per niente facile. Solo che i bambini volevano fare un musical, e quindi erano scontentissimi. Oltretutto non c'erano lustrini e pailettes, ma scenografie e costumi essenziali, e quindi erano anche più arrabbiati. Il risultato è che durante le prove tutti facevano ostruzionismo al regista - recitavano male, fingevano di dimenticarsi la parte - al punto che erano stati sul punto di annullare la rappresentazione.

      Comunque avevano recitato, e avevano recitato benissimo! Nessuno di noi aveva avuto il minimo sentore di che cosa era successo durante le prove.

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    3. Grazie per l'augurio :)
      Già in seconda media hanno proposto un testo così difficile ai ragazzi? Che scelta strana... Avranno avuto i loro motivi, suppongo... però capisco anche il punto di vista dei ragazzi che volevano uno spettacolo più leggero. Alla mia classe, alle medie, avevano proposto di recitare delle poesie sulla seconda guerra mondiale. Inutile dire che la proposta non è stata raccolta con entusiasmo e che, alla fine, avevano aderito forse due persone.
      E' difficile interessare i ragazzi delle medie ad argomenti, per così dire, "pesanti" e credo ci voglia il metodo giusto. Quando i ragazzi decidono di applicarsi, però, i risultati sono buoni e il tuo esempio lo dimostra.

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  5. Ricordo nel terribile spettacolo in 2° liceo su Goldoni, che dopo mesi (!) di attesa per provare la mia particina, proprio quel giorno che finalmente si provava quella sequenza, dovetti uscire prima perchè dovevo andare via con degli amici! Che frustrazione.

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    1. Avere delle parti piccole può essere un po' frustrante, sono d'accordo! E' capitato anche a me e l'ho raccontato qualche mese fa, se ricordi :)

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  6. Io comunque la prova all'italiana non l'ho mai fatta.

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    1. Anche a me è capitato di farla poche volte, in realtà, probabilmente per ragioni di tempo. Per fare una prova all'italiana bisogna aver già costruito le scene e aver imparato le battute a memoria, cosa che di solito succede piuttosto tardi nel corso della preparazione dello spettacolo. Se c'è poco tempo a disposizione, il regista preferisce passare direttamente alla filata.

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  7. Volevo intanto farti i complimenti per l'articolo, grazie al quale ho scoperto diverse cose che non sapevo, e poi volevo chiederti di chiarirmi qualche dubbio su quello che succede appena prima dello spettacolo, in particolar modo della prima. Cosa succede dietro le quinte, quanto tempo prima arrivano gli attori, cose di questo genere. Mi faresti un grande piacere:)

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    1. Ciao Martina e benvenuta! Grazie per i complimenti, sono molto contenta che l'articolo ti sia piaciuto.
      In realtà non sono un'attrice professionista, quindi non ti posso dire con certezza come funziona con gli attori di professione... però per gli spettacoli amatoriali si arriva qualche ora prima, anche se non sempre si fa una prova il giorno stesso dello spettacolo.
      La tua domanda, comunque, è molto interessante e io mi sono resa conto di saperne poco, quindi mi informerò e ne scriverò. Grazie per l'idea!

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