5 maggio 2015

Quando il copione è scritto male

Molto spesso mi trovo a giudicare la bellezza di uno spettacolo teatrale o di un film in base alla bravura degli attori, dando per scontato che la trama e i dialoghi debbano essere ben scritti.
Purtroppo, invece, alcune produzioni (soprattutto amatoriali, ma non solo) non possono contare su una sceneggiatura o un copione adatti a rappresentare adeguatamente la storia.


Non tutti possono essere Shakespeare e non tutti si rendono conto di non esserlo.
Il mondo è pieno di scrittori mediocri che si credono i nuovi sommi poeti e si rifiutano di ascoltare i consigli altrui. Lo sa bene chi tenta di destreggiarsi nella selva delle opere autopubblicate con trame campate in aria e scritte in un linguaggio discutibile, date alle stampe senza aver conosciuto un editing degno di questo nome.
Ebbene, cari attori, non sentitevi al sicuro, perché uno di questi soggetti potrebbe decidere un giorno di scrivere un copione voi.

Oppure, può accadere che un bravo scrittore decida di mettersi alla prova nel campo del teatro, ma a causa della sua inesperienza non riesca a tradurre la storia che aveva in mente in una forma efficace dal punto di vista scenico.
Insomma, si possono trovare tutte le giustificazioni possibili, ma non si può negare che in giro non esistono solo i copioni scritti bene, ma anche quelli scritti male.

Ci tengo a specificare che questo è un discorso generale e che nessuno dovrebbe prenderla come una critica personale. Ogni riferimento a persone o cose realmente esistenti o esistite è da considerarsi puramente casuale ilmedicinalepuòavereeffetticollateralianchegraviincasodinecessitàconsultareilmedico.
Bene, adesso che l'ho detto posso andare avanti con il discorso senza sentirmi in colpa.

Ritmo troppo lento, dialoghi non realistici, scene slegate le une dalle altre... ci sono molti errori in cui si rischia di cadere, scrivendo un copione. Quando un drammaturgo non riesce ad evitarli, è l'attore che deve cercare di rimediare, almeno in parte.
Ma è davvero possibile che gli attori, per quanto bravi, riescano a rendere godibile per lo spettatore un testo che altrimenti arrecherebbe solo tedio e noia?

Secondo me, potranno recitare al meglio delle loro possibilità, ma non potranno fare miracoli.
Gli attori, per quanto abbiano un ruolo importante nella riuscita dello spettacolo, non sono i creatori dell'opera e si trovano sempre a lavorare su una base già definita, che non possono cambiare.
Insomma, non credo che sia possibile chiedere un'interpretazione da Oscar con una sceneggiatura scritta male. Non è colpa dell'attore, perché in questo caso gli mancano i mezzi per fare bene il suo lavoro: sarebbe un po' come chiedere ad un pittore di dipingere una copia della "Vergine delle rocce" con un pennello dalle setole spelacchiate.

Qualcuno potrebbe obiettare che Vittorio Gassman riusciva a rendere interessante anche il menu del ristorante, che non è certo un prodotto di alta letteratura.
Beh, per prima cosa, come non tutti gli scrittori possono essere Shakespeare, non tutti gli attori possono essere Vittorio Gassman.
Secondo, nella sua interpretazione vengono aggiunte delle intenzioni che nel testo originale non erano associate alle parole. Che emozione esprime la parola "gnocchi"? Di per sé, nessuna. Le parole erano neutre, come un foglio bianco, su cui Gassman ha potuto dipingere diverse emozioni da lui scelte senza che risultassero stonate.
Questo non si può fare, però, con un testo più articolato, in cui le intenzioni ci sono, anche se pasticciate e confuse tra loro. Sarebbe come scrivere un altro testo sopra al testo e questo creerebbe ancora più confusione negli spettatori.

Se ancora non mi credete, posso farmi tre esempi di difficoltà che si incontrano quando un copione è scritto male e a cui gli attori, ahimè, non possono fare molto per rimediare:

Dialoghi non realistici

Il bravo attore è quello che risulta naturale, che pronuncia le battute come se fossero parole sue e non scritte da qualcun altro. 
Ma come si fa, se il copione contiene termini che stonano completamente rispetto al contesto in cui è ambientata la storia o, peggio, infodump così palesi che fanno rabbrividire? Se un personaggio inizia un discorsone moraleggiante e gli altri lo stanno ad ascoltare senza battere ciglio, mentre nella vita reale l'avrebbero interrotto subito o se ne sarebbero andati sbuffando di noia?
L'unico modo che mi viene in mente è: riscrivere mentalmente la battuta con le parole che avrebbe usato il personaggio, impararne l'intenzione e poi cercare di applicare la stessa intenzione al testo scritto dall'autore, senza prestare troppa attenzione al suono innaturale delle parole.

Sviluppo del personaggio non coerente o troppo frettoloso

Un attore mette molto impegno nel capire la psicologia del suo personaggio e nel rappresentare al meglio la sua evoluzione nel corso della storia.
C'è però il rischio che un drammaturgo alle prime armi non sappia caratterizzare bene i suoi personaggi o che cada in qualche contraddizione. Per l'attore, in questo caso, il lavoro si fa complicato davvero, perché una scena lo costringe a lavorare in una direzione, ma la scena successiva smonta tutto questo lavoro e lo costringe a ricominciare daccapo.
Questa incoerenza lo costringe a lavorare per scene separate, dando un ritratto del personaggio spezzettato e non continuo. Ne risulterà un personaggio confuso, che prende decisioni impulsive senza una ragione ben chiara o che torna sui suoi passi per poi decidere di nuovo anche se dalla trama non si capisce il motivo di questa incertezza.

Scene scollegate una dall'altra

Per quanto un attore sia bravo e cerchi di rendere la naturalezza anche dove nel testo manca, non può avere influenza sull'avvicendarsi delle scene. Se esse sono giustapposte, senza un apparente motivo che le colleghi tra loro, lo spettatore sarà disorientato e non riuscirà a seguire la progressione della storia.
In questo caso, dato che l'attore è presente in scena ma non può modificarne l'ordine, non c'è proprio nulla che possa fare per causare meno confusione allo spettatore.


Che ne pensate, a voi è mai capitato nulla del genere? Spero di no e vi auguro di lavorare solo su copioni interessanti e scritti da professionisti.

- dramaqueen


P.S. Cari lettori, purtroppo in questo periodo sono molto impegnata a causa dell'università. Devo cercare assolutamente di laurearmi a luglio, altrimenti tutta una serie di progetti che ho in mente rischieranno non realizzarsi... quindi ho meno tempo per il blog. 
Alcune pubblicazioni avverranno in ritardo o potranno addirittura saltare, come è successo la scorsa settimana (anche se spero non succeda più). Farò del mio meglio per riuscire a conciliare tutto e spero di tornare il prima possibile a fare la blogger come si deve!



Immagine da Pixabay

16 commenti:

  1. Come scri... bacchino (sia pure non teatrale) posso dirti che una delle mie preoccupazioni è proprio rendere realistica e fluida la narrazione e creare personaggi verosimili. Purtroppo il rischio di inventare personaggi che si evolvono in maniera poco credibile e di inserirli in una vicenda raccontata male c'è sempre. Io sono sempre a caccia di opinioni sui miei racconti proprio per capire dove possono esserci errori. Mi rendo conto che per un attore non c'è niente di peggio che dover mettere in scena un testo con evidenti errori di questo tipo.
    N.B.: in bocca al lupo per l'università ;-)

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    1. Magari tutti gli "scribacchini" fossero modesti come te! Il danno sono quelli troppo sicuri di se stessi, a cui non puoi far notare che la scena potrebbe essere migliorata, perché "No, io l'ho scritta così e quindi va bene così." Quando se ne incontra uno, è un disperazione...

      P.S Grazie... farò del mio meglio per venirne fuori (dall'università) a testa alta. Ma anche solo per venirne fuori e basta!

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  2. Questo post mi ha scatenato una curiosità: fino a che punto un attore può fare delle modifiche al copione? Voglio dire, se un dialogo è scritto male, da quello che dici mi sembra di capire che puoi cambiare parole e frasi. Ci si può spingere anche oltre?

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    1. No, forse mi sono spiegata male: teoricamente, non si potrebbe cambiare propria nulla. Di fatto, se le battute vengono leggermente modificate mantenendo il senso originale (ad esempio, perché un attore non ricorda le parole esatte ma non vuole interrompere la scena per chiedere la battuta) non è un gran problema. Però alcuni registi in particolare insistono molto sulla correttezza delle battute pronunciate.
      Quello che intendevo quando parlavo dei dialoghi non realistici era un'altra cosa: una specie di tecnica per suonare naturali pur dicendo una frase che non suona naturale per niente. Ti faccio un esempio un po' esagerato: immagina che la scena sia ambientata ai giorni nostri e che il protagonista, un liceale, debba dire:: "Ecco che arriva Asdrubale. Ciao, fratellone!"
      Chi parlerebbe cosi? Quali fratelli nella vita reale si chiamano l'un l'altro "fratellone"? In questa situazione, io proverei a dire: "Sei arrivato, finalmente. Ciao, come stai?", memorizzare l'intenzione che do a questo tipo di battuta e poi mantenere lo stesso tono quando dico la battuta originale, cercando di non pensare a quanto suona strana.
      Spero di essermi spiegata :)

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    2. Capito! Io ero convinta che qualcosa si potesse aggiungere/cambiare e quindi anche migliorare. Certo, così immagino possa essere un po' frustrante.
      E invece sui movimenti e gesti, quanta libertà c'è? Vale lo stesso discorso?
      Scusa, sono spaventosamente ignorante sull'argomento, ma sono molto curiosa :)

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    3. E' decisamente frustrante, sì...
      Non scusarti, puoi fare tutte le domande che vuoi! Io cercherò di rispondere nei limiti della mia ignoranza :)
      Sui gesti c'è più libertà, perché solitamente nel copione sono descritti solo i principali. Gli altri sono decisi dal regista, ma, salvo eccezioni, non è una definizione rigida. Il regista può cambiare idea vedendo l'effetto che fa la scena oppure, se un determinato gesto viene spontaneo all'attore e riesce bene nel contesto, può decidere di tenerlo.

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  3. Conosco benissimo la corsa alla laurea! Ho vissuto un periodo simile quindi hai tutta la mia comprensione e la mia mano virtuale! :D
    Riguardo i copioni scritti male... in quel piccolo spettacolino in cui ho recitato credo sia avvenuto un problema di questo genere. Come ti dicevo tempo fa era una compagnia amatoriale in cui il 'capo-comico' era una sorta di factotum e per giunta molto rigido, ma faceva scelte pessime su qualsiasi campo, tipo dare ad un ragazzo con la r moscia tutta una serie di battute 'serie' in cui le r erano a bizzeffe! Ed anche il copione aveva delle mancanze perché non equilibrava il sarcasmo con la serietà e risultava una farsa continua su una novella verghiana abbastanza cruda!

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    1. Grazie della comprensione, poco fa stavo cercando di iniziare a scrivere la tesi e mi accorgo sempre di più che non sono in grado... XD
      I registi dispotici che vogliono avere il controllo su tutto sono una brutta razza, meglio non averci mai a che fare! Compatisco il tuo collega con la "r" moscia: io non ho difetti di pronuncia, ma quando registro e ci sono troppe "r" in una frase impazzisco! Penso che i difetti di pronuncia siano uno dei pochi motivi giustificati per modificare la battute: ricordo che in uno spettacolo una ragazza aveva problemi con la "s" e doveva dire "insuccesso dopo insuccesso". Dato che si ingarbugliava troppo, la battuta è diventata "fallimento dopo fallimento" con buona pace di tutta la compagnia.

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  4. Sarei proprio nei guai se dovessi usare un copione che considero mal scritto! Sprecherei troppo tempo a oppormi all'inevitabile. Questo spiega perché non amo le attività di squadra: la compagnia delle persone mi piace, ma voglio sempre avere l'ultima parola in quello che faccio. Non ti dico come me la sono cavata la volta che ho partecipato a un progetto di scrittura a sedici - sedici! - mani...

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    1. Eheh... credo di comprenderti! Io cerco sempre di fare le cose da sola, perché ho sempre da ridire su quello che fanno gli altri e, se mi capita di lavorare in gruppo, a volte devo mordermi la lingua. E poi è difficilissimo mettersi d'accordo in gruppi numerosi... non oso immaginare con sedici mani! Sono tantissime! Per me già quattro sono troppe ;)

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  5. A volte non è questione di essere scritto male, quanto di non essere scritto nella forma giusta per il pubblico. Si sono testi teatrali che sulla carta sono ottimi, ma che recitati anche al meglio delle capacità degli attori diventano pesanti, vuoi per la lunghezza, la complicanza o altro.

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    1. Non intendevo "scritto male" nel senso di scritto in italiano non corretto: credo che un regista non si farebbe problemi e rifiutarsi di mettere in scena un testo che contiene errori grammaticali. Intendevo "male" nel senso che contengono delle soluzioni non adatte ad essere rappresentate. Alcuni possono prestarsi bene alla lettura piuttosto che alla rappresentazione, come dici tu, altri contengono proprio dei "buchi" di trama o uno stile inadatto all'ambientazione.

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  6. Ho letto anche questo, nell'ottica del mio nuovo copione da scrivere! :-) Intanto tengo le dita incrociate per la tua laurea... e le tengo così fino a luglio.

    La mia maggiore preoccupazione al momento è legare le scene tra loro rendendo l'atto scorrevole e comprensibile. Tra l'altro, essendo un atto storico, il pericolo dell'infodump è sempre in agguato anche qui. Ho buttato giù un paio di scene iniziali, ma è ancora tutto in evoluzione nella mia testa.

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    1. E' vero questo post può anche essere letto a parti invertite, cioè come lista di errori che si dovrebbero evitare scrivendo un copione.
      Auguri per la stesura della tua opera e grazie per le dita incrociate!!!

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  7. Le mie tre-quattro righe di copione teatrale ho provato a scriverle, una volta... ma con risultati che non andarono oltre la quarta. :)

    Ho scoperto che esistono corsi anche rivolti proprio agli attori che vogliono cimentarsi nella scrittura. La domanda che mi pongo è la seguente: è più facile per l'attore-scrittore interpretare efficacemente se stesso (= ciò che ha scritto) o sarebbe comunque preferibile che scrivesse, avvalendosi del proprio bagaglio di esperienze, per altri?

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    1. Secondo me, dipende da caso a caso: qualcuno potrebbe avere le idee molto chiare e le capacità registiche per metterle in scena al meglio, invece qualcun altro potrebbe avere un'ottima intesa con un regista che lo saprebbe riadattare in modo addirittura migliore dell'idea originale. Insomma, credo che serva capire l'idea che aveva in testa l'autore, ma che sia importante anche trovare gli espedienti registici e interpretativi adatti per trasmetterla al pubblico (e questo non lo sanno fare tutti).

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