19 maggio 2015

La vita segreta di una statua vivente

Mi capita spesso, quando passeggio per le vie di una città, di incontrare uomini e donne che impersonano statue viventi. 
Succede a Padova, dove spesso davanti al caffè Pedrocchi si può scorgere un imitatore di Charlie Chaplin. Mi è successo due settimane fa a Innsbruck, dove una graziosa damina con tanto di cagnolino al seguito indicava la via per arrivare al Tettuccio D'Oro.


Inutile dire che nutro una profonda stima per questi artisti: io sono discretamente brava quando si tratta di stare immobile per qualche minuto, ma se dovessi restare ferma per ore temo che mi verrebbe una paralisi!
Non posso nascondere che, quando li vedo, mi domando quale motivo li spinga a farlo. Non dev'essere per niente facile restare lì, sotto sole, con il caldo o con il freddo, con trucco pesante e vestiti elaborati. Purtroppo, non credo nemmeno che si guadagni molto.
Deve essere proprio la passione per quest'arte, non trovo altra spiegazione. Una passione peculiare, certo... Ma, d'altra, neanche la mia è così normale (soprattutto di questi tempi).

Vi chiederete perché io abbia deciso di affrontare un argomento così diverso dal solito. 
Per quanto bravi, questi artisti di strada non si possono definire attori... e allora che cosa li collega al teatro, che dovrebbe essere il fulcro di questo blog?

Prima di tutto, si può dire che gli artisti di strada siano in qualche modo cugini degli attori. Il teatro medievale era un'esibizione che si teneva in strada o sulle piazze ed era fatto di giullari, ma anche di giocolieri, acrobati e ballerini.
Ora il teatro in strada non si fa più, tranne qualche raro caso di rappresentazioni all'aperto nelle sere d'estate, ma è bello sapere che un po' di questa tradizione è sopravvissuta attraverso artisti di altro tipo.

Il secondo motivo è che le statue viventi forse non saranno attori, ma hanno un controllo sul proprio corpo a cui forse solo gli attori più bravi arrivano. Per imparare quest'arte serve un allenamento: bisogna controllare il proprio sistema nervoso, imparare a battere le palpebre il meno possibile e respirare in modo controllatissimo.
Le statue viventi non si possono considerare una vera forma di teatro come il mimo (il quale racconta pur sempre una storia, anche se solo attraverso i gesti). Nonostante ciò, molti di questi artisti di strada hanno studiato come mimi prima di dedicarsi ad impersonare le statue. Le due discipline hanno in comune il controllo dell'espressività corporea... e non dimentichiamo che anche le statue, quando qualcuno lascia cadere una monetina nel loro cestello, si muovono con gesti aggraziati e plastici. Questa volta sì, molto simili a quelli dei mimi.


Il terzo motivo, che in realtà è il principale e dovrei aver nominato per primo, è questo cortometraggio. L'ho trovato per caso girovagando su YouTube ed è un breve video che mostra la giornata di un ragazzo impegnato a fare la statua vivente.
Mi è piaciuto perché non mostra solo il lavoro di fronte al pubblico, ma anche la preparazione iniziale e il trucco. Insomma, quello che c'è "dietro" all'artista e su cui spesso il pubblico non si sofferma a riflettere.
E poi, un bambini rimane talmente affascinato che si ferma a guardare...

Il cortometraggio è "Mimo" di Toni Garcia e lo potete guardare al seguente link:




Se dopo questo post vi siete appassionati all'argomento, vi informo che a giugno, in Portogallo, si tiene addirittura un Festival Internazionale delle Statue Viventi!

Se invece siete solo curiosi, qui trovate qualche altra informazione:

Trucchi e segreti delle statue viventi (intervista al mimo Mastro Gigi)
Henry White (sito dell'artista trevigiano che si esibisce con costumi di diverse epoche storiche)
I giullari del 2000 (galleria fotografica)

- dramaqueen



Immagine da Wikimedia Commons
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14 commenti:

  1. Quanto tempo è che non vado a Padova, accidenti!
    Le statue viventi però si beccano anche a Roma, alcuni sono un po' "improvvisati" e si nota, altri hanno davvero talento.
    Se partecipassero al festival portoghese di cui accenni penso che farebbero la loro bella figura.

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    1. Ce ne sono in tantissime città, ho nominato solo le ultime due in cui sono stata :)
      Se ti capita di fare un giro per la Rambla di Barcellona, allora sì che potrai vedere artisti di strada di qualsiasi genere.

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  2. Secondo me sono anche masochisti, perché si espongono agli scocciamenti di chi vorrebbe farli muovere!! XD

    Moz-

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    1. Beh, un po' masochisti forse sì... ma si può dire la stessa cosa delle ballerine, che si fanno sanguinare i piedi per danzare sulle punte. Dipende tutto dalla motivazione ;)

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  3. Scrivi sempre post particolari e curiosi! Ho visto il cortometraggio, è molto poetico. Mi è piaciuto molto l'accostamento della "statua vivente" allo sfondo del gruppo scultoreo e il gioco del bianco e nero in generale, soprattutto sulla maglietta a righe. Anche dove abito io ci sono nella piazza principale queste persone, solitamente la domenica, che rimangono immobili per ore sotto il sole a picco.

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    1. Ultimamente scrivo così tanti post curiosi perché non ho tempo di pianificare, quindi qualsiasi cosa mi colpisca ha la possibilità di diventare un post improvvisato. Detto tra noi, non so se riuscirò ad inventarmi qualcosa per domani ;)
      La fotografia del cortometraggio è piaciuta molto anche a me!

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  4. A Pordenone c'è una statua vivente vestita da bucaniere, o qualcosa di simile. Avanzo un'ipotesi sulle gratificazioni di questa forma d'arte: il terrore dei passanti quando ti muovi! Una volta ho visto una persona fare un tale salto che sono stata contenta che il tutto avvenisse davanti all'ospedale. ;)

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    1. Ahah mi immagino la scena! Forse non era nell'intenzione della povera statua vivente... O forse sì ;)

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  5. A Catania ci sono periodi in cui ne arriva qualcuno, uno famosissimo viene sempre vestito e truccato d'oro e ogni volta che lo vedo mi faccio le tue stesse ed identiche domande!
    Il cortometraggio è carinissimo... con la beffa del povero mimo che ha avuto una costante concorrenza giornaliera!
    Scherzi a parte è molto tenero!

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    1. Io mi aspettavo che il bambino fosse un po' più generoso... Ma evidentemente non è un cortometraggio dal significato umanitario e rispecchia fedelmente la realtà!

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  6. A Milano centro si sono affermati quelli che si mettono in pose apparentemente impossibili (sembrano senza peso o addirittura lievitare, in realtà li sostengono delle robuste strutture di metallo nascoste sotto i vestiti.

    I turisti sono gonzi, e sganciano...

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    1. Li ho visti anch'io! Però mi sembra evidente che non stanno veramente levitando, ma sono sostenuti da qualche trucco più o meno ingegnoso... I turisti lo capisco e lasciano qualche monetina per ripagarli dell'impegno.

      P.S. Benvenuto sul mio blog!

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  7. Dopo gli scusa-una-domanda e gli scemipagliacci, per me le statue viventi sono le persone più fastidiose che si possano incontrare per strada.

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    1. Io ho il "No grazie" automatico per tutti colori che cercando di vendermi cose e coinvolgermi in opere di beneficenza più o meno improbabili... E a volte elargisco anche qualche occhiataccia, se insistono troppo... Però le statue viventi mi sembrano molto meno fastidiose: se ne stanno lì, non ti vengono ad importunare e puoi fare a meno di guardarle se non ti piacciono.

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