19 giugno 2015

20 monologhi non banali per personaggi femminili

Abbiamo già parlato di come affrontare un provino e di quanto sia importante fare una buona impressione ai registi, a partire dal proprio curriculum artistico.
Le esperienze teatrali passate, però, non bastano. Bisogna anche prepararsi un bene e scegliere un buon pezzo da presentare ai giudici. La scelta del pezzo è appunto una delle principali difficoltà di chi si prepara per un provino. E' meglio scegliere un testo classico o moderno? Comico o tragico?
Su questo non vi posso dare una risposta univoca, perché la scelta deve dipendere dalle vostre attitudini personali, ma vi posso dare un consiglio importante: non scegliete un monologo banale. 


I selezionatori vedranno decine di candidati, molti dei quali reciteranno i soliti, famosissimi, brani.
Si tratta di monologhi sicuramente molto belli, ma che dopo un po' vengono a noia. Un candidato che si presenta con un pezzo meno noto, invece, spicca per l'originalità e ha più probabilità di impressionare positivamente la commissione.

Qui ho cercato di raccogliere alcuni monologhi non famosissimi ma ugualmente d'effetto. Per il momento, mi sono dedicata a quelli femminili, ma molto presto verrà la volta anche dei personaggi maschili.
Ho selezionato dieci pezzi tragici e dieci comici. Soprattutto i monologhi comici o brillanti, infatti, sono difficili da reperire, come se la comicità non fosse una cosa abbastanza seria da presentare ad un provino. Se la scena è recitata bene, invece, riesce a dare allo spettatore un'emozione che non è seconda a quella di nessuna tragedia.

Oltre a questo, ho stilato anche un piccolo elenco di personaggi che sarebbe meglio scartare, perché si sono già visti troppe, troppe volte in giro.

I personaggi da evitare

Giulietta proprio no. Potete dire o fare quello che volete, ma non farete cambiare idea né a me né ai selezionatori: Giulietta è inflazionata, punto. Anche Ofelia si vede in giro un po' troppe volte. Se volete rimanere sul classico Shakespeare, ci sono moltissimi personaggi femminili poco conosciuti ma non meno interessanti.
Lo stesso si può dire della tragedia greca: le figure femminili tormentate e costrette a scelte terribili abbondano, quindi non c'è motivo di scegliere sempre le solite Medea e Antigone.
Soprattutto se abitate in Veneto, evitate Mirandolina: "La locandiera" si vede già in tutte le salse. Se proprio amate Goldoni, anche in questo caso potrete trovare opere meno note ma comunque meritevoli di attenzione.


10 monologhi tragici

  1. Fedra [Euripide, "Ippolito portatore di corona"] Sapere qual è la cosa giusta da fare, ma non riuscire ugualmente a compierla perché la forza della passione amorosa è incontrastabile: questo è il dramma di Fedra. La donna è innamorata del figliastro e per ovvie ragioni non può nemmeno ammettere di provare questo sentimento. L'unica alternativa alla vergogna è la morte, perciò questa sarà la decisione finale dell'eroina tragica.
  2. Nora [Henrik Ibsen, "Casa di bambola"] In questo dramma sulla difficile condizione della donna, Nora si rende conto di essere sempre stata trattata come una bambola dal marito. Mai un discorso serio, mai una volta che lui abbia chiesto la sua opinione su una questione importante. La presa di coscienza della donna e la successiva decisione di abbandonare il marito forniscono più di qualche monologo interessante.
  3. Julie [August Stindberg, "Signorina Julie"] La signorina Julie è figlia di un conte, ma viene sedotta da un domestico. Troppo tardi si rende conto che egli è solo un arrivista, che l'ha circuita con l'unico scopo di rubare del denaro. Il monologo con cui esprime questa consapevolezza è denso di rabbia e anche di crudeltà.
  4. Eliza Doolittle [George Bernard Shaw, "Pigmalione"] Due nobili inglesi, per diletto fanno una scommessa: uno dei due dovrà trasformare Eliza Doolittle, una povera fioraia, in un'educata dama d'alta società. L'impresa riesce, ma Eliza alla fine capisce di essere stata trattata come un giocattolo e si ribella a questo ruolo.
  5. Ermione [William Shakespeare, "Racconto d'inverno"] Ermione, moglie del re di Sicilia, viene ingiustamente accusata di tradimento e sottoposta ad un processo. Nel suo discorso in tribunale, la donna, che ormai ha perso le speranze di essere creduta, tenta di difendere il suo onore ancor più della sua vita.
  6. Charlotte Corday [Peter Weiss, "Marat-Sade"] Il dramma (il cui titolo completo è "La persecuzione e l'assassinio di Jean-Paul Marat, rappresentato dalla compagnia filodrammatica dell'ospizio di Charenton sotto la guida del marchese de Sade") racconta della congiura che portò all'assassinio di Jean-Paul Marat. Colei che eseguì materialmente l'assassinio, Charlotte Corday, è condannata alla ghigliottina, ma prima di morire pronuncia un monologo molto cruento ma anche molto suggestivo.
  7. Psicosi delle 4 e 48 [Sarah Kane] Questo è un lungo monologo pronunciato da uno o più personaggi affetti da depressione clinica (ne ho parlato qui). Un brano di questo testo, se recitato con la giusta carica emotiva, può avere un notevole effetto scenico.
  8. Lucrezia Collins [Tennesse Williams, "Ritratto di Madonna"] Lucrezia è una zitella di mezza età, che non riesce ad accettare il rifiuto dell'uomo che amava e che invece ha sposato un'altra donna. Arriva addirittura ad inventare di essere stata stuprata da quest'uomo e, rievocando i fatti, crede alla sua stessa menzogna.
  9. Winnie [Samuel Beckett, "Giorni felici"] Il monologo di Winnie è fatto di frasi spezzate inframmezzate da piccoli gesti, da numerosi oggetti quotidiani tirati fuori dalla grande borsa. In questo dramma di Beckett, infatti, non è il dialogo ad essere importante, quanto il fatto che il dialogo non abbia più un vero significato.
  10. Anna Cappelli [Annibale Ruccello, "Anna Cappelli"] Anna è una donna che vive nell'Italia degli anni '60 ed è frustrata dalla relazione con Tonino, che convive con lei ma non accetta di regolarizzare il loro rapporto con il matrimonio. Alla fine del dramma, scopre che Tonino la vuole abbandonare e decide di ucciderlo. Nel monologo conclusivo, Anna parla con il cadavere dell'uomo ed esprime la sua intenzione di mangiarlo pezzo per pezzo, presentando questa scelta non come vendetta ma come atto d'amore.

10 monologhi comici

  1. Célimène [Molière, "Il misantropo"] Céliméne ama farsi corteggiare dagli uomini e questa sua condotta fa nascere alcuni pettegolezzi sul suo conto. In risposta a queste chiacchiere, la donna non esita a rispondere in modo sarcastico a chi gliele riferisce, sottolineando l'ipocrisia delle critiche che le vengono rivolte.
  2. Prassagora [Aristofane, "Le donne al parlamento"] Le donne sono stufe delle continue guerre ed iniziano a pensare che forse loro potrebbero governare la polis molto meglio di quanto fanno gli uomini. Ecco, quindi, che Prassagora le convince a rubare i mantelli e i bastoni ai mariti, indossare delle barbe finte e recarsi all'assemblea cittadina. Prassagora, però, è l'unica che ha abbastanza cervello per comportarsi adeguatamente e, tra un comizio e l'altro, deve continuamente redarguire le proprie compagne che rischiano di farsi scoprire.
  3. Signora Page [William Shakespeare, "Le allegre comari di Windsor"] La signora Page, benché già sposata, riceve una lettera di corteggiamento da Falstaff, un noto dongiovanni. Dopo averne commentato ironicamente il contenuto, si accorda con l'amica signora Ford per architettare un scherzo ai danni del corteggiatore.
  4. Cesarina [Achille Campanile, "Erano un po' nervosi"] L'atto unico di Campanile si svolge nella sala d'aspetto di un dentista e i vari personaggi che si avvicendano prendono posizioni differenti riguardo alla pratica dell'ortodonzia. Giulia è un'appassionata del mal di denti e non perde occasione per recarsi dal dentista, invece Cesarina critica quest'abitudine.
  5. Lettera d'amore [Karl Valentin] In quest'assurda lettera scritta da una donna al suo innamorato emergono più contraddizioni di quelle che la logica umana potrebbe sopportare. Anche se deve essere letta con tono affranto, il pubblico non può evitare di ridere.
  6. Beatrice [Stefano Benni, "Le Beatrici"] Chi l'ha detto che la Beatrice di Dante fosse contenta di essere dipinta come donna angelicata nelle opere poetiche? Forse avrebbe preferito qualcosa di più concreto, come un gioiello in regalo. In questo testo Benni reinterpreta ironicamente una delle storie d'amore più celebrate della letteratura, ribaltando la prospettiva (ne ho parlato qui).
  7. La presidentessa [Stefano Benni, "Le Beatrici"] Sempre nella stessa serie di monologhi, Benni ci presenta questa donna in carriera senza scrupoli, che ha raggiunto il successo con mezzi più o meno leciti. Una conversazione al telefono con un suo collaboratore è l'occasione per fare ironia sulla nostra società.
  8. Lady Bracknell (Oscar Wilde, "L'importanza di essere onesto"] In questa commedia di Wilde i discorsi comici sono all'ordine del giorno, ma quelli della Lady sono a mio parere quelli che risultano più divertenti, se presi singolarmente. Notevole, in particolare, è il monologo in cui disapprova il comportamento dell'amico Bumbury, spesso malato, esortandolo a decidere se rimanere in vita o morire definitivamente.
  9. Margherita [William Shakesperare, "Molto rumore per nulla"] Parlando con Beatrice, che non vuole ammettere di provare un certo interesse per Benedetto, Margherita non perde occasione per inserire nel discorso insinuazioni ironiche.
  10. Armanda [Molière, "Le intellettuali"] Armanda vuole cercare di convincere la nipote a non sposarsi e dipinge un ritratto a tinte sarcastiche delle donne sposate, soggette al dominio dell'uomo, mentre quelle non sposate sono libere di dedicarsi allo studio e al sapere. Tra le righe, però, si intuisce che qualche precedente delusione amorosa abbia convinto la donna a trincerarsi dietro quest'idea.

E se ancora non vi basta?

Se ancora non avete trovato quello che cercavate, potete comprare una raccolta di monologhi: se ne trovano in tutte le librerie nella sezione "teatro". Spero che troviate il monologo che fa per voi e vi auguro buona fortuna... no, scusate, tanta merda per i vostri provini futuri!

- dramaqueen




Sullo stesso argomento vedi anche:




Illustrazione di Paola Cocchetto [paolacocchetto.blogspot.it]
Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate

27 commenti:

  1. Post davvero interessante e che mi fa notare ancora una volta quanto abissale sia la mia ignoranza in fatto di teatro, di questi monologhi ne conosco... ehm... cinque...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Soprattutto per i monologhi comici, anch'io sono dovuta andare a spulciare tra opere che magari non ho letto interamente o in apposite raccolte... Insomma, anch'io sono abbastanza ignorante, ma sto rimediando facendo ricerche per questo blog :)

      Elimina
  2. Complimenti per la cultura teatrale, sono riuscito a identificare con certezza solo la metà dei personaggi proposti.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Come dicevo anche a Tenar, la mia cultura teatrale non è così vasta. Questo post ha richiesto più di un mese di preparazione, i monologhi da citare non mi sono di certo venuti in mente all'istante e senza sforzo!

      Elimina
  3. Io stavo preparando un pezzo di Antigone qualche tempo fa, sono lieta di averlo abbandonato, allora.

    Pochi giorni fa ho comprato un bellissimo libro sulla dizione e i monologhi: non vedo l'ora di sperimentarlo!
    Sempre molto interessanti i tuoi post, Elisa.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Non intendevo dire che i personaggi più famosi sono da buttare, perché sono personaggi bellissimi, però forse sceglierli per un provino non è la scelta strategicamente più furba. Può capitare che un esaminatore (soprattutto quando ha già visto molti altri candidati di fila), vedendo la terza o quarta Antigone sbuffi per la noia e involontariamente abbassi la propria soglia dell'attenzione.
      Che bello, mi farai vedere qualcuna delle tue sperimentazioni con i monologhi? :)

      Elimina
    2. Scherzavo, Elisa. Se avessi avuto tempo e voglia l'avrei finito quel monologo, probabilmente, tanto non era per un provino, era solo per fare esercizio. E, sono d'accordo con te che dopo un po' che si ascoltano le stesse cose ci si annoia...

      È probabile che qualche monologo finirà sul blog, ma ovviamente prima chiederò il tuo parere di esperta... anzi, sappi che potresti ricevere qualcosa già a breve, ma non relativa a questo libro dei monologhi...

      Elimina
    3. "Il mio parere di esperta"? Qua state iniziando a sopravvalutarmi decisamente, sappiatelo... ^^"

      Elimina
    4. Non ne sarei così sicura...

      Elimina
  4. Molto ben scritto questo post, complimenti! Mi interessa molto quello per Charlotte Corday di Peter Weiss... non che io voglia cimentarmi, ma a livello letterario mi interessa tutto quello che parla della Rivoluzione Francese. Dopo vado a leggere quello per i candidati maschili. :-)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie per i complimenti :) Non sono entrata troppo nel dettaglio perché non avevo spazio, ma quello di Peter Weiss è un testo complesso che si articola su due livelli: i pazienti di un manicomio (sotto la direzione del Marchese de Sade) mettono in scena l'assassinio di Marat. E' un testo molto interessante, comunque :)

      Elimina
  5. Ciao...volevo farti una domanda. Potresti consigliarmi un monologo femminile breve, per uno showreel ?
    Grazie

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao, dato che uno showreel deve avere una durata breve (cinque o sei minuti al massimo) e che è composto da diverse scene, non penso che chi lo guarda si aspetti di vedere dei monologhi completi, ma solo degli "assaggi" di monologhi. Quindi, penso che tu possa scegliere dei passaggi che ti sembrano significativi da alcuni dei monologhi suggeriti qui sopra e che avevi già in mente.
      Altrimenti, va bene anche una battuta di un dialogo, che di per sé non raggiunge la lunghezza di un monologo, ma esprime un concetto significativo.

      Detto questo, alcuni suggerimenti potrebbero essere: alcune battute della contessa Ilse quando fa la sua entrata all'inizio de "I giganti della montagna " di Pirandello; qualche battuta di Elisa nel dialogo con il suo innamorato Valerio ne "L'avaro" di Molière; un punto del dialogo in cui Lady Macbeth incita il marito a commettere il delitto; oppure se vuoi qualcosa di comico una delle tre sorelle de "I tre bravi" di Dario Fo.
      Queste sono solo alcune scene che a me, personalmente, piacciono: tu scegli quelle che senti più congeniali, ti consiglio solo di variare i toni per mostrare che sei in grado di interpretare più personaggi diversi. Buon lavoro!

      Elimina
  6. Pensa che sono così sveglia che non mi ero assolutamente accorta avessi usato le mie illustrazioni per un paio di post. Beh, che dire... ne sono onorata. :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Se non mi ricordo male ti avevo chiesto il permesso di usare i tuoi disegni, alcuni giorni prima... Poi mi sono dimenticata di segnalartelo, comunque il nome c'è e anche il link :)
      Sono bellissimi, fanne altri che così posso usare anche quelli! ;)

      Elimina
  7. Ciao! Volevo chiederti se per caso conosci qualche sito in cui posso trovare annunci per una fiction o film magari lavorare per la rai. Perché non riesco a trovare molto! Grazie in anticipo

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao, io conosco www.attoricasting.it
      Posso sembrare di parte, perché ho scritto qualche articolo per loro, ma mi sembra un sito ben fatto e aggiornato molto frequentemente.

      Elimina
  8. Dove si possono trovare questi monologhi consigliati. ...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Puoi trovare le opere teatrali da cui sono tratti questi monologhi in qualsiasi biblioteca o libreria.

      Elimina
  9. Sono d'accordo (anche se non mi stancherò mai di ascoltare l'esasperazione di Medea: benché non sia un'attrice, sento che in momenti particolari potrei urlarlo con convinzione).

    Hai parlato di monologhi più o meno famosi, ma in caso di "Adattamenti", credo che il più inflazionato sia Anna Karenina (forse perché in un certo senso è un po' Medea), mentre penso che un monologo che mi piacerebbe sentire sarebbe quello di un personaggio di una favola (Cenerentola, per esempio) che si ribella al ruolo e palesa a tutti le magagne della favola: potrebbe uscirne fuori qualcosa di tragico come di comico; però suppongo che in questo caso ci si dovrebbe rivolgere direttamente a un autore...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Non dico che i monologhi più famosi non siano belli, anzi, ma da parte del candidato mi pare una scelta poco strategica perché con un monologo più originale è più facile essere ricordati. Non sto parlando di bellezza del testo, ma proprio della strategia che è meglio usare al provino.

      Le fiabe sono molto interessanti e i loro personaggi si prestano a tante interpretazioni. Se ti interessa il genere, faccio un po' di pubblicità alla mia amica Romina Tamerici che ha fatto una cosa simile in Letteralmente Sparlando (http://tamerici-romina.blogspot.it/search/label/Letteralmente%20Sparlando). Cenerenotola non c'è, però ci sono la Bella Addormentata e il Principe Azzurro.

      Elimina
  10. Ciao a tutti, e ciao a te Elisa!!! Felice di essere capitata "per caso" nel tuo blog...molto interessante! Ci vedremo presto qui....io sono un'attrice amatoriale che ha fatto anche qualcosa di "professionale" e amo il teatro fin nelle ossa....e poi ritrovare qui Lucrezia Collins che ho avuto la fortuna di interpretare..beh, è un'emozione!!! Buon lavoro!!!!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Lucia, benvenuta sul blog! Sono contenta che il post ti sia piaciuto. Come avrai capito, condivido il tuo amore per il teatro e sono contenta di aver incontrato un'altra persona con la mia stessa passione. In bocca al lupo per il tuo futuro, amatoriale o professionale che sia!

      Elimina
  11. Ciao Elisa, sono finita per caso sul tuo blog e devo proprio farti i miei complimenti! Sono seriamente innamorata di questo mondo, che tante volte mi ha salvata da momenti bui della mia vita, aiutandomi a conoscermi meglio e a scoprire dei lati di me che non credevo esistessero. Il teatro greco è la mia passione (fatto forse dovuto agli studi classici che ho intrapreso), e ho avuto l'onore di interpretare l'Antigone di Sofocle...Ero alla ricerca di qualche monologo femminile su cui lavorare e mi hai dato parecchio materiale per farlo. Ma un dubbio mi sorge spontaneo: nonostante frequenti una scuola di teatro decisamente importante da tre anni, sono comunque una ragazza molto giovane (ho diciotto anni) e ho sempre paura di risultare poco credibile cimentandomi nei monologhi dei grandi del teatro. Per caso puoi consigliarmi qualche pezzo che potrebbe essere adatto?
    Grazie mille per quello che fai!!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Francesca e benvenuta! Ti ringrazio molto per i complimenti :)
      Se stai cercando monologhi per esercitarti, ti posso consigliare anche questo post che ho scritto più recentemente: http://www.attoricasting.it/consigli-utili/10-monologhi-da-imparare-assolutamente/16382
      Per quanto riguarda la tua paura di non risultare credibili, secondo me non dovresti preoccuparti. Se stai frequentando una scuola di teatro importante, hai di sicuro gli strumenti che servono per affrontare un monologo, anche impegnativo.
      Se il problema è la tua giovane età, basta evitare di scegliere personaggi molto più vecchi di te. Ma non è un gran problema: la storia del teatro è piena di ragazze e giovani donne. Oltre alle classiche Elettra, Giulietta e Nina (da "Il gabbiano" di Cechov), ti posso consigliare Rosaria da "Mia famiglia" di Eduardo De Filippo, Sylv da "East" di Steven Berkoff, oppure per il genere comico la mocciosa da "Le Beatrici" di Stefano Benni.
      Spero di esserti stata utile!

      Elimina
  12. Bellissimi!! Date uno sguardo anche ai miei monologhi!
    http://www.masterlife.it/category/video-blog/
    Vi aspetto

    RispondiElimina

Hai qualcosa da aggiungere a questo post? Lascia un commento!
Se usi la modalità "Anonimo", per favore firmati con il nome o con un nickname.