23 giugno 2015

20 monologhi non banali per personaggi maschili

Dopo aver parlato dei personaggi femminili, credo che anche gli uomini vogliano la loro parte. Di consigli sui monologhi, ovviamente, non pensate male.
Per chi non avesse letto il post precedente, si parlava dell'importanza di scegliere il monologo giusto per un provino.I selezionatori, infatti, rischiano di farsi prendere dalla noia, dopo aver sentito recitare per l'ennesima volta lo stesso pezzo. Ecco perché un candidato che sceglie un monologo originale ha qualche probabilità in più di fare un'impressione positiva.


Questa volta, trovare dei suggerimenti da proporvi è stato un po' più difficile, perché non mi ero mai interessata molto ai personaggi maschili (per ovvi motivi).
Molti dei monologhi femminili che vi ho proposto erano delle scelte che io stessa avevo preso in considerazione e ora invece posso contare solo su qualche ricordo di rappresentazioni a cui ho assistito o che ho studiato in letteratura. Nonostante, ciò, spero di aver stilato un elenco meritevole e utile per le vostre esigenze.
Iniziamo, anche in questo caso, nominando i personaggi che sarebbe meglio scartare, perché non sono per niente originali.


Personaggi da evitare

Niente Romeo, per carità. E neanche Amleto, non pensateci nemmeno. Le romanticherie del primo risultano melense anche se recitate da un bravo attore, mentre il celebre "essere o non essere" del secondo è stato recitato da tanti attori di fama e bravura leggendaria che qualsiasi attore non professionista dovrebbe impallidire al pensiero di confrontarsi con essi.
Cartellino giallo per Iago di "Otello" e per Shylock del "Mercante di Venezia": non si possono definire inflazionati, ma sono comunque tra le prime scelte che vengono alla mente, quindi mancano un po' di originalità.
Tra i personaggi della tragedia classica, Edipo va per la maggiore (e anche qui i termini di paragone con cui vi dovreste confrontare sono molto alti, quindi se fossi in voi non rischierei).

10 monologhi tragici

  1. Oreste [Sofocle, "Coefore"] Oreste, per la verità, è uno dei primi personaggi maschili a cui si pensa, quando si parla di tragedia greca. I monologhi più frequenti, però, sono quelli in cui l'eroe si interroga sull'assassinio della madre.  Nelle "Coefore", invece, soffre tormentato dalle Erinni e mostra un lato diverso della sofferenza umana.
  2. Dioniso [Euripide, "Baccanti"] Il re Penteo vuole proibire i culti dionisiaci, ma uno straniero si presenta al suo palazzo: è Dioniso in persona, che con l'inganno convince Penteo a travestirsi da donna e recarsi sulle montagne per assistere ai riti. Lì, le donne in preda alla furia divina lo linceranno e questa sarà la sua punizione per aver cercato di mettersi contro il dio.
  3. Claudio [William Shakespeare, "Amleto"] Dopo aver assistito alla rievocazione del delitto organizzata da Amleto, il re fratricida si ritira, sconvolto. Preso dalla paura di essere stato scoperto, inizia a pregare e a invocare inutilmente il perdono che in fondo sa già di non poter ottenere.
  4. Frankford [Thomas Heywood, "Una donna uccisa con la bontà"] Frankford è un nobiluomo che viene informato dal servo del tradimento della moglie. Quando riceve la notizia, in un primo momento non vuole crederci e si ripete che la moglie è sempre stata una donna onesta. Poi, i dubbi iniziano ad affiorare, ma l'uomo si forza a non emettere il giudizio finché non avrà ottenuto prove definitive.
  5. Enrico IV [Luigi Pirandello, "Enrico IV"] Il protagonista dell'opera vive da vent'anni in un castello indossando la maschera del re Enrico IV. Durante una festa in costume era caduto da cavallo, perdendo la memoria e il senno, e i suoi amici avevano continuato l'illusione, senza mai rivelargli la verità. Quando tentano di fargli rivivere il trauma della caduta per fargli tornare la memoria, ignorano che l'amico ha recuperato la sanità mentale anni prima, ma ha scelto di continuare a vivere nella finzione per non affrontare la realtà. Alla fine dell'opera, Enrico spiega qual'è, secondo lui, la vera follia.
  6. Caligola [Albert Camus, "Caligola"] L'imperatore Caligola è duramente colpito dalla morte di Drusilla, sua sorella e amante. In conseguenza di questo fatto, sceglie di chiudersi a tutti i rapporti umani. Quando il giovane Scipione tenta di rimproverarlo per questo atteggiamento, Caligola pronuncia un profondo monologo sul significato solitudine.
  7. Jimmy [John Osborne, "Ricorda con rabbia"] Una domenica mattina, Jimmy e il suo amico Cliff leggono il giornale, mentre Alison (la fidanzata del primo) è occupata a stirare. I tre discutono dei programmi per il pomeriggio, ma ad un certo punto Jimmy sbotta ed inizia a lamentarsi della loro vita monotona, in cui fanno sempre le stesse cose e si preoccupano solo di questioni superficiali.
  8. Faust [Christopher Marlowe, "Il dottor Faust"] Faust brama la conoscenza illimitata e decide di vendere l'anima al diavolo per ottenerla. Riesce ad evocare uno degli spiriti caduti con Lucifero, il quale tenta di dissuaderlo dalle sue intenzioni, ma Faust non lo ascolta e spiega tutti i suoi propositi di grandezza.
  9. Galileo [Bertolt Brecht, "Vita di Galileo"] L'opera racconta i momenti più significativi  della vita dello scienziato attraverso tredici scene, che descrivono il suo rapporto con la scienza, il fascino della scoperta e le difficoltà con la Chiesa, che lo costringerà ad abiurare le sue teorie. I monologhi non mancano e sono tutti molto belli, quindi non ve ne consiglio uno in particolare.
  10. Cinquanta [Elias Canetti, "Vite a scadenza"] L'opera è ambientata in un futuro ipotetico in cui tutti sanno esattamente quale sarà il giorno della loro morte, perché è scritto all'interno di una capsula che sono obbligati a portare al collo (ne ho parlato qui). Cinquanta si ribella a questa situazione, rompe la sua capsula e scopre che in realtà è vuota. Quando cerca di rivelare la verità agli altri e di dire loro che sono liberi da questa schiavitù, però, non viene creduto.


10 monologhi comici

  1. Sostrato [Menandro, "Il misantropo"] La commedia tratta del difficile rapporto tra vecchi e giovani: Cnemone è un vecchio che vive con l'unica figlia, ma la sua solitudine è messa in pericolo da Sostrato, che vuole chiedere la figlia in sposa. Cnemone non si lascia avvicinare, ma un giorno cade accidentalmente in un pozzo e viene salvato proprio con l'aiuto di Sostrato. A questo punto, si convince e permette alla figlia di sposarsi. Il resoconto della vicenda fornito da Sostrato, però, lascia intendere che non gli importava molto di salvare la vita del vecchio, quanto di arrivare alla ragazza.
  2. Chiàrchiaro [Luigi Pirandello, "La patente"] Rosario Chiàrchiaro ha la fama di essere uno iettatore, perciò tutti lo evitano e questo l'ha fatto cadere in miseria. Per difendersi, si rivolge al tribunale, chiedendo che gli venga rilasciata una "patente" da iettatore. In questo modo, potrà farsi pagare per tenersi lontano dalle sale da gioco o da tutti quei luoghi in cui gli altri uomini vogliono fare affari. Trattandosi di Pirandello, ovviamente, si capisce che la scena non ha solo lo scopo di provocare le risate del pubblico, ma anche di far riflettere su quanto possono essere dannosi i pregiudizi.
  3. Prologo [William Shakespeare, "Sogno di una notte di mezza estate"] Questa commedia di Shakespeare offre un discreto numero di intermezzi comici, ma mio parere il migliore è il discorso del prologo che presenta la rappresentazione organizzata dagli abitanti del villaggio in occasione del matrimonio. Tra gli errori di punteggiatura che capovolgono il significato delle frasi e la presentazione di personaggi improbabili (tra cui il Muro e il Chiaro-di-Luna), anche l'introduzione ad una tragedia come quella di Piramo e Tisbi perde tutta la serietà.
  4. Arpagone [Molière, "L'avaro"] Arpagone, l'avaro a cui si riferisce il titolo, custodisce gelosamente una cassetta piena di denaro. Quando si rende conto che questa è stata rubata, irrompe sulla scena disperato, urlando "al ladro" e mobilitando tutta la servitù della casa, come se fosse appena successa una catastrofe naturale.
  5. Lomov [Anton Cechov, "La domanda di matrimonio"] Lomov, avendo ormai compiuto trentacinque anni, decide che è venuto il momento opportuno per sposarsi e vuole fare l'importante proposta a Natal'ja. Appena prima di presentarsi alla donna, però, si fa prendere dall'agitazione. In un divertente soliloquio, tenta di tranquillizzarsi, ma in realtà non fa altro che elencare i propri sintomi come se fosse malattie.
  6. Marc [Yasmina Reza, "Art"] La commedia racconta la storia di tre amici che finiscono a litigare a causa di un quadro (ne ho parlato qui). L'opera d'arte in questione è un "dipinto" completamente bianco, che secondo Marc è un capolavoro d'arte moderna, mentre secondo gli altri due è semplicemente un pessimo investimento. Per cercare di convincerli, Marc si lancia in una lode delle qualità artistiche e dei significati estetico-filosofici dell'opera.
  7. Guildenstern [Tom Stoppard, "Rosencrantz e Guildenstern sono morti"] Questa tragicommedia narra la storia di Amleto dal punto di vista di due personaggi minori: Rosencrantz e Guildenstern, convocati alla corte di Danimarca per capire se il principe sia veramente pazzo o finga soltanto. Nella prima scena, Guildenstern si lancia in un assurdo discorso che dovrebbe essere scientifico (ma che in realtà rasenta l'assurdo e riesce solo a confondere lo spettatore) sulla natura della legge di probabilità.
  8. I tre bravi [Dario Fo] Questa commedia, molto diversa dagli scritti più celebri di Fo, ci presenta un castello infestato dai fantasmi e tre bravi (nel senso manzoniano del termine) ingaggiati per far fuggire gli spiriti. A dispetto delle spacconerie iniziali, però, i tre impavidi giovani si rivelano dei grandissimi fifoni.
  9. Marziano [Stefano Benni, "Il marziano innamorato"] Un alieno, proveniente da un pianeta in cui tutte le forme sono tonde o quadrate, approda sulla terra in cerca di un regalo per la propria fidanzata. Davanti alla varietà delle forme e dei colori terrestri, rimane esterrefatto, e puntualmente fraintende l'utilizzo di tutti gli oggetti che vede.
  10. La paura [Giorgio Gaber] Una sera, un uomo sta camminando da solo per strada. Ad un tratto, sente un rumore sospetto e si spaventa, immaginando chissà quali pericoli. Questo monologo, anche se con ironia, porta alla fine ad una riflessione seria: siamo diventati tutti diffidenti e non ci viene nemmeno in mente che chi incontriamo potrebbe avere buone intenzioni.

A questo punto...

... se non avete trovato il monologo che fa al caso vostro, vale lo stesso consiglio che ho dato alle fanciulle nello scorso posto: comprate in libreria una raccolta di monologhi appositamente selezionati.
Vi auguro di trovare quello giusto e tanta merda per il vostro provino!

- dramaqueen



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Sullo stesso argomento vedi anche:





Illustrazione di Paola Cocchetto [paolacocchetto.blogspot.it]
Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate

23 commenti:

  1. Dioniso tutta la vita! :)
    (Sì, mi piacciono le Baccanti...)

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    1. Anche a me piacciono! Beh, sarebbe stato tragico il contrario, visto che metà del mio programma di letteratura greca di quinta superiore riguardava quell'opera: siamo stati a vedere la rappresentazione al Teatro Olimpico e ci siamo anche studiati tutto il testo greco originale. Nonostante ciò, non le odio ancora, perciò posso confermare che è davvero un bel testo :)

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  2. Ehi, di questi ne conosco quasi la metà, sto migliorando (il liceo classico aiuta, suppongo)! Ma sei sempre una fonte inesauribile di spunti ( adesso voglio leggere l'opera su Galileo!)

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    1. Anch'io ho fatto il classico ed è probabile che entrambe abbiamo conosciuto molte opere teatrali a scuola :)
      Prego, mi fa piacere offrirvi spunti nuovi!

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  3. Bellissima questa carrellata! Ora però corro a leggere quella sui personaggi femminili!

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    1. Sono contenta che tu l'abbia trovata interessante... Effettivamente forse i personaggi femminili sono più adatti a te ;)

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  4. Jimmy di "Look back in anger" e Chiàrchiaro de "La patente" sono i miei favoriti (ammetto che però non li conosco proprio tutti quelli che hai proposto, solo quelli anglofoni e i pirandelliani).

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    1. Dovresti essere un espertissimo per conoscerli proprio tutti, non ti preoccupare :)

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  5. Bellissimo "Caligola" di Camus, l'avevo visto tre volte con la regia di Corrado D'Elia.

    Mi incuriosiscono molto "Cinquanta" di Elias Canetti, "Marc" di Yasmin Reza e "I tre bravi" di Dario Fo. Grazie per questa serie di chicche.

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    1. Io non l'ho mai visto, purtroppo, lo conosco perché un mio insegnante ce ne aveva proposte alcune scene come esercizio. Prego!

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  6. Mi è venuta in mente una cosa che non c'entra, ma che potrebbe offrirti lo spunto per un post. :-)

    Che cosa ne pensi della poesia letta a voce alta? Credo che sia difficilissimo... e spesso si rischia di cadere nel ridicolo, dando toni troppo enfatici o sospirosi. Ho incontrato poche persone in grado di leggerla bene, autori compresi.

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    1. Hai ragione, è molto difficile. Io ho dovuto recitarne una al provino per l'Accademia d'Arte Drammatica, ma non so quanto bene mi sia riuscito (visto anche che non mi hanno preso). Avevo già scritto un post su quest'argomento, ma probabilmente tu non seguivi ancora il mio blog, a quel tempo. Se ti interessa eccolo qui: http://it-drama-queen.blogspot.it/2014/10/poesie-in-teatro.html
      Grazie comunque per il suggerimento. Magari, quando sarò un po' più preparata, ritornerò sul tema.

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    2. Ottimo! Presto andrò a leggere il tuo post. :-)

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    3. Ho visto, ora ti rispondo di là :)

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  7. ciao,ho 14 anni e dovrei partecipare ad un provino ma non so proprio quale monologo portare, sto entrando in crisi e la data del provino si avvicina. avevo provato diversi monologhi ma non sono riuscito a trovarne uno adatto a me . se mi potessi dare un consiglio ,possibilmente al più presto te ne sarei grato

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  8. sono sempre lo stesso "Anonimo" di prima:ti sarei grato se mi rispondessi al più presto

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    1. Caro Anonimo, non so che tipo di provino devi affrontare e non ti conosco, quindi faccio fatica a capire che cosa potrebbe essere adatto a te...
      Se il provino non è per il teatro ma per il cinema, puoi anche scegliere un monologo da un film che ti piace e recitare quello. Se invece devi restare in ambito teatrale, prova a chiedere consiglio ad un tuo insegnante di teatro (o anche di letteratura, se non segui corsi di teatro)... Altrimenti, vai in biblioteca e sfoglia i libri della sezione "teatro", spero che tu possa trovare ciò che fa per te. Mi dispiace ma non so consigliarti niente di più preciso.

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  9. Risposte
    1. Le opere da cui sono tratti si trovano in qualsiasi libreria o biblioteca, alcune anche in forma libera su internet dato che gli autori sono morti da più di settant'anni.
      Ti consiglio sempre di leggere l'intera opera prima di presentare un monologo ad un provino, altrimenti non puoi avere una comprensione completa di ciò che stai recitando.

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  10. avrei bisogno di un aiuto: mi servirebbe trovare un dialogo non banale i teatro greco tra uomo e donna... inizialmente pensavo ad un oreste clitennestra nelle coefore (quando lui uccide lei) ma temo che sia troppo corto.... sapreste darmi una mano? Grazie mille

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    1. Ciao Anonimo, spero di poterti dare qualche consiglio utile. Il dialogo tra Oreste e e Clitennestra non mi sembra così breve, secondo me per un provino potrebbe andare bene. Se te ne serve uno più lungo, nell'"Elettra" di Sofocle c'è un lungo dialogo tra Elettra e Oreste, in cui lei all'inizio non lo riconosce e poi scopre di avere davanti suo fratello.
      Altrimenti ti posso consigliare (ma sono più brevi) la scena tra Edipo e Giocasta nell'"Edipo Re" di Sofocle, quando Edipo inizia a sospettare di aver ucciso il padre e Giocasta cerca di tranquillizzarlo, oppure quella tra Antigone e Creonte, in cui lei cerca di difendere le proprie ragioni ma viene condannata.

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  11. Interessante elenco, mi è piaciuto! Anche se il mio monologo preferito, oggi, resta l'UOMO DAL FIORE IN BOCCA. Ciao!

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    1. Ciao Federico e benvenuto! Anche a me piace molto quel monologo, tanto che una volta avevo pensato di volgerlo al femminile per recitarlo... però ad un certo punto si mette a parlare male delle donne, quindi non avrebbe potuto funzionare.

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