18 agosto 2015

Benedict Cumberbatch e Smaug: come l'attore diventa drago

Il cinema ci fa vedere cose straordinarie... eppure a volte non sono mai accadute veramente, nemmeno sul set. I miracoli della computer grafica ci hanno abituato a navi spaziali, scenari fantascientifici, incantesimi e animali fantastici, costruiti con una perizia tale da sembrare veri.
I draghi sono uno dei prodotti di questi miracoli cinematografici. Nessuno ne ha mai visto uno, ma in fondo tutti pensiamo che, se esistessero, sarebbero come il cinema ce li ha mostrati.


Non dimentichiamo, però, che noi vediamo il prodotto finito, ma gli attori devono recitare su un set scarno e privo di effetti speciali. Se quella ricreata al computer è solo l'ambientazione esterna, immaginarla sembra un gioco come quelli che tutti noi facevamo da bambini.
Ma che dire di quando bisogna interagire con un personaggio che verrà inserito solo successivamente nella scena?
Ecco che Eragon deve fare appello a tutta la sua convinzione per cavalcare un manico di scopa immaginando Saphira e Daenerys Targaryen deve accarezzare un salsicciotto verde, in attesa che il computer lo trasformi nel suo adorato Drogon.

Ma anche questo, in verità, sembra un gioco da ragazzi, se pensate che qualcuno ha dovuto impegnarsi per diventare egli stesso un drago.
Nel primo capitolo della trilogia cinematografica de "Lo Hobbit" se ne vede soltanto un occhio, ma negli altri due film il drago Smaug svolge un ruolo decisamente rilevante. E' un drago parlante e con delle espressioni facciali piuttosto diversificate, quindi anche l'attore scelto doveva essere rilevante. Mi pare che, a questo proposito, nessuno si sia trovato in disaccordo con la scelta di Benedict Cumberbatch.

Peter Jackson dichiara di averlo scelto perché voleva qualcuno che fosse in grado di dare una caratterizzazione originale a Smaug, non la solita voce profonda che parla "come tutti si aspettano che parli un drago".L'interpretazione, però, non era composta dalla sola voce. Sebbene Benedict Cumberbatch fisicamente non assomigli per nulla ad un drago, anche i suoi movimenti hanno contribuito a costruire la figura di Smaug, attraverso la tecnica del motion capture.
L'attore era vestito con una tuta grigia, equipaggiata con una telecamera ed un microfono e disseminata di sensori che permettevano di rilevare il suo movimento. Questa tecnica permette di affiancare la fisicità alla voce, facendo sì che i due aspetti non appaiano scollegati una volta sullo schermo. 
Ovviamente non permette l'interazione con gli altri attori... ma questa interazione sarebbe stata comunque abbastanza limitata, visto che un drago è troppo grande per notare le espressioni facciali di hobbit e nani.

In questa intervista, Cumberbatch spiega il metodo che ha usato per immedesimarsi in un drago: per prima cosa, ha immaginato l'ambiente intorno a sé com'era descritto nel libro di Tolkien. Inoltre, si è recato più volte allo zoo di Londra per studiare i movimenti delle lucertole e poi ha cercato di riprodurli, muovendo le mani come se fossero artigli e concentrandosi sui movimenti del collo.
L'attore ha anche ammesso di essersi ispirato al proprio padre, da cui aveva ascoltato la lettura ad alta voce proprio del libro "Lo hobbit" durante l'infanzia.

Per quanto riguarda la voce, è stato usato un dispositivo che abbassa ne abbassa l'altezza fino a due ottave. Secondo le parole di Cumberbatch, infatti, quando si altera la propria voce in modo da riprodurre la voce cavernosa del drago, si perde in termini di espressività. 
Questo dispositivo ha permesso di ottenere un timbro cupo, pur mantenendo la versatilità e il vasto range di "colori" che l'attore riusciva a dare con la sua voce originale.

Potete vedere qualche ripresa svolta "dietro le quinte" dell'interpretazione di Cumberbatch in questo video:



Se non vi ricordate bene il film, ora potete guardare il risultato finale in questa scena. 



Il cambiamento è impressionante... sembra che non sia rimasto quasi nulla della situazione vista nel video precedente, vero?
Eppure, l'uso del motion capture ha aiutato gli animatori a capire come doveva muoversi il drago e l'attore ad immedesimarsi più profondamente, perché ha potuto unire la voce ed il movimento.

Insomma, la tecnologia fa miracoli, anche se ancora non abbiamo costruito un software in grado di recitare (e spero che non lo costruiremo mai). L'attore deve fare bene il suo lavoro e allora la tecnologia lo può aiutare a costruire delle scene incredibili.

- dramaqueen


14 commenti:

  1. Ha fatto davvero un lavorone!
    Come Andy Serkis per Gollum

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    1. Benvenuto nel mio blog!
      Hai ragione, anch'io ho pensato subito a Gollum, quando ho visto il video. Ormai, però, avevo già iniziato a cercare informazioni su Smaug, quindi ho continuato su quella strada. Non è detto che prima o poi non scriva anche un post su Serkis (cercando di non ripetere troppo quello che ho detto in questo).

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  2. A memoria, questa tecnica è stata introdotta proprio da Jackson, insieme a Cameron uno dei grandi innovatori del cinema contemporaneo. Gollum e Smaug non sarebbero stati così convincenti senza un attore dietro e, naturalmente, ci vuole un attore che abbia un drago nelle sue corde. Mi ricorda, tangenzialmente, un passaggio di un saggio di Alan Moore, sceneggiatore di fumetti, in cui raccontava di come si avvalesse del metodo Stanislavskij per caratterizzare i suoi personaggi (uno dei quali era un mostro di palude). Rasenta quasi l'incredibile, perché è in effetti qualcosa di straordinario. :)

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    1. Come dicevo prima, il computer fa grandi cose, ma non è possibile ottenere risultati così realistici senza un attore dietro (per fortuna). Sono ignorante in campo fumettistico, ma immagino che l'utilizzo del metodo Stanislavskij per creare i personaggi dia un risultato straordinario. Deve essere anche straordinariamente impegnativo, però: già lo è per un attore che deve concentrarsi su un personaggio solo!

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    2. Lui ovviamente è un titano, in quanto autore, ma conosco anche altri autori, anche di narrativa, che usano questo metodo, molto pratico quando si tratta di usare efficacemente il famigerato show, don't tell. Che lo utilizzi per un mostro, però, conosco solo Moore. :)

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    3. I mostri sono importantissimi nelle storie e devono avere la loro dignità, quindi io sono d'accordo con lui :)

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  3. Posso dire solo una cosa: infinito e immenso amore! Ooohw!

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    1. Dopo averlo visto qui e in Star Trek direi che mi devo annoverare anch'io tra le sue fan...
      Però continuo a non trovarlo bello. Anche se è affascinante ;)

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    2. Ah, ma io parlo del drago! :D Ahahah, be', anche dell'espressività di Cumberbatch, ovviamente, ma non è decisamente tra le mie tipologie accettate di uomo. ;)

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    3. Pensavo che ti riferissi al fatto che ha un sacco di fan sfegatate!

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  4. Molto affascinante questo tema! E il drago... be', in quei film è proprio wow!

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    1. Uno dei draghi più riusciti nei film che ho visto. Si vede che c'è molto lavoro dietro!

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