24 agosto 2015

The wind tapped like a tired man - Poesia bilingue

Non so bene come mi sia venuta quest'idea della poesia bilingue, ma era un po' che mi frullava in testa.
Sarà perché ultimamente leggo e ascolto sempre di più in inglese e, quando mi imbatto nelle traduzioni dei prodotti che già conosco, mi suonano abbastanza strane. Se la mia sensazione è questa già per la scena di una sit-com, chissà che cosa può fare la traduzione alla poesia!


La poesia si nutre del ritmo e del suono delle parole. Perdendo la lingua originale, perde anche il suono e ne acquista uno diverso. Forse non era quello pensato dall'autore, ma non è detto che sia sempre meno bello.
Forse una poesia, quando è scritta, acquista vita propria e porta il proprio significato in altre lingue, vestendosi di un suono nuovo.

Per scoprire l'effetto che fa, ho deciso di leggere una poesia in due lingue.
Quale poesia? Mi sono fatta ispirare dal vento che, insieme alla pioggia, ha bussato alle mie finestre nei giorni passati. Dato che io non amo il caldo, l'ho accolto con molto piacere. Ecco perché mi ha colpito questa poesia di Emily Dickinson:

The wind tapped like a tired man
And like a host: "Come in"
I boldly answered - entered then
My residence within

A rapid - footless guest

To offer whom a chair
Were as impossible as hand
A sofa to the air

No bone had he to bind him

His speech was like the push
Of numerous humming birds at once
From a superior bush.

His bountenance - a billow -

His fingers, as he passed
Let go a music - as of tunes
Blown tremulous in glass

He visited still flitting

Then like a timid man
Again, he tapped - 'twas flurriedly -
And I became alone.

E ora la versione italiana, nella traduzione di Giuseppe Ierolli. 
Già solo leggendola ci si rende conto che il ritmo e il suono sono molto cambiati:

Il vento bussò come chi è stanco
E come una padrona di casa: "Avanti"
Risposi con baldanza - entrò allora
Dentro la mia dimora
Un ospite rapido - senza piedi -
Offrirgli una sedia
Era impossibile come porgere
Un sofà all'aria.

Non aveva ossa che lo tenessero unito -

Il suo parlare era come la spinta
Di un insieme di armoniosi colibrì
Da un immateriale cespuglio.

Il suo aspetto - un'onda -

Le sue dita, al suo passare
Liberavano una musica - come melodie
Tremolanti soffiate in un bicchiere

Mi fece visita sempre volteggiando

Poi come chi è timido
Di nuovo, bussò - nervosamente -
Ed io restai sola

Se siete curiosi di vedere (e sentire) come me la sono cavata, ecco qua il mio video. Questa volta ho aggiunto anche il testo, per permettervi di seguire meglio.
Ovviamente le poesie non sono mai facili da leggere... Ma mi fa bene fare pratica con cose difficili, quindi ci ho provato. Riesce a trasmettervi qualcosa la mia lettura? Le due lingue vi fanno un effetto diverso?


P.S. Questa è la prima registrazione per cui ho usato il microfono nuovo!
Quindi da ora non posso più dare la colpa al rumore di fondo... Se la registrazione viene male è perché io sono sono capace...

- dramaqueen


Immagine di Mia Felicita Bertelli (Flickr)
Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate

16 commenti:

  1. Bellissimo, Elisa! Mi è piaciuto moltissimo questo video. Secondo me, la versione inglese è quella più sentita, forse per la musicalità.

    Io avevo fatto una poesia bilingue (italiano-spagnolo) e ho materiale per altre due che però non ho mai finito. Non so se riprenderò mai quel progetto, però chissà...

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    1. Ho cercato di dare la stessa intenzione in italiano, ma probabilmente il mio cervello sentiva che qualcosa non andava: "Ma come, vuol dire la stessa cosa ma suona del tutto diverso!"
      Potresti riprendere il progetto, dai... Io parlo solo l'inglese, come lingua straniera, anche se sto ripassando un po' di francese. Di spagnolo non so proprio niente. Cerco di farmi capire parlando in dialetto veneto e aggiungendo qualche "s" in fondo alle parole, ma non funziona molto... XD

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    2. Io non parlo una parola di spagnolo. Era un progetto con un pittore che parlava ben cinque lingue e mi aiutava con le pronunce. Non so se riprenderà ma era una cosa interessante.
      Per il resto parlo un maccheronico inglese e sto dimenticando il francese... molto bene, direi. Ahah!

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    3. Allora con la pronuncia me la posso cavare. La cadenza è veramente simile a quella del dialetto veneto!
      In compenso, so pronunciare il tedesco ma conosco solo quattro parole (un giorno lo imparerò).

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    1. Benvenuto in questo blog!
      Lo posso prendere come un complimento? :)

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    2. Ma esso lo è: solo un rimbalzo fatuo sulla malinconia angosciosa e in solitudo della Emily Dickinson

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    3. Chiedo venia per non aver subitamente replicato con la medesima eleganza. La ringrazio.

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  3. Te la sei cavata bene ;-)
    Peraltro Emily Dickinson è una tra le mie poetesse preferite.

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    1. Grazie! Pare sia la poetessa preferita di alcune tra le persone che conosco... ma come darvi torto?

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  4. Non c'è niente da fare, la musicalità della versione originale vince. La poesia è musica del resto e purtroppo le parole a disposizione non rendono sempre giustizia alle intenzioni. Tradurre è un arte, perciò quando prendiamo un libro di poesia o un romanzo, dobbiamo sempre tener conto che tutto ciò che leggiamo potrebbe non essere reso come l'autore avrebbe voluto.

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    1. Ovviamente vince l'originale e ovviamente sarebbe meglio leggere e ascoltare tutto nella lingua originale... Però, realisticamente, non si possono imparare tutte le lingue del mondo, quindi le traduzioni saranno sempre necessarie. Leggendole, comunque, bisogna tenere conto che hanno trasformato il prodotto originale.

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  5. Prima di tutto complimenti per la pronuncia dell'inglese! E non c'è storia, la versione originale suona molto meglio.

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    1. Come ho scritto anche nel commento sopra, ovviamente non si può paragonare l'originale con la traduzione, è una specie di assioma. Imparare le lingue straniere è un modo per apprezzare appieno la bellezza di tante opere letterarie, tu che studi russo lo saprai sicuramente.
      Grazie per i complimenti... Il mio inglese è il risultato di anni di ascolto delle serie TV (e conversazione con un'amica di penna finlandese).

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  6. L'idea della poesia bilingue mi piace molto e l'intero blog mi ha appassionata. Credo che lo leggerò molto spesso. Complimenti.

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    1. Grazie mille, sono molto contenta che il mio blog ti piaccia! Torna pure tutte le volte che vuoi ;)

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