23 ottobre 2015

Dizione in pillole - I tempi verbali

Dopo aver introdotto la dizione italiana e aver spiegato in che cosa consiste (per questo vi rimando al precedente post), è tempo di concentrarci su questioni più pratiche: quali parole vogliono le vocali aperte e quali chiuse?

Come già sapete, non è facile stabilire delle regole per la pronuncia, perché ce ne sono tantissime, accompagnate da altrettante eccezioni. Perciò, anche volendo darvi dei consigli pratici, è difficile scegliere da dove partire.
Dopo averci riflettuto un po', la mia decisione è caduta su qualcosa che usiamo tutti i giorni e non possiamo fare a meno di usare: i verbi.


In questo caso, siamo relativamente fortunati, perché le coniugazioni in -are e -ire non danno adito a dubbi sulla pronuncia. Le regole sono tutti sui verbi in -ere e anche qui i problemi sono solo sulla pronuncia "e" (dato che non esistono verbi con la terminazione in -ore).
A questo proposito, vi offro uno schema riassuntivo che spero vi sia utile. Le diverse pronunce della "a" sono evidenziate dal colore rosso (vocale aperta) e azzurro (vocale chiusa) per distinguerle meglio a colpo d'occhio.


PRESENTE: Per quanto riguarda la prima persona singolare, ogni verbo ha le sue regole, a seconda della terminazione. Consultate il dizionario per essere sicuri della giusta pronuncia.
Se vi può aiutare, potete ricordare che i verbi che in latino si scrivevano con una "i" in italiano hanno le é chiusa (ad esempio témo, dal latino timeo) e quello che in latino si scrivevano con la "e" in italiano hanno la è aperta (ad esempio dèvo, dal latino debeo).

Per quanto riguarda la seconda persona plurale, la terminazione -ete ha sempre la é chiusa.
Es. avéte, sapéte, vedéte.
L'unica eccezione a questa regola è "voi siète" dal verbo essere, perché segue la regola secondo cui dopo la "i" la "e" va pronunciata a aperta.


IMPERFETTO: Per tutti i verbi con terminazione in -ere, le desinenze dell'imperfetto hanno la é chiusa. Quindi si ha, ad esempio:

io dovévo
tu dovévi
egli/ella dovéva
noi dovevamo
voi dovevate
essi/esse dovévano


PASSATO REMOTO: Le terminazioni in -etti/-ette/-ettero vanno sempre pronunciate con la è aperta, mentre per le altre terminazioni è chiusa. Ad esempio, abbiamo:

io dovètti (oppure dovéi)
tu dovésti
egli dovètte
noi dovémmo
voi dovéste
essi/esse dovèttero


FUTURO SEMPLICE: Per la seconda persona plurale, la terminazione in -ete ha la é chiusa.
Es. saréte, verréte, dovréte.


IMPERATIVO: Dato che la forma per la seconda persona singolare è uguale al presente, anche in questo caso la desinenza -ete vuole la é chiusa.
Es. corréte, dovéte, leggéte.


CONGIUNTIVO: Per il congiuntivo presente, la pronuncia della "e" è la stessa del tempo presente e cambia da verbo a verbo: ad esempio "che io dèbba" per il verbo dovere, che al presente è dèvo. Mentre si ha "che io véda" per il verbo vedere che ha "védo" come presente.

Per quanto riguarda il congiuntivo imperfetto, tutte le desinenze hanno la é chiusa. Ad esempio:

che io dovéssi
che tu dovéssi
che egli/ella dovésse
che noi dovéssimo
che voi dovéste
che essi/esse dovéssero


CONDIZIONALE: La regola non è uguale per tutte le terminazioni del condizionale, ma per fortuna esiste e tutti i verbi la seguono. Enunciando tutta la coniugazione, si ha ad esempio:

io dovrèi
tu dovrésti
egli/ella dovrèbbe
noi dovrémmo
voi dovréste
essi/esse dovrèbbero


INFINITO: Tutti i verbi con infinito in -ere vanno pronunciati con la é chiusa.
Es. bére, persuadére. cadére.


GERUNDIO: La terminazione in -endo dei verbi al gerundio va sempre pronunciata con la è aperta.
Es. Prendèndo, morèndo, gemèndo.


PARTICIPIO PRESENTE: La terminazione in -ente del participio presente vuole sempre la è aperta.
Es. volènte, dormiènte, gemènte.


PARTICIPIO PASSATO: I verbi in -ire che hanno il participio passato che termina in -erto vogliono la è aperta.
Es. soffèrto, copèrto, apèrto.


I tempi composti non sono indicati, perché confido che sarete in grado di mettere in relazione queste regole alle conoscenze sulla coniugazione che vi hanno insegnato alle elementari.

Tutto chiaro? Avete capito come pronunciare i verbi e da ora non sbaglierete mai più?
Magari fosse così semplice, capisco che alcune queste regole possano suonarvi molto strane, all'inizio. Non vi resta che provare, riprovare e assimilare. Buon lavoro!

- dramaqueen



Immagine da Pixabay
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14 commenti:

  1. Per me le "e" sono tutte aperte e larghe!
    (Sono sempre io, Marina, la siciliana!) :D

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    1. Almeno voi siete coerenti: io, tra larghe e strette, le ho quasi tutte sbagliate!

      P.S. Non preoccuparti che non sono così famosa... Ho pochi lettori (ma buoni) e mi ricordo di tutti voi :)

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    2. Con me l'insegnante di dizione potrebbe perdere ogni speranza! ahah
      Ma tu che bella cosa che hai scelto di fare: recitare! :)

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    3. Ma non l'ho scelto io... Sai, è come con la bacchetta di Harry Potter, ho sentito che era una cosa che andava bene per me ;)

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  2. Grazie di questo bel post! Essendo milanese, ho delle vocali piuttosto larghe, e il bello è che non lo ammetto! :-)
    Del resto penso che ognuno di noi abbia una leggera inflessione dialettale, a meno di non fare appunto un corso di dizione. Ci sono attori di fiction televisive che fanno accapponare la pelle per come "recitano".

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    1. Ho dimestichezza con le vostre macchinètte per fare i bigliètti del treno... Il problema è che, se tento di prendervi in giro, non ve ne accorgete nemmeno! :D
      Comunque ognuno ha la sua inflessione dialettale e io ho altre cose per cui potrei essere presa in giro.

      Per quanto riguarda gli attori delle fiction, credo che il problema non sia la dizione, ma proprio il fatto che non sanno recitare. Un bravo attore è credibile sia in una fiction ambientata in un contesto regionale specifico (facevo l'esempio del commissario Montalbano nell'altro post) sia a teatro con una dizione perfetta.

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  3. Un post davvero molto utile! Lo stamperò e lo metterò nel mio quaderno di dizione!

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  4. Mi dispiace ammetterlo ma i verbi stanno morendo... Sopratutto il congiuntivo che spesso viene dimenticato o violentato verbalmente. Che pugnalata al cuore sentire o leggere certi strafalcioni!

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    1. Io difendo strenuamente il congiuntivo, ma sento troppi che quando parlano lo ignorano. Forse si andrà verso la semplificazione della lingua e il congiuntivo morirà, ma io contribuirò a ritardare il più possibile questo momento.

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    2. Morirò con lui T.T certe cose non si possono proprio sentire (né leggere)! xD

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    3. Anch'io rischio di morire di crepacuore ogni volta!

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  5. Buon per te che non sei delle mie parti e non hai da sentire la e aperta tori-nèè-sje.

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    1. Tutti hanno i loro problemi con le E... ;)

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