19 ottobre 2015

La nascita del cinema

Chi l'ha detto che la recitazione è solo quella del teatro? A volte, in questo blog, io faccio un po' la snob e me ne dimentico, ma la recitazione cinematografica è altrettanto importante.
Se dicessi di essere un'esperta di cinema, la mia prosopopea sarebbe davvero troppa. Non ho visto che pochi dei capolavori del cinema moderno, anche se sto cercando di recuperare. Però scrivendo questo post ho imparato qualcosa di nuovo e voglio condividere con voi la storia di com'è nato questo "fratellino" del teatro: la storia della nascita del cinema.

Un fotogramma da "L'uscita dalle officine Lumière"
La data di nascita ufficiale è stata fissata convenzionalmente al 19 marzo 1895, giorno in cui i fratelli Louis e Auguste Lumière proiettano, nel corso di un convegno di industriali della fotografia, il primo cortometraggio.
Si tratta di un filmato che ritrae l'uscita degli operai e delle operai e dalla fabbrica di proprietà dei Lumière, seguita dalla chiusura dei cancelli. Ai veri operai erano state mescolate delle comparse assunte per l'occasione. Potete vedere il cortometraggio a questo link.
Il filmato era stato realizzato con una macchina da presa, loro invenzione. La proiezione durò appena cinquanta secondi, ma rappresentò l'inizio di una nuova epoca.
Il 28 dicembre dello stesso anno, a Parigi i due fratelli aprono il "Cinematografo Lumière" e il cinema in breve tempo diventa una moda per i parigini. Il programma delle proiezioni a pagamento era costituito da una decina di filmati della durata di circa un minuto, tra cui il famoso Arrivo del treno in stazione (in cui il treno sembra uscire dallo schermo grazie alla particolare inquadratura) e la scena dell'Innaffiatore innaffiato, che fondò il genere della "comica".

L'atterraggio del razzo in "Viaggio sulla luna" di Meliès
Un altro dei "padri del cinema" è Georges Meliès, che non ha contribuito all'invenzione della macchina da presa, ma è stato il primo ad ideare gli effetti speciali.
Ospite dei fratelli Lumière alla prima proiezione del 28 dicembre, Meliès rimane affascinato dalla novità del cinema.
Già da molti anni lavorava in teatro allestendo numeri di illusionismo. Dall'aprile del 1896, inserisce nel programma dei suoi spettacoli le "fotografie animate" cioè delle scene girate da lui stesso sul modello dei fratelli Lumière.
Il primo trucco cinematografico viene scoperto per caso: un giorno, mentre Meliès sta filmando la folla in strada, la macchina da presa si blocca e poi riprende a filmare. Saldando la pellicola nel punto in cui si era rotta e proiettandola, si vedono i passanti che si trasformano da uomini a donne e un omnibus che diventa un carro funebre. Questo trucco è poi utilizzato nel cortometraggio del 1899 Cenerentola: la zucca si trasforma in carrozza, mentre Cenerentola e la fata rimangono al loro posto.
Il lavoro più famoso di Meliès è Viaggio sulla Luna (1902), che si presenta come un racconto per immagini, in cui uno scienziato organizza una spedizione sulla Luna, incontra la popolazione ostile dei seleniti e poi riesce a far ritornare l'equipaggio a bordo del razzo sulla Terra. Le scenografie sono realizzate minuziosamente e i costumi sono ricchi e bizzarri. Se siete interessati, potete trovare qui il cortometraggio.
Questo utilizzo del cinematografo evidenzia una visione opposta a quella dei fratelli Lumière: non ha più la funzione di riprodurre la realtà, ma diventa un mezzo per creare uno spettacolo fantastico di finzione.

Una scena da "La grande rapina al treno"
Sia i film dei fratelli Lumière che quelli di Meliès erano realizzati con un'inquadratura fissa e frontale. Il merito di aver strutturato la narrazione cinematografica in modo più elaborato va a Edwin Stratton Porter con La grande rapina al treno.
In questo caso, la macchina da presa segue i movimenti degli attori e viene introdotto l'uso dei primi piani. Il fotogramma in cui il bandito spara frontalmente ha impressionato molto gli spettatori, abituati a vedere l'attore come lo vedevano a teatro, cioè a figura intera e sempre dalla stessa inquadratura fissa.

Con il grande successo di pubblico, le produzioni di tipo documentaristico perdono di interesse, mentre si afferma il cinema di finzione.
Negli anni '10 del Novecento inizia a delinearsi la figura del regista come responsabile delle riprese e della realizzazione dell'intera pellicola. Lo sviluppo della tecnologia, inoltre, permette di utilizzare insieme le tecniche inventate dai primi registi, combinandole insieme per creare un unico spettacolo. E' il caso del kolossal Intolerance (1916) di David Wark Griffith, ambientato in quattro epoche diverse e capace di integrare eventi storici e storie personali, grazie al montaggio e alle imponenti scenografie.

Una scena da "Metropolis" di Fritz Lang
Negli anni '20 del Novecento, il cinema in Europa conosce una grande fioritura, dovuta anche alla commistione con le neonate avanguardie artistiche.
L'espressionismo tedesco, infatti, si esprime anche attraverso film come Il gabinetto del dottor Caligari (1919) di Robert Wiene, dove gli attori hanno trucco marcato e gesti enfatizzati e le scenografie ricordano le linee deformate e irregolari dei quadri dello stesso periodo artistico. Anche l'atmosfera cupa e i marcati contrasti di luce di Nosferatu (1922) di Friedrich Murnau risentono della corrente espressionista. Anche Metropolis (1927) di Fritz Lang riprende le stesse atmosfere, ma le trasferisce in un contesto futuristico che fungerà da modello per i successivi film di fantascienza.
Un chien andalu, realizzato da Salvador Dalì e Luis Buñuel nel 1929, rappresenta invece le idee surrealiste. Il film infatti non ha un impianto narrativo, ma mostra una sequenza di scene quasi casuali, che danno l'impressione dell'allucinazione o del sogno.

Nello stesso periodo, il cinema sovietico è caratterizzato da un clima di sperimentazione, che trova il suo massimo sviluppo con La corazzata Potëmkin (1925) di Sergej M. Ėjzenštejn, che ricostruisce un episodio accaduto durante i moti rivoluzionari del 1905.

Negli Stati Uniti, le case di produzione sono sorte soprattutto nella zona di Hollywood e permettono la produzione di una grande varietà di film, grazie all'organizzazione standardizzata della produzione, della distribuzione e della gestione delle sale.
Erich Von Stroheim interpreta un cinico seduttore in Femmine Folli (1921), ma la sua critica lucida e spietata della società modana viene ritenuta troppo lontana dalle esigenze commerciali, perciò le sue opere successive subiscono drastici tagli. Ben più fortuna ottiene Charlie Chaplin con il personaggio di Charlot, che riesce a far sorridere lo spettatore, ma allo stesso tempo a farlo riflettere sulla miseria della sua condizione.

Ovviamente, tutti i film che ho citato sono muti: il sonoro arriverà soltanto nel 1932!
Ma non voglio dilungarmi troppo con il racconto, in fondo avevo detto che vi avrei raccontato solo della nascita del cinema e sono già andata troppo oltre. Però, chissà, c'è la speranza che io mi convinca a farmi un altro po' di cultura cinematografica e a scrivere una seconda puntata...

- dramaqueen





Fonti:

  •  "Le scoperte che hanno cambiato il mondo" a cura di M. Tosti, testi di F. Prattico e M. Ventura
  • G. Baldi, S. Giusso, M. Razetti, G. Zaccaria, "La letteratura"



Questo post partecipa all'iniziativa "Una parola al mese" del blog di Romina Tamerici


La parola di ottobre 2015 è prosopopea


18 commenti:

  1. Il gabinetto del dottor Caligari è una bomba!
    Bel post, ho rivisitato un po' di quello che ho affrontato l'anno scorso al corso di cinema :) Guardati, consigliatissimo, Un cane andaluso, lo trovi su youtube. È di Bunuel e del caro Dalì ;) Magari dai un occhio al significato o prima o dopo averlo visto, che non tutto è immediato.

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    1. Sono contenta che ti sia piaciuto, soprattutto perché io sono ignorante in fatto di cinema e tu no :)
      Lo guarderò... Anzi forse il significato è meglio guardarlo prima, conoscendo Dalì dai suoi quadri...

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  2. La recitazione nei film però è avvantaggiata dalla registrazione. Un po' come suonare dal vivo o registrare un pezzo musicale in studio con montaggi e modifiche: non è la stessa cosa.

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    1. Eh sì, in teatro deve essere sempre "buona la prima"... Ma non per questo il cinema richiede meno impegno. Diciamo che è uno strumento diverso che permette di fare cose diverse.

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  3. Del periodo muto, sicuramente manca "Aurora" di Murnau. Per molti uno dei dieci film più belli della storia del cinema (a me invece non è piaciuto molto). A mio modo di vedere è più interessante "L'angelo del focolare" di Dreyer. Sembra una storia superata oggigiorno, ma insegna molto sul rapporto uomo-donna (soprattutto agli uomini). Devi fare assolutamente una seconda puntata!

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    1. Per fare una seconda puntata dovrei diminuire ulteriormente la mia ignoranza in materia... vedrò che cosa posso fare! Grazie per le aggiunte.

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  4. Qualche tempo fa ho letto sul blog di Nick Parisi la diatriba sul vero padre del cinema, ovvero che i Lumiere fossero arrivati per secondi.

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    1. Me lo devo essere perso... Mi dispiace per l'eventuale altro inventore, ma qui si parla soprattutto dell'introduzione commerciale del cinema e credo che il merito di questo vada decisamente ai fratelli Lumière. Almeno, è ciò che ho trovato in tutte le fonti.

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  5. Se non l'hai visto, ti consiglio "Hugo Cabret" che parla in un modo molto originale del cinema di Meliès. A me è piaciuto tantissimo!

    Grazie per aver partecipato a "Una parola al mese".

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    1. Prego! No, non l'ho visto... L'avevo messo in lista quand'è uscito e poi me ne sono dimenticata! Ora, grazie al tuo consiglio, torna in cima alla lista e spero di avere presto il tempo di vedere un film :)

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  6. Articolo interessantissimo e hai citato dei film davvero stupendi! :D
    Anche se però sarò sincera, gli attori mi colpiscono di più a teatro che al cinema. Anche se molte star di Hollywood hanno iniziato proprio facendo teatro. Ma questa è un' altra storia :) dovresti fare un salto al museo del cinema di Torino!

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    1. Forse gli attori di teatro ti colpiscono di più perché sono lì con te, nella stessa sala. Però anche con gli attori cinematografici particolarmente bravi ci si dimentica della distanza tra noi e loro.
      Purtroppo non ho mai avuto l'occasione di visitare Torino, ma mi piacerebbe molto vedere il museo del cinema: tutti mi hanno detto che è molto bello.

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    2. In realtà credo sia questione di bravura e interpretazione. Ammetto che sono fissata con la mimica facciale e l' espressività dei personaggi ed essendo cresciuta con una madre chirurga plastica che commentava ogni film/serie che guardavo descrivendomi le operazioni degli attori, è una cosa che non mi sfugge.
      Non posso davvero sopportare la mancanza di espressività dovuta alla chirurgia plastica,nonostante sia presente anche nel teatro. Poi ovviamente ci sono attori del cinema che adoro profondamente nonostante tutto (come Heath Ledger, Gary Oldman e Bryan Cranston).
      Sul palco invece gli attori hanno il pubblico davanti, non possono girare di nuovo la scena e fregarsene se recitano male, ma si trovano soli di fronte a persone che li vedono e li giudicano per tutta la durata dello spettacolo. Ed è impressionante come certi attori teatrali siano bravi.
      Si devi assolutamente farti un giro a Torino e venire a berti un bel bombardino :D

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    3. La chirurgia plastica è un brutto errore che fanno tanti attori: capisco che sentano la pressione del pubblico che li vuole sempre belli come a vent'anni, ma l'espressività non dovrebbe mai essere sacrificata alla bellezza. Per fortuna ci sono anche attori e attrici che invecchiano naturalmente e interpretano personaggi di una certa età credibilissimi e toccanti.

      Perché tutti date per scontato che mi piaccia bere alcolici? xD
      Farò un giro appena possibile e anche un blogger-incontro non sarebbe una cattiva idea...

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    4. Appunto decisamente meglio loro...
      Ahahah semplicemente perchè sei reduce dal poli o non so ispiri voglia di alcolici forse xD si in effetti sarebbe un' idea molto carina, bisognerebbe farci un pensierino :D

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    5. E io che pensavo di avere la faccia da brava ragazza! Ahah :)
      A dire la verità, nell'ultimo periodo cerco di evitare gli alcolici perché non fanno bene per le corde vocali, però non riesco ad eliminarli del tutto... Insomma, ci hai visto giusto ;) Ci penseremo!

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    6. Moderatamente non fanno male e ormai tu che non sei più una disperata universitaria in crisi esistenziale non ne hai più bisogno!
      Se vuoi lavorare sulla voce dovresti fare esercizi per gli addominali (non so quali nello specifico ma so che ce ne sono diversi), ma tu sei fortunata, hai una bella voce e non sembri un transessuale latinoamericano quando parli, come nel mio caso xD

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    7. Ahah! Sono curiosa di sentire la tua voce, dopo questo: non può davvero essere così male come dici! :)

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