7 novembre 2015

Penny Dreadful - La seduta spiritica (analisi della scena)

Speravate che i miei post sulle serie TV fossero in pausa, almeno finché non ricomincia Game of Thrones? Invece no, perché ormai sono entrata nel tunnel della dipendenza.
Ho scoperto Penny Dreadful e me ne sono innamorata. Mi ci sono affezionata per il fatto che l'ho scoperta grazie ad un consiglio della mia cantante preferita, ma anche e soprattutto perché alle atmosfere tenebrose dell'Inghilterra vittoriana e alla trama piena di misteri e dettagli horror non potevo proprio resistere.


Complice anche questo post-recensione di Nick Parisi, ho pensato di parlarvi di una delle scene che mi hanno maggiormente colpito. La scelta è stata difficile, perché la protagonista femminile è interpretata da una bravissima Eva Green, che mi fa venire voglia di alzarmi ad applaudire alla fine di ogni puntata. Anche se sono sul letto con il computer sulle ginocchia.
Per evitarvi spoiler, ho deciso per una scena della seconda puntata della prima stagione, così vi posso rivelare il contesto senza anticipare nessuno sviluppo successivo della storia.

La storia raccontata in Penny Dreadful inizia proprio con la protagonista femminile, Vanessa Ives, che assume l'intrattenitore itinerante Ethan Chandler per svolgere un misterioso "lavoro". Di questo compito si sa solo che si svolgerà di notte e che necessita di abilità nell'uso della pistola.
Si scoprirà poi che la missione consiste nell'affrontare delle misteriose creature appartenenti al mondo dei non morti, con lo scopo di ritrovare e salvare Mina, amica di Vanessa e figlia del nobiluomo sir Malcolm Murray.

Nella seconda puntata, Vanessa e sir Malcolm vengono invitati a casa di un altro nobiluomo per una festa e l'attrazione della serata è una seduta spiritica. A quell'epoca le sedute spiritiche erano piuttosto popolari e sedicenti medium venivano invitati per intrattenere gli ospiti alle serate mondane. In questo caso, però, c'è una sorpresa: sarà proprio Vanessa ad essere posseduta dallo spirito che vuole parlare con i vivi.
Non credo che questo si possa considerare uno spoiler, perché si capisce fin da subito che ognuno dei personaggi coinvolti nella storia nasconde più di uno scheletro nell'armadio e Vanessa di certo non poteva essere un'innocente donzella come tutte le altre,

Qui vi riporto la scena della seduta spiritica in lingua originale. 
Il video comprende nella parte iniziale anche un breve commento del regista, che spiega come questa scena sia stata scritta in modo da far capire fin da subito che Vanessa non è affatto un personaggio secondario e avrà un ruolo importante nella vicenda.


Lo spirito, come avrete capito, è proprio quello di Mina, la figlia scomparsa di sir Malcolm.
Purtroppo non riesco a trovare la stessa scena in italiano, nemmeno in versione sottotitolata, e i sottotitoli di YouTube non sono disponibili nel video qui sopra. 
Dato che sicuramente avete già compreso tutta la forza comunicativa della recitazione di Eva Green, spero che vi basti una sintetica traduzione delle parole che pronuncia. Partendo ovviamente dal presupposto che si tratta di una possessione, quindi non ci si può aspettare un discorso logico, ma solo qualche frase sconnessa.

[AGGIORNAMENTO: Grazie al contributo di Alma Cattleya, che mi ha suggerito il link, potete vedere la stessa scena con i sottotitoli in italiano e il commento del regista. Molto meglio della mia traduzione!]

La prima parte è quasi commovente: Mina si rivolge al padre, chiedendogli di portarla con lui nei suoi viaggi, dicendo che imparerà da lui e sarà una bravissima esploratrice. Poi si fa prendere dalla paura, inizia a dire che sta sanguinando, che sta per morire. Gli chiede se è orgoglioso di lei e se darà il suo nome ad una montagna. Prosegue: "Non c'è più acqua... Sto morendo... Lo sapevi che stavo morendo, non è vero, padre? Hai dato il mio nome ad una montagna?"
Poi pare addormentarsi e risvegliarsi e allora i suoi toni diventano violenti. Chiede a sir Malcolm perché non poteva essere più discreto, gli dice che Vanessa l'ha visto mentre si scopava una donna, lo chiama traditore e lo insulta. Come ultima cosa, gli chiede di trovarla e di salvarla.

Che cosa possiamo osservare, riguardo a questa interpretazione?
Sicuramente, per prima cosa possiamo dire che un personaggio pazzo o posseduto è molto difficile da gestire. La recitazione deve essere senza freni, perché per definizione i pazzi sono quelli che non si preoccupano dell'esistenza dei limiti ed esprimono tutto ciò che hanno dentro senza preoccuparsi delle conseguenze. Essere senza freni davanti alla macchina da presa o al pubblico di un teatro ti rende vulnerabile, perché normalmente tutti stiamo attenti a che cosa si può o non si può fare, non lasciamo mai libere le nostre pulsioni.
Eva Green, in un'intervista ha dichiarato: "Devi essere forte se vuoi fare l’attore, alla fine di questa stagione potrei non avere più lavoro, tutto dipende dai desideri del pubblico. È una sfida continua perché devi essere vulnerabile di fronte alla macchina da presa e, allo stesso tempo, avere una scorza dura per proteggerti dalle malignità che si sentono in giro.”

La seconda difficoltà che credo ci sia nell'interpretare un personaggio posseduto è la grande concentrazione che richiede. 
Certo, recitare richiede sempre concentrazione, ma nella maggior parte dei casi lo scenario teatrale è una specie di "illusione condivisa": sia gli altri attori che il pubblico obbediscono alla convenzione per cui il palcoscenico diventa una nave oppure il set cinematografico è ambientato su un altro pianeta. Si immagina una realtà diversa, ma gli altri attori contribuiscono a loro volta con la loro immaginazione.
Quando si tratta di pazzia o di possessione, il pazzo è chiuso in una propria visione della realtà che gli altri non condividono e non possono capire. "E' tutto nella tua testa" si dice a qualcuno che si crede abbia qualche rotella fuori posto. Esatto: per l'attore che interpreta il pazzo, l'illusione è tutta nella sua testa e deve concentrarsi per mantenerla, nonostante gli altri attori si comportino come le persone sane di mente che vedono una realtà del tutto diversa.

Nonostante tutte queste riflessioni che vi ho proposto, a me un personaggio pazzo non è mai capito, anche se mi piacerebbe molto una sfida del genere. Magari, se mi capiterà, potrò spiegarvi meglio come ci si sente... anche se non credo che riuscirò mai a fare un lavoro paragonabile a quello di Eva Green!

- dramaqueen


14 commenti:

  1. Ho trovato lo stesso video coi sottotitoli italiani e con il commento del regista doppiato http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-e843de4b-de3b-4514-b9ae-30057565329d.html

    P.S.: Mi piace che Eva usi la parola vulnerabilità.

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    1. Oh, grazie! Io l'ho cercato dappertutto, ma non lo trovavo... lo inserisco subito nel post!
      Non avevo scritto anche un altro post su quanto sia importante per un attore far vedere la parte vulnerabile di sé? :)

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    2. Sì, la parte di noi che non si vuol mostrare e infatti mi è piaciuto parecchio quel post.

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    3. Eva Green è una che lo fa bene!

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  2. Premetto di non essere un grande fan di serie televisive, ma Eva Green è una delle attrici moderne che più apprezzo (insieme a Katie Holmes). Anche se trovo più interessanti i film della seconda, indubbiamente più originali.
    Che questa serie sia un ritorno agli esordi scintillanti di "The dreamers"? Io ci spero :)

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    1. Io non avevo seguito molto la carriera di Eva Green, fino a questo momento, ma mi sono immediatamente convertita quando ho visto queste interpretazioni!

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  3. Eva Green rappresenta la conferma più bella di tutta la serie, gli attori sono tutti bravissimi -intendiamoci- ma la lucida disperazione del personaggio di Vanessa Ives, il continuo rimettersi in gioco della green sono stati eccezionali, veramente di un altro livello.
    P.s
    Grazie per aver linkato il mio post su "Penny Dreadful"

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    1. Forse non ho sottolineato che anche gli altri attori sono molto bravi. Adoro anche Victor Frankenstein, ma anche Dorian Gray, ma anche sir Malcolm, ma anche Brona... L'unico che mi lasciava perplessa era Chandler, ma era solo perché il suo personaggio era un po' insulso nelle prime puntate. Poi anche lui assume risvolti interessanti, avevi ragione :)

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  4. Vanno forte le serie ambientate in era vittoriana mi sa...
    Comunque c'è anche una seduta spiritica nell'insospettabile Il fu Mattia Pascal...

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    1. Non saprei, io conosco poche serie TV e le altre che seguo sono ambientate nei giorni nostri o nel Medioevo...

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  5. "per definizione i pazzi sono quelli che non si preoccupano dell'esistenza dei limiti ed esprimono tutto ciò che hanno dentro senza preoccuparsi delle conseguenze."
    Dipende in effetti dal tipo di disturbo mentale, questo.

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    1. Suvvia, questo è un blog teatrale, non un trattato di psicologia. Lo so benissimo che esistono svariati disturbi mentali, ma mi stavo riferendo al classico personaggio pazzo delirante, che è il più comune nelle opere teatrali, soprattutto fino ad una certa epoca. Magari al giorno d'oggi ci sono anche opere che mettono in scene disturbi mentali con sintomi diversi e più dettagliati.

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    2. Immagino tu non abbia presente il disturbo ossesivo-compulsivo di lady Macbeth.

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    3. La scena a cui ti riferisci corrisponde alle caratteristiche che ho elencato: Lady Macbeth sta delirando, parla e agisce solo in base all'illusione che c'è dentro la sua testa. Ovviamente in teatro non si possono sentire i pensieri dei personaggi, quindi lei deve esprimerli parlando.
      Quando scriverò un post sui disturbi mentali, ti chiamerò, ma non credo che questo sia il blog adatto.

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