11 dicembre 2015

Dizione in pillole - Christmas edition

Se questo titolo così strano vi ha incuriosito, allora ho già raggiunto una parte del mio obiettivo.
Sicuramente questa è un'idea strana, ve ne do atto, ma potrebbe non essere totalmente stupida. Studiando dizione, ho spesso l'impressione di stare imparando le regole di una lingua straniera, anche se si tratta della mia lingua madre.
Quindi, continuando con questo ragionamento, mi sono detta: ma nelle lingue straniere il lessico si impara per nuclei tematici! Perché non posso fare così anche per la dizione?


Quindi, via con il lessico natalizio. Che cosa si fa a Natale?

Prima di tutto, ci si può divertire a riempire la casa di decorazióni (che, come tutte le parole in -zione/-zioni vogliono la O chiusa).
L'albero di Natale si abbellisce con le lucétte colorate (che, come tutti i diminutivi in -etto/-etta, hanno anch'esse la E chiusa), le palline e i fiòcchi (che vogliono la O aperta, come quasi tutte le parole in -occo/-occa/-occhi-ocche).

Alcuni fanno anche il presèpe (che, come tutti i vocaboli in -epe/-epa/-epi, vuole la E aperta).
I bambini scrivono una lèttera a Babbo Natale. Questa simpatico vecchietto arriverà sulla sua slitta tirata da rènne volanti e lascerà sotto l'albero dóni per tutti.

Ulteriori spunti possono venire dalle classiche canzoni di Natale (che io, neanche a dirlo, ho sempre cantato con le vocali tutte sbagliate). Vediamo, ad esempio, l'inizio di "Tu scendi dalle stelle":

Tu scéndi dalle stélle
O ré del cièlo
E vièni in una grotta
Al fréddo e al gèlo

Già in questi quattro versi si possono individuare tantissime regole di dizione. Se ve le elenco mentre avete gli esempi sott'occhio, però, forse ve le ricorderete meglio:
  • I verbi scéndere e véndere hanno sempre la E chiusa
  • La parola stélla non segue una regola, ma un'odiosissima eccezione. Infatti, quasi tutte le parole terminanti in -ello/-ella/-elli/-elle vogliono la E aperta. Fanno eccezione: stella, capelli e i dimostrativi come quello/quella.
  • La parola nel senso di sovrano ha la E chiusa, mentre la nota musicale vuole la E aperta
  • Sia cièlo che vièni obbediscono alla regola per cui la E è aperta nel dittongo ie. Anche qui ci sono delle eccezioni, ma per fortuna sono poche: chiérico e i termini in -iése che indicano una provenienza geografica, come ateniése o marsigliése.

Diamo un'occhiata, adesso a "L'albero di Natale", versione italiana del canto tradizionale tedesco "O tannenbaum":

S'accèndono e brillano
Gli alberi di Natale
S'accèndono e radunano
Grandi e bambini intórno.
I rami si trasfórmano
Con bacche rósse e fili d'òr
Risplèndono, sfavillano
Gli alberi di Natale!

Qui troviamo un po' meno regole, però la canzone ci può essere ugualmente utile per imparare che:
  • Le forme verbali accèndono e risplèndono vogliono la E aperta, come tutte le forme che terminano in -endo/enda/-ende/-endi/-endono (le eccezioni rimangono i verbi scéndere e véndere, come visto nell'esempio precedente).
  • Come intórno, anche molte altre delle parole che finiscono in -orno/-orna/-orni/-orne hanno la O chiusa (alcune eccezioni sono scòrno, còrno e i derivati come tricòrno e capricòrno).
  • Il colore rósso è una delle poche eccezioni alla regola per cui i vocaboli in -osso/-ossa/-ossi/-osse vogliono la O aperta (le altre eccezioni sono la parola tósse e le forme del verbo essere come fóssi e fósse).

Per finire, vediamo un canto tradizionale tradotto direttamente dal latino, "Venite, fedeli":

Venite fedéli,
lièti e trionfanti.
Venite, venite a Betlèmme.
Nasce per noi Cristo Salvatóre
Venite adoriamo, 
venite adoriamo
Venite adoriamo il Signóre Gesù.

Da questa breve strofa possiamo imparare che:
  • Il termine fedéle vuole la E chiusa, ma in realtà è un'eccezione alla regola secondo cui le parole che finiscono in -ele/elo/-ela/-eli hanno quasi tutte la E aperta (ulteriori eccezioni sono: candéla, méla, pélo, véla e téla).
  • Betlèmme si pronuncia con la E aperta, come tutte le parole in -emme/-emma/-emmi (l'unica eccezione è il nome Marémma).
  • Sia salvatóre che signóre obbediscono alla regola per cui i vocaboli terminanti in -ore vogliono la O chiusa.

Che cosa ne dite, la mia idea era inutile o solo strana?
Io ho l'impressione che mi sia servita per ripassare alcune regole. Se l'avete trovata carina, potrei pensare di riproporla scegliendo un altro tema e infilandoci dentro qualche altra regola.

- dramaqueen



Immagine da Pixabay

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