15 gennaio 2016

Piccolo glossario cinematografico

Qualche mese fa avevo compilato un piccolo glossario teatrale. Dato che molti di voi mostrano uno spiccato interesse per il cinema (e che anche io dovrei farmi una cultura perché ci sono molte cose che non so) ho pensato di fare la stessa cosa con i termini dell'ambito cinematografico.


Non ho la pretesa di spiegare in modo esaustivo ognuno di questi termini. Ci saranno sicuramente moltissimi tipi diversi di inquadrature o di montaggio che un esperto di cinema conosce e vi saprebbe elencare... ma io non sono esperta: mi limito a fornirvi una lista di vocaboli con una breve spiegazione e lascio a voi la possibilità di approfondire la conoscenza, se ne avrete la curiosità.

Allora, diamo inizio alla carrellata. Neanche a farlo apposta, "carrellata" è proprio una delle parole che troverete in questo glossario, anche se in ambito cinematografico ha un significato un po' diverso da quello che usiamo di solito...


Angolo di ripresa: posizione della macchina da presa. Può essere normale (quando la macchina da presa è sullo stesso piano dell'oggetto ripreso), rialzata o abbassata.

Animatronica: congegno comandato elettronicamente che simula i movimenti di un essere umano, di un animale o di una qualsiasi creatura che debba comparire nel film. Uno degli esempi più celebri è l'extraterreste E.T. del film del 1982.

Attacco: modo in cui si passa da un’inquadratura all'altra.

Carrellata: movimento della macchina da presa fissata su un carrello o un altro mezzo in movimento. Può essere in avanti, indietro, laterale, in ascensore (quando scorre in verticale parallelamente all'oggetto) o circolare (quando gira attorno all'oggetto).

Comparsa: attore che svolge un ruolo di contorno, comparendo solitamente in scene di gruppo. Solitamente si tratta di attori non professionisti.

Colonna sonora: l'insieme della voce, della musica e dei rumori in un'opera cinematografica. In ambito tecnico, per "colonna sonora" si intende la zone della pellicola riservata alla registrazione del sonoro, cioè lo spazio laterale. Altre volte, invece, con un'accezione più ristretta, si intendono solo le musiche composte per il film.

Dettaglio: tipo di primissimo piano che coglie un particolare di una persona o di un oggetto.

Direttore della fotografia: colui che si occupa della posizione della macchina da presa, della scelta dell'inquadrature e dell'illuminazione della scena.  E' la figura professionale a cui fanno capo elettricisti, macchinisti e operatori.

Dolly: attrezzatura costituita da una piattaforma mobile che si muove su binari a cui è fissato un braccio meccanico, che a sua volta regge la macchina da presa. Il carrello è il braccio meccanico permettono di effettuare, rispettivamente, movimenti in direzione orizzontale e verticale.

Effetto notte: detto anche “notte americana”, è una tecnica che permette di far apparire notturna una ripresa effettuata di giorno. Nei film in bianco e nero si usava un filtro giallo per rendere scuro il cielo, con l'introduzione del colore si passò al filtro blu. Oggi l'effetto si può ricreare in postproduzione con tecnologie digitali.

Flou: effetto ottico per cui l'immagine appare volutamente sfuocata, utilizzato per dare l'effetto del sogno, del ricordo o dell'ebbrezza. Si ottiene applicando degli speciali filtri o diffusori che sfocano i contorni delle immagini.

Fuoco: punto di massima nitidezza dell'immagine sullo schermo, sulla quale dovrebbe focalizzarsi l'attenzione dello spettatore.

Grandangolo: obiettivo che allarga il normale angolo della visuale, deformando le zone laterali. Viene spesso usato per grandi soggetti, come panorami o edifici, che altrimenti non entrerebbero completamente nell'angolo di ripresa. Alcuni registi lo utilizzano anche per dare effetti particolari nei ritratti.

Inquadratura: la porzione di spazio fisico registrata dalla cinepresa in un dato intervallo di tempo. Esistono diversi tipi di inquadrature (dall'alto, dal basso, obliqua...) ma una delle distinzioni più importanti è tra inquadratura fissa e in movimento, perché l'effetto sullo spettatore è molto diverso.
Si possono distinguere, inoltre, l'inquadratura oggettiva (che riprende la scena dal punto di vista del regista) e soggettiva (che mostra il punto di vista di un personaggio).

Mixaggio: fase della lavorazione del film in cui i dialoghi, gli effetti sonori e la musica vengono sovrapposti e trasferiti su di un unico supporto.

Montaggio: fase della lavorazione in cui le inquadrature e le sequenze scelte vengono congiunte secondo l'ordine della narrazione. Può essere lineare (quando segue un ordine cronologico o logico), incrociato (quando immagini di azioni simultanee che si svolgono in luoghi diversi vengono alternate velocemente), parallelo (quando le immagini riproducono azioni contrapposte ma che si svolgono in tempi diversi) o descrittivo (quando le immagini non sono unite da un preciso nesso logico o temporale).

Panoramica: ripresa effettuata facendo ruotare la macchina da presa attorno al suo asse, in modo da inquadrare tutti gli spazi, gli oggetti e le persone presenti tra le due angolazioni. Il movimento della cinepresa può essere orizzontale, verticale oppure obliquo.

Profondità di campo: accorgimento ottico che permette di riprendere due oggetti posti su piani diversi in modo che entrambi risultino a fuoco.

Rumorista: tecnico specializzato nella riproduzione degli effetti sonori. Questi effetti, infatti, non vengono quasi mai registrati in presa diretta, perché i microfono vengono diretti verso gli attori, per registrare chiaramente i dialoghi e ridurre i rumori di fondo. Gli altri rumori vengono quindi aggiunti in fase di mixaggio.

Segretario di edizione: professionista che durante le riprese ha il compito di annotare i tempi di lavorazione e i particolari relativi alla scena (costumi, oggetti, posizione degli attori) perché non vengano commessi errori nel girare inquadrature successive della stessa sequenza.

Sequenza: serie di inquadrature che costituisce un insieme dal punto di vista dell'azione scenica. Le sequenza godono di una relativa autonomia, come i capitoli di un romanzo.

Soggetto: vicenda del film, che può essere originale, tratta da una storia realmente accaduta oppure trasposta da un libro o da un'opera teatrale.

Steadycam: supporto meccanico su cui è montata la macchina da presa e che può essere indossato dall'operatore. Grazie allo speciale corpetto dotato di ammortizzatori, l'operatore può muoversi e anche correre senza che le riprese risentano di oscillazioni eccessive.

Zoom: obiettivo che permette di allontanare o avvicinare il soggetto senza spostare la macchina da presa. Di fatto l'effetto creato è quello di una carrellata avanti o indietro.

Ma l'elenco non finisce qui...
Pensavate che mi fossi dimenticata di due termini tra i più importanti? Invece no, li ho tenuti per ultimi perché volevo spiegare bene la differenza tra i due, che per me non era mai stata chiarissima.
Quindi, parliamo della differenza tra campo e piano:

Il campo è la quantità di spazio che viene mostrata nell'inquadratura.
Si possono distinguere molte tipologie diverse di campo:

  • Lunghissimo: nelle riprese in esterni offre una visione d'insieme del luogo. Le figure umane non sono presente o si distinguono a malapena.
  • Lungo: l'ambiente è ripreso in maniera ampia, ma presenta un centro d'interesse. Eventuali figure umane sono distinguibili ma inglobate nel paesaggio.
  • Medio: le figure umane sono nettamente distinguibili, ma l'ambiente riveste ancora il ruolo principale nel catturare l'attenzione dello spettatore.
  • Totale: riporta la totalità di un interno con tutti i personaggi che vi agiscono.
  • Campo/controcampo: vengono mostrati in sequenza un personaggio che osserva qualcosa e l'oggetto della sua attenzione, oppure due interlocutori che stanno avendo una conversazione.

Il piano è l'ampiezza dell'inquadratura in rapporto alla figura umana (o antropomorfa).
Anche qui si possono distinguere:

  • Figura intera: il personaggio è ripreso interamente e tocca i margini superiore o inferiore dell'inquadratura.
  • Piano americano: gli attori sono ripresi dalle ginocchia in su. Questa inquadratura è tipica dei film western.
  • Mezza figura: riprende il personaggio dalla vita in su.
  • Primo piano: appare il volto e una parte del busto.
  • Primissimo piano: riprende solo il volto dell'attore.
  • Dettaglio: compare solo un particolare della figura umana o di un oggetto.
  • Piano sequenza: inquadratura che segue il movimento del soggetto in modo uniforme, senza stacchi di ripresa.

Spero che questo glossario sia stato per voi interessante e spero anche di non aver deluso i lettori appassionati di cinema. Sapete che me ne intendo più di teatro, ma anche l'ambiente cinematografico ha il suo fascino, quindi ritornerò sicuramente a parlarne in futuro.

- dramaqueen



Fonti di questo articolo:



Immagine di Till Krech (Flickr)
Licenza Creative Commons Attribuzione

2 commenti:

  1. A me è piaciuto, un domani potrebbe servirmi per un post sul Cinema di genere e allora linkerò il tuo articolo.

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