6 aprile 2016

Esercizio: come ricreare un luogo con l'immaginazione

Questo esercizio non riguarda né l'uso del corpo né della voce, ma un altro aspetto del lavoro dell'attore: l'immaginazione
Si potrebbe pensare che un attore non debba immaginare nulla, perché il testo teatrale è già stato scritto dal drammaturgo e la scena è stata costruita dal regista, ma in realtà è tutto il contrario. 


Non si può incontrare una storia allo spettatore se non si riesce a dipingere questa storia nella propria mente e a vedersela davanti come se fosse reale.
E' come quando fate un sogno ad occhi aperti, vi è mai capitato? Magari mentre il professore spiega, mentre siete in treno e guardate fuori dal finestrino o mentre qualcuno vi parla di qualcosa che non vi interessa minimamente? 
Improvvisamente, smettete di vedere quello che vi sta davanti e vedete la scena che state costruendo nella vostra immaginazione. Ecco, per raccontare una storia in modo efficace bisogna vedersela davanti in questo modo.

Prima di continuare, per correttezza è meglio specificare che anche quest'esercizio e quest'idea vengono sempre dal workshop di Andrea Pennacchi, che ringrazio ancora per tutti gli spunti che mi ha dato.
[Ormai potrebbe pretendere una percentuale sui guadagni di questo blog, dato che è la seconda volta che lo cito in due post. Per fortuna che qualsiasi percentuale di zero è sempre zero!]
Ovviamente, fare un esercizio ad un corso, con un insegnante che ci segue, non è uguale a leggerlo in un blog e cercare di metterlo in pratica da soli. Io, però, continuo a proporvi questi articoli più che altro perché servono a mostrare quanto lavoro (e quanti lavori diversi) stanno dietro alla performance di un attore.

Passiamo all'esercizio vero e proprio: per prima cosa, dovete pensare ad un luogo a cui siete affezionati e che è ben impresso nella vostra memoria. Può essere una stanza della vostra casa, un prato in cui giocavate da bambini, la casa dei vostri nonni o dei vostri zii... basta che lo ricordiate bene.
Il secondo passaggio è distendersi a terra, chiudere gli occhi e immaginare intorno a sé il luogo prescelto. Ricreate nella vostra mente tutti i dettagli possibili: se immaginati di essere distesi su un letto, dovete vedere chiaramente che cosa c'è davanti a voi, da che lato c'è la parete, dov'è il comodino e tutto il resto della stanza.

Quando avrete creato un'immagine chiara, potete alzarvi in piedi ed iniziare a girare su voi stessi lentamente, per vedere tutto intorno. Che cosa c'è nel lato opposto della stanza? C'è qualcosa di appeso ai muri?
Ovviamente, se invece di una stanza avete scelto un luogo all'aperto, vale la stessa cosa. Giratevi in tutte le direzioni e iniziate a descrivere, a bassa voce, che cosa vede lo sguardo della vostra immaginazione. Siate dettagliati, come se doveste descrivere l'immagine ad un pittore che la deve dipingere. Siate precisi riguardo alla posizione degli oggetti, alle forme e ai colori.

Se oltre alla vista volete esercitare la memoria anche degli altri sensi, potete provare a prendere in mano un oggetto. Nella realtà, non starete toccando niente e la vostre dita sentiranno solo aria, ma provate ad immaginare di sentire la superficie dell'oggetto, le sue dimensioni e il suo peso nella vostra mano. E' piccolo o grande? Pesante o leggero? Liscio o ruvido?
Potete provare a scuoterlo, ad aprirlo e sfogliarlo se è un libro, a frugarci dentro se è una scatola.
Io, personalmente, ho trovato molta più difficoltà in questa parte dell'esercizio piuttosto che con la visualizzazione, però mi hanno sempre detto che con l'allenamento tutto migliora.

Se riuscite a sviluppare l'immaginazione fino a ricreare un nuovo ambiente intorno a voi, allora potete anche "vedere" davanti ai vostri occhi la storia che state raccontando come se fosse reale.
E se riuscite a vederla, allora potrete riuscire anche a farla immaginare a chi vi sta ascoltando.

- dramaqueen



Immagine da Pexels
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10 commenti:

  1. Molto interessante questo esercizio. Lo proverò!

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  2. Mi accadeva qualcosa di simile quando facevo meditazione: visualizzavo una stanza. La volta dopo la rivisualizzavo e si arricchiva di sempre nuovi particolari. Il tatto è sempre un senso molto difficile da esercitare!

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    1. Non sono esperta di meditazione, ma sono curiosa, permettimi di farti un paio di domande: era una stanza conosciuta o una stanza che dovevi immaginare dal nulla? E lo scopo della meditazione era l'immaginazione o qualcos'altro?

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    2. Partivo da un dato reale, cioè una scena storica ambientata a Parigi.

      Questa scena mi arrivava all'inizio in maniera confusa (hai presente quei ricordi che arrivano dal buio?). La volta successiva vedevo delle persone, e le volte successive il tutto si arricchiva di particolari, come oggetti e altro.

      Lo scopo era quello di entrare nella scena come se io fossi la spettatrice, ma mi trovassi dentro.

      Chiedi pure se hai altre curiosità! :-)

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    3. E' molto interessante :) Non c'entra niente con il teatro, ma ultimamente sono molto stressata e cerco di meditare per ritrovare un po' di calma. Magari se hai tempo ti chiederò altre spiegazioni in privato, grazie!

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  3. Allora ti aspetto. Trovi la mail cui scrivermi sul blog del Manoscritto. :-)

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  4. Mi ricorda un po' il film "Ovunque nel tempo" dove l' attore protagonista per ritornare a qualche decade precedente fa una cosa simile a quella da te descritta :) interessante!

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    1. Non ho mai visto il film, ma leggendo su Wikipedia ho visto che si parla anche in quel caso di teatro e di un'attrice, quindi è ancora più interessante ;)

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