25 maggio 2016

Come scegliere il monologo giusto per te

Quando ci si deve presentare ad un provino, non c'è solo lo stress dell'esibizione in sé, ma anche quella della scelta dei testi. A volte è richiesta una scena dialogata, a volte una poesia, ma quasi sempre c'è lui, il monologo. Il dilemma fisso nella vita di un attore.
Come trovare quello giusto?


La scelta è determinante, perché alle audizioni tutto si gioca in pochi minuti ed è fondamentale avere i mezzi giusti per dare il meglio di sé.
Ecco qualche consiglio da seguire per rendere un po' meno difficile la scelta:

Scegli il monologo giusto per il provino

Che ruolo speri di ottenere superando questo provino? Un ruolo comico, tragico, moderno, classico? Il testo che presenterai dovrà essere scelto anche in funzione di questo.
Se punti a convincere il regista che hai le qualità per interpretare un ruolo tragico, dimostralo scegliendo un testo adatto. Se invece il personaggio che desideri è comico, inizia già dall'audizione a far vedere quanto sei capace di far divertire il pubblico.
Lo stesso vale per il genere a cui appartiene il testo: teatro classico, moderno, contemporaneo, dialettale, musical... hanno tutti caratteristiche diversa. Senza dimenticare il cinema, perché ai provini cinematografici è meglio scegliere un monologo tratto da un film.
E se il provino è per una scuola di recitazione o per un'Accademia? Allora c'è un po' più di libertà, ma attenzione ad eventuali vincoli: si potrebbe chiedere, ad esempio, di scegliere solo testi classici o di autori italiani, quindi non arrivare impreparato.


Trova un testo che ti comunichi qualcosa

Per poter trasmettere un'emozione vera al pubblico, devi prima trovare una scena che trasmetta a te un significato, qualcosa che ti ricorda le tue esperienze personali e che ti permetta di trovare una connessione tra te e il personaggio.
Quindi, sfoglia tanti libri, cerca tanti testi, finché non ne troverai uno che ti colpisce perché ti ha ricordato qualcosa di tuo. Non qualcosa che vorresti fare o che vorresti essere, ma qualcosa che sei o che hai veramente provato nella vita.

Leggi anche: Trovare un aggancio con il personaggio è la chiave per raccontare


Scegli qualcosa che sai fare bene

Se dovessi scegliere di cantare in pubblico un canzone, ne sceglieresti una molto difficile che ti riesce bene una volta su dieci? Non credo, piuttosto rinunceresti alla canzone che rischia di farti dare brutta figura, scegliendone una alla tua portata (e tenendo quella difficile per quando sarai più esperto).
Lo stesso dovrebbe valere per i monologhi: va bene avere fiducia in se stessi e puntare su un testo impegnativo per fare una buona impressione, ma bisogna prima valutare oggettivamente le proprie capacità.

Ma c'è anche un'altra domanda che spesso mi fanno i lettori del blog...


Dove trovare il monologo?

Ci sono molte possibilità:

  • In biblioteca: andate nella sezione teatro e sfogliate i libri che più vi ispirano, finché non trovate qualche testo che fa al caso vostro.
  • Su internet: se l'autore è morto da più di settant'anni, le sue opere sono reperibili gratuitamente anche in rete, su siti come Project Gutenberg e Liber Liber.
  • Chiedendo consiglio: ai vostri insegnanti di teatro, ad altri attori, ai vostri professori, a chiunque se ne intenda un po' di teatro o di cinema... tra tanti suggerimenti potrete trovare sicuramente il testo giusto.

Spero che questo post vi sia stato utile e vi auguro di trovare il monologo giusto per fare un figurone al prossimo provino!

- dramaqueen



Immagine di Abhi Sharma (Flickr)
Licenza Creative Commons Attribuzione

4 commenti:

  1. Molto utile questo post :) anche se il mio sogno non è diventare attrice.
    Una domanda però mi sorge spontanea: è giusto mischiare comicità, tragedia ecc. in un' unica scena? Nei film si vede spesso che ai provini fanno un mix di ogni emozione, ma forse è un pochetto generalizzato...

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    Risposte
    1. Diciamo che in teatro non esistono "giusto" e "sbagliato", esistono cose che funzionano in scena e cose che non funzionano. Se un monologo è ben congegnato, può mischiare comicità e tragicità con ottimi effetti, ma non è facile. Bisogna sempre considerare l'effetto scenico quando si scrive o si imposta una scena e, se necessario, correggersi di conseguenza. Spero di essermi spiegata :)

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    2. Chiaro! Sei riuscita a togliermi un dubbio :D però ora sono curiosa (probabilmente ne avrai già parlato in altri articoli ma ho la memoria di un criceto, specialmente se sono sotto esami, porta pazienza): qual è il tuo monolo preferito, o quello con cui ti presenti? :)

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    3. Non ne ho uno preferito in assoluto, ce ne sono tanti che mi piacciono... Quando ho fatto il provino per l'Accademia ho portato un monologo di Portia dal "Mercante di Venezia" di Shakespeare. Però a posteriori non credo che fosse del tutto adatto a me e credo che ora sceglierei qualcosa di diverso, magari più tragico, dato che se i registi finiscono sempre per assegnarmi parti tragiche ci sarà un motivo.

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