14 giugno 2016

La mia prima esperienza di doppiaggio "serio"

Vi avevo anticipato nel post della settimana scorsa che sabato 11 giugno sarei andata a Milano per un laboratorio di doppiaggio di una giornata. Vi avevo anche promesso che vi avrei raccontato dell'esperienza, quindi ecco qui il mio resoconto.


Ovviamente non vi posso raccontare tutto, ci sarebbero tantissime cose da dire e verrebbe fuori un post eterno... ma ho cercato di sintetizzare i punti principali della giornata.
Il corso è tenuto dal doppiatore, direttore del doppiaggio e dialoghista Pino Pirovano, presso il Centro Teatro Attivo. Nella stanza ci sono dieci sedie per far sedere tutti i partecipanti, ma c'è anche una stanzetta insonorizzata che sarà la nostra piccola sala di doppiaggio. Oltre all'insegnante c'è anche il fonico Adriano*, che non sa doppiare ma ha assistito a così tanti turni che ormai sa quali consigli dare.

Il laboratorio inizia con una spiegazione delle diverse figure professionali che intervengono nel processo di traduzione e doppiaggio di un prodotto (film, serie, cartone animato), a cui però dedicherò un altro post, altrimenti questo diventerebbe decisamente troppo lungo.
Quello che è stato sottolineato più volte in questa spiegazione è che il doppiaggio è un processo produttivo. Certo, è un lavoro artistico, ma deve essere soprattutto efficiente, non ci devono essere tempi morti e i tempi (abbastanza ristretti) che si hanno a disposizione devono essere ottimizzati al meglio.
Se volete fare i doppiatori, quindi, siate consapevoli che da voi ci si aspetta un lavoro fatto bene e in fretta, senza perdere tempo a provare e riprovare le battute. Ve lo dico così, giusto per mettervi un altro po' d'ansia.

La seconda scoperta della giornata è che sui copioni, accanto alle battute, ci sono delle sigle.
Alcune indicano la posizione del nostro personaggio sullo schermo: ad esempio IC significa in campo, FC fuori campo, DS di spalle. Solo nel primo caso si vede il labiale, negli altri il doppiatore deve seguire l'audio originale come riferimento per calcolare i tempi. Poi può accadere che una battuta inizi fuori campo e prosegua con il personaggio in campo, o viceversa...
Oltre a queste sigle, ci sono anche indicazioni come ACC (accavallato alla battuta di un altro personaggio) oppure SP (sporcatura, cioè un suono che non è una parola, ma può essere un sospiro, un colpo di tosse, una risata...). Ce ne sono molte altre, ma sarebbero troppe da elencare, senza contare che io sono ancora un po' confusa al riguardo, quindi non vorrei darvi spiegazioni sbagliate.
Anche le pause sono segnate sul copione: i puntini di sospensione ( ... ) indicano una pausa brevissima, la doppia virgola ( ,, ) una pausa breve, una barra ( / ) una pausa più lunga e una doppia barra ( // ) una pausa molto lunga.

Aspiranti doppiatori, avete già iniziato a mettervi le mani nei capelli?
Male, perché ora inizia il resoconto della parte pratica del corso e le cose diventano ancora più complesse.

Il primo esercizio non era di doppiaggio, ma di lettura e interpretazione a prima vista. Uno alla volta dovevamo entrare nella saletta di registrazione, dove avremmo trovato sul leggio un pagina tratta da "Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare". Una pagina che non avevamo avuto la possibilità di leggere prima.
Una volta nella sala, dovevamo raccontare la storia che stavamo leggendo, nel modo più coinvolgente possibile. Inutile dire che la lettura a prima vista richiede una grande prontezza di riflessi: non è facile interpretare un testo senza essersi minimamente preparati prima. In mezzo secondo bisogna capire che cosa vuol dire la frase, cosa trasmette, quanto è lunga (altrimenti si resta senza fiato a metà), se è una descrizione o un dialogo...
Eravamo tutti molto emozionati e purtroppo si è sentito, ma devo dire che sono stata abbastanza contenta della mia prova: sono perfino riuscita a dare due vocine pseudo-convincenti al gatto e alla gabbianella morente.

Quindi, lezione numero uno: per fare doppiaggio bisogna allenarsi molto nella lettura a prima vista, perché si entra in sala senza sapere che scena si dovrà doppiare e non c'è tempo per prepararsi.
Buon proposito per questi mesi: prendere un libro a caso dalla biblioteca dei miei e cercare di leggerne una pagina a voce alta, nel modo più convincente possibile.

Il pomeriggio abbiamo iniziato a doppiare veramente. Beh, ci abbiamo provato.

Nel processo di doppiaggio, il film (o serie TV o cartone) viene diviso in anelli, cioè delle brevi scene della durata media di circa un minuto. Nella maggior parte dei casi si procede "in colonna separata", cioè ogni doppiatore incide la battute del suo personaggio separatamente e poi le tracce audio vengono mixate. In questo caso, dato che era solo un esercizio, entravamo nella saletta di registrazione a coppie e incidevamo le battute di entrambi i personaggi insieme.
In una sala di doppiaggio si fa all'inizio una prova di sala (o prova sonora) in cui si sente l'audio originale sia dall'altoparlante che in cuffia e contemporaneamente si leggono le battute, cercando di individuare quando il proprio personaggio parla. Noi eravamo molto inesperti, quindi di prove di questo tipo ne abbiamo fatte due per ogni anello.
Poi si fa una prova muta, in cui si sente l'audio originale solo in cuffia e si provano le battute, come se si stesse già registrando. Alla fine, si incide.

I doppiatori non rivedono la scena con l'audio in italiano. Non c'è tempo: se le battute incise vanno bene e non serve rifarle, si passa all'anello successivo.
Noi, invece, alla fine della registrazione potevamo vedere il risultato, soprattutto perché ci serviva per capire i nostri errori. L'insegnante commentava il nostro lavoro e ci dava dei suggerimenti per migliorare nella seconda prova di registrazione.
Io ho doppiato una scena del film "Babel" con Cate Blanchett e Brad Pitt (ovviamente non ero Brad Pitt), una scena di "Happy Days" in cui Ricky Cunningham ha un appuntamento con una bionda ochetta di nome Mary Lou e una dal cartone "A kind of magic" in cui ero la fatina Willow.

In un intero pomeriggio di prove (e quando non provavo io, ascoltavo gli altri) ho assorbito un sacco di concetti. Credo che sarebbe impossibile riportarli tutti, ma cerco di ordinare i più importanti in questo elenco:
  • Come potete immaginare, è difficilissimo ricordarsi quando deve partire la battuta, leggere il copione e metterci l'intenzione giusta, tutto contemporaneamente e avendo così poco tempo a disposizione.
  • Non bisogna ascoltare più di tanto l'audio originale, perché a volte la traduzione non è aderente, quindi la battuta originale trae in inganno e fa perdere concentrazione. A proposito, se pensate che un film sia stato tradotto male, non prendetevela con i doppiatori. Loro leggono e basta, non possono cambiare le battute neanche volendo.
  • Si dice che bisogna doppiare gli occhi, cioè guardare molto le espressioni dei personaggi e i loro gesti per capire che intenzione dare alle frasi.
  • I cartoni animati possono avere delle vocette molto "sopra le righe". Il doppiatore deve sceglierne una che vada bene per il personaggio e ricordarsela bene in modo che possa essere riprodotta in tutti i successivi turni (senza ritrovarsi senza voce il giorno dopo). Al momento non c'è tempo per provare le vocine, quindi immagino che ognuno abbia un proprio repertorio di vocine su cui ha già fatto pratica e a cui può attingere in caso di necessità.

Sicuramente io avrei bisogno di molto esercizio per riuscire a doppiare una scena in modo decente in così poco tempo. Però forse ce la posso fare ad essere ammessa ad un corso. Anche questo è difficile, perché i posti sono pochi, ma ci proverò.

Insomma, la conclusione a cui sono arrivata alla fine del laboratorio è che è tutto complicatissimo, serve molto studio, trovare lavoro non è per niente facile... ma sentire la tua voce su un cartone animato non ha prezzo!

- dramaqueen



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Licenza Creative Commons



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(*) Perdonatemi se non ho scritto il cognome, non vuol dire che il fonico sia meno importante... vuol dire solo che ho una pessima memoria e non me lo ricordo!

10 commenti:

  1. E' stata decisamente una faticaccia nonché un impegno molto stressante, però mi pare di capire che tu sia tornata da questa esperienza più carica di prima, quindi.....
    Daje!

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    1. Veramente sono tornata un po' disperata, perché è ancora più difficile di quanto pensavo... però ho capito anche che mi piace molto e quindi ci voglio provare!

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  2. Non dovendo praticare questo "sport", posso dire senza remore che mi sembra un lavoro molto interessante, anche se (o proprio perché?) complicato. Molto interessante anche il tuo post! :)

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    1. Sono contenta che ti sia piaciuto :) Effettivamente ho sempre avuto un debole per le cose complicate, non mi piacciono se sono troppo semplici ^^"

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  3. Wow! Avevo visto un po' di lezioni online sul tema, ma sentire il resoconto di questo corso mi ha messo un po' i brividi (di emozione, non di paura).
    Sei brava e lo diventerai sempre di più. Continua così.
    Io mi esercito volentieri con te, quando vuoi (tanto di sicuro non ti rubo il lavoro!).

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    1. Non ho ancora nessun lavoro da rubare e non so se l'avrò... però sono contenta se vuoi esercitarti con me! Grazie dei complimenti!
      Dove si trovano le lezioni sul tema? Io non ne ho mai trovate...

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    2. Io ne avevo ascoltate alcune da qui: https://www.youtube.com/user/NovArteScenica
      Poi il tempo è sempre quello che è e ho accantonato, ma magari riprenderò.

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    3. Grazie! Anch'io purtroppo sono abbastanza impegnata, però se vedo che sono lezioni utili troverò il tempo... In fondo è un investimento, il mio, tu invece punti più su altri tipi di video.

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  4. Che blog interessante che hai creato...! complimenti, bella!
    Sei adorabile e ti auguro tanta fortuna nella vita

    Riguardo a questo post, io preferisco di gran lunga la recitazione che ci fa usare anche il corpo oltre alla nostra voce, ma certamente anche questa è un'esperienza bella e interessante!

    Un salutone

    kira

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    1. Ciao Kira, benvenuta e grazie per i complimenti! Ricambio anche il tuo bellissimo augurio :)
      Molte persone la vedono come te non vedono il fascino di stare dietro al microfono in una stanza buia... beh, in effetti detta così non suona per niente attraente, però a me piace- E' questione di gusti! Comunque continuo ad amare anche il teatro e spero di poter tornare su un palcoscenico il più presto possibile.

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